{"id":348199,"date":"2026-02-11T09:26:11","date_gmt":"2026-02-11T09:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/348199\/"},"modified":"2026-02-11T09:26:11","modified_gmt":"2026-02-11T09:26:11","slug":"bere-te-o-caffe-fa-bene-al-cervello-e-protegge-dal-declino-cognitivo-ecco-quali-e-quanti-consumarne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/348199\/","title":{"rendered":"Bere t\u00e8 o caff\u00e8 fa bene al cervello e protegge dal declino cognitivo, ecco quali e quanti consumarne"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 chi lo beve quasi ancora ad occhi chiusi e chi lo trasforma in una pausa di relax di met\u00e0 mattina, chi lo preferisce rigorosamente amaro e chi non sa proprio rinunciare allo zucchero. Il caff\u00e8 e sempre pi\u00f9 spesso anche il t\u00e8 sono due compagni costanti delle nostre giornate. Ma adesso, oltre al piacere di gustarseli in un attimo di tranquillit\u00e0, potrebbe aggiungersi un plus inaspettato: queste due bevande, sarebbero infatti in grado di aiutare il cervello a difendersi dal declino cognitivo e dalla demenza. Ma per ottenere questi benefici \u00e8 fondamentale consumare le loro versioni \u201ccaffeinate\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>IL MONITORAGGIO <\/p>\n<p>Non si tratta dell\u2019ennesima leggenda metropolitana, ma dei risultati di uno dei pi\u00f9 grandi studi mai realizzato sull\u2019argomento. Firmata dagli esperti dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard (insieme a quelli del Massachusetts Institute of Technology e dell\u2019Ospedale Mass General Brigham) pubblicata sulla rivista scientifica Jama, la ricerca ha interessato oltre 130.000 persone, seguite in media per una quarantina d\u2019anni. I ricercatori americani hanno seguito a lungo questo grande numero di uomini e donne, monitorandone abitudini alimentari, consumo di t\u00e8 e caff\u00e8 e valutandone negli anni memoria e le funzioni cognitive. Un lavoro pazzesco, che ha fruttato un\u2019enorme mole di dati, raccolti all\u2019interno di due studi storici della ricerca stelle e strisce, il Nurses\u2019 Health Study (condotto dal 1980 al 2023 su oltre 86 mila infermiere americane) e l\u2019Health Professionals Follow-up Study (effettuato dal 1986 al 2023 su oltre 45 mila professionisti sanitari americani).<\/p>\n<p>L\u2019analisi di questi dati ha rivelato che bere 2-3 tazze di caff\u00e8 (con caffeina) al giorno comporta una riduzione del 18% del rischio di demenza, rispetto a chi ne beveva poco o nulla. Benefici simili sono emersi anche per chi consumava 1-2 tazze di t\u00e8 al giorno. I bevitori di caff\u00e8 inoltre riferivano meno spesso un declino cognitivo soggettivo, in pratica quelle classiche \u201cdimenticanze\u201d sperimentate un po\u2019 da tutti col passare degli anni.\u00a0<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della percezione personale, anche ai test che esplorano memoria e funzioni cognitive, i bevitori di caffeina (o teina) presentavano punteggi mediamente migliori. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 stato osservato nei consumatori di caff\u00e8 decaffeinato o di t\u00e8 deteinato. Insomma, l\u2019elemento decisivo in chiave anti-demenza parrebbe essere proprio la caffeina. Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro. Caff\u00e8 e t\u00e8 sono bevande amiche del cervello, a prescindere dall\u2019essere stimolanti. Contengono infatti sostanze bioattive come i polifenoli e gli antiossidanti che aiutano a contrastare infiammazione e stress ossidativo, due fattori fondamentali del deterioramento cerebrale.<\/p>\n<p>LA PROTEZIONE <\/p>\n<p>Gli effetti della caffeina sul sistema nervoso centrale nel breve termine sono noti da tempo: migliora l\u2019attenzione e la vigilanza. Ma, se assunta con regolarit\u00e0, potrebbe fare molto di pi\u00f9. Lo studio appena pubblicato suggerisce infatti un suo effetto protettivo a lungo termine sulle cellule del cervello. Anche se i meccanismi precisi sono ancora da definire.<br \/>Un consiglio che scaturisce da questa ricerca \u00e8 che per sfruttare al meglio i benefici di queste due bevande, non serve strafare. La quantit\u00e0 giusta sembra essere 2-3 tazze di caff\u00e8 al giorno o 1-2 tazze di t\u00e8. Oltre questa dose i ricercatori non hanno riscontrato benefici aggiuntivi.<\/p>\n<p>L\u2019ALIMENTAZIONE <\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore buona notizia rivelata dallo studio \u00e8 che caff\u00e8 e t\u00e8 proteggono dal declino cognitivo e dalla demenza anche le persone con familiarit\u00e0, cio\u00e8 con predisposizione genetica per queste condizioni. La caffeina insomma non si fa mettere i bastoni tra le ruote neppure dal Dna.<br \/>\u00a0Certo, ammettono gli autori, il caff\u00e8 (o il t\u00e8) non sono una bacchetta magica, ma pu\u00f2 rappresentare un alleato della prevenzione delle performance del nostro cervello, da aggiungere agli altri gi\u00e0 noti: alimentazione equilibrata, attivit\u00e0 fisica regolare, igiene del sonno adeguata (sia per quanto riguarda la qualit\u00e0, che la quantit\u00e0), mantenere relazioni sociali anche in et\u00e0 avanzata e stimolare costantemente il cervello (leggere, guardare la televisione, visitare una mostra, fare cruciverba o giochi enigmistici).<\/p>\n<p>IL FILONE <\/p>\n<p>Lo studio pubblicato su Jama si innesta sul filone di ricerca della prevenzione della demenza, condizione per la quale ad oggi esistono cure limitate e solo parzialmente efficaci, quando i sintomi sono gi\u00e0 evidenti.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni Gioved\u00ec gli aggiornamenti su Salute e Benessere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 chi lo beve quasi ancora ad occhi chiusi e chi lo trasforma in una pausa di relax&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":348200,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[2998,202347,239,1537,90,89,240,105040,243],"class_list":["post-348199","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alzheimer","tag-caff","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-salute","tag-t","tag-ultima-ora"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116051285554342549","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/348199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=348199"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/348199\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/348200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=348199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=348199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=348199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}