{"id":348718,"date":"2026-02-11T16:38:10","date_gmt":"2026-02-11T16:38:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/348718\/"},"modified":"2026-02-11T16:38:10","modified_gmt":"2026-02-11T16:38:10","slug":"cosa-succede-quando-un-malato-di-tumore-va-in-pronto-soccorso-4-consigli-utili-e-i-problemi-urgenti-da-risolvere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/348718\/","title":{"rendered":"Cosa succede quando un malato di tumore va in Pronto Soccorso: 4 consigli utili e i problemi (urgenti) da risolvere"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Vera Martinella<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-15\">Sintomi, eventi acuti (come infezioni o trombosi), effetti collaterali delle cure sono le cause pi\u00f9 frequenti. Nella met\u00e0 dei casi il paziente viene ricoverato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono<b> tre milioni e 700mila gli italiani che hanno ricevuto una diagnosi di tumore<\/b>, pi\u00f9 di sei connazionali su cento. Quasi tutti quelli con una neoplasia avanzata hanno avuto <b>almeno un accesso \u00abnon programmato\u00bb\u00a0in ospedale<\/b>\u00a0durante la propria storia di malattia. I motivi? I sintomi provocati dalla neoplasia, altri eventi acuti (come un&#8217;infezione o una trombosi) oppure gli effetti collaterali delle terapie. Un<b> fenomeno che \u00e8 destinato a crescere per almeno tre ragioni:<\/b> perch\u00e9 <b>aumenta il numero di persone<\/b> con una diagnosi di cancro, perch\u00e9 queste persone <b>vivono sempre pi\u00f9 a lungo<\/b>\u00a0(e i trattamenti sono sempre pi\u00f9 prolungati nel tempo) e perch\u00e9 sono in maggioranza <b>anziani<\/b>, quindi spesso pi\u00f9 fragili e gi\u00e0 sofferenti di altre patologie oltre il cancro.\u00a0E poich\u00e9 le statistiche indicano che <b>pi\u00f9 della met\u00e0 dei pazienti oncologici che accede in Pronto Soccorso (PS) ha poi bisogno di un ricovero<\/b> (in genere pi\u00f9 lungo della media), ci sono alcuni problemi urgenti da affrontare, a partire dalla <b>disponibilit\u00e0 di posti letto<\/b> e del personale medico e infermieristico specializzato, senza trascurare l&#8217;istituzione di\u00a0<b>\u00abpercorsi dedicati\u00bb <\/b>che semplifichino e velocizzino l&#8217;ingresso in ospedale.<\/p>\n<p>    I motivi dell&#8217;accesso urgente: i sintomi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A mappare la situazione italiana \u00e8 un&#8217;indagine contenuta nel\u00a0<a href=\"https:\/\/osservatorio.favo.it\/diciassettesimo-rapporto\/parte-seconda\/accesso-urgenza-ricovero-malato-oncologico\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">rapporto della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) 2025<\/a>, coordinata dal Network italiano di cure di supporto in oncologia (Nicso), in collaborazione con l\u2019Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e il Collegio italiano primari di oncologia ospedaliera (Cipomo), oltre che un gruppo di medici di Medicina d\u2019urgenza.\u00a0<b>Cosa porta una persona con tumore al Pronto Soccorso?<\/b>\u00a0<b>\u00ab<\/b>I \u201csintomi\u201d rappresentano certamente la causa pi\u00f9 comune di accesso all\u2019ospedale, coprono circa <b>il 50% dei casi <\/b>&#8211; risponde <b>Gianmauro Numico, direttore dell&#8217;Oncologia medica all&#8217;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo <\/b>e\u00a0membro del consiglio direttivo Nicso -. <b>Dolore, ittero, dispnea<\/b> in presenza di una neoplasia che interessa (per la massa primitiva o per metastasi) l\u2019apparato respiratorio, <b>sintomi neurologici, occlusione intestinale<\/b> sono alcuni degli esempi pi\u00f9 frequenti. Disturbi che richiedono in molti casi non solo un trattamento mirato alla riduzione del sintomo, ma anche un trattamento specifico per il tumore (per lo pi\u00f9\u00a0farmaci o radioterapia)\u00bb.\u00a0Inoltre circa il <b>25-30% delle diagnosi di tumore\u00a0<\/b><b>avviene nel corso di un ricovero ospedaliero<\/b>\u00a0a causa di sintomi ad insorgenza acuta: ovvero, oltre un quarto delle diagnosi di tumore avviene oggi tramite un accesso al\u00a0Pronto Soccorso.\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I motivi dell&#8217;accesso urgente:\u00a0eventi acuti e tossicit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un&#8217;altra seconda ragione (<b>30% dei casi<\/b>) che pu\u00f2 portare in PS un malato oncologico sono gli\u00a0<b>\u00abeventi acuti\u00bb\u00a0non direttamente collegati al cancro\u00a0<\/b>(ad esempio le infezioni): in questi casi, sebbene la presenza del tumore possa rappresentare un elemento peggiorativo della prognosi, il trattamento non differisce da quello che si applicherebbe in persone che non hanno una neoplasia.\u00a0<b>\u00ab<\/b>Un altro <b>20% di pazienti <\/b>arriva in ospedale a causa degli <b>effetti collaterali delle terapie oncologiche<\/b>, la cui gestione richiede la loro sospensione e l\u2019applicazione di procedure (spesso ben definite) di terapie di supporto specialistiche &#8211; spiega\u00a0<b>Andrea Antonuzzo, responsabile dell&#8217;Oncologia medica 4, cure di supporto internistico e geriatrico alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano\u00a0<\/b>e membro del consiglio direttivo Nicso\u00a0<b>&#8211;<\/b>. Non si pu\u00f2 poi trascurare il fatto che\u00a0<b>circa il 35% dei pazienti con tumore muore in ospedale<\/b>, dunque l\u2019ingresso in reparto \u00e8 frequente anche nel percorso di fine vita\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Dall\u2019entrata in ospedale al ricovero<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le stime dicono anche che una quota compresa fra il 3 e il 10% delle persone che afferiscono alle strutture di emergenza ha una storia di tumore e, <b>quando la persona ha il cancro, pi\u00f9 della met\u00e0 degli accessi urgenti si conclude con il ricovero ospedaliero<\/b>, rispetto al 10-15% nei casi non oncologici.\u00a0<b>\u00ab<\/b>L\u2019invio in PS pu\u00f2 essere fatto dal medico di medicina generale o da uno specialista ospedaliero (tra cui l\u2019oncologo), ma la modalit\u00e0 pi\u00f9 frequente \u00e8 l\u2019accesso spontaneo, cio\u00e8 <b>su iniziativa del diretto interessato<\/b> o dei familiari che lo assistono &#8211; racconta\u00a0<b>Monica Giordano, segretaria Cipomo e direttore Struttura complessa di Oncologia all\u2019Ospedale Sant&#8217;Anna di Como -.\u00a0<\/b>A prescindere dalle cause che li portano in ospedale le statistiche indicano che i malati di tumore hanno, rispetto al resto della popolazione,<b> una degenza pi\u00f9 lunga, una situazione pi\u00f9 complessa, una <\/b><b>mortalit\u00e0 intra-ospedaliera<\/b><b> pi\u00f9 elevata<\/b><b> <\/b>e richiedono specifiche modalit\u00e0 di gestione.\u00a0 Il problema gestionale pi\u00f9 significativo, in questa fase, \u00e8 la <b>disponibilit\u00e0 di posti letto, <\/b>che sono sempre meno in Italia come all&#8217;estero. Nel periodo 2012-2022 il numero\u00a0in Europa si \u00e8 ridotto di circa il 10% e in Italia di circa il 35%\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Sos posti letto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In base agli ultimi dati disponibili <b>i posti letto di oncologia nel nostro Paese sono 4.797<\/b>, il 2,3% del totale\u00a0per acuti negli ospedali. <b>Nettamente meno di quanti ne servirebbero<\/b>, secondo il rapporto Favo. Senza considerare che sono soprattutto i grandi ospedali (come IRCCS, Istituti Tumori, policlinici ospedalieri-universitari) ad avere reparti di oncologia con letti, che scarseggiano invece nei piccoli centri sparsi sul territorio nazionale.\u00a0<b>\u00ab<\/b>Spesso, nelle strutture senza letti specialistici, il paziente viene inviato in PS\u00a0per problematiche cliniche in cui si ravvisi la necessit\u00e0 di un ricovero &#8211; dice\u00a0<b>Massimo Di Maio, presidente Aiom &#8211;<\/b>. E il<b> ricovero <\/b>viene assegnato per lo pi\u00f9<b> nei reparti di Medicina interna, Geriatria o altre degenze specialistiche\u00a0<\/b>(conciliando le ragioni cliniche e le esigenze logistiche). In questi casi \u00e8 essenziale che si realizzino modelli di co-gestione tra oncologi e altri specialisti e che si realizzi una reale integrazione dell\u2019assistenza, in grado di garantire la disponibilit\u00e0 di tutte le competenze necessarie. Un ruolo rilevante \u00e8 quello degli <b>ambulatori di oncologia e dei day hospital\u00a0<\/b>per la gestione delle problematiche cliniche &#8211; continua Di Maio -: in molti casi una buona organizzazione dei servizi di oncologia evita al paziente l\u2019accesso al PS\u00bb.<\/p>\n<p>    Soluzioni al problema<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le conclusioni dell&#8217;indagine indicano anche delle possibili soluzioni. Cinque sono i punti salienti. Servirebbero, secondo gli esperti: <b>oncologi e infermieri specializzati <\/b>che possano essere dedicati a svolgere questa funzione per una parte consistente della giornata o in maniera esclusiva; in particolare gli <b>infermieri potrebbero svolgere il<\/b> <b>ruolo di triage<\/b> degli accessi e risolvere una parte importante delle richieste di informazioni e interventi; la disponibilit\u00e0 all<b>\u2019accesso in urgenza di una serie di servizi essenziali<\/b> (in particolare esami di laboratorio, radiologia e consulenze specialistiche) in modo da garantire il completamento dell\u2019iter <b>in tempi rapidi<\/b>; un&#8217;integrazione stretta e continua con il PS, in modo che le competenze urgentistiche e specialistiche siano utilizzate in modo appropriato; la possibilit\u00e0 di accedere alla forma del ricovero diretto (<b>triage interno senza passaggio dal PS<\/b>) nei casi che necessitino di ricovero.<\/p>\n<p>    Consigli pratici se si opta per il PS<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Infine, se si ha bisogno di andare al PS gli esperti suggeriscono alcune attenzioni pratriche:<\/p>\n<ol>\n<li>Portate sempre con voi l\u2019elenco delle terapie in corso (sia oncologiche che gli altri farmaci), meglio avere con s\u00e9 anche la pi\u00f9 recente lettera di visita in oncologia.<\/li>\n<li>In presenza di un\u2019urgenza, la cosa pi\u00f9 sicura \u00e8 accedere al PS pi\u00f9 vicino a casa (che non necessariamente \u00e8 l\u2019ospedale dove si \u00e8 in cura per il tumore).<\/li>\n<li>Se possibile, accedere al PS cercando comunque di avere avuto un contatto con la propria equipe curante e\/o con il proprio medico di famiglia per filtrare la reale necessit\u00e0<\/li>\n<li>Attenersi alle indicazioni del medico di PS relativamente alla gestione della problematica per cui si \u00e8 chiesto aiuto (e se viene\u00a0raccomandato il ricovero, \u00e8 prudente non rifiutare).<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"overtitle\">Hai un dubbio o un quesito medico?<\/p>\n<p class=\"caption\">I nostri medici e specialisti rispondo ai tuoi quesiti su temi sanitari<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-02-11T14:29:06+01:00\">11 febbraio 2026 ( modifica il 11 febbraio 2026 | 14:29)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Vera Martinella Sintomi, eventi acuti (come infezioni o trombosi), effetti collaterali delle cure sono le cause 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