{"id":349657,"date":"2026-02-12T07:55:21","date_gmt":"2026-02-12T07:55:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/349657\/"},"modified":"2026-02-12T07:55:21","modified_gmt":"2026-02-12T07:55:21","slug":"domani-interrogo-il-coraggio-fragile-di-uninsegnante-di-periferia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/349657\/","title":{"rendered":"\u201cDomani interrogo\u201d: il coraggio fragile di un\u2019insegnante di periferia"},"content":{"rendered":"<p>Dentro un liceo a Rebibbia, Roma. Shakespeare e James Joyce, lo spaccio e le grida, i sorrisi e il dolore, un buco nero che si allarga. In quinta A si parla romano, con una professoressa (pressor\u00e8 come la chiamano i suoi studenti) che si ostina a leggere ad alta voce in inglese. Da un lato della cattedra, la condanna e la bellezza di avere 19 anni. Dall\u2019altro lato, la consapevolezza di non averli pi\u00f9 e saperne ancora riconoscere il peso. Domani interrogo \u00e8 un film di <strong>Umberto Carteni<\/strong> liberamente ispirato all\u2019omonimo romanzo di <strong>Gaja Cenciarelli<\/strong>, che ne firma la sceneggiatura insieme al regista e a <strong>Herbert Simone Paragnani<\/strong>. \u00c8 lei l\u2019insegnante che in sala docenti se ne sta in disparte e in classe invece si mette nel mezzo, tra le vite e le voci di una ventina di ragazzi ritrosi e arrabbiati. Suo \u00e8 il racconto che si dipana sullo schermo: l\u2019ha messo nelle pagine di un libro che nel 2023 ha vinto il premio Alvaro Bigiaretti.<\/p>\n<p>Le storie dei protagonisti (di cui vediamo le immagini reali nei titoli di coda) arrivano al cinema il 19 febbraio: volti veri di una Rebibbia che, come si legge nelle note di regia, \u00ab\u00e8 <strong>un personaggio a s\u00e9: i suoi muri scrostati, i cortili pieni di scritte, le finestre che si aprono sul grigio del cemento<\/strong> sono la cornice e il riflesso del mondo interiore dei ragazzi\u00bb. Del resto, Umberto Carteni \u00e8 nato e cresciuto a Roma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"554\" alt=\"\" class=\"wp-image-531485 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/zEt-mDTA.jpg\"  data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"554\"\/>Una scena del film.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Perch\u00e9 il contesto \u00e8 un personaggio a s\u00e9?<\/p>\n<p>Succede spesso che i luoghi e i contesti sociali diventino parte fondamentale del racconto: non si pu\u00f2 scindere il personaggio dalla cornice in cui vive. In questo caso, per\u00f2, c\u2019\u00e8 <strong>un rapporto privilegiato con la periferia<\/strong>: il punto di vista \u00e8 quello dei ragazzi, dominato dalla mancanza di prospettive e da un senso di sfiducia nel futuro che si alza come un muro davanti ai loro occhi. Spero con questo film di riuscire a mostrare loro almeno un piccolo spiraglio da cui guardare al di l\u00e0.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Perch\u00e9 ha deciso di raccontare questa storia?<\/p>\n<p>Il libro di Gaja mi aveva molto colpito, innanzitutto perch\u00e9 riporta l\u2019esperienza vera che ha vissuto e poi perch\u00e9 racchiude qualcosa di insolito. Strada facendo, ha fatto emergere in me il desiderio di seguire questi giovani. Durante le riprese e in fase di montaggio, ho scelto quasi istintivamente <strong>una narrazione emotiva<\/strong> piuttosto che una classica in tre atti. \u00c8 come se avessi messo da parte il regista per lasciar coinvolgere il me adolescente: a tratti mi sono sentito uno di loro, in classe, con le difficolt\u00e0 che ho incontrato alla loro et\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vita.it\/newsletter\/dire-fare-baciare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wp-image-334190 lazyload\" width=\"609\" height=\"221\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NL_SDECARLI.png\"  data-eio-rwidth=\"825\" data-eio-rheight=\"300\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Una delle primissime frasi che la professoressa dice ai ragazzi entrando in classe \u00e8 gi\u00e0 una dichiarazione d\u2019intenti: \u00abSmettetela di far la parte della munnezza perch\u00e9 non lo siete\u00bb.<\/p>\n<p>Per un pezzetto delle mie giornate, anch\u2019io insegno. Lo faccio allo Ied, corso di Videodesign, in tutt\u2019altro contesto sociale e con una fascia d\u2019et\u00e0 diversa, ma al centro c\u2019\u00e8 comunque il rapporto con i giovani, a cui tengo moltissimo. Ho avuto un rapporto negativo con la scuola, non ho trovato una Gaja Cenciarelli e ne ho sofferto. Mi sono sentito a lungo \u201ctrasparente\u201d, invisibile: negli anni della formazione, l\u2019input che riceviamo dai professori e dalla scuola contribuisce a formare la personalit\u00e0 e la capacit\u00e0 critica. Per questo, quando mi trovo dall\u2019altra parte della cattedra, lo sforzo che faccio \u00e8 cercare di consolidare l\u2019autostima dei ragzzi, sviluppare in loro una capacit\u00e0 creativa e motivazioni forti per affrontare il futuro. La frase che dice la professoressa all\u2019inizio del film \u00e8 proprio quello che cerco di far capire ai ragazzi: che <strong>ognuno di noi deve lottare per darsi una possibilit\u00e0 di futuro<\/strong>.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>C\u2019\u00e8 un rapporto privilegiato con la periferia: il punto di vista \u00e8 quello dei ragazzi, dominato dalla mancanza di prospettive e da un senso di sfiducia nel futuro che si alza come un muro davanti ai loro occhi. Spero di riuscire a mostrare un piccolo spiraglio da cui guardare al di l\u00e0<\/p>\n<p><strong>Umberto Carteni<\/strong>, regista di Domani interrogo<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"is-style-domanda\">\u00abVede che ci vuole bene pressor\u00e8\u00bb, dicono gli studenti alla protagonista. \u00abNon dobbiamo essere loro amici\u00bb, replicano i colleghi in sala insegnanti. Fino a che punto \u00e8 giusto concedere spazio ai sentimenti nel rapporto tra docente e gruppo classe?<\/p>\n<p>Il messaggio di quelle due scene \u00e8 uno solo: <strong>non ascoltiamo i giovani<\/strong>. Non siamo in ascolto, non capiamo le loro esigenze o forse non ce ne preoccupiamo. La nostra professoressa, invece, \u00e8 attenta a ognuno di loro.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">\u00abRicordatevi che domani interrogo e chi non si presenta prender\u00e0 2\u00bb. Che senso assume questa frase in un contesto come Rebibbia?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare banale, ma con un messaggio di quotidianit\u00e0 scolastica la protagonista intercetta negli studenti <strong>un senso di responsabilit\u00e0<\/strong>, un desiderio anche inconscio di costruzione di normalit\u00e0. La frase \u00abDomani interrogo\u00bb fa intravedere una possibilit\u00e0 di futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"554\" alt=\"\" class=\"wp-image-531486 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PxzQtjaA.jpg\"  data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"554\"\/>La professoressa insieme ai ragazzi della quinta A in una scena del film.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">C\u2019\u00e8 un concetto profondo che attraversa il film: la solitudine dell\u2019insegnante. Un senso di impotenza di fronte alle vite di chi siede tra i banchi. Come si impara a conviverci?<\/p>\n<p>Non dobbiamo conviverci: questo \u00e8 il fallimento della societ\u00e0. Non si pu\u00f2 demandare a qualche insegnante coraggioso (e ce ne sono) una battaglia che riguarda il domani delle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">In un finale amaro, c\u2019\u00e8 una piccola luce negli occhi della professoressa. \u00abQuante cose i ragazzi non sanno dei professori\u00bb, pensa ad alta voce. Che cosa \u00e8 importante che gli allievi non sappiano dei loro professori?<\/p>\n<p>Rispondo da genitore. Noi adulti dobbiamo imparare a essere figure di riferimento solide, in grado di dare sostegno. Senza omettere la parte umana, che certo racchiude anche momenti fragili, non possiamo essere ai loro occhi cos\u00ec friabili da rischiare di romperci.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"554\" alt=\"\" class=\"wp-image-531487 lazyload\" style=\"width:595px;height:auto\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/JZPhjnQg.jpg\"  data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"554\"\/>Lorenzo Bagal\u00e0 interpreta Flavio nel film.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Il rischio di portare al cinema una storia singola \u00e8 quello di costruire un castello di eroi ed eroine della scuola. Lei, per\u00f2, ha dichiarato di aver voluto evitare il sentimentalismo e il paternalismo.<\/p>\n<p>La professoressa di Domani interrogo non \u00e8 un\u2019eroina ma un essere umano pieno di contraddizioni: empatica e ostinata, fragile e ironica, sola ma mai sconfitta. Non vuole salvare i ragazzi n\u00e9 cambiarli in modo miracoloso. Ha il suo talento e le sue capacit\u00e0 ma anche le sue zone d\u2019ombra. \u00c8 una donna vera con pregi e limiti: <strong>non \u00e8 un eroe assoluto, \u00e8 un modello inconsapevole<\/strong>.<\/p>\n<p>In apertura, Anna Ferzetti nel ruolo della professoressa. Le fotografie sono da Ufficio stampa Vision Distribution<\/p>\n<p>                Cosa fa VITA?<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Da oltre 30 anni VITA \u00e8 la testata di riferimento dell\u2019innovazione sociale, dell\u2019attivismo civico e del Terzo settore. Siamo un\u2019impresa sociale senza scopo di lucro: raccontiamo storie, promuoviamo campagne, interpelliamo le imprese, la politica e le istituzioni per promuovere i valori dell\u2019interesse generale e del bene comune. <strong>Se riusciamo a farlo \u00e8\u00a0 grazie a chi decide di sostenerci.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dentro un liceo a Rebibbia, Roma. 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