{"id":349750,"date":"2026-02-12T09:16:15","date_gmt":"2026-02-12T09:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/349750\/"},"modified":"2026-02-12T09:16:15","modified_gmt":"2026-02-12T09:16:15","slug":"the-adams-in-the-woods-la-rece-di-mother-of-flies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/349750\/","title":{"rendered":"The Adams in the Woods: la rece di Mother of Flies"},"content":{"rendered":"<p>Metto subito le cose in chiaro: adoro la famiglia Adams. No, non quella famiglia Addams, con due D, nonostante ne apprezzi l\u2019impeccabile gusto per l\u2019arredamento. Questa ne ha una sola di D nel cognome, \u00e8 composta da Toby Poser, John Adams, le figlie Zelda e Lulu ed \u00e8 altrettanto peculiare. Anzi, se lo chiedete a me, persino di pi\u00f9, perch\u00e9 innanzitutto esiste davvero, fa film insieme come un\u2019attivit\u00e0 di famiglia e in questi anni ha dimostrato di avere un modo personale di raccontare l\u2019orrore.<\/p>\n<p>Il mio primo incontro con la famiglia Adams \u00e8 stato con <a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/it\/title\/tt10563420\/?ref_=nm_flmg_job_1_accord_1_cdt_t_8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">The Deeper You Dig<\/a>, che \u00e8 il loro esordio nell\u2019horror, ma non il primo film realizzato come \u201ccollettivo familiare\u201d. Quello era <a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/it\/title\/tt2151783\/?ref_=fn_t_1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Rumblestrips<\/a>, un road movie del 2013 che non ho ancora recuperato, quindi chiss\u00e0. Dopo aver visto The Deeper You Dig mi sono messa a cercare informazioni, perch\u00e9 c\u2019era qualcosa che mi attirava. Il film era una ghost story strana, con un\u2019estetica lo-fi, anche perch\u00e9 girato davvero con due spicci. In parte amatoriale, imperfetto e affascinante per l\u2019immaginario e il modo in cui racconta la genitorialit\u00e0, soprattutto il rapporto madre-figlia, tenendosi lontano dalle strade pi\u00f9 battute. Era un horror intimo, che seguiva una madre sensitiva alla ricerca della figlia scomparsa e affrontava temi quali il lutto e la colpa. Anche l\u2019aspetto produttivo faceva, in qualche modo, parte del racconto. John e Toby hanno iniziato a fare film quando Zelda e Lulu avevano cinque e dieci anni, e il fatto che il cinema facesse parte della loro crescita, come un altro linguaggio imparato in casa, si avvertiva chiaramente. Mi sembrava una roba pazzesca, che vorrei aver vissuto anche a costo di anni di terapia dopo. Io a quell\u2019et\u00e0 mi limitavo a guardare horror, anche se devo riconoscere a mia madre il merito di avermi spiegato cosa fossero gli effetti speciali, quando un giorno ha finto di tagliarsi la mano per mostrarmi che era solo salsa di pomodoro. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83167 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mother-of-flies-recensione-1-710x399.png\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"399\" data-wp-pid=\"83167\"  \/>A proposito di impeccabile gusto per l\u2019arredamento.<\/p>\n<p>A ogni modo, spulciando YouTube ho trovato <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Xwt3hqaCk7g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">una loro intervista realizzata in occasione del Fantasia Festival<\/a> e ho capito che non si trattava solo di un nucleo familiare con la passione per l\u2019horror, ma di un piccolo ecosistema creativo in cui tutto si costruiva insieme. Nel vedere questa intervista video, mi aveva colpito l\u2019assenza di gerarchie. Ancora pi\u00f9 evidente era lo spazio lasciato da Toby Poser e John Adams, le persone adulte della crew, alla figlia Zelda, all\u2019epoca giovanissima, probabilmente sedicenne, eppure gi\u00e0 co-regista a pieno titolo. Nell\u2019intervista prendeva la parola senza mediazioni. Nella sicurezza con cui lo faceva, nel rispettoso silenzio della madre e del padre quando aveva la parola, negli sguardi, traspariva un\u2019indipendenza artistica reale, pur essendo la persona con meno esperienza del collettivo. Sono chiaramente suggestioni personali, ma da quel momento ho iniziato a seguire la famiglia Adams con un affetto particolare.<\/p>\n<p>Ho apprezzato anche i film successivi, pur con i loro limiti produttivi, perch\u00e9 mantenevano uno sguardo laterale sulle cose: <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2022\/05\/cinema-a-conduzione-familiare-hellbender\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Hellbender<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2023\/09\/where-the-devil-roams-adams-family-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Where the Devil Roams<\/a> \u2013 ok, mi manca <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2024\/09\/tipo-la-cosa-ma-ti-esce-dal-culo-la-rece-di-hell-hole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Hell Hole<\/a>, lo confesso \u2013 e ora Mother of Flies, che resta artigianale nonostante sia stato il terzo film ad essere arrivato su Shudder, girato nei boschi dei Catskills con quei budget microscopici che per loro sono un\u2019opportunit\u00e0, non un limite.<\/p>\n<p>Su queste pagine si pu\u00f2 dire che sono ormai di casa, perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2023\/09\/where-the-devil-roams-adams-family-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">il grande capo ha intervistato Toby, John e Lulu al Fright Fest di due anni fa<\/a>, in occasione della presentazione della loro opera pi\u00f9 strana, nel senso di weird, Where the Devil Roams. Qui per\u00f2 dobbiamo parlare di Mother of Flies, che \u00e8 appunto il nuovo film di una famiglia sorprendentemente prolifica per essere, di fatto, un collettivo indie che fa praticamente tutto da solo, dalla regia alla recitazione, passando per montaggio, sound design e colonna sonora, con la loro band H6LLB6ND6R, e produzione, con la\u00a0<a href=\"https:\/\/wonderwheelproductions.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Wonder Wheel Productions<\/a>. E infatti i titoli di coda dei loro film sono cos\u00ec brevi che non avete scuse per saltarli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83169 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mother-of-flies-recensione-2-710x399.png\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"399\" data-wp-pid=\"83169\"  \/>Quale casa nel bosco? Quella!<\/p>\n<p>Mother of Flies, vincitore del <a href=\"https:\/\/fantasiafestival.com\/en\/news\/fantasia-2025-juried-awards-announced-with-adams-familys-mother-of-flies-winning-coveted-cheval-noir-award-for-best-film\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Cheval Noir per Miglior Film al Fantasia Fest 2025,<\/a> riporta la famiglia Adams nei territori di Hellbender, sia per l\u2019ambientazione nei boschi isolati, sia, in particolare, per le tematiche. Anche l\u00ec c\u2019era una casa remota, una relazione familiare complessa e figure legate alla mostruosit\u00e0 femminile. Hellbender era un racconto di formazione incentrato su Izzy, un\u2019adolescente iperprotetta interpretata da Zelda, all\u2019epoca sedicenne o diciassettenne, che viveva isolata con la madre in una casa tra i boschi. Non aveva ancora assaporato il mondo esterno, la ribellione, la vita vera. Il suo percorso iniziava con la scoperta di un\u2019eredit\u00e0 sovrannaturale, un potere demoniaco trasmesso dalla madre (Toby Poser). Veniva a contatto con la morte non come minaccia personale, ma come forza vitale e trasgressiva. Un po\u2019 come accadeva alla protagonista di <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2017\/05\/anche-cannibali-persone-raw\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Raw<\/a> di Julia Ducournau, per darvi delle coordinate. Mother of Flies declina lo stesso concetto da un\u2019altra prospettiva. C\u2019\u00e8 una giovane donna, Mickey, sempre Zelda ma ora ventenne, che non sta cercando se stessa o la propria strada. Mickey ha un cancro terminale e sta cercando pi\u00f9 tempo. Sta cercando pi\u00f9 vita.<\/p>\n<p>La trama \u00e8 essenziale. Mickey e suo padre Jake (John Adams) si spingono in una zona remota dei Catskills per chiedere aiuto a Solveig, che ha sempre il volto di Toby, una donna che vive da sola nei boschi in una sorta di casa sull\u2019albero e che sostiene di poterla curare in tre giorni attraverso rituali molto dolorosi che hanno a che fare con la necromanzia. Il suo potere \u00e8 legato al ciclo naturale della decomposizione: le mosche prosperano nel marciume che in genere associamo a ci\u00f2 che rigettiamo, alla negazione della vita. E in qualche modo anche qui la morte, come in Hellbender, \u00e8 legata alla fame di vita: Solveig non tenta di scacciare la morte dal corpo di Mickey, ma in un certo senso sembra fare l\u2019opposto. Chiede al corpo di attraversarla, di immergersi nell\u2019abietto, in quel ribrezzo che proviamo per le cose un po\u2019 schifose che stanno dentro di noi: sangue, pus, fluidi corporei, viscere. Che poi, quel senso di schifo per la carne che perde i confini \u00e8 proprio alla base dei meccanismi horror che hanno a che fare con il gore. Sembra innaturale, spaventoso, un caos organico che ci minaccia, ma in fondo \u00e8 questa la natura del corpo: se si lacera, sanguina, se muore, si decompone.<\/p>\n<p>\u00c8 su questo aspetto che giocano Toby Poser, John e Zelda Adams, che anche questa volta scrivono e dirigono il film insieme, mentre Lulu qui fa solo un piccolo cameo. \u00c8 lo stesso terreno su cui si costruisce il lavoro sugli effetti visivi di Trey Lindsay, collaboratore abituale, che spesso definiscono il \u201cquinto membro della famiglia\u201d. Tutto \u00e8 artigianale. Nulla \u00e8 patinato. Ci sono vermi che strisciano nella carne marcia, sciami di mosche, pelle che si lacera, un serpente che entra nella bocca di Solveig. Gli effetti hanno un che di ruvido che per un film cos\u00ec \u00e8 quasi necessario: materici, corporei, non puliti. Ti danno una sensazione tattile, come terra umida sotto le dita. Per me sono straordinariamente ben fatti, anche se qualcosa funziona meno, per esempio il volto del bambino che appare nella corteccia dell\u2019albero e sanguina. Non \u00e8 una questione di qualit\u00e0, che resta solida, ma di estetica. In un film visivamente molto elegante, un\u2019immagine del genere sembra estranea, anche se forse \u00e8 una scelta voluta. Resta il fatto che \u00e8 proprio questa fisicit\u00e0 delle cose, che sembra odorare di terra e sangue, a rendere rituali di morte di Solveig cos\u00ec, non trovo un\u2019altra parola per dirlo, vivi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83171 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mother-of-flies-recensione-6-710x399.png\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"399\" data-wp-pid=\"83171\"  \/>Chi ha ordinato la zuppa di vermi?<\/p>\n<p>La casa nei boschi \u00e8 concreta, ma con un tocco surreale. Gli alberi sembrano crescere dentro le pareti, i letti sono fatti di muschio. L\u2019assenza di comodit\u00e0 moderne tiene fuori il rumore del mondo e costringe i personaggi, e noi con loro, a non poter uscire dalla dimensione rituale. Visivamente, Mother of Flies colpisce per il modo in cui riesce a essere insieme ruvido e raffinato, ancorato al reale ma sospeso in una dimensione fiabesca. La fotografia lavora su grigi densi e verdi profondi e trasforma il bosco in un elemento reattivo. I colori della morte sono vividi e allo stesso tempo lividi. Si tratta di un cinema che mostra come non serva un grande budget per costruire immagini evocative, interessanti e, soprattutto, non scontate. A fare la differenza \u00e8 la cura dello sguardo, la coerenza formale e la capacit\u00e0 di trasformare lo spazio come qualcosa che abita la storia insieme ai personaggi.<\/p>\n<p>Boschi, rituali, streghe. Dunque, Mother of Flies \u00e8 per caso un folk horror? Grazie per la domanda, vi do il benvenuto al mio Ted Talk. Lo \u00e8, eccome. Lo \u00e8 a livello narrativo, per come usa il folklore e gli elementi che legano questa storia al passato, evocando una leggenda che riguarda quei boschi, e non dico altro per evitare spoiler. In certi momenti, ho pensato spesso a <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2013\/05\/diavologia-blood-on-satans-claw\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La pelle di Satana<\/a> di Piers Haggard, caposaldo del filone, soprattutto per il rapporto viscerale che i personaggi instaurano con la terra. E ancora, lo \u00e8 per l\u2019uso che fa della dimensione rituale, per il legame con la natura, per l\u2019ambientazione in cui si svolge la storia. I personaggi arrivano da fuori e penetrano in un sistema chiuso, con regole proprie. Devono affrontare un isolamento fisico e mentale, ma soprattutto un rovesciamento profondo del loro sistema di valori. Devono mettere in discussione ci\u00f2 in cui credono, e ci\u00f2 che pensano di essere. Infine, lo \u00e8 anche per come usa il folklore e soprattutto l\u2019orrore per parlare di cose quotidiane: malattia, legami familiari, perdita, senza edulcorarli.<\/p>\n<p>Jake, il padre, \u00e8 centrale proprio per la sua impotenza di fronte alla malattia della figlia. Vorrebbe averne cura, insiste che sono una squadra, ma non pu\u00f2 fare nulla di pi\u00f9. Alla fine, come forse ha gi\u00e0 detto qualcuno, la morte \u00e8 forse l\u2019unica esperienza che non ammette compagnia. La affrontiamo in totale solitudine. Eccovi una bella botta di positivit\u00e0. La presenza genitoriale, in questo senso, \u00e8 anche quella che ancora la storia al mondo reale. Mickey, invece, si \u00e8 isolata del tutto: Zelda Adams la interpreta con rabbia, determinazione ostinata, sprazzi di spaesamento e paura. Il suo corpo \u00e8 stanco, esausto nel senso di consumato. \u00c8 un corpo che, appunto, perde i propri confini e il film ti chiede di guardarlo mentre questo accade.<\/p>\n<p>Solveig \u00e8 il cuore oscuro di questa storia, \u00e8 la Mother of Flies del titolo. Toby Poser costruisce un personaggio straordinariamente ambiguo, una strega che abbraccia in pieno l\u2019immaginario tradizionale e che a me ha ricordato un po\u2019 quella di <a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/it\/title\/tt7323600\/?ref_=fn_t_1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Hagazussa<\/a>, folk horror del 2017 diretto da Lukas Feigelfeld che aveva tutto un altro ritmo, ma tratti simili nella costruzione del personaggio. Vive nei boschi, \u00e8 emarginata dalla comunit\u00e0, pratica rituali pericolosi e spesso ripugnanti, segue un proprio disegno preciso. Non \u00e8 una rilettura rassicurante o contemporanea della strega. Ci tengo sempre a ricordare, mettendomi gli occhiali sul naso cos\u00ec potete rompermeli, che storicamente la strega non \u00e8 mai stata una figura emancipatoria, almeno fino a questo secolo, ma una costruzione dei persecutori, anche se proprio in questa rappresentazione si nascondono tracce di chi erano davvero le donne accusate di stregoneria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83175 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mother-of-flies-recensione-1-710x381.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"381\" data-wp-pid=\"83175\"  \/>Ma \u00e8 per caso un folk horror?<\/p>\n<p>La strega di Toby Poser parte da questa tradizione: \u00e8 legata all\u2019occulto, alla morte, al dolore, al desiderio di avere qualcosa per s\u00e9. Al trauma di essere stata marchiata come tale. E proprio per questo il film fa qualcosa di pi\u00f9 interessante: prende questo immaginario e lo usa per mettere in scena una figura tragica ma che rimane mostruosa. In questo modo si riappropria dell\u2019idea di strega senza addomesticarla. Il confine tra predatrice e figura materna \u00e8, dunque, sottile. Solveig \u00e8 legata alla morte, emotivamente e fisicamente, e proprio dalla morte trae i suoi dichiarati poteri. Noi non sappiamo ancora se Mickey sia l\u00ec per essere guarita o, chess\u00f2, sacrificata. La tensione nasce da questo, anche quando non accade nulla di esplicito.<\/p>\n<p>A tenere insieme tutto contribuisce in modo decisivo anche il suono. Il sound design \u00e8 essenziale e profondamente legato all\u2019ambiente. Anche qui il fai-da-te non \u00e8 un limite, diventa una cifra stilistica. Rumori, respiri, fruscii del bosco e vibrazioni musicali si mescolano fino a diventare quasi indistinguibili. La colonna sonora degli H6LLB6ND6R, la band di casa, lavora sul suono lento e distorto tra noise e drone, con bassi profondi e chitarre deformate che danno corpo ai silenzi tesi. Questo rafforza l\u2019idea che in Mother of Flies tutto, immagine, musica e performance, faccia parte dello stesso organismo. Questo senso di coesione, almeno per me, arriva chiaramente anche al pubblico. Il modo in cui la famiglia Adams fa cinema, la stima reciproca che traspare sullo schermo, diventano parte dell\u2019esperienza di visione. I limiti tecnici non ci fanno uscire dal film, al contrario, ci affascinano. Perch\u00e9 sentiamo che c\u2019\u00e8 un\u2019esposizione reale, un\u2019intesa che passa sia dalle interpretazioni sia dalla messa in scena.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, Mother of Flies non mi \u00e8 sembrato solo una sintesi del loro percorso, ma il loro film pi\u00f9 maturo.\u00a0La storia nasce, <a href=\"https:\/\/variety.com\/2026\/film\/features\/mother-of-flies-the-adams-family-horror-movies-1236637443\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">come hanno raccontato in pi\u00f9 interviste<\/a>, dalla loro esperienza diretta con la malattia, ed \u00e8 qualcosa che si percepisce. La strega Solveig, il cui nome viene dalla tradizione norrena e unisce le parole \u201ccasa\u201d e \u201cforza\u201d, non promette soltanto una guarigione, ma soprattutto un percorso. In questo senso Mother of Flies dialoga anche con l\u2019antropologia medica, con l\u2019idea che la cura non sia solo un fatto clinico, ma un processo simbolico e collettivo. E la famiglia Adams non ti prende per mano, non ti rassicura durante questo processo. Ti invita piuttosto ad assistere a qualcosa che somiglia a un rituale privato che ha scelto di condividere. Il modo in cui lo fa \u00e8 girare un buon horror con un\u2019identit\u00e0 estetica e narrativa personale.<\/p>\n<p>\u00c8 anche per questo che Mother of Flies mi ha colpito. Non perch\u00e9 impeccabile, ma perch\u00e9 calibrato con attenzione. Come dice Solveig, citando in realt\u00e0 Paracelso, \u201cla differenza tra il veleno e la cura \u00e8 la dose\u201d. Pur lasciando al linguaggio dell\u2019horror la libert\u00e0 di esplorare le sue dimensioni pi\u00f9 crude, il film maneggia materie tossiche come dolore, paura di sopravvivere a chi si ama e perdita, ma lo fa con attenzione, non per colpire, ma per curare. Detta cos\u00ec non sembra uno spasso, me ne rendo conto, e non ve lo vender\u00f2 come tale, ma se avete voglia di un folk horror d\u2019atmosfera, che per\u00f2 non teme di sporcarsi un po\u2019, di immergersi nel putridume, citofonate: Adams.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83172 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mother-of-flies-recensione-3-710x399.png\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"399\" data-wp-pid=\"83172\"  \/>Il pranzo della domenica.<\/p>\n<p>Streaming-quote:<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u201cHandmade with love, blood and rot.\u201d<br \/>Mata Hari Aster, i400calci.com<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&gt;&gt; <a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/it\/title\/tt36871027\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">IMDb<\/a> | <a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZhbowAJxWfo?si=82l79zbgBOV6LFkK\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trailer<\/a><\/p>\n<p>Dove guardare Mother of Flies<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Metto subito le cose in chiaro: adoro la famiglia Adams. 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