{"id":350812,"date":"2026-02-13T01:37:15","date_gmt":"2026-02-13T01:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/350812\/"},"modified":"2026-02-13T01:37:15","modified_gmt":"2026-02-13T01:37:15","slug":"maria-franca-fissolo-ferrero-vedova-di-michele-invento-il-nome-nutella-in-due-ore-dalla-chiesa-ci-salvo-dalle-brigate-rosse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/350812\/","title":{"rendered":"Maria Franca Fissolo Ferrero, vedova di Michele: \u00abInvent\u00f2 il nome Nutella in due ore. Dalla Chiesa ci salv\u00f2 dalle Brigate Rosse\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mario Calabresi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L&#8217;ultima intervista alla vedova di Michele Ferrero: \u00abQuando mi corteggiava, gli confessai: non amo il cioccolato. Non mostrava mai il nostro benessere, sono orgogliosa di quanto fatto nel sociale. Perdere un figlio \u00e8 stato disumano\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Maria Franca Fissolo, vedova di Michele Ferrero, \u00e8 <a href=\"https:\/\/torino.corriere.it\/notizie\/piemonte\/26_febbraio_12\/addio-a-maria-franca-fissolo-ferrero-presidente-della-holding-ferrero-international-aveva-87-anni-a790961a-7e29-4ea6-b7a2-e31b5f251xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">morta il 12 febbraio 2026<\/a> a 87 anni. Ripubblichiamo l&#8217;ultima intervista che aveva rilasciato al nostro giornale, il 19 aprile 2024.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La casa di Alba \u00e8 in collina, dalle finestre e dal giardino la vista \u00e8 quella della fabbrica della Nutella: \u00ab<b>Michele aveva sempre nella testa l\u2019azienda<\/b> ed era felice di averla anche negli occhi. Quando siamo arrivati qui ha detto soltanto: \u201cSi vede bene\u201d\u00bb. <b>Maria Franca Fissolo Ferrero <\/b>\u00e8 la persona che per<b> pi\u00f9 di cinquant\u2019anni <\/b>ha condiviso ogni idea e ogni scelta<b> con Michele Ferrero<\/b>, l\u2019uomo che ha rivoluzionato pi\u00f9 di ogni altro l\u2019idea degli snack, inventando decine di prodotti, <b>dall\u2019ovetto Kinder ai Tic Tac<\/b>, oltre naturalmente alla <b>Nutella<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMio marito aveva sempre idee un po\u2019 strane, era un uomo particolare: studiava, osservava, <b>non stava mai fermo<\/b> e voleva continuamente sperimentare. Nella memoria vedo sempre<b> un uomo con il grembiule bianco<\/b> che fa<b> test e assaggi<\/b> in laboratorio. Quello era il suo mondo. Mai una foto, mai un\u2019intervista, <b>mai in televisione<\/b>, mai a un evento pubblico. Voleva stare <b>lontano dai riflettori <\/b>e non gli piaceva mostrare il benessere che aveva conquistato, nemmeno a Enzo Biagi, che stimava moltissimo, rilasci\u00f2 l\u2019intervista televisiva\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abInterprete in azienda\u00bb<\/b><br \/>Molti anni dopo<b> accett\u00f2 di raccontare la sua vita <\/b>a chi scrive ma con un patto categorico, che <b>pubblicassi <\/b>il nostro colloquio <b>solo dopo la sua morte<\/b>: \u00abFinch\u00e9 sono in vita non voglio si possa dire che ho parlato con un giornalista\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche la signora <b>Maria Franca<\/b>, che \u00e8 <b>presidente di \u00abFerrero International\u00bb<\/b>, ha fatto della riservatezza la cifra della sua esistenza e se oggi ha accettato di <b>raccontare la sua vita con Michele Ferrero<\/b> \u00e8 perch\u00e9 ci tiene che resti memoria di un sodalizio che ha segnato la storia italiana del costume e dei consumi, che ha inaugurato un modo <b>nuovo di stare in fabbrica<\/b> e ha innovato il welfare aziendale. Ma anche per <b>parlare di una storia d\u2019amore<\/b>. \u00abIl nostro \u00e8 stato un rapporto profondo, <b>abbiamo condiviso tutto<\/b>: entusiasmo, successi ma anche dolori e fatiche. Non \u00e8 sempre stato rose e fiori, ma ci aiutava il fatto che parlavamo tantissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una storia, la loro, nata da una serie di \u00abno\u00bb. \u00ab<b>Avevo studiato per diventare interprete <\/b>e parlavo inglese, francese e tedesco, ero appena tornata dalla Germania quando<b> mi assunsero alla Ferrero<\/b>, <b>avevo solo 22 anni <\/b>e mai avrei pensato che in pochi mesi la mia vita sarebbe cambiata completamente. U<b>no dei primi giorni mi chiamano ai piani alti <\/b>e mi dicono che la traduttrice, che veniva da Milano e faceva l\u2019interprete da quindici anni, non stava bene e andava sostituita subito perch\u00e9 <b>stava per cominciare una riunione<\/b>. Ricordo ancora l\u2019imbarazzo e il timore che avevo: era un incontro in cui si doveva decidere un importante <b>acquisto di cacao<\/b>, c\u2019erano persone che venivano dall\u2019Africa e altre da Londra. Tutto and\u00f2 liscio e alla fine <b>Michele Ferrero si gir\u00f2 verso di me <\/b>e mi disse: \u201c\u00c8 andata bene, complimenti\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il primo invito a cena.<\/b><br \/>Qualche giorno dopo si incontrano all\u2019ingresso, <b>di fronte all\u2019ascensore<\/b>. Quando si apre la porta lui le fa segno di entrare: \u00abSi accomodi, io vado all\u2019ultimo piano, venga pure, non le voglio far perdere tempo\u00bb. \u00abIo rimasi ferma e dissi soltanto: \u201c<b>No, grazie. Un\u2019altra volta<\/b>\u201d. Ci rimase malissimo. Poche ore dopo, la porta del mio ufficio si apr\u00ec, Michele fece per entrare ma <b>appena mi vide, si tir\u00f2 indietro<\/b> e la chiuse di scatto. I miei colleghi, che erano molto spiritosi, capirono al volo e dissero: \u201cHai fatto un grosso guaio a questo ufficio\u201d. Lo rividi quando <b>organizz\u00f2 uno dei suoi test<\/b>: ogni volta che c\u2019era un prodotto nuovo organizzava assaggi, lo avrebbe fatto coinvolgendo perfino figli e nipoti. Quella volta voleva capire se<b> una scatola di cioccolatini<\/b> poteva avere successo. Ci invit\u00f2 a gruppi di tre nella sala riunioni; quando venne il mio turno mi chiese: \u201cLe piace questa scatola?\u201d. Gli risposi poco diplomaticamente: \u201cA dire il vero <b>non sono una divoratrice di cioccolato<\/b>\u201d. Insistette: \u201cLei mi sembra una persona di gusto, regalerebbe questa scatola di cioccolatini al suo fidanzato?\u201d. \u201cLe ho gi\u00e0 detto cosa penso del cioccolato e il fidanzato non ce l\u2019ho, quindi non so cosa dirle\u201d. <b>Si mise a ridere, e si arrese<\/b>\u00bb. La volta successiva fu quando le arriv\u00f2 la <b>richiesta di fare alcune ore di conversazione<\/b> con lui prima della partenza per un viaggio in Ghana: aveva bisogno di esercitarsi. Ma <b>lei rispose di nuovo di no<\/b>, dicendo che c\u2019erano persone pi\u00f9 esperte in azienda.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le chiedo il <b>perch\u00e9 di tutti questi \u00abno\u00bb<\/b>: \u00abPerch\u00e9 le cose dovevano essere spontanee e <b>chiare, senza ambiguit\u00e0<\/b>. Aveva 14 anni pi\u00f9 di me, solo quando fece un passo diretto e <b>mi invit\u00f2 a cena, accettai<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La cena si svolse in un ristorante che era appena stato inaugurato a Pino Torinese in occasione dell\u2019Expo \u00abItalia \u201961\u00bb: \u00ab<b>Dalle finestre si vedeva una casa<\/b>, io continuavo a guardarla e lui mi chiese: \u201cNon trova che sia bella?\u201d\u00bb. La interrompo: \u00ab<b>Ma continuavate a darvi del lei?<\/b>\u00bb, chiedo. Maria Franca Ferrero si scioglie in un sorriso, piega la testa di lato, e torna indietro nel tempo: \u00abNo,<b> quella sera abbiamo smesso di darci del lei<\/b> e sono cambiate le nostre vite. <b>Un mese dopo Michele ha comprato quella casa,<\/b> sette mesi dopo <b>ci siamo sposati <\/b>e siamo andati ad abitarci. \u00c8 stata la nostra casa per quasi quindici anni, fino alla telefonata del generale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo a met\u00e0 degli anni Settanta, la coppia ha avuto <b>due bambini<\/b>, Pietro e Giovanni, che sono ormai alle scuole medie, e a fare quella<b> telefonata <\/b>\u00e8 il<b> generale Carlo Alberto dalla Chiesa <\/b>che guidava il Nucleo Speciale Antiterrorismo e aveva base a Torino. \u00abRisposi al telefono e il generale mi spieg\u00f2 che aveva urgente bisogno di parlare a me e a mio marito e che sarebbe arrivato in mezz\u2019ora. Dopo 25 minuti era alla porta di casa, ma Michele non c\u2019era ancora. Non perse tempo e mi disse: \u201c<b>Suo marito \u00e8 nella lista degli obiettivi delle Brigate Rosse<\/b>, \u00e8 stato pedinato a lungo e abbiamo trovato anche il percorso che fate per portare i bambini a scuola\u201d. Rimasi senza fiato, in silenzio. Lui aggiunse: \u201c\u00c8 il primo della lista\u201d. Poi and\u00f2 alla finestra e indic\u00f2 una villa sulla collina: \u201cDa l\u00ec vi controllavano. <b>Dovete lasciare in fretta questa casa<\/b>\u201d. Quando ci fu anche Michele si fece ancora pi\u00f9 netto: \u201cEntro le 7 di sera in questa casa non ci deve pi\u00f9 essere nessuno, neanche i bambini\u201d. Poi disse che <b>li avrebbero portati al Collegio di Moncalieri <\/b>e che era gi\u00e0 stato tutto organizzato. Io gli risposi che i bambini non li lasciavo soli e che sarei andata a dormire in collegio con loro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUna villa bellissima\u00bb.<br \/>La mattina dopo la signora Maria Franca e i bambini avrebbero lasciato il Collegio e sarebbero partiti per Bruxelles. \u00ab<b>Cominciavano venticinque anni di pioggia&#8230;<\/b>\u00bb, ricorda lei.<b> Il marito <\/b>invece si nascose <b>da amici nelle Langhe<\/b>, per poter continuare a seguire l\u2019azienda.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab<b>Abitavamo in albergo<\/b> e io cercavo una casa, ma la citt\u00e0 mi dava una grande ansia, amavo la natura e non sopportavo tutto quel cemento. Nei miei giri per\u00f2 scoprii un\u2019area che confinava con un bosco e con Michele cominciammo a passare i fine settimana a camminare in quella zona. Un sabato pomeriggio <b>scoprimmo una villa bellissima<\/b> che sembrava disabitata, invece c\u2019era un custode che ci raccont\u00f2 che <b>la proprietaria<\/b>, una centenaria, <b>era scomparsa da poco <\/b>e che <b>il figlio era un produttore di cioccolato<\/b>. Michele lo conosceva e dopo un lungo corteggiamento<b> lo convinse a vendercela<\/b>, \u00e8 stata la casa pi\u00f9 bella della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i ricordi che le sono pi\u00f9 cari c\u2019\u00e8<b> il pomeriggio in cui suo marito invent\u00f2 il nome Nutella<\/b>: \u00abEravamo a Francoforte dove c\u2019era stata una celebrazione della nostra attivit\u00e0 tedesca. Alle 17.30 tornammo in albergo, c\u2019era anche sua madre e<b> dovevamo andare a cena alle 18<\/b>, come si usava in Germania. <b>Lui per\u00f2 disse che sarebbe uscito un attimo<\/b>. La finestra della stanza affacciava sul Meno e lo vedevo camminare <b>avanti e indietro lungo il fiume<\/b> insieme al suo pi\u00f9 stretto collaboratore, Severino Chiesa. Pass\u00f2 mezz\u2019ora, poi un\u2019ora, sua madre impaziente voleva scendere a chiamarlo, io la trattenevo dicendole che doveva avere qualcosa di importante per la testa. Dopo due ore scesi io e lo incrociai nella hall, salimmo in ascensore e lui mi disse: \u201c<b>Maria, non dirmi niente<\/b>, la mia testa deve essere libera, lasciami ancora un momento di tempo perch\u00e9 ci sono quasi arrivato\u201d. <b>Si mise alla finestra a fissare il fiume e poi si gir\u00f2 e mi disse: \u201cNutella\u201d<\/b>. Io lo guardai come si guarda un matto e gli dissi: \u201c<b>Ma di cosa parli?<\/b> Cos\u2019\u00e8 Nutella?\u201d. E lui, come se avesse una visione, mi rispose: \u201c<b>\u00c8 il nome del prodotto che correr\u00e0 nel mondo<\/b>\u201d. Avrei rivisto quella febbre negli occhi per <b>l\u2019idea dell\u2019ovetto Kinder<\/b>: per convincere le mamme e le nonne a comprarlo, mi spieg\u00f2, doveva metterci pi\u00f9 latte e meno cacao e una sorpresina dentro. E poi si illumin\u00f2: \u201c<b>Sar\u00e0 Pasqua tutto l\u2019anno<\/b>\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da un\u00a0<b>incidente in Costa Azzurra <\/b>nasce invece <b>l\u2019idea della \u00abFondazione Piera<\/b>, Pietro e Giovanni Ferrero\u00bb che presiede: \u00abEravamo in un ristorante sul mare, alla fine del pranzo <b>Michele mi disse che aveva sonno <\/b>e che avrebbe fatto un pisolino in auto prima di ripartire. Io andai a fare <b>una passeggiata sulla collina<\/b>, scendendo per\u00f2 <b>caddi<\/b>: non riuscivo pi\u00f9 a camminare e non c\u2019erano i telefonini. Quando si svegli\u00f2 e <b>non mi trov\u00f2 venne a cercarmi<\/b>: mi ero rotta il ginocchio. Quella sera, tornati a casa dal Pronto Soccorso, parlammo a lungo e lui mi disse: \u201cMentre eravamo in ospedale ho pensato a <b>quante cose belle abbiamo fatto nella vita<\/b>, siamo stati molto fortunati, ma manca qualcosa di grande, qualcosa che restituisca ci\u00f2 che abbiamo avuto\u201d. Cos\u00ec \u00e8 nata la <b>Fondazione Ferrero<\/b>. <b>A<\/b>bbiamo fatto cose di cui sono molto orgogliosa, tra cui <b>o<\/b>ffrire una diversa qualit\u00e0 di invecchiamento a <b>tutti coloro che hanno lavorato con noi<\/b>: penso alle <b>palestre<\/b>, ai <b>programmi sociali<\/b>, all\u2019<b>assistenza sanitaria<\/b>, ai laboratori ma anche a momenti felici come l\u2019inserimento degli anziani nelle attivit\u00e0 che offriamo per i bambini\u00bb. Un progetto, questo, pluripremiato, tanto che alla signora Maria Franca \u00e8 stata conferita dal presidente della Repubblica la \u00ab<b>Medaglia d\u2019oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell\u2019arte<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si potrebbe dire che \u00e8 stata una vita perfetta: \u00abSono stata fortunata, ma ho perso<b> Pietro che aveva solo 47 anni<\/b>, e <b>perdere un figlio \u00e8 disumano<\/b>. \u00c8 stato l\u2019unico momento della mia vita in cui ho pensato che<b> avrei voluto morire<\/b>. Di fronte al mio dolore, al fatto che non riuscissi a farmene una ragione, un sacerdote francese di cui sono molto amica mi disse: \u201cSe perdi un marito sei vedova. <b>Ma se perdi un figlio cosa sei?<\/b> Il fatto che <b>non ci sia una risposta<\/b> ci dice che non \u00e8 umano\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono passati esattamente tredici anni: \u00abMa <b>mi fa ancora fatica parlarne<\/b>. \u00c8 Giovanni che mi aiuta a farlo, mi dice: \u201cMamma, ricordiamo i bei momenti che abbiamo vissuto con Pietro\u201d. <b>Erano due fratelli che si volevano molto bene <\/b>e ancora oggi sento il loro affiatamento\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In pochi anni <\/b>la signora Maria Franca <b>ha perso il fratello, il figlio e il marito<\/b>: \u00ab<b>I dolori della vita cancellano i colori<\/b>, ti sembra di vivere in bianco e nero. Per fortuna <b>ho cinque nipoti<\/b>, il pi\u00f9 grande, Michele, ha un grande cuore e mi chiama ogni giorno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Di quello che hanno costruito invece non si preoccupa: \u00abLa <b>Ferrero continua a crescere<\/b>, Giovanni ha portato avanti l\u2019eredit\u00e0 del padre\u00bb.<br \/>\n\u00abLa foto della nostra intesa\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intervista \u00e8 finita, il the si \u00e8 freddato nella tazza, lo ha dimenticato due ore sul tavolino rapita dai ricordi, ma si concede un pasticcino con la panna. Poi le racconto che <b>per anni negli archivi dei giornali c\u2019era soltanto una foto di Michele Ferrero<\/b>, ritratto mentre spegneva le candeline di un compleanno della Nutella. Invece qui, <b>in ogni angolo della casa, ci sono foto di loro due<\/b> insieme: per la prima volta appare un uomo che sorride, che abbraccia la moglie. Si alza e prende lo scatto che preferisce: \u00abRicordo di una sera che torn\u00f2 a casa silenzioso, entrando mi disse soltanto: \u201cMaria, ho un mal di testa che non ho mai conosciuto\u201d. Dovevamo andare a cena da una nostra amica, una pittrice napoletana, pensavo di chiamare per cancellare, ma<b> lui era sempre di parola<\/b>. Fece uno sforzo e uscimmo. Ci divertimmo e l\u2019emicrania svan\u00ec.<b> Alla fine della cena ci fecero questa foto ed \u00e8 la cosa pi\u00f9 cara che ho, <\/b>perch\u00e9 <b>si vede tutta l\u2019intesa che c\u2019era tra noi<\/b>\u00bb. Prima di salutarmi prende un album dalla libreria: \u00ab\u00c8 importante che veda anche questa di foto, \u00e8 l\u2019immagine che ho sempre di lui, del mio inventore: in laboratorio e con il grembiule bianco\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-02-12T15:58:31+01:00\">12 febbraio 2026 ( modifica il 12 febbraio 2026 | 15:58)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mario Calabresi L&#8217;ultima intervista alla vedova di Michele Ferrero: \u00abQuando mi corteggiava, gli confessai: non amo 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