{"id":351893,"date":"2026-02-13T19:10:10","date_gmt":"2026-02-13T19:10:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/351893\/"},"modified":"2026-02-13T19:10:10","modified_gmt":"2026-02-13T19:10:10","slug":"oriente-occidente-di-rampini-dietro-il-washington-post-di-bezos-la-grande-crisi-del-giornalismo-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/351893\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Dietro il Washington Post di Bezos, la grande crisi del giornalismo americano"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">La <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_febbraio_09\/washington-post-bezos-ad-licenziamenti-0d53ce7e-8cf6-4922-93ab-cdfa7b64bxlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">crisi del <b>Washington Post<\/b> \u00e8 quella che fa pi\u00f9 notizia<\/a>, perch\u00e9 colpisce il quotidiano della capitale, che occupa un posto speciale nel Pantheon della stampa americana: per il ruolo che ebbe nel far cadere il presidente <b>Richard Nixon<\/b> con lo scandalo del <b>Watergate <\/b>(1974). Inoltre il suo proprietario \u00e8 <b>Jeff Bezos di Amazon<\/b>, accusato di volersi accattivare <b>Donald Trump<\/b>, sospettato di voler depotenziare l\u2019opposizione al presidente da parte dei suoi giornalisti. Ma \u00e8 solo l\u2019ultimo capitolo di un declino pi\u00f9 antico, pi\u00f9 vasto, e dalle cause molteplici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019inizio di febbraio 2026 il Washington Post ha annunciato <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/lavoro\/26_febbraio_04\/il-washington-post-licenzia-un-terzo-del-personale-tra-cui-300-giornalisti-maxi-tagli-allo-sport-e-agli-esteri-23fc8d3d-205b-42bc-ac59-e932b8848xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">una drastica riduzione del personale<\/a>, pari a circa un terzo dell\u2019organico complessivo, con centinaia di tagli anche nella redazione. Le aree colpite hanno incluso, tra le altre,<b> sport, libri e parte della copertura internazionale<\/b>, nell\u2019ambito di una ristrutturazione finalizzata a rendere il giornale finanziariamente sostenibile.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla vigilia dei tagli, diversi giornalisti avevano pubblicamente chiesto a Jeff Bezos di intervenire per fermare o attenuare la riduzione del personale. Il <b>suo silenzio<\/b> \u00e8 stato percepito come significativo, in quanto proprietario e decisore ultimo della strategia aziendale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il sindacato che rappresenta gran parte dei dipendenti del Post ha denunciato un <b>progressivo \u00absvuotamento\u00bb del giornale<\/b>, sostenendo che i tagli avrebbero compromesso la credibilit\u00e0 e la qualit\u00e0 dell\u2019informazione. Alcuni rappresentanti sindacali hanno affermato che, se Bezos non intende pi\u00f9 investire nella missione del quotidiano, il Post meriterebbe un altro proprietario disposto a farlo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche l\u2019ex direttore <b>Martin Baron<\/b> ha parlato di <b>uno dei momenti pi\u00f9 bui nella storia del giornale<\/b>, criticando alcune scelte recenti della propriet\u00e0, considerate dannose per il marchio e per l\u2019identit\u00e0 editoriale.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma la <b>grande crisi del giornalismo americano<\/b> era cominciata prima che Trump tornasse alla Casa Bianca. Fra le vittime c\u2019erano state testate altrettanto illustri del Washington Post.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel gennaio 2024 il <b>Los Angeles Times ha tagliato almeno 115 posti in redazione<\/b>, oltre il 20% dell\u2019organico giornalistico, a fronte di perdite annuali stimate tra i 30 e i 40 milioni di dollari. Fino a poco tempo prima la redazione contava pi\u00f9 di 500 giornalisti, ma il crollo dei ricavi pubblicitari e le difficolt\u00e0 del mercato hanno imposto una drastica riduzione. E comunque il Los Angeles Times del gennaio 2024 <b>era gi\u00e0 diventato da tempo l\u2019ombra di s\u00e9 stesso<\/b>: fino agli anni Novanta, prima che apparisse Internet, era stato un gigante che rivaleggiava con il New York Times per la rete di uffici di corrispondenza all\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>Boston Globe<\/b> \u2013 reso celebre, fra l\u2019altro, per il suo <b>giornalismo investigativo<\/b> che aveva esposto gli <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/caso-spotlight-un-ode-giornalismo-investigativo\/c91e2a16-dbba-11e5-b9ca-09e1837d908b\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">scandali di pedofilia nella chiesa locale <\/a>\u2013 \u00e8 spesso citato come uno dei casi relativamente pi\u00f9 riusciti nella transizione digitale tra i grandi quotidiani locali. Tuttavia, <b>la diffusione cartacea \u00e8 crollata di oltre il 50%<\/b> rispetto al periodo pre-pandemia. Anche la crescita degli abbonamenti digitali, che in un primo momento aveva compensato parte delle perdite, ha rallentato negli ultimi anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>Chicago Tribune<\/b>, altro giornale dal passato (remoto) glorioso, ma <b>finito sotto il controllo del fondo Alden Global Capital<\/b>, \u00e8 diventato un simbolo delle critiche al modello dei fondi d\u2019investimento accusati di \u00abspremere\u00bb le redazioni. Durante uno sciopero nel 2024 \u00e8 stato ricordato che<b> l\u2019organico della redazione era sceso da oltre cento giornalisti a meno di ottanta in pochi anni<\/b>. Anche la diffusione cartacea ha continuato a registrare cali a doppia cifra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il declino del <b>San Francisco Chronicle<\/b> risale all\u2019inizio del millennio. Non a caso, essendo nella capitale della Silicon Valley e di Big Tech, aveva subito per primo lo choc della concorrenza digitale. Nel 2007 annunci\u00f2 un piano per <b>tagliare il 25% dei posti in redazione<\/b>. Negli anni successivi, la propriet\u00e0 Hearst ha pi\u00f9 volte fatto ricorso a incentivi all\u2019esodo per contenere i costi, in un contesto di ricavi in contrazione. Ironia della storia, il gruppo editoriale del San Francisco Chronicle era stato fondato da quel <b>William Randolph Hearst<\/b>, magnate della stampa all\u2019inizio del Novecento, che aveva ispirato il personaggio di \u201cCitizen Kane\u201d, capolavoro cinematografico di <b>Orson Welles<\/b> (\u201cQuarto Potere\u201d in Italia).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i pochi editori che oggi vanno controcorrente va segnalato <b>Rupert Murdoch<\/b>: ha deciso di espandere il modello del suo tabloid <b>New York Post <\/b>in California, con<b> il lancio di una nuova testata, il California Post<\/b>, in formato cartaceo e online. L\u2019iniziativa \u00e8 stata presentata come un tentativo di sfruttare gli spazi lasciati liberi dal ridimensionamento delle redazioni tradizionali nello Stato. Il nuovo quotidiano <b>adotta uno stile aggressivo e popolare<\/b>, simile a quello del New York Post, e punta anche su una forte presenza digitale, con accesso gratuito online, in contrasto con il modello a pagamento di molti concorrenti. Nel quadro generale di un\u2019industria in contrazione, <b>l\u2019operazione di Murdoch rappresenta un caso isolato di investimento espansivo<\/b>, fondato sull\u2019idea che la crisi dei media tradizionali apra opportunit\u00e0 per modelli editoriali diversi e pi\u00f9 orientati al mercato. Ha anche un colore politico. Pur avendo avuto ripetuti scontri con Trump, <b>il Post <\/b><b>di Murdoch \u00e8 un giornale di destra<\/b>, in guerra contro la cultura \u201cwoke\u201d, ed evidentemente pensa di avere un mercato nello Stato della California che \u00e8 la roccaforte della sinistra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le testate famose non esauriscono il quadro. Il panorama della stampa locale \u00e8 particolarmente disastrato.<b> Negli ultimi 20 anni quasi il 40% dei giornali locali statunitensi \u00e8 scomparso<\/b>, con oltre <b>130 chiusure solo nell\u2019ultimo anno<\/b> e vaste aree del paese che sono diventate \u00abdeserti dell\u2019informazione\u00bb, dove non esiste copertura di cronaca locale affidabile. Nel <b>Wyoming <\/b>sono state chiuse otto testate giornalistiche in un solo colpo, lasciando intere comunit\u00e0 senza giornali. L\u2019occupazione nelle redazioni statunitensi \u00e8 diminuita in modo drastico nel corso degli ultimi decenni. Dal 2005 al 2025 circa 365.000 impieghi nei quotidiani sono scomparsi, mentre la diffusione e le entrate continuano a calare. Le perdite di posti di lavoro non sono limitate ai quotidiani stampati: anche siti digitali e testate online hanno fatto ricorso a tagli e riorganizzazioni, soprattutto durante e dopo la pandemia di COVID-19.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I fattori strutturali alla base del declino sono noti e includono: <b>perdita di entrate pubblicitarie<\/b> a favore di piattaforme digitali come Google e Meta; <b>riduzione degli abbonamenti tradizionali<\/b>; <b>difficolt\u00e0 di monetizzazione dei contenuti online<\/b>;<b> ridefinizione del consumo di notizie<\/b>, col pubblico sempre pi\u00f9 spostato verso social media e aggregatori.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 anche chi, dall\u2019interno del mondo dei media, invita i giornalisti stessi all\u2019<b>autocritica, alla presa di responsabilit\u00e0.<\/b> Un caso autorevole \u00e8 quello di <b>Gerard Baker<\/b>, inglese naturalizzato americano, con un passato di grande firma del giornalismo britannico (Bbc e Financial Times), poi per anni direttore del <b>Wall Street Journal<\/b>, di cui rimane un editorialista. Baker ha deciso di pubblicare una requisitoria severa sui problemi interni alla stampa che a suo avviso hanno contribuito al declino. Il titolo del suo editoriale \u00e8 provocatorio: \u00abLa pi\u00f9 grande minaccia al giornalismo? I giornalisti\u00bb. Eccone alcuni estratti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon date la colpa a proprietari rapaci per la <b>perdita di fiducia del pubblico<\/b>. La colpa \u00e8 di un\u2019informazione faziosa e incompetente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Esiste una categoria di persone con una fiducia in s\u00e9 pi\u00f9 smisurata o una consapevolezza di s\u00e9 pi\u00f9 atrofizzata dei giornalisti americani?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">&#8220;La democrazia muore nell\u2019oscurit\u00e0&#8221;, ci dicono, lasciando intendere che solo la torcia innalzata dai coraggiosi operatori dei media nazionali mantenga accesa la luce della libert\u00e0 nel crepuscolo di un\u2019epoca autoritaria. \u00c8 vero che, <b>in assenza di fonti indipendenti e affidabili, il potere si concentra senza responsabilit\u00e0<\/b>. Ma in questa proclamazione della propria indispensabilit\u00e0 non c\u2019\u00e8 alcun accenno al ruolo che gli stessi giornalisti hanno avuto nel minare la fiducia del pubblico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non voglio aggiungermi qui alle elegie emotive che si stanno scrivendo sul Washington Post dopo l\u2019ultimo giro di ridimensionamenti della scorsa settimana. Ho amici ed ex colleghi di talento che stanno cercando di risollevare il Post, e auguro loro ogni successo. Non mi unir\u00f2 neppure al <b style=\"font-style: italic;\">compiacimento <\/b>di alcuni critici per le centinaia di persone che hanno perso il lavoro. Persone valide saranno precipitate nelle difficolt\u00e0, almeno per un po\u2019.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma voglio contestare l\u2019idea che siano stati proprietari senza cuore o una gestione crudele a profanare un tesoro nazionale. <b>Contesto anche il lamento pi\u00f9 ampio, secondo cui forze politiche ed economiche malevole avrebbero fatalmente minato la vitalit\u00e0 del giornalismo americano.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto al Post \u00e8, in parte, ci\u00f2 che \u00e8 accaduto alla maggior parte delle organizzazioni giornalistiche tradizionali negli ultimi vent\u2019anni, con una o due luminose eccezioni: <b style=\"font-style: italic;\">modelli di business sconvolti dal crollo della pubblicit\u00e0, proliferazione di fonti alternative di informazione, crescente specializzazione nelle scelte del pubblico<\/b>. L\u2019idea che il mercato abbia ancora spazio per decine di grandi quotidiani che offrano prodotti simili \u201cdalla A alla Z\u201d in un\u2019epoca di gusti personalizzati e contenuti atomizzati \u00e8 anacronistica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma il fattore pi\u00f9 importante \u00e8<b> il ruolo che gli stessi giornalisti hanno avuto nel crollo della fiducia dei consumatori di notizie<\/b>. Ovunque queste persone si riuniscano (credete a me, ho partecipato a tante di queste sedute terapeutiche), il lamento \u00e8 forte e diretto verso l\u2019esterno. Piangono sui fattori che, a loro dire, li hanno portati all\u2019abbandono: la \u201cdisinformazione\u201d dei social media, i propagandisti di destra, Donald Trump.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora avvertono che il ridimensionamento del Post e di molte altre fonti meno celebri rappresenta una minaccia diretta alla nostra libert\u00e0, un\u2019ulteriore resa da parte di dirigenti pavidi alla minaccia di Trump.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli attacchi del presidente ai media<\/b> sono indifendibili e preoccupanti. Ma la ragione principale per cui se la cava \u00e8 che<b> la fiducia nell\u2019onest\u00e0 di queste istituzioni era gi\u00e0 stata devastata dal loro stesso lavoro tendenzioso<\/b>. L\u2019elenco delle recenti distorsioni mediatiche, dal presunto complotto Russiagate a Black Lives Matter, \u00e8 lungo. Ma l<b>a forma di pregiudizio pi\u00f9 importante<\/b>, e pi\u00f9 insidiosa perch\u00e9 difficilmente misurabile, non riguarda ci\u00f2 che le notizie raccontano. <b>Riguarda ci\u00f2 che scelgono di non raccontare<\/b>. Il giornalismo investigativo \u00e8 vitale, ma per la maggior parte dei giornalisti le persone e le istituzioni che devono essere chiamate a rispondere sono solo quelle che rientrano nella loro demonologia selettiva: le aziende e i loro dirigenti, i ricchi, i politici di destra. I sindacati? Le burocrazie? Le istituzioni accademiche? Molto meno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per fare un esempio attuale di questo racconto selettivo, consideriamo come \u00e8 stata trattata di recente <b>l\u2019immigrazione<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come la maggior parte delle persone, sono inorridito da alcune delle scene viste nelle strade americane nell\u2019ultimo anno. I media hanno fatto bene a <b><a href=\"\">denunciare gli eccessi dell\u2019Ice<\/a><\/b>, e tanto di cappello se hanno contribuito a imporre un cambio di tattica da parte dell\u2019Amministrazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma quante testate, negli ultimi dieci anni, hanno raccontato come l\u2019immigrazione di massa abbia inciso sulle comunit\u00e0 americane? Quante hanno coperto <b>la pressione esercitata sui bilanci di scuole e servizi sanitari<\/b>? Hanno scritto molto sul contributo prezioso di questi migranti all\u2019economia statunitense, ma quante hanno anche solo preso in considerazione i costi? Migliaia di immigrati illegali sono in prigione o in carcere per reati non legati al loro status migratorio. Quanti giornali hanno dedicato lunghi articoli a quei crimini o alle loro vittime?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima delle recenti scene di uomini mascherati che trascinano persone fuori dalle auto nei parcheggi, Trump registrava risultati insolitamente buoni tra i latinos. Quando questo dato veniva riportato sui giornali, veniva citato con una sorta d<b>i disapprovazione perplessa<\/b>, pochi reporter hanno mai cercato di capire cosa pensassero gli immigrati legali e i loro figli dell\u2019ingiustizia dell\u2019<b>immigrazione illegale di massa<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il nostro mercato dei media \u00e8 ancora vivace, ma largamente polarizzato lungo linee partitiche. Nonostante l\u2019isteria, non \u00e8 morto n\u00e9 morente, ma \u00e8 cambiato, in modi che lo rendono pi\u00f9 sintonizzato con il proprio pubblico e meno efficace come strumento di responsabilit\u00e0 istituzionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proprio quando l\u2019America avrebbe pi\u00f9 bisogno di una stampa affidabile per smascherare gli eccessi di un potere esecutivo fuori controllo, i suoi operatori hanno sperperato la fiducia del pubblico\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-02-13T17:30:11+01:00\" content=\"2026-02-13\">13 febbraio 2026, 15:25  &#8211; modifica il 13 febbraio 2026 | 17:30<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La crisi del Washington Post \u00e8 quella che fa pi\u00f9 notizia, perch\u00e9 colpisce il quotidiano della capitale, che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":351894,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[19425,500,178,38026,3960,839,2901,204467,204468,1495,6508,536,5313,204469,1018,64545,12861,177,204470,204471,14836,392,124960,8936,3844,204472,483,204473,4497,2905,931,13583,879,32823,4202,2575,4185,3524,16259,204474,204475,7714,204476,204477,2296,204478,204479,3059,2727,3177,5376,17618,204480,4916,8792,5631,1109,6929,2391,1113,206,749,204481,12010,16649,752,3452,13093,8171,3593,204465,28628,827,204482,204483,3440,31807,4820,46,21235,204466,807,128,13095,7889,1302,6355,1537,90,89,695,793,1412,10703,5919,2506,69010,11040,11041,15,1315,18556,24848,2466,978,16002,2428,135,17921,179,14853,980,15966,42186,7163,199660,984,16559,138,50410,12285,408,4740,24986,6504,17760,379,338,3714,58194,16860],"class_list":["post-351893","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-abbonamenti","tag-accaduto","tag-affari","tag-affidabile","tag-alcune","tag-almeno","tag-alternative","tag-alternative-informazione","tag-alternative-informazione-crescente","tag-altre","tag-americane","tag-americano","tag-angeles","tag-angeles-times","tag-aree","tag-baker","tag-bezos","tag-business","tag-business-sconvolti","tag-business-sconvolti-crollo","tag-california","tag-capitale","tag-cartacea","tag-cause","tag-centinaia","tag-chronicle","tag-cio","tag-cio-accaduto","tag-citato","tag-colpa","tag-comunita","tag-contenuti","tag-contesto","tag-contrazione","tag-contribuito","tag-controllo","tag-copertura","tag-costi","tag-crescente","tag-crescente-specializzazione","tag-crescente-specializzazione-scelte","tag-crisi","tag-crisi-giornalismo","tag-crisi-giornalismo-americano","tag-crollo","tag-crollo-pubblicita","tag-crollo-pubblicita-proliferazione","tag-deciso","tag-declino","tag-destra","tag-difficolta","tag-diffusione","tag-diffusione-cartacea","tag-digitale","tag-digitali","tag-diretta","tag-direttore","tag-dirigenti","tag-diversi","tag-donald","tag-donald-trump","tag-drastica","tag-drastica-riduzione","tag-eccessi","tag-editoriale","tag-entrate","tag-epoca","tag-esiste","tag-fattori","tag-fiducia","tag-fiducia-pubblico","tag-fondato","tag-fonti","tag-fonti-alternative","tag-fonti-alternative-informazione","tag-forte","tag-francisco","tag-giornale","tag-giornali","tag-giornalismo","tag-giornalismo-americano","tag-giornalisti","tag-idea","tag-immigrazione","tag-informazione","tag-inizio","tag-istituzioni","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-locale","tag-media","tag-mercato","tag-minaccia","tag-modelli","tag-modello","tag-murdoch","tag-new","tag-new-york","tag-notizie","tag-online","tag-organico","tag-perdite","tag-pochi","tag-post","tag-posti","tag-potere","tag-presidente","tag-proprietario","tag-pubblico","tag-quotidiani","tag-quotidiano","tag-rappresenta","tag-recenti","tag-redazione","tag-redazioni","tag-responsabilita","tag-riduzione","tag-ruolo","tag-scelte","tag-se","tag-stampa","tag-tagli","tag-testate","tag-times","tag-tradizionali","tag-trump","tag-ultimi","tag-washington","tag-washington-post","tag-york"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/351893","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=351893"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/351893\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/351894"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=351893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=351893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=351893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}