{"id":352467,"date":"2026-02-14T05:06:20","date_gmt":"2026-02-14T05:06:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/352467\/"},"modified":"2026-02-14T05:06:20","modified_gmt":"2026-02-14T05:06:20","slug":"listat-gela-lottimismo-del-governo-sulla-produzione-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/352467\/","title":{"rendered":"L&#8217;Istat gela l&#8217;ottimismo del governo sulla produzione industriale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/assets.contropiano.org\/img\/2020\/02\/produzione-industriale-crisi.jpg\" title=\"Ingrandisci la foto L\u2019Istat gela l\u2019ottimismo del governo sulla produzione industriale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/produzione-industriale-crisi-640x300.jpg\" alt=\"\" decoding=\"async\"\/><\/a>           <\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">Altro che \u201cItalia locomotiva d\u2019Europa\u201d. Nonostante la narrazione rassicurante del governo e le recenti dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani al Messaggero, fiducioso verso la svolta sulla competitivit\u00e0 che sarebbe partita ieri con il summit di Alden Biesen, i dati Istat sulla produzione industriale scattano una fotografia ben diversa: un Paese in affanno strutturale che fatica a uscire da un tunnel iniziato ormai tre anni fa.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">Sia chiaro, non che lo stato dell\u2019industria italiano fosse roseo prima del 2022 (basta pensare alla lunga storia dell\u2019ex Ilva). Ma la linea guerrafondaia presa contro la Russia ha dato il colpo di grazia, con i costi dell\u2019energia esplosi. Ora, di fronte alla desertificazione industriale creata ad arte per favorire i profitti delle grandi imprese, i nodi vengono al pettine.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">Il 2025 si \u00e8 chiuso con una flessione dello 0,2% rispetto al 2024. Sebbene il calo sia meno marcato rispetto ai crolli del biennio precedente (-2,5% nel 2023, -3,5% nel 2024), il dato segna il terzo anno consecutivo di segno meno, confermando una crisi che morde il cuore manifatturiero dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">A dicembre 2025, l\u2019istituto di statistica ha registrato una diminuzione mensile dello 0,4%. Nonostante un rimbalzo tendenziale del 3,2% rispetto allo stesso mese del 2024, il bilancio complessivo dell\u2019anno resta negativo. Il dato pi\u00f9 preoccupante riguarda i beni di consumo, che calano dello 0,5% (con punte dello -0,8% per i beni durevoli), a dimostrazione di come la domanda interna sia tutt\u2019altro che solida.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">Il panorama industriale appare desertificato, ma alcuni settori mitigano il crollo o la stagnazione di altri. La farmaceutica continua a correre, con un +3,8% rispetto al 2024, a cui si aggiunge anche il +2,6% della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica, ottica, e di misurazione.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">Ma ci sono altri settori, che certamente impiegano molti pi\u00f9 lavoratori, che stanno colando a picco. Il tessile segna sul 2024 un -5,5%, mentre la fabbricazione di mezzi di trasporto segnala un -4,7%. Quella che era la spina dorsale dell\u2019industria continua a scappare altrove, e l\u2019incapacit\u00e0 di inserirsi nel mercato dell\u2019elettrico non far\u00e0 che peggiorare la situazione.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">Massimiliano Dona, presidente dell\u2019Unione Nazionale Consumatori, non usa giri di parole per descrivere la situazione, sfidando Palazzo Chigi che aveva parlato di un aumento del potere d\u2019acquisto. Secondo Dona, le imprese sono in un tunnel negativo da cui non riescono a uscire, e \u201cnon si pu\u00f2 sperare nei consumi delle famiglie, ormai ridotti all\u2019osso\u201c.<\/p>\n<p style=\"font-family: Liberation Serif,serif; font-size: large;\" align=\"justify\">La realt\u00e0 descritta dall\u2019Istat parla di un\u2019industria che incide per un quinto del PIL e che, anche per il 2025, rischia di fornire un contributo negativo alla crescita economica nazionale. I tavoli di crisi al ministero delle Imprese palesano una situazione senza presupposti per migliorare, almeno finch\u00e9 l\u2019unica politica industriale sar\u00e0 quella di sfruttamento intensivo e di totale subordinazione ai desideri delle multinazionali.<\/p>\n<p class=\"firma-redazione\">\n13 Febbraio 2026 &#8211; \u00a9 Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO\n<\/p>\n<p>Ultima modifica: 13 Febbraio 2026, ore 7:28<\/p>\n<p><a href=\"#\" onclick=\"window.print()\" id=\"stampaarticolo\">stampa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Altro che \u201cItalia locomotiva d\u2019Europa\u201d. 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