{"id":352837,"date":"2026-02-14T11:22:19","date_gmt":"2026-02-14T11:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/352837\/"},"modified":"2026-02-14T11:22:19","modified_gmt":"2026-02-14T11:22:19","slug":"british-airways-i-carri-bestiame-e-il-declino-del-finto-privilegio-del-mondo-di-ieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/352837\/","title":{"rendered":"British Airways, i carri bestiame, e il declino del finto privilegio del mondo di ieri"},"content":{"rendered":"<p>Cara British Airways, ti scrivo in pubblico per impossibilit\u00e0 di scriverti in privato. Accade infatti che, da quando tutto fa schifo, anche le cose che una volta erano selettive, sia difficilissimo comunicare a chi ti fornisce uno schifo di servizio che quel servizio \u00e8 diventato uno schifo.<\/p>\n<p>Tu non lo sai perch\u00e9 sei inglese, ma quando io ero giovane alla tv italiana c\u2019era uno strepitoso personaggio recitato da Cinzia Leone. Era una funzionaria che teneva lo sportello aperto \u00abdalle otto alle otto\u00bb. Il suo appropriato slogan era \u00abcogli l\u2019attimo\u00bb.<\/p>\n<p>Quando cominciai a lavorare per la Rai, e scoprii il magico mondo dell\u2019inseguimento delle fatture non pagate, capii a cosa si fosse ispirata Cinzia Leone. La Rai era infatti convinta che esistesse ancora il regno d\u2019Italia, e perci\u00f2 gestiva (non so se sia ancora cos\u00ec) i pagamenti da Torino. Quindi tu, che fino a un certo punto avevi inseguito funzionarie in giro per corridoi romani, sul pi\u00f9 bello ti sentivi dire che la fattura era arrivata a Torino, e perci\u00f2 ora ne rispondevano loro.<\/p>\n<p>C\u2019era un numero, per chiedere conto dei pagamenti all\u2019amministrazione del regno d\u2019Italia. Lo chiamavano tutti i collaboratori squattrinati, cio\u00e8 alcune migliaia di persone. Era un numero che rispondeva solo il luned\u00ec e il mercoled\u00ec, dalle undici a mezzogiorno. Dovevi trovare libero provando accanitamente per due ore a settimana. Cogli l\u2019attimo.<\/p>\n<p>Erano gli anni Novanta, tutti quelli che non conoscevano la Rai e ai quali raccontavo questa cosa ridevano moltissimo. Sono troppo vecchia da troppi anni per inseguire pagamenti, ma adesso credo facciano cos\u00ec tutti: se il servizio pagamenti \u00e8 inadeguato ovunque, ovunque vuoi arginare i rompicoglioni che se ne lamentano.<\/p>\n<p>Col finto lusso \u00e8 uguale: centralini con tanti di quei numeri da pigiare che alla fine molli il colpo, \u00abclicca qui per contattarci\u00bb sui siti che non conducono ad alcun indirizzo email. L\u2019altro giorno una conoscente che ha non so che carta di credito megasuperplatino con uranio arricchito mi ha detto che il servizio clienti funziona talmente male \u00abche a quelli che hanno la carta oro daranno due schiaffi\u00bb. Quindi, cara British Airways, ti scrivo qui.<\/p>\n<p>Devi sapere, cara British Airways, che il 2025 per me \u00e8 stato un anno molto traumatico. Nel 2024, infatti, non ho pubblicato alcun libro. Ci\u00f2 significa che non sono andata in giro a promuovere alcun libro. Ci\u00f2 significa che a un certo punto del 2025, non avendo accumulato abbastanza punti, non avevo pi\u00f9 diritto a una Carta Freccia Oro, e non potevo pi\u00f9 accedere alle sale Frecciarossa, fondamentali perch\u00e9 dotate degli unici cessi puliti all\u2019interno delle stazioni ferroviarie.<\/p>\n<p>Se non fosse per i cessi, ti confesso, non me ne importerebbe niente di stare nelle sale d\u2019attesa dei treni, che come tutto il resto sono negli anni declinate. Siamo infatti ormai in un sistema economico basato sul raccattare spicci, il che fa s\u00ec che tutti \u2013 tu, cara British, ma anche Trenitalia, ma anche chiunque altro \u2013 vendiate accessi alle sale d\u2019attesa a gente che non se li \u00e8 guadagnati col sudore dei suoi punti.<\/p>\n<p>\u00abSe permettiamo a tutti di diventare Admiral, perch\u00e9 qualcuno dovrebbe voler diventare Admiral?\u00bb, si domanda un dirigente della American Airlines negli anni Sessanta, quando l\u2019esclusivit\u00e0 dei club di viaggiatori frequenti con sale d\u2019attesa dedicate viene ritenuta discriminatoria. Lo racconta <a href=\"https:\/\/www.newyorker.com\/magazine\/2025\/12\/01\/the-airport-lounge-wars\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un articolo d\u2019un paio di mesi fa del New Yorker<\/a>, che ricostruisce il dramma di questo lusso da poveracci, di quest\u2019esclusivit\u00e0 non esclusiva, di questa cura del cliente a punteggio. L\u2019Admirals club era la prima casta di viaggiatori a punti con servizi di lusso, nata nel 1939, nel mondo di prima.<\/p>\n<p>Una delle ultime volte che sono andata in una sala Frecciarossa, quando ancora ero una viaggiatrice da abbastanza Executive l\u2019anno da avere l\u2019accesso automatico, il tizio all\u2019ingresso mi ha fermata nonostante avessi strisciato la carta e mi ha chiesto di fargli vedere il biglietto. La sala era cos\u00ec sovraffollata che ti facevano entrare solo se avevi un treno da prendere quel giorno.<\/p>\n<p>L\u00ec per l\u00ec ho pensato che evidentemente esisteva una tipologia di persona che andava in stazione a farsi un giro nella sala Frecciarossa, dove puoi bere vini tiepidi versati a due dita alla volta in bicchieri di plastica, anche se non doveva partire, e che speravo che questa tipologia di persona la stesse studiando un qualche regista coreano \u2013 ma era perch\u00e9 non avevo ancora letto il New Yorker.<\/p>\n<p>All\u2019aeroporto di Washington, mi spiega l\u2019articolo, i fortunati coi punti Admiral andavano la domenica sera solo per bersi una cosa nella fighissima sala d\u2019attesa, senza aerei da prendere. Ma era il mondo di prima: il d\u00e9pliant magnificava gli arredi di una sala \u00abche piacer\u00e0 agli uomini ma in cui le donne si sentiranno a casa\u00bb, mica questi posti da Mondo Convenienza in cui il wifi prende male.<\/p>\n<p>Ma non distraiamoci, cara British Airways, torniamo a questo disgraziato secolo e a te. L\u2019essere umano, come saprai, \u00e8 fatto al 95 per cento di abitudini. \u00c8 per questo che io mi ostino a volare con te: perch\u00e9 sono abituata da quando c\u2019era la lira e non c\u2019era il volo Emirates tra Milano e New York, e prendere te era la cosa migliore nonostante lo scalo a Heathrow, dove se imbarchi i bagagli sai gi\u00e0 che nella coincidenza non te li caricheranno e starai due giorni senza vestiti.<\/p>\n<p>Non ho cambiato aeroporto neanche quando tutti i miei amici hanno iniziato a magnificare London City, io sono fatta di abitudini e voglio sapere dove prendere la Piccadilly Line per arrivare l\u00ec, e una volta l\u00ec voglio orientarmi senza sforzo sapendo dove sono gli imbarchi, dov\u2019\u00e8 la sala d\u2019attesa, dove si prende il cappuccino. Io sono talmente fatta di abitudini che preferisco <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/11\/heathrow-aeroporto-controlli-passaporto-londra-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ogni volta bestemmiare per i controlli di sicurezza a Heathrow<\/a>, senza gara quelli gestiti peggio al mondo, che cambiare.<\/p>\n<p>Tu lo sai, British Airways, quanto dura un volo tra l\u2019Italia e Londra? Pi\u00f9 o meno un\u2019ora e mezza. Che ragioni ci sono di pagare una business invece che un\u2019economy? Certo non le poltrone, che sono comunque minuscole e orrende ma tanto non fai in tempo a decollare che atterri. Certo non il fatto di bere il succo di pomodoro in un bicchiere di vetro invece che in uno di carta. Certo non l\u2019assicurarsi il posto finestrino, visto che nell\u2019economia del ramazzare gli spicci ora vuoi che ti paghi la scelta del posto pure in business.<\/p>\n<p>L\u2019unica ragione per prendere la business \u00e8 la sala d\u2019attesa, che quelli che vogliono fare i cosmopoliti chiamano lounge. La sala d\u2019attesa che fa comunque schifo, intendiamoci. L\u2019ultima volta, a Londra, dovevo ricaricare il telefono, che mi sembra una richiesta abbastanza minima per un passeggero che ha teoricamente scelto l\u2019opzione pi\u00f9 di lusso tra quelle offerte da una compagnia aerea. Nella lounge da un migliaio di persone ci sono sei prese. Sei. Ovviamente erano tutte occupate. Quando sono andata a chiedere alla trentenne che teoricamente era l\u00ec per assistere i passeggeri, lei mi ha detto che non era un suo problema. Quando le ho chiesto di mettermi in carica il telefono nel suo gabbiotto, mi ha detto che non faceva cose del genere. Quando le ho detto di chiamarmi chiunque fosse responsabile di quella pessima organizzazione, mi ha detto che potevo chiamare io gli uffici della British. Col telefono scarico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stata anche un\u2019interessante parentesi \u00abI\u2019m not here to be harassed\u00bb \u00abLook up \u201charassment\u201d on the dictionary\u00bb, ma non star\u00f2 a tediarti con la cronaca di impiegate convinte che chieder loro di fare il lavoro per cui sono pagate sia harassment, perch\u00e9 mentre uscivo bestemmiando mi ha intercettata una hostess gentile (non trentenne, ma \u00e8 sicuramente un caso) che mi ha svelato che c\u2019era una presa nascosta dietro un mobile, e tutto \u00e8 bene quel che finisce in ricarica.<\/p>\n<p>Tutto questo era solo per dirti: non \u00e8 che una ambisca alle tue sale d\u2019attesa perch\u00e9 sono il bengodi. Per\u00f2, se paga un biglietto per uno di quei carri bestiame che sono gli aerei moderni come fosse un biglietto per un volo di quando il concetto di prima classe aveva un senso, vorrebbe almeno poter ricaricare il telefono.<\/p>\n<p>Tutto questo per dirti che, siccome sono scarsa quanto a curva di apprendimento, sto per prendere un altro tuo volo con un inutile biglietto di business, e vorrei sapere se alle partenze bolognesi siamo sempre considerati indegni di sala d\u2019attesa e devo farmi il cappuccino a casa, o se \u00e8 stata ripristinata la civilt\u00e0. Te l\u2019avrei chiesto privatamente, ma magari era harassment.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cara British Airways, ti scrivo in pubblico per impossibilit\u00e0 di scriverti in privato. 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