{"id":354250,"date":"2026-02-15T08:35:16","date_gmt":"2026-02-15T08:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354250\/"},"modified":"2026-02-15T08:35:16","modified_gmt":"2026-02-15T08:35:16","slug":"banche-e-poste-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354250\/","title":{"rendered":"banche e Poste a confronto"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni avere un conto corrente \u00e8 diventato progressivamente <strong>pi\u00f9 caro in Italia,<\/strong> tra digitalizzazione, riorganizzazione delle reti fisiche e crescente peso delle commissioni. Poco pi\u00f9 di dieci anni fa, nel 2014, il costo medio era pari a 82,2 euro: da allora la curva \u00e8 stata costantemente crescente, segno che la riduzione dei costi operativi per le banche non si \u00e8 tradotta automaticamente in un beneficio per i clienti.\n<\/p>\n<p>Di quanto sono aumentati i costi<\/p>\n<p>Secondo i dati diffusi da Banca d\u2019Italia, ripresi e analizzati anche dal Codacons, gestire un conto corrente oggi costa mediamente il <strong>23% in pi\u00f9<\/strong> rispetto al 2014. La spesa media annua per un correntista tipo si attesta a <strong>101,1 euro<\/strong>, superando ormai in modo stabile la soglia psicologica dei cento euro. Solo <strong>nell\u2019ultimo anno<\/strong> l\u2019aumento \u00e8 stato di <strong>7,2 euro<\/strong>, un incremento tutt\u2019altro che marginale se inserito in un contesto di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/stipendi-aumento-valore-reale-calo\/954189\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">inflazione elevata<\/a> e di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/osservatorio-prezzi\/carrello-spesa-italia\/940450\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pressione sul reddito disponibile<\/a> delle famiglie.<\/p>\n<p>Da quello che \u00e8 emerso dall\u2019indagine, inoltre, <strong>chi mantiene lo stesso conto<\/strong> da molti anni tende a pagare di pi\u00f9 rispetto a chi ha aperto di recente un nuovo rapporto, soprattutto online. \u00c8 il classico effetto inerzia, che penalizza i correntisti meno inclini a cambiare banca o a rinegoziare le condizioni contrattuali.<\/p>\n<p>Nel dettaglio, i conti aperti da oltre dieci anni registrano una spesa media annua di <strong>118,4 euro<\/strong>, ben al di sopra della media nazionale. I nuovi rapporti, invece, si fermano a <strong>73,3 euro,<\/strong> con un divario che supera i 45 euro l\u2019anno. Una differenza che, moltiplicata per milioni di conti, genera un trasferimento di valore significativo dai clienti pi\u00f9 fedeli agli intermediari.<\/p>\n<p>A pesare sono soprattutto le <strong>spese fisse<\/strong>, che hanno raggiunto quota 65,4 euro annui, in aumento di 3,1 euro rispetto alla precedente rilevazione. Il<strong> canone base<\/strong> rimane la voce principale, spesso accompagnato da costi accessori legati a carte di debito, servizi di home banking avanzato o pacchetti \u201ctutto incluso\u201d che, in realt\u00e0, includono solo una parte delle operazioni pi\u00f9 comuni.<\/p>\n<p>Rincari delle commissioni<\/p>\n<p>Se le spese fisse rappresentano la base del costo del <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/info-utili\/conto-corrente-pacchetto\/957039\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">conto corrente<\/a>, \u00e8 sulle spese variabili che si gioca la partita pi\u00f9 insidiosa per i correntisti. Secondo Bankitalia, queste voci sono <strong>salite a 35,7 euro annui<\/strong>, con un aumento di 4,1 euro in un solo anno. Rispetto al 2014, quando la spesa variabile media era di 26,6 euro, l\u2019incremento complessivo \u00e8 <strong>del 34,2%.<\/strong><\/p>\n<p>La strategia degli istituti di credito appare chiara: contenere i canoni per rendere il conto apparentemente competitivo, per poi <strong>recuperare marginalit\u00e0<\/strong> sull\u2019operativit\u00e0 quotidiana. Oggi un correntista medio effettua circa 184 operazioni all\u2019anno tra bonifici, prelievi, pagamenti e addebiti automatici. Anche pochi centesimi in pi\u00f9 per singola operazione, moltiplicati per volumi cos\u00ec elevati, producono un effetto rilevante sul costo finale.<\/p>\n<p>Banche tradizionali, conti online e Poste: un confronto necessario<\/p>\n<p>Confrontando i diversi canali distributivi, i <strong>conti online<\/strong> continuano a rappresentare l\u2019opzione pi\u00f9 economica, nonostante una timida revisione al rialzo dei listini. La spesa media annua si attesta a 30,6 euro, con un aumento di 1,7 euro rispetto all\u2019anno precedente. Anche con questo rincaro, il divario rispetto ai conti tradizionali resta ampio e difficilmente colmabile nel breve periodo.<\/p>\n<p>Diversa la situazione per i <strong>conti postali<\/strong>, che occupano una posizione intermedia ma in peggioramento. Il costo medio \u00e8 salito a 71,6 euro, dai 67,3 euro della precedente rilevazione. L\u2019aumento \u00e8 stato accompagnato da una crescita delle commissioni unitarie, sia per le operazioni effettuate allo sportello sia per quelle digitali. A incidere \u00e8 soprattutto <strong>l\u2019elevata frequenza di utilizzo<\/strong> dei canali fisici, ancora molto diffusi tra la clientela di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/info-utili\/piano-individuale-pensionistico-poste-italiane\/954382\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Poste Italiane,<\/a> che comportano costi operativi pi\u00f9 elevati rispetto ai servizi online.<\/p>\n<p>Le <strong>banche tradizionali<\/strong>, dal canto loro, continuano a scontare il peso di una rete di filiali in progressiva riduzione ma ancora costosa. La <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/banche-desertificazione-sportelli\/922831\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">chiusura degli sportelli<\/a> non si \u00e8 tradotta automaticamente in un abbassamento delle tariffe, anzi. In molti casi ha coinciso con una rimodulazione dei listini, spesso al rialzo, per compensare la perdita di ricavi da altri servizi.<\/p>\n<p>Come difendersi dalla crescita dei costi<\/p>\n<p>Contro gli aumenti diffusi, la principale arma a disposizione dei correntisti \u00e8 l\u2019informazione. <strong>Monitorare<\/strong> con attenzione l\u2019indicatore sintetico di costo (ISC), obbligatoriamente riportato nei fogli informativi, consente di confrontare in modo trasparente le diverse offerte e di valutare l\u2019impatto reale delle spese nel corso dell\u2019anno.<\/p>\n<p>La <strong>mobilit\u00e0 bancaria<\/strong>, favorita dalla portabilit\u00e0 del conto e dalla chiusura gratuita, rappresenta poi uno strumento valido di risparmio. Cambiare banca o passare a un conto online pu\u00f2 ridurre i costi, soprattutto per chi utilizza prevalentemente canali digitali e ha un\u2019operativit\u00e0 standard.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DSX9LfCiqX0\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli ultimi anni avere un conto corrente \u00e8 diventato progressivamente pi\u00f9 caro in Italia, tra digitalizzazione, riorganizzazione delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":354251,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,3721,177,1537,90,89,13163,4156],"class_list":["post-354250","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-banche","tag-business","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-osservatorio-prezzi","tag-poste-italiane"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116073734347302256","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354250","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=354250"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354250\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/354251"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=354250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=354250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=354250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}