{"id":35441,"date":"2025-08-08T11:58:12","date_gmt":"2025-08-08T11:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/35441\/"},"modified":"2025-08-08T11:58:12","modified_gmt":"2025-08-08T11:58:12","slug":"gallerie-del-vento-ora-ce-una-luce-laser-in-fondo-al-tunnel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/35441\/","title":{"rendered":"Gallerie del vento: ora c&#8217;\u00e8 una luce (laser) in fondo al tunnel"},"content":{"rendered":"<p>Le squadre di F1 hanno factory che sono in continua evoluzione. I team cercano idee, soluzioni tecnologiche e partener che possono fare crescere le prestazioni delle monoposto. La ricerca pi\u00f9 spinta non si applica solo alle monoposto, ma anche agli strumenti di indagine che si sviluppano in sede grazie ai quali \u00e8 possibile migliorare la conoscenza sul come migliorare i risultati in pista.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/piv-in-galleria-del-vento.jpg\" alt=\"La ventola di una gellaria del vento di F1\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">La ventola di una gellaria del vento di F1<\/p>\n<p>Si parla di CFD, Computational Fluid Dynamics, una tecnica di simulazione che utilizza modelli matematici e algoritmi utili ad analizzare il comportamento dei fluidi e le loro interazione con le superfici solide. In parole semplici si studia il flusso d\u2019aria che agisce intorno alla monoposto.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/f1-sauber-presents-supercomputer-albert-2004-albert-the-new-supercomputer-for-cfd-calcul.jpg\" alt=\"Visualizzazione della CFD di una mononoposto di F1\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Visualizzazione della CFD di una mononoposto di F1<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Sauber Petronas<\/p>\n<p>La CFD permette di valutare grazie a software sempre pi\u00f9 sofisticati e computer con potenze di calcolo che definiscono forme complesse e l\u2019applicazione delle forze in pochi secondi. Insomma \u00e8 possibile visualizzare una monoposto senza che sia stato prodotto un solo bullone. Per validare il lavoro di simulazione pura \u00e8 necessario passare alla galleria del vento, dove si realizza un modello in scala 60% rispetto alla monoposto reale che viene investito da un flusso d\u2019aria generato da un ventilatore che arriva per regolamento a 180 km\/h.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1754654291_305_charles-leclerc-ferrari.jpg\" alt=\"Leclerc con il trofeo della pole position che \u00e8 una \" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Leclerc con il trofeo della pole position che \u00e8 una &#8220;gommina&#8221; Pirelli per la galleria del vento<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Beata Zawrzel \/ NurPhoto via Getty Images<\/p>\n<p>Il modello oggi dispone di speciale gomme realizzate dalla Pirelli che riproducono il disegno, l\u2019impronta e le deformazioni in scala di quelle reali. Le avrete certamente viste perch\u00e9 sono il premio che va al pilota che firma la pole position. La ricerca sta diventando cos\u00ec estrema che conta anche la pressione di gonfiaggio dei \u201cgommini\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Un tempo le gallerie di F1 usavano un tappeto mobile a matrice metallica che simulava il movimento del modello sulla pista: la valocit\u00e0 era sincronizzata con quella del vento per controllare lo &#8220;strato limite&#8221;, vale a dire la zona al cui interno la velocit\u00e0 differisce per pi\u00f9 dell&#8217;1% dalla velocit\u00e0 della porzione esterna di fluido.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/mercedes-wind-tunnel-1.jpg\" alt=\"Il tappeto mobile nella galleria del vento Mercedes di Brackley\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Il tappeto mobile nella galleria del vento Mercedes di Brackley<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Mercedes AMG<\/p>\n<p>Pi\u00f9 recentemente si utilizzano tappeti coperti da materiali gommosi o plastici che hanno sostituito la matrice metallica, migliorando il controllo dello \u201cstrato limite\u201d. Con le monoposto a effetto suolo il fondo della vettura deve essere il pi\u00f9 radente possibile per scandagliare le perdite di carico al crescere delle altezze da terra.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Nel tempo i tappeti si sono evoluti non solo nei materiali, ma anche nella loro estensione. In passato il modello veniva investito dal flusso d\u2019aria solo longitudinalmente controllando beccheggio e rollio, mentre ora si indaga la vettura anche in imbardata e sterzata, misurando quindi la forza laterale oltre alla downforce e al drag (la resistenza all\u2019avanzamento).\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/wind-tunnel-model-in-toyota-co.jpg\" alt=\"Ecco il modello Cadillac nella galleria del vento dellaToyota a Colonia\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Ecco il modello Cadillac nella galleria del vento dellaToyota a Colonia<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Andretti Autosport<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro come la ricerca sia in continua evoluzione: se prima c\u2019erano solo quattro bilance come le quali si misurava il carico sulle ruote, ora \u00e8 possibile strumentare il modello con una serie di sensori che moltiplicano le possibilit\u00e0 di ricavare dei dati.\u00a0<\/p>\n<p>A quanto pare tutto questo non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente: da qualche anno, infatti, i wind tunnel si stanno dotando di Particle Image Velocimetry, il cui acronimo \u00e8 PIV. Di che si tratta? Strumenti che permettono di analizzare il campo di moto. E siamo a un\u2019ulteriore sofisticazione dell\u2019indagine. Per dirla in soldoni: c\u2019\u00e8 un lettore laser che viene montato sulle pareti laterali della galleria e si usano due camere ad altissima definizione che scattano foto che sono in grado di visualizzare i flussi d\u2019aria, tanto che \u00e8 possibile indagare anche come si comportano i vortici nel campo di moto. Siamo a un importante salto di qualit\u00e0. Si pu\u00f2 scoprire se un flusso segue l\u2019andamento che il progettista ha pensato o se un vortice agisce per come \u00e8 stato ideato.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1754654292_774_piv-in-galleria-del-vento.jpg\" alt=\"Ecco lo strumento della Particle Image Velocimetry in galleria del vento \" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Ecco lo strumento della Particle Image Velocimetry in galleria del vento<\/p>\n<p>Il PIV pu\u00f2 essere spostato per studiare il campo di moto di diverse parti della monoposto.\u00a0 Nelle prove libere, specie a inizio stagione, vediamo le monoposto scendere in pista con i vistosi rastrelli pieni di sensori. Di solito le squadre sistemano queste strumentazioni nello stesso punto della vettura dove si \u00e8 studiato il campo di moto in galleria con il PIV.\u00a0<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 il problema? Che gli attuali wind tunnel non hanno le dimensioni necessarie per ospitare pi\u00f9 PIV che sono in grado di funzionare in contemporanea con la raccolta di tutti gli altri dati durante una prova.\u00a0<br \/>Il raggio laser utilizzato \u00e8 potentissimo e pu\u00f2 creare problemi di vista agli operatori che sono alla consolle del wind tunnel. Non a caso si \u00e8 arrivati a schermare le pareti della camera, mentre storicamente le postazioni erano a vista sul modello. Pare che le ultime gallerie non abbiano pi\u00f9 le vetrate, ma muri, utilizzando telecamere per controllare l\u2019attivit\u00e0 durante i test.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 lecito pensare che la McLaren oggi e l\u2019Aston Martin domani, possano disporre di strumenti pi\u00f9 avanzati degli altri perch\u00e9 hanno strutture nuove, nuovissime pensate anche per questi dispositivi, mentre altri impianti, per quanto funzionali ed efficienti, cominciato a mostrare i limiti degli anni&#8230;\u00a0<\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n<p>In questo articolo<\/p>\n<p>Diventa il primo a sapere le novit\u00e0 e iscriviti per ricevere notizie in tempo reale via e-mail su questi temi<\/p>\n<p>    Iscriviti agli avvisi di notizie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le squadre di F1 hanno factory che sono in continua evoluzione. 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