{"id":354590,"date":"2026-02-15T13:33:10","date_gmt":"2026-02-15T13:33:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354590\/"},"modified":"2026-02-15T13:33:10","modified_gmt":"2026-02-15T13:33:10","slug":"leuropa-della-pace-e-il-rischio-della-deriva-antiamericana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354590\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa &#8220;della pace&#8221; e il rischio della deriva antiamericana"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSfida\u00bb, \u00abFrattura\u00bb nei titoli di testa, entusiasmo per la nostra virtuosit\u00e0 europea che ci contrappone agli Stati Uniti: \u00abUn\u2019Europa di pace\u00bb, dice l\u2019Avvenire e da dietro l\u2019angolo l\u2019immagine bellicistica di Trump. Il coro europeo, si illumina di soddisfazione: la conferenza di Monaco sulla sicurezza basa la ripresa dell\u2019Europa su un vecchio amico: l\u2019antiamericanismo. \u00c8 legittimo, certo, rifarsela col superbo Vance di un anno fa, che accus\u00f2 l\u2019Europa di essere viziata e inerte, non lo \u00e8 per\u00f2 ignorare che Marco Rubio ha rimediato. Ma \u00e8 la sostanza del discorso europeo attuale che si avventura in calcoli sbagliati circa un\u2019alleanza che invece balena necessaria all\u2019orizzonte.<br \/>Trump ha fatto sapere nelle ultime 48 ore che gli ayatollah hanno 30 giorni per dire s\u00ec o no alla proposta americana. La trattativa inizia questa settimana, Wittkoff e Kushner sono per strada verso Ginevra, ma \u00e8 difficilissimo. Se l\u2019accordo non ci sar\u00e0, il presidente promette una situazione molto \u00abtraumatica\u00bb, come ha detto. Trump vuole tre rinunce: \u00abIl nucleare, i missili balistici, i proxy e i terroristi armati\u00bb. Ha anche ripetuto che sarebbe davvero bene che il regime assassino che fa tanti morti e feriti (dunque un ritorno alla promessa di soccorso) se ne andasse. Obiettivi quasi impossibili, e Trump lo sa: gli ayatollah e le Guardie della Rivoluzione sono per natura convinti di compiere cos\u00ec la loro pi\u00f9 santa missione, la finale venuta del Mahdi che porter\u00e0 al mondo intero la conversione all\u2019Islam. Da qui il nucleare e tutto il resto, e la promessa di distruggere Israele e sottomettere l\u2019Occidente.<br \/>Non sono chiacchiere: il vertice iraniano entrer\u00e0 in qualsiasi scontro per il suo scopo, fino alla morte dei nemici e sua. L\u2019Europa sa che in questo caso le migliaia di missili balistici, le armi misteriose di cui il regime \u00e8 dotato, considereranno l\u2019Europa, le sue capitali come un obiettivo apocalittico. Il Vaticano rientra nel numero. L\u2019Iran non ambisce a soluzioni diplomatiche, vuole oggi usare la diplomazia come ha fatto per anni, una versione della tahjia, la bugia per cui ogni musulmano ha il permesso religioso se la sconfitta del nemico lo richiede. L\u2019Europa sa benissimo che l\u2019Iran \u00e8 anche suo nemico, lo \u00e8 moralmente perch\u00e9 \u00e8 un Paese nazista, perch\u00e9 persegue la bomba atomica, perch\u00e9 gli ha gi\u00e0 applicato lo snap back per mancanza di affidabilit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 legata alla Russia contro l\u2019Ucraina, perch\u00e9 la definizione delle Guardie della Rivoluzione come entit\u00e0 terroristica da parte della UE \u00e8 stata minacciosamente chiamata \u00abun errore strategico\u00bb.<br \/>Noi, mentre la Gerald Ford si avvicina, siamo contenti che l\u2019Europa si dichiari su un altro fronte rispetto agli Usa? Non \u00e8 invece pi\u00f9 saggio impegnarsi perch\u00e9 il fronte occidentale finalmente si saldi contro l\u2019Iran e la Russia alleati? E la Germania forse non dovrebbe mai gridare \u00abla nostra vacanza dalla storia \u00e8 finita\u00bb. La storia e l\u2019onore d\u2019Europa si restaurarono sulla loro vacanza e con l\u2019aiuto yankee.<br \/>Ilsorprendente dispiegamento della portaerei Ford verso il Medioriente, in un momento in cui la nave ha gi\u00e0 superato otto mesi di missione continuativa, rappresenta un azzardo strategico che rivela le profonde fragilit\u00e0 della flotta statunitense e anche delle non trascurabili tensioni politiche tra Washington e Gerusalemme. Sebbene nominalmente la US Navy vanti undici portaerei a propulsione nucleare, la realt\u00e0 operativa segue la rigida logica del ciclo tripartito, per cui ogni unit\u00e0 in mare ne richiede una in fase di addestramento e una ferma in manutenzione per anni.<br \/>Attualmente, la reale capacit\u00e0 di proiezione si riduce a tre sole unit\u00e0: la Washington, vincolata alla difesa dell\u2019Indo-Pacifico tanto da esser finanziata in parte dal governo giapponese, la Lincoln, gi\u00e0 impegnata nel Golfo, e appunto la Ford. Mantenere la Ford operativa oltre il limite dei sei mesi canonici significa contrarre un debito tecnico e umano che la US Navy pagher\u00e0 a caro prezzo in futuro. Saltare i cicli di manutenzione programmata su una nave cos\u00ec tecnologicamente complessa accelera l\u2019usura di sistemi critici, rendendo i futuri interventi in cantiere molto pi\u00f9 lunghi e rendendo pi\u00f9 difficile la prontezza operativa non solo della Ford, ma dell\u2019intera flotta.<br \/>A questo si aggiunge l\u2019altissimo rischio di incidenti dovuto all\u2019affaticamento dell\u2019equipaggio e il pericolo che molti marinai specializzati, logorati da un dispiegamento estenuante, decidano di non rinnovare il contratto, privando la US Navy di competenze difficilmente sostituibili. Trump sta pagando questo prezzo altissimo nel tentativo di esercitare la massima pressione sull\u2019Iran, perch\u00e9 l\u2019analisi del recente incontro con Netanyahu suggerisce che la strategia americana non coincide del tutto con quella israeliana.<br \/>La mancanza della consueta enfasi trionfalistica di Trump nel messaggio in cui descrive il dialogo con il primo ministro fa trasparire un disaccordo di fondo: Israele preme per un accordo oppure un attacco che smantelli l\u2019intero apparato missilistico e le milizie affiliate iraniane, mentre Trump ha fretta e punta a un nuovo accordo nucleare potenziato che gli permetta di chiudere la partita in tempi brevi.<br \/>Il dilemma di Trump \u00e8 che non pu\u00f2 accontentare gli israeliani lanciando una campagna di logoramento a lungo termine, poich\u00e9 non pu\u00f2 permettersi un\u2019altra guerra infinita mediorientale a ridosso delle elezioni di Medio Termine, ma allo stesso tempo non pu\u00f2 perdere la faccia restando inerte se l&#8217;Iran rifiutasse un accordo.\n<\/p>\n<p>Il dispiegamento della Ford serve a Trump per lanciare agli iraniani un messaggio implicito: i tempi stringono, tanto che non pu\u00f2 attendere la piena prontezza della Bush e, in assenza di una veloce intesa sul nucleare, l\u2019Iran pagher\u00e0 comunque un prezzo, seppur inferiore a quello auspicato da Israele.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSfida\u00bb, \u00abFrattura\u00bb nei titoli di testa, entusiasmo per la nostra virtuosit\u00e0 europea che ci contrappone agli Stati Uniti:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":354591,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[14,164,165,43494,166,7,15,242,11,167,12,168,41938,161,162,163],"class_list":["post-354590","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-medioriente","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-stati-uniti","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-unione-europea-ue","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116074905932180403","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354590","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=354590"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354590\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/354591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=354590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=354590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=354590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}