{"id":35470,"date":"2025-08-08T12:18:14","date_gmt":"2025-08-08T12:18:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/35470\/"},"modified":"2025-08-08T12:18:14","modified_gmt":"2025-08-08T12:18:14","slug":"non-restare-senza-un-libro-gli-spot-per-la-lettura-firmati-da-fellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/35470\/","title":{"rendered":"&#8220;Non restare senza un libro&#8221;, gli spot per la lettura firmati da Fellini"},"content":{"rendered":"<p>Testimonianza di un amore\u00a0e atto di fede nella potenza della letteratura \u00e8 un coltissimo saggio culturale a cura di Rosita Capioli, \u201cIl cavallo in biblioteca\u201d. L\u2019autrice, grande amica del cineasta riminese, firma un gioiello, che prendendo spunto dagli spot ideati da Fellini ma mai andati in onda, d\u00e0 conto di molteplici punti di vista sulla sua opera cinematografica e sulle sue passioni fuori dal set, a cominciare dalla significativa passione per i libri\u2026<\/p>\n<p>Cosa ci fa un cavallo in biblioteca? Verrebbe da pensare la stessa cosa che potrebbe fare un elefante in una cristalleria: disastri, ma la suggestiva iperbole se proviene dalla mente di un genio delle arti quale Federico Fellini dovr\u00e0 necessariamente significare qualcos\u2019altro.<br \/>Il cavallo in biblioteca (192 pagine, 18 euro), <a href=\"https:\/\/www.lucialibri.it\/tag\/vallecchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">questo il titolo edito da Vallecchi<\/a>, \u00e8 un originale e affascinante volume a cura di Rosita Copioli, ma meglio sarebbe dire \u201cdi\u201d Rosita Copioli, la quale prende spunto da materiale del tutto inedito del grande cineasta riminese che si credeva perduto. La curatrice o autrice che dir si voglia \u00e8 una grande conoscitrice dell\u2019opera felliniana, riminese come lui, gi\u00e0 sua frequentatrice, una sorta di fratello maggiore per lei, curatrice di mostre a lui dedicate, oltre a essere una prolifica autrice di testi storici, poetessa (come bene traspare da questo volume), studiosa di Leopardi, di William Butler Yeats, della quale \u00e8 stata anche traduttrice e curatrice di sue opere, e saggista che all\u2019autore de La Dolce vita ha gi\u00e0 dedicato alcuni scritti fra cui spicca Gli occhi di Fellini, volume del 2020 sempre edito da Vallecchi, libro elogiato persino da <a href=\"https:\/\/www.lucialibri.it\/2025\/03\/27\/pietro-citati-contro-e\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Pietro Citati<\/a>, del quale \u00e8 presente in calce al presente volume uno scritto che \u00e8 anche un elogio spassionato dell\u2019artista e dell\u2019uomo Fellini, Citati che defin\u00ec lo scritto della Copioli \u00abun libro splendido, quasi unico nella saggistica italiana, sottile, profondo e enigmatico\u00bb, mentre \u00e8 in uscita da parte della stessa, sempre per Vallecchi, I libri di Fellini, un percorso nella biblioteca del regista e nei soggetti e autori da lui amati.<\/p>\n<p>Il profondo legame col mondo dei libri<\/p>\n<p>Un legame quello di Federico Fellini con il mondo dei libri evidentemente profondo e che del resto si evince dai suoi capolavori cinematografici e che la ratio di questo volume ripercorre e approfondisce cogliendo un aspetto particolare e meno conosciuto della sua vicenda artistica. Pescando negli archivi del Fellini Museum di Rimini Rosita Copioli ha infatti portato alla luce le bozze di un complesso di divertenti spot per la lettura che Fellini scrisse su commissione di un consorzio di editori e che deposit\u00f2 presso la SIAE nel marzo del 1988, senza che questi fossero poi realizzati come accaduto per altri quali quelli di Campari, Barilla e Banca di Roma.<br \/>Prendendo spunto dagli spot il volume si sviluppa in un\u2019incursione ragionata nella psicologia e nell\u2019arte di Fellini, diventando oltre che un\u2019ampia analisi e commentario sulle bozze degli spot stessi anche un accurato percorso filologico sulla filmografia felliniana, ma anche una sorta di cronaca editoriale del rapporto di Fellini con il mondo dei libri, soprattutto per quanto riguarda il decennio 1980-1990, a partire da quel <a href=\"https:\/\/www.lucialibri.it\/tag\/vallecchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Un regista a Cinecitt\u00e0<\/a>, volume illustrato uscito per Mondadori nel 1987, oltre che offrire un resoconto delle varie esperienze libraie del regista legate soprattutto alla pubblicazione delle sue sceneggiature e a opere che uscivano prendendo spunto dalla sua officina e che Fellini affidava alle curatele di suoi collaboratori.<\/p>\n<p>Il cavallo, uno dei topos fondamentali<\/p>\n<p>La sognante e poetica imago del grande regista trova espressione nel prologo del volume nel quale a parlare \u00e8 proprio il cavallo di cui al titolo, alias Rosita Copioli, la quale prende proprio spunto da una delle bozze per gli spot per introdurci alla mitografia del Pegaso alato, simbolo dell\u2019immaginazione, ci\u00f2 che libri e film trasmettono, quelli di Fellini in un modo sublime, cavallo che diventa il simbolo della potenza immaginativa del sogno e della poesia ed \u00e8 la migliore introduzione possibile al fluire delle pagine che scorrono come fotogrammi con altres\u00ec le copie fotostatiche delle bozze preparative di Fellini sugli spot da realizzare e sulle quali si innestano le riflessioni e speculazioni di Rosita Copioli. Uno di questi \u00e8 proprio quello che Fellini aveva pensato sul cavallo in biblioteca. Da ci\u00f2 nasce un\u2019indagine approfondita della curatrice\/scrittrice alla ricerca della centralit\u00e0 del cavallo come uno dei topos fondamentali nell\u2019immaginario felliniano, oltre che una costante presenza nelle diverse culture, mitologie, religioni e anche occorrenze letterarie. Pu\u00f2 cos\u00ec avere inizio una lunga escursione nella mitologia, sempre presente del resto anche se in modo pi\u00f9 o meno manifesto nell\u2019estetica del regista, una poetica debitrice alle ossessioni personali e ai sogni del regista, e quindi passibile di approfondimenti (come sono stati fatti) di tipo psicanalitico e che potrebbero aver portato Fellini stesso, in quanto grande creatore di immagini, ad assentire, dicendoci che nei sogni il pensiero per immagini concentra in un punto solo gli infiniti dello spazio e del tempo, forse la migliore chiave di lettura possibile alla visione dei suoi film, con la loro contemporanea presenza di leggerezza e profondit\u00e0, insieme all\u2019elemento fiabesco, animalesco e clownesco che rispecchia la paradossalit\u00e0 e molteplicit\u00e0 del reale. In questo percorso interpretativo suggerito da Rosita Copioli si va da Poseidone, il dio delle acque, \u00abil dio-cavallo delle acque scorrenti, d\u2019indole inquieta e fremente, profondissimo e insidioso, rapinoso e geloso, che tutto assalta, scava, trasporta\u00bb, per arrivare alle Muse, le nove sorelle figlie di Zeus e Mnemosine (Memoria), da sempre riconosciute come le divinit\u00e0 della poesia, fino alle Gorgoni e alle suggestioni degli spazi abissali, fino a Medusa, nel mito la pi\u00f9 bella delle Gorgoni, che tutto ingoia, fino a Atena e Perseo. Da sottolineare che nel mito Pegaso si sia originato insieme ai fiotti di sangue fuoriusciti dalla testa di Medusa che successivamente Perseo che la decapita doner\u00e0 alla dea Atena, la quale la fiss\u00f2 al centro del proprio scudo per terrorizzare i nemici in battaglia. Riferimenti mitologici che sono quasi una sinossi della Teogonia di Esiodo e della sua complessa mitografia, giustificando tale vorticosa immersione nei miti dell\u2019antica Grecia in motivazioni da considerare inconsce in Fellini, come nella stessa figura del Pegaso come principio delle illuminazioni delle immagini, che sostanziano la poesia, trovando nel cinema una delle loro espressioni pi\u00f9 felici.<\/p>\n<p>Apparente contraddizione<\/p>\n<p>Dall\u2019ampia sezione dedicata alla mitografia nelle arti, nelle filosofie e nella letteratura relativa all\u2019immagine nel cavallo di cui al titolo, il volume prende in esame nello specifico l\u2019aspetto e le implicazioni di questa parte meno conosciuta della biografia artistica di Fellini, che sebbene non concretizzatasi sullo schermo \u00e8 in linea con la sua visione del mondo, dell\u2019arte, della societ\u00e0 e del suo modo di creare immagini, quella appunto della creazione degli spot televisivi a promozione della lettura. Un\u2019apparente contraddizione il proposito di proporre l\u2019invito alla lettura tramite lo strumento che ne \u00e8 l\u2019antitesi: la televisione, con le sempiterne discussioni che contrappongono comunicazione scritta e comunicazione per immagini. Una dicotomia che Fellini ha vissuto da grande autore di cinema, e quindi da creatore di immagini e persino da vignettista che abitualmente disegnava le scene dei suoi film, un\u2019artista la cui profondit\u00e0 e forza evocativa come mostrato nelle sue opere ha visto nel tempo la decadenza della societ\u00e0 e dell\u2019arte intesa come raccoglimento e possibilit\u00e0 di innalzamento spirituale a causa dell\u2019avvento della televisione (o forse solo come sintomo), soprattutto quella commerciale della quale denuncia la falsificazione e la volgarit\u00e0 della societ\u00e0 di massa che tramite di essa \u00e8 propagata, un\u2019operazione a suo dire profondamente anticulturale, facendo di tutto ci\u00f2 in molte sue opere un\u2019impietosa satira. Nonostante questo Fellini negli anni si \u00e8 trovato a lavorare o a entrare in contatto con il mondo della TV, da lui definito come \u00absagra dell\u2019inautentico\u00bb e l\u2019operazione degli spot, anche se abortiti, ne \u00e8 una testimonianza, come del resto lo sono alcune delle sue ultime prove cinematografiche quali Intervista, La voce della Luna e Ginger e Fred, quest\u2019ultimo nel quale due attempati ballerini di tip tap, alias Amelia Bonetti (Giulietta Masina) e Pippo Botticella (Marcello Mastroianni) sono coinvolti in una sorta di operazione nostalgia presso gli studi televisivi di un canale appartenente al \u00abcavalier Fulvio Lombardoni\u00bb nella cui figura non \u00e8 difficile scorgere quella di Silvio Berlusconi che proprio in quegli anni iniziava la sua irresistibile ascesa.<\/p>\n<p>Nove \u201cideine\u201d<\/p>\n<p>Della libert\u00e0 che pu\u00f2 dare il mezzo televisivo, da Fellini in ogni caso sempre vissuto marginalmente e che per lui \u00ab\u00e8 soltanto un altro modo di fare del cinema\u00bb, si serve in modo quasi paradossale nel caso degli spot per la promozione della lettura, nove \u201cideine\u201d, con questo vezzeggiativo li definisce, alle quali vanno aggiunte le due versioni di Le mani avanti, una sorta di relazione di intenti, un introduzione agli spot stessi, quella che Fellini definisce \u00abUna breve introduzione giustificativa, e completamente inutile\u00bb. Gli spot depositati, della cui autenticit\u00e0 si fa garante Gerald Morin, fido collaboratore negli anni di Fellini e anche in varie occasioni suo aiuto regista, e di cui nel volume sono riportate le copie fotostatiche dei dattiloscritti, sono stati scritti a macchina, dalla sua inseparabile Olivetti Lettera 32. In ogni episodio o \u201cideina\u201d da uno sfondo apparentemente normale e quotidiano all\u2019improvviso si manifesta la meraviglia, un po\u2019 come accade quando sfogliamo un bel libro. Oltre alla gi\u00e0 citata \u201cideina\u201d del cavallo ci imbattiamo in Capitano Nemo sul fondale degli abissi marini che scaccia dei palombari impertinenti che gli disturbano la lettura, con uno scimpanz\u00e9 addomesticato con un libro, con un letto magico che diventa tale solo per il fatto che chi vi sta sopra abbia aperto un libro e si trova catapultato in un\u2019altra realt\u00e0 rispetto a quella squallida, noiosa e opprimente della quotidianit\u00e0, a una e pi\u00f9 ballerine sulla scena i cui grandi tut\u00f9 sono fatti di libri e il cui vorticare \u00abcome tanti fiori che viaggiano nel ritmo festante del fruscio delle pagine\u00bb accompagnano la musica della loro danza, fino a imbattersi in un uomo comune, variamente alienato e sommerso da un\u2019anonima folla incolore, offeso dai riti giornalieri, dai rumori, dalle beghe quotidiane, immerso in un mondo di \u00abuniformit\u00e0 indifferenziata\u00bb ci dice Fellini, aprendo un libro si trova catapultato in un universo fantastico, colorato e illuminato di una luce favolosa, e da l\u00ec si stagliano \u00abLady Godiva, I Tre Moschettieri, Robinson Crusoe, Madame Bovary, Gulliver, Sherlock Holmes e Pinocchio\u00bb e tanti altri, a elevare, dare forza e fiducia, perch\u00e9 \u00abun libro ti fa sentire meno solo\u00bb e \u00abti protegge, dal grigiore, la noia, l\u2019aggressivit\u00e0 degli altri, l\u2019implacabile mortale routine, l\u2019indifferenza di chi ti circonda, la volgarit\u00e0, lo squallore, l\u2019affievolirsi della speranza, la paura, la desolazione, la solitudine\u00bb, \u00abun libro ti protegge, ti difende, ti rincuora, ti rende pi\u00f9 forte, pi\u00f9 sicuro, migliore, ti fa conoscere chi sei o chi potresti essere. Non restare mai senza un libro\u00bb. Il virgolettato proviene dall\u2019 \u201cideina\u201d intitolata Un giorno qualsiasi, forse la pi\u00f9 significativa.<\/p>\n<p>La critica impietosa alla tv<\/p>\n<p>In tutte le nove idee per gli spot \u00e8 contenuta una critica impietosa al mezzo televisivo, alla televisione come strumento espressivo, per la forma del messaggio di cui si fa veicolo, soprattutto di quella commerciale che ha iniziato a imporsi negli anni Ottanta con l\u2019invasivit\u00e0 della pubblicit\u00e0, per Fellini un vero e proprio atto criminale, soprattutto se inserita all\u2019interno di un film, una battaglia la sua persino legale, a difesa dell\u2019unitariet\u00e0 dell\u2019opera d\u2019arte e a tutela dei suoi fruitori, denunciando l\u2019assuefazione e annacquamento che tale strumento ha dato alle coscienze, un insieme disturbante e caotico fatto di slogan, reiterazioni, messaggi subliminali, rumore, ammicchi e disarmonia, insomma all\u2019antitesi di quello che fa un libro, insieme unitario di logos, ritmo, respiro e raccoglimento che include l\u2019invisibile e l\u2019inudibile che si pu\u00f2 avvertire nel silenzio o in un sussurro che pu\u00f2 dare la lettura, e chiss\u00e0 cosa avrebbe detto o aggiunto Fellini e quali strali feroci avrebbe rivolto ai nuovi mezzi di comunicazione, vedi internet, i social network, e figurarsi cosa avrebbe potuto dire sull\u2019intelligenza artificiale.<br \/>Il libro fa anche una piccola cronistoria dell\u2019avvento della tv commerciale, che dal punto di vista felliniano, e non si pu\u00f2 dargli torto, costituisce una delle cause, o forse ne \u00e8 solo l\u2019effetto, della decadenza della civilt\u00e0, dell\u2019imbarbarimento del dibattito pubblico e quindi politico, pur essendosi lo stesso Fellini sempre tenuto lontano da qualsiasi schieramento, difendendo unicamente la libert\u00e0 dell\u2019artista come creatore di un nuovo punto di vista sulla realt\u00e0, come ha fatto con tutti i suoi film e con la luce della fantasia che da essi si irradia, cercando in qualche modo di difenderne in tempi disperati e sconnessi la vocazione e investitura quasi divina che era loro riconosciuta presso gli antichi. Traendo spunto dalla feroce ma sempre intelligente e mai sguaiata critica felliniana, Rosita Copioli si addentra persino in riflessioni storiche, sociali e geopolitiche che si interrogano sulla decadenza della cosiddetta civilt\u00e0 occidentale e sul destino dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Fellini e l\u2019amore per le biblioteche<\/p>\n<p>Il cavallo in biblioteca \u00e8 da considerare un piccolo gioiello di saggistica culturale. Non disdegnando di farci immergere, sporcare e riflettere sull\u2019attualit\u00e0 del mondo che ci circonda fa respirare il fascino antico delle cose misteriose, di un sapere ermetico, esoterico, quasi da carbonari, testimonianza di un amore e un vero e proprio atto di fede nella fantastica potenza della letteratura, costituendone un vero e proprio elogio, qualche cosa anche se in forme diverse che ricorda quello fatto da Antonio Tabucchi nel 2011, poco prima della morte dello scrittore (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5HE4jTjXWxs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">qui il link<\/a>)<br \/>Nella fattispecie del libro di e su Fellini ci\u00f2 si concretizza oltre che in un\u2019indagine su un aspetto meno conosciuto della vicenda artistica di quello che \u00e8 riduttivo considerare un grande regista, idealmente in un atto di amore incondizionato verso le biblioteche, per ci\u00f2 che rappresentano e custodiscono, sia quelle fisiche che immateriali di ognuno di noi, qualcosa che va verso l\u2019infinito, che Leopardi definiva \u201cfinestra passatoia, per il paesaggio di sfondo di cui si prospetta l\u2019infinit\u00e0\u201d, un saggio coltissimo che fa venire voglia di immergersi e perdersi in una grande, legnosa, antica e silenziosa biblioteca, un libro che \u00e8 esso stesso una piccola biblioteca, grazie alla ricchezza dei suoi rimandi, citazioni, speculazioni e riferimenti alla storia dell\u2019arte, della filosofia, della religione, della mitologia, della letteratura e della poesia, tanto da poter dire con il poeta recanatese che \u201cnaufragar m\u2019\u00e8 dolce in questo mar\u201d.<\/p>\n<p>Seguici su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/LuciaLibri19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Facebook<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/LuciaLibri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Twitter<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/lucialibri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Instagram<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/t.me\/lucialibri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Telegram<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaLSTPcEVccEOOYOYd2N\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">WhatsApp<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.threads.net\/@lucialibri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Threads<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCuZzV1LcR4iuydaplvObUAw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">YouTube<\/a>. 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