{"id":354749,"date":"2026-02-15T16:15:25","date_gmt":"2026-02-15T16:15:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354749\/"},"modified":"2026-02-15T16:15:25","modified_gmt":"2026-02-15T16:15:25","slug":"lautoritarismo-astuto-come-fa-la-cina-a-essere-leader-mondiale-di-innovazione-nonostante-la-repressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354749\/","title":{"rendered":"L\u2019autoritarismo \u00abastuto\u00bb: come fa la Cina a essere leader mondiale di innovazione nonostante la repressione"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Angelini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Secondo politologi ed economisti i sistemi autoritari a un certo punto si trovano di fronte a un dilemma: mantenere il controllo sacrificando la crescita o puntare sulla crescita cedendo controllo. La Cina smentisce questa previsione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su \u00abLa Rassegna\u00bb, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati. Per leggerla occorre iscriversi a Il Punto: lo si pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La madre di tutte le <b>previsioni sbagliate sulla Cina<\/b> \u00e8 quella secondo cui, diventando pi\u00f9 ricco, il colosso asiatico sarebbe diventato anche pi\u00f9 democratico. Il Wandel durch Handel, \u00abcambiamento attraverso il commercio\u00bb, trasposto dall&#8217;epoca sovietica al mondo post Guerra fredda. Arricchendosi, la Cina si \u00e8 invece ritrovata, a Pechino, con un presidente, <b>Xi Jinping<\/b>, non meno autoritario e forse persino pi\u00f9 potente di <b>Mao Zedong<\/b>. C&#8217;\u00e8, per\u00f2, un&#8217;altra previsione che va (o andava) per la maggiore: quella secondo cui le istituzioni autoritarie del Paese comunista, <b>soffocando l&#8217;innovazione attraverso repressione, censura e corruzione<\/b>, impediscono in modo inesorabile alla Cina di competere davvero con gli Stati Uniti dal punto di vista tecnologico, con conseguente impossibilit\u00e0 di minacciarne anche il <b>primato economico e militare<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La leadership cinese<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Jennifer Lind, docente al Dartmouth College e associate fellow alla Chatham House, ha dedicato un libro intero (Autocracy 2.0: How China&#8217;s Rise Reinvented Tyranny) a smentire quella previsione. E riassume le sue tesi in un <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wj24t1280jlq04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intervento<\/a> su Foreign Affairs. Partendo da una constatazione: smentendo il pronostico di cui sopra, <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wc2atu2t0wku04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=9\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la Cina<\/a> \u00e8 diventata <b>leader mondiale dell&#8217;innovazione<\/b>. Le aziende cinesi dominano settori high-tech come veicoli elettrici, batterie avanzate, energie rinnovabili e telecomunicazioni. E Pechino ora contende la leadership nell&#8217;<b>intelligenza artificiale<\/b>, nel <b>supercalcolo<\/b> e nella <b>scienza quantistica<\/b>, le tecnologie su cui si baseranno la produttivit\u00e0 e la potenza militare del futuro.<\/p>\n<p>    \u00abL\u2019atoritarismo astuto\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come ci \u00e8 riuscita? Applicando quello che Lind chiama<br \/>\u00ab<b>autoritarismo astuto<\/b>\u00bb (smart authoritarianism). In cosa consiste? Nell&#8217;<b>applicare repressione e censura in dosi ben calcolate<\/b>, che consentano di uscire dal <b>dilemma dei regimi autoritari<\/b>: si pu\u00f2 mantenere il <b>controllo politico e sociale<\/b> e si pu\u00f2 creare un&#8217;<b>economia innovativa<\/b>. Ma, almeno da un certo punto in poi, non tutte e due le cose insieme. Perch\u00e9 \u00e8 assodato che <b>anche un regime illiberale e autoritario pu\u00f2 innescare un processo di crescita,<\/b> puntando sul vantaggio competitivo di una <b>manodopera a basso costo<\/b>. Ma, per evitare la \u00abmiddle income trap\u00bb, la trappola del reddito medio, ad un certo punto \u00e8 imperativo <b>aumentare la produttivit\u00e0 attraverso l&#8217;innovazione<\/b>. E l\u00ec si sbatte contro il dilemma di cui sopra, che il politologo <b>Samuel Huntington<\/b> ha chiamato \u00abil <b>dilemma del re<\/b>\u00bb: un regime pu\u00f2 mantenere una presa salda sulla societ\u00e0, ma cos\u00ec facendo <b>sopprimer\u00e0 l&#8217;innovazione e la crescita<\/b>. In alternativa, pu\u00f2 consentire un flusso pi\u00f9 libero di informazioni e incoraggiare creativit\u00e0 e dinamismo, ma ci\u00f2 pu\u00f2 aprire la societ\u00e0 a <b>fonti alternative di influenza e potere<\/b> in grado di <b>minacciare il regime<\/b>.<\/p>\n<p>    Il modello di Singapore<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sembrava questa la lezione di <b>Taiwan<\/b> e <b>Corea del Sud<\/b>. L&#8217;uscita dalla povert\u00e0 \u00e8 iniziata sotto governi autoritari, ma per diventare economie all&#8217;avanguardia la democratizzazione \u00e8 risultata necessaria. A Pechino, per\u00f2, hanno studiato un altro modello: quello di <b>Singapore<\/b>, citt\u00e0-Stato hi tech, nella quale l&#8217;autoritarismo non \u00e8 sparito con lo sviluppo (<a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wp2ztc2600p704?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=10\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a> un reportage di Gabriele Battaglia, pubblicato su Internazionale). La maggior parte di politici ed economisti avrebbe obiettato che la ricetta di una realt\u00e0 cos\u00ec piccola non poteva funzionare in un Paese cos\u00ec grande. Nelle stanze del Partito comunista cinese, fin dai tempi di <b>Deng Xiaoping<\/b>, si sono per\u00f2 convinti del contrario (\u00abSingapore sarebbe tutto sommato una piccola storia, se non fosse \u2013 secondo parecchi osservatori \u2013 il modello a cui anche la Cina si ispira\u00bb, ha scritto anche Battaglia nel suo reportage).<br \/>Lind riassume cos\u00ec quello che \u00e8 successo a quel punto: \u00abA partire dalle riforme di Deng, il governo cinese ha creato una <b>forza lavoro altamente qualificata<\/b> investendo massicciamente nell&#8217;istruzione superiore d&#8217;\u00e9lite.\u00a0<\/p>\n<p>    Formazione e competenza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi, la Cina \u00e8 <b>leader mondiale nella formazione di ingegneri e dottori di ricerca in scienze e ingegneria<\/b>, e le sue universit\u00e0 si sono aggiudicate otto delle prime dieci posizioni nella classifica mondiale 2025 delle universit\u00e0 per produzione di ricerca scientifica, stilata dall&#8217;Universit\u00e0 di Leida. Il Partito comunista cinese ha anche <b>professionalizzato la pubblica amministrazione<\/b>, implementando severi esami di abilitazione e dando priorit\u00e0 alla competenza rispetto alle conoscenze. Il governo ha gradualmente <b>migliorato la tutela dei diritti di propriet\u00e0 e il diritto commerciale<\/b>. (&#8230;) Nel periodo delle riforme, soprattutto sotto la guida di <b>Jiang Zemin<\/b> (1989-2002), il Pcc ha anche consentito l&#8217;espansione di media, aziende del settore privato e organizzazioni non-profit. Una societ\u00e0 civile pi\u00f9 ampia non solo ha <b>stimolato la crescita economica e consentito la diffusione delle idee<\/b>, ma ha anche rafforzato il partito, come ha osservato la politologa Jessica Teets, fungendo da <b>fonte di informazione sui problemi sociali <\/b>e promuovendo riforme politiche che hanno rafforzato la presa del regime sul potere\u00bb.<\/p>\n<p>    Il regime non ha mai rinunciato al controllo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il regime comunista \u00e8, dunque, diventato meno autoritario? No, meglio dire che ha imparato, appunto, ad <b>applicare l&#8217;autoritarismo in modo pi\u00f9 intelligente<\/b>. \u00abIl regime non ha mai rinunciato al <b>controllo sulla societ\u00e0 civile<\/b>. Il partito sfrutta il suo monopolio del potere per indirizzare i programmi di ricerca verso argomenti in linea con gli obiettivi statali, limitare il dibattito pubblico sulla politica e predeterminare le sentenze giudiziarie se ritiene che la stabilit\u00e0 sociale o la propria reputazione siano a rischio. Inoltre, <b>monitora rigorosamente individui, aziende e organizzazioni non governative<\/b> e consente solo a coloro che rispettano le regole di operare\u00bb.<\/p>\n<p>    Una repressione\u00a0\u00aba bassa intensit\u00e0\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Semmai, il partito \u00e8 \u00ab<b>passato dalla repressione ad alta intensit\u00e0 a quella a bassa intensit\u00e0<\/b>\u00bb (in termini relativi, se si pensa alla feroce persecuzione di dissidenti come il premio Nobel per la pace <b>Liu Xiaobo<\/b>, morto nel 2017 per la lunga detenzione, e l&#8217;editore di Hong Kong <b>Jimmy Lai<\/b>, appena <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w429t8210ool04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=11\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">condannato<\/a> a 20 anni, o al pugno di ferro in Tibet e contro gli uiguri dello Xinjang). \u00abLa sanguinosa repressione di <b>Piazza Tienanmen<\/b> nel 1989 &#8211; spiega Lind &#8211; aveva messo la repressione del Pcc sotto i riflettori globali e <b>scoraggiato gli investimenti stranieri in Cina<\/b>. Da allora, il partito ha adottato metodi pi\u00f9 mirati per limitare gli oppositori interni. Come ha scoperto il politologo Rory Truex, Pechino monitora attentamente dissidenti e cittadini scontenti per impedire loro di unirsi alle proteste, osserva un &#8220;<b>calendario dei dissidenti<\/b>&#8221; attraverso il quale incarcera preventivamente gli attivisti durante gli anniversari chiave e recluta i familiari per fare pressione sui manifestanti affinch\u00e9 desistano. Quando il regime ritiene di dover ricorrere alla violenza, vedi il caso in cui voglia sfrattare con la forza i contadini da terreni interessati da progetti di sviluppo, esternalizza la coercizione a &#8220;<b>criminali a pagamento<\/b>&#8220;, come ha sostenuto la studiosa Lynette Ong, per prendere le distanze dalle aggressioni. E, grazie a massicci investimenti <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wr2ktr2j0gze04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=12\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nell&#8217;intelligenza artificiale<\/a>, in particolare nel riconoscimento facciale e in altri sistemi biometrici, il Pcc pu\u00f2<b> contare pi\u00f9 sulla tecnologia che sui manganelli <\/b>per controllare la popolazione\u00bb.<\/p>\n<p>    Adattare le leve di controllo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;atteggiamento all&#8217;apparenza <b>ondivago e contraddittorio<\/b> del partito nei confronti del <b>settore tecnologico<\/b> (al giro di vite su Jack Ma e compagni del 2020 \u00e8 seguito, per dire, un simposio nel febbraio 2025 un simposio nel febbraio 2025 per dimostrare il sostegno del Pcc agli imprenditori del settore) si spiega con il fatto che l&#8217;\u00abautoritarismo intelligente\u00bb ha bisogno di continui adattamenti e correzioni. \u00abL&#8217;autoritarismo astuto <b>non \u00e8 una strategia volta a massimizzare la crescita<\/b>. I leader sono consapevoli che, attraverso i loro sforzi per mantenere il controllo, stanno <b>lasciando sul tavolo una parte della crescita economica<\/b>. Ma anche se una maggiore apertura e libert\u00e0 potrebbero tradursi in maggiore innovazione e in una crescita pi\u00f9 rapida, ci\u00f2 rischierebbe di avvenire al prezzo di una <b>perdita di potere<\/b>. Il punto di <b>equilibrio tra libert\u00e0 e controllo<\/b> cambia in base alla risposta all&#8217;opinione pubblica, allo stadio di sviluppo dell&#8217;economia, all&#8217;evoluzione delle tecnologie e dei metodi di controllo, nonch\u00e9 ai motori della crescita e dell&#8217;innovazione. I leader autoritari astuti devono <b>costantemente adattare le leve del controllo per aprire la societ\u00e0 quando possono e rafforzare la presa quando devono<\/b>. Quando riescono a trovare il giusto equilibrio, l&#8217;innovazione pu\u00f2 prosperare <b>anche in assenza di istituzioni inclusive<\/b>\u00bb. Smentendo cos\u00ec le previsioni (anche di premi Nobel per l&#8217;Economia come Daron Acemoglu e James Robinson, che individuano nelle istituzioni inclusive, anzich\u00e9 estrattive, la radice del successo economico delle nazioni). Colossi dai nomi ormai conosciuti a livello globale, come BYD, Huawei, ByteDance, Alibaba &#8211; e startup sorprendenti come <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wn2ntf2a0mu104?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=13\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">DeepSeek<\/a> &#8211; sono l\u00ec a dimostrarlo.<\/p>\n<p>    Un modello di crescita ancora in crisi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il che, intendiamoci, non vuol dire che il modello economico cinese sia privo di <b>difetti e debolezze<\/b>. Sempre sul sito di Foreign Affairs si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wv2ktc260hw804?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=14\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l&#8217;analisi<\/a> di Dinny McMahon (titolo: \u00abIl modello di crescita cinese \u00e8 ancora in crisi\u00bb) dove si legge: \u00abLa Cina non sta riequilibrando la propria economia orientandola verso i consumi. Questo non significa che non voglia maggiori consumi. Anzi. I leader di Pechino hanno pubblicamente sostenuto la necessit\u00e0 di aumentarli: nel febbraio 2025, ad esempio, il premier cinese Li Qiang ha chiesto di &#8220;<b>aumentare i consumi per espandere la domanda interna<\/b>, smussare il ciclo economico e stimolare la crescita&#8221;. Ma i leader cinesi prevedono che l&#8217;aumento dei consumi avverr\u00e0 alla fine della transizione economica cinese, non all&#8217;inizio. Piuttosto che ridistribuire la ricchezza affinch\u00e9 le persone possano spendere di pi\u00f9 ora, Pechino vuole concentrarsi sulla <b>creazione di nuova ricchezza nella speranza che ci\u00f2 stimoli maggiori consumi in futuro<\/b>. Nel lungo termine, questo approccio potrebbe portare a un modello di crescita pi\u00f9 equilibrato. Tuttavia, a fronte della debole domanda interna derivante dallo sgonfiamento della bolla immobiliare, la Cina sta <b>incrementando ulteriormente le sue esportazioni nel breve termine<\/b>. Questo non solo ritarda la svolta cinese verso i consumi, ma promette anche <b>distruzione di ricchezza per altri Paesi<\/b> che cercano di competere con la Cina o di trovare il loro posto nell&#8217;economia globale\u00bb (ne ha <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wb2rth260bf204?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=48868ff6-7e07-4c8d-8222-b21ce442c06e&amp;mid=1676439c-3b35-4e06-bb92-2ad422597824&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-02-12T21%3A00%3A25Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=859&amp;bsft_lx=15\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scritto<\/a> anche Danilo Taino sul Corriere di oggi).<\/p>\n<p>    Un modello che altri possono emulare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In ogni caso, l&#8217;affermarsi dell&#8217;\u00abautoritarismo astuto\u00bb con caratteristiche cinesi non \u00e8 una buona notizia per chi autoritario non \u00e8. Intanto perch\u00e9, anche se il sistema cinese, come ricordato sopra, non \u00e8 privo di punti di debolezza, si deve probabilmente \u00abdare per scontato che la Cina rimarr\u00e0 una formidabile potenza economica, tecnologica, diplomatica e militare\u00bb, pi\u00f9 ingombrante ancora dell&#8217;Unione sovietica che fu. E poi perch\u00e9 \u00abil Pcc condivide le sue tecnologie di controllo con autocrati in tutto il mondo, tra cui <b>Egitto, Etiopia e Iran<\/b>, e <b>addestra di frequente i funzionari di quei Paesi ai metodi di governo autoritario<\/b> (&#8230;). Il successo dell&#8217;autoritarismo astuto cinese offre un modello interessante da emulare per i leader di Paesi come l&#8217;<b>Arabia Saudita<\/b>, gli <b>Emirati Arabi Uniti<\/b> e il <b>Vietnam<\/b>\u00bb. Di tutti i prodotti cinesi da esportazione, questo \u00e8 senz&#8217;altro tra i pi\u00f9 dannosi.<\/p>\n<p>    Cosa possono fare i sistemi democratici<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non ci resta che rassegnarci? Secondo Lind, no. Perch\u00e9 le societ\u00e0 aperte e i sistemi democratici qualche vantaggio ce l&#8217;hanno ancora, <b>anche se a volte sembrano scordarselo<\/b>. \u00abGli Stati Uniti non possono semplicemente aspettarsi che la Cina e il suo regime autoritario seguano l&#8217;esempio dei sovietici e finiscano nel dimenticatoio. Anzi, smentendo l&#8217;arroganza occidentale, <b>i regimi autoritari astuti si sono dimostrati adattabili e competenti<\/b>. Per affrontare la sfida di una Cina innovativa, gli Stati Uniti devono fare perci\u00f2 affidamento sui punti di forza che li hanno resi resa una potenza tecnologica: <b>istituzioni educative<\/b> di livello mondiale (con i <b>talenti stranieri<\/b> che attraggono), <b>mercati finanziari<\/b> ben regolamentati e solidi, <b>leadership finanziaria globale<\/b>, una solida <b>cultura imprenditoriale<\/b>, una <b>societ\u00e0 civile vivace<\/b> e una posizione unica al centro delle reti di innovazione sia in Europa che in Asia\u00bb. La Cina ha dimostrato che, attraverso l&#8217;adattamento, i regimi autoritari possono innovare con efficacia e competere con le democrazie. La capacit\u00e0 degli Stati Uniti di gestire l&#8217;ascesa di un autoritarismo astuto dipender\u00e0, a sua volta, dalla propria capacit\u00e0 di adattamento\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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