{"id":354798,"date":"2026-02-15T17:05:12","date_gmt":"2026-02-15T17:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354798\/"},"modified":"2026-02-15T17:05:12","modified_gmt":"2026-02-15T17:05:12","slug":"organi-interni-in-posizione-invertita-ragazzo-di-napoli-salvato-con-trapianto-combinato-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/354798\/","title":{"rendered":"\u200bOrgani interni in posizione invertita, ragazzo di Napoli salvato con trapianto combinato a Torino"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019ospedale <strong>Molinette della Citt\u00e0 della Salute e della Scienza<\/strong> di <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/torino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Torino<\/a> \u00e8 stato realizzato un intervento senza precedenti a <strong>livello mondiale<\/strong>: un trapianto combinato di cuore e fegato su un giovane di 32 anni nato con una rarissima condizione anatomica, il <strong>situs viscerum inversus<\/strong>, in cui gli organi interni sono disposti \u201ca specchio\u201d rispetto alla posizione normale.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>Un paziente campano e la diagnosi complessa <\/p>\n<p>Il ragazzo, originario della <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/campania\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Campania<\/a>, era affetto fin dalla nascita da una grave cardiopatia congenita che aveva richiesto tre interventi a cuore aperto durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza. Sebbene questi interventi gli avessero permesso di raggiungere l\u2019et\u00e0 adulta, nel tempo avevano provocato un progressivo deterioramento del fegato, evoluto in cirrosi.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno \u2013 riporta la nota dell&#8217;ospedale Molinette \u2013 la situazione si era ulteriormente aggravata con la comparsa di un carcinoma epatico. Terapie interventistiche locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo aveva reso urgente un trapianto combinato di cuore e fegato, unica possibilit\u00e0 di salvezza.<\/p>\n<p>La sfida chirurgica e l\u2019\u00e9quipe multidisciplinare <\/p>\n<p>La presenza del situs viscerum inversus rappresentava per\u00f2 un ostacolo enorme: l\u2019anatomia completamente invertita rendeva estremamente complessa la possibilit\u00e0 di impiantare organi donati, che invece presentano una disposizione normale. I curanti campani hanno quindi riferito il paziente a un\u2019\u00e9quipe multidisciplinare della Citt\u00e0 della Salute di Torino, composta dal cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone e dal cardiologo Giuseppe Annoni dell\u2019ospedale Infantile Regina Margherita, insieme agli specialisti delle Molinette.<\/p>\n<p>L\u2019epatologa Silvia Martini, i cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Massimo Boffini e il chirurgo epatico nonch\u00e9 Coordinatore Regionale Trapianti Renato Romagnoli hanno studiato e condiviso una strategia innovativa per inserire il paziente in lista d\u2019attesa per il trapianto cuore-fegato in blocco.<\/p>\n<p>Finalmente, il Coordinamento Donazione e Prelievi del <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/piemonte\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Piemonte<\/a> ha segnalato la disponibilit\u00e0 di un donatore compatibile. Si \u00e8 cos\u00ec avviata una complessa e articolata macchina organizzativa che ha coinvolto numerosi operatori sanitari. Mentre il paziente veniva preparato nella sala operatoria di Cardiochirurgia delle Molinette, un\u2019\u00e9quipe multi-specialistica si \u00e8 recata nell\u2019ospedale del donatore per prelevare il blocco cuore-fegato, mantenendo costante contatto con la sala operatoria di Torino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/soao_1_14135734.jpg\"\/><\/p>\n<p>Diciassette ore di sala operatoria: una sfida superata <\/p>\n<p>Sotto la supervisione di Mauro Rinaldi, l\u2019\u00e9quipe ha eseguito l\u2019impianto del cuore, mantenuto in continuit\u00e0 con il fegato. L\u2019intervento chirurgico ha visto coinvolti Carlo Pace Napoleone, Massimo Boffini, Antonino Loforte, Erika Simonato e Matteo Marro per la Cardiochirurgia, con l\u2019anestesiologa Maria Luisa Contristano. In contemporanea, Renato Romagnoli, Elena Mazza e Paolo Ossola della Chirurgia del Trapianto di Fegato, insieme alle anestesiologhe Chiara Stratta e Donatella Di Francesco, hanno impiantato il fegato nella posizione fisiologica nell\u2019addome.<\/p>\n<p>In tutto <strong>diciassette ore consecutive di sala operatoria, dodici delle quali di chirurgia<\/strong>. L\u2019anatomia anomala del paziente ha richiesto \u00abdi essere creativi, costruendo connessioni vascolari nuove, utilizzando segmenti di vasi prelevati dallo stesso donatore e affrontando sfide inedite. Alla fine, il blocco cuore-fegato \u00e8 ripartito e il sangue \u00e8 tornato a scorrere come previsto\u00bb, ricordano i medici.<\/p>\n<p>La testimonianza della famiglia <\/p>\n<p>\u00abMio figlio \u00e8 sempre stato combattivo. Lo era da bambino, lo \u00e8 stato da ragazzo e lo \u00e8 ancora da adulto. Si \u00e8 messo al computer e ha scoperto che a Torino, forse, sarebbe stato possibile effettuare l\u2019intervento di cui aveva bisogno\u00bb, racconta Alfredo, pap\u00e0 di Daniele, il 32enne sottoposto all\u2019intervento record.<\/p>\n<p>Nella sua vita, Daniele, programmatore informatico, era gi\u00e0 stato operato pi\u00f9 volte in Campania e Toscana. Ma quando il fegato ha iniziato a soffrire per la particolare disposizione degli organi, come riferisce la famiglia, altri interventi avrebbero solo rallentato, senza risolvere definitivamente il problema.<\/p>\n<p>\u00abMa Daniele non si \u00e8 mai arreso. Diversamente non sarebbe pi\u00f9 fra noi\u00bb, aggiunge Alfredo. Sull\u2019assistenza alle Molinette afferma: \u00abMedici, infermieri, operatori socio-sanitari sono tutti al top: davvero, sono i numeri uno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"All\u2019ospedale Molinette della Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino \u00e8 stato realizzato un intervento senza precedenti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":354799,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[8818,239,1537,90,89,29877,2059,240,1641],"class_list":["post-354798","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-campania","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ospedale-molinette","tag-piemonte","tag-salute","tag-torino"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116075739548490005","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=354798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/354799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=354798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=354798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=354798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}