{"id":355271,"date":"2026-02-16T00:24:11","date_gmt":"2026-02-16T00:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/355271\/"},"modified":"2026-02-16T00:24:11","modified_gmt":"2026-02-16T00:24:11","slug":"la-plastica-green-non-esiste-solo-il-5-e-riciclato-e-il-resto-e-greenwashing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/355271\/","title":{"rendered":"La plastica green non esiste, solo il 5% \u00e8 riciclato e il resto \u00e8 greenwashing"},"content":{"rendered":"<p>Gli italiani sono sempre pi\u00f9 consapevoli sulle tematiche ambientali. Ce lo dice l\u2019ultimo rapporto Ipsos di ottobre 2025 presentato al Salone della Csr e dell\u2019innovazione sociale, secondo il quale il 64% ritiene che le grandi aziende dovrebbero esporsi sul <strong>tema della sostenibilit\u00e0<\/strong> e il 47% dichiara di aver smesso di comprare da quelle aziende che non rispecchiano i propri valori.<\/p>\n<p>Anche le imprese si fanno pi\u00f9 attente, con il 15% delle aziende italiane che punta al \u201cgreen core\u201d. Eppure, c\u2019\u00e8 un elefante nella stanza: la plastica che invade la grande distribuzione. Per ovviare a questo, considerando l\u2019impatto della plastica su animali e natura, sono molti i brand a pubblicizzare imballaggi come \u201csostenibili\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di un fenomeno comune in tutta Europa che coinvolge grandi marchi, i quali utilizzano confezioni in plastica come contenitore principale per salse, formaggi e prodotti simili. Secondo una recente inchiesta, per\u00f2, molti prodotti utilizzano un\u2019etichetta sostenibile a fronte di un utilizzo minimo di <strong>plastica riciclata<\/strong> rispetto al materiale vergine ricavato dal petrolio. Dietro questa pratica c\u2019\u00e8 una strategia che l\u2019Europa sta per legalizzare con nuove norme in vigore proprio a partire dal 2026.<\/p>\n<p>[iol_toc tag=\u201dh2\u2033\/]\n<\/p>\n<p>Il greenwashing della plastica sostenibile<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta condotta dal The Guardian e da altre testate internazionali porta alla luce come l\u2019Europa, sotto pressione dell\u2019industria petrolchimica, stia per legalizzare una pratica che permetterebbe di certificare la plastica come \u201csostenibile\u201d anche quando non lo \u00e8 affatto. Il cavallo di Troia dell\u2019industria \u00e8 la <strong>pirolisi<\/strong>, un processo chimico che promette di trasformare i rifiuti plastici in \u201colio di pirolisi\u201d, ovvero materia prima riciclata.<\/p>\n<p>Questo olio, per\u00f2, pu\u00f2 costituire al massimo il <strong>5% della materia prima<\/strong> totale; deve essere infatti diluito con circa il 95% di nafta, un derivato del petrolio, per evitare di danneggiare gli impianti. Quindi, anche se l\u2019intero processo viene etichettato come \u201criciclaggio della plastica\u201d, l\u2019uso di combustibili fossili non diminuisce. Anzi, in molti casi aumenta. Lo spiega Helmut Maurer, ex esperto senior del Dipartimento Ambiente della Commissione Europea.<\/p>\n<p>Un ulteriore problema riguarda il calcolo del<strong> tasso di riciclaggio<\/strong>. Si chiama \u201ccontabilit\u00e0 di bilancio di massa\u201d e permette un calcolo errato alla base. L\u2019esempio riportato nell\u2019inchiesta \u00e8 emblematico:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Se il 5% di olio di pirolisi viene miscelato al 95% di nafta su un totale di 100 tonnellate, quelle 5 tonnellate possono essere certificate come imballaggio riciclato al 100%, anche se contengono quasi esclusivamente materie prime fossili.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Da qui la denuncia di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/europarlamento-approva-direttiva-greenwashing\/800431\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">greenwashing<\/a>: i consumatori sono spinti a credere che il contenuto riciclato della plastica che stanno acquistando sia totale, quando la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa.<\/p>\n<p>L\u2019impronta di carbonio della pratica<\/p>\n<p>L\u2019approccio \u00e8 simile per quanto riguarda la <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/piano-clima-2040-freno-emergenza\/936050\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">riduzione delle emissioni<\/a>. Per calcolarla, viene sottratto il carbonio che sarebbe stato rilasciato se quel volume di rifiuti fosse stato incenerito. Si ottiene cos\u00ec un risparmio apparente rispetto alla produzione di plastica vergine.<\/p>\n<p>Tuttavia, i registri pubblici suggeriscono che l\u2019<strong>olio di pirolisi<\/strong> utilizzato da colossi come Sabic rappresenti meno del 5% della materia prima totale. A fronte di 2.600 tonnellate di olio di pirolisi, la quantit\u00e0 di nafta utilizzata \u00e8 di ben 4 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>Lo stesso gruppo petrolchimico ammette che l\u2019intero processo emette<strong> tra il 6% e l\u20198% in pi\u00f9 di CO2<\/strong> rispetto alla produzione di plastica vergine tradizionale. Eppure, il messaggio che arriva a scaffale \u00e8 quello del \u201crisparmio\u201d (circa 2 kg di CO2 in meno per chilo di plastica) basato sul calcolo dell\u2019incenerimento evitato.<\/p>\n<p>Come fa notare Maurer, ci\u00f2 che conta non sono le emissioni ipotetiche derivate dall\u2019incenerimento evitato, ma ci\u00f2 che viene effettivamente emesso nella realt\u00e0. Mentre i produttori non rispondono alle domande dei giornalisti, Peter Quicker, professore all\u2019Universit\u00e0 di Aquisgrana, ricorda che questi report sulle emissioni hanno un unico scopo: il <strong>marketing<\/strong>.<\/p>\n<p>Le aziende manovrano i parametri per ottenere il bollino verde desiderato. Il motivo? Con il calo del consumo di carburanti per i trasporti, la plastica \u00e8 diventata l\u2019ultima, grande frontiera del profitto per le compagnie petrolifere.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DUwDpBPCi8P\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli italiani sono sempre pi\u00f9 consapevoli sulle tematiche ambientali. 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