{"id":355804,"date":"2026-02-16T10:15:14","date_gmt":"2026-02-16T10:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/355804\/"},"modified":"2026-02-16T10:15:14","modified_gmt":"2026-02-16T10:15:14","slug":"il-film-della-settimana-due-procuratori-un-atroce-ritratto-degli-orrori-dello-stalinismo-primocanale-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/355804\/","title":{"rendered":"Il film della settimana: &#8216;Due procuratori&#8217;, un atroce ritratto degli orrori dello stalinismo &#8211; Primocanale.it"},"content":{"rendered":"<dl class=\"fields-container\">\n<dd class=\"field-entry ovhvideo \">\n<\/dd>\n<\/dl>\n<p>Il regista <strong>Sergej Loznitsa<\/strong> ha sempre esplorato i lati pi\u00f9 oscuri sia della <strong>Russia<\/strong> che della sua nativa <strong>Ucraina<\/strong> in un corpus di opere che ha oscillato senza soluzione di continuit\u00e0 tra finzione e documentario. Con \u2018<strong>Due procuratori<\/strong>\u2019, presentato in concorso al <strong>Festival di Cannes<\/strong> dell\u2019anno scorso, torna alla fiction lanciando una potente dichiarazione sulla tirannia russa, sia di ieri che di oggi, attraverso quello che \u00e8 probabilmente il suo film pi\u00f9 austero.<\/p>\n<p>La trama\u00a0<\/p>\n<p>Il film \u00e8 ambientato nel <strong>1937<\/strong>, al culmine del terrore staliniano, e parte da una prigione nei pressi di <strong>San Pietroburgo<\/strong> dove ad un anziano prigioniero viene affidato il compito di bruciare un sacco pieno di lettere di detenuti che implorano <strong>Stalin<\/strong> di riconsiderare i loro casi. Tra queste missive destinate a fallire c&#8217;\u00e8 un biglietto scritto col sangue da un certo <strong>Stepniak<\/strong>, un tempo ex-procuratore, che richiede una visita dell\u2019attuale procuratore di stato. La lettera sostiene che i servizi di sicurezza usano le carceri e il sistema giudiziario per torturare e uccidere un&#8217;intera generazione di veterani del partito come lui, con lo scopo di insediare una corte di fedelissimi a Stalin. Un pubblico ministero risponde alla sua chiamata: \u00e8 il giovane <strong>Kornyev<\/strong>, appena nominato, che inorridito dalle spaventose condizioni di Stepniak e dalle testimonianze di tortura che raccoglie, si reca a <strong>Mosca<\/strong> per sollevare le sue preoccupazioni presso la massima autorit\u00e0 possibile senza rendersi conto che in questo modo firmer\u00e0 la sua fine, non solo professionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Aleksandr Kuznecov, protagonista del film\" src=\"https:\/\/www.primocanale.it\/images\/webp_images\/12vis1aperturadueprocuratorip36281.webp\" alt=\"\" itemprop=\"image\" class=\"img-fluid jch-lazyload\" width=\"1170\" height=\"658\"\/>Aleksandr Kuznecov, protagonista del filmPaura, ansia e paranoia\u00a0<\/p>\n<p>Basato sul libro di uno scrittore e scienziato dissidente che fu tenuto in un gulag per quattordici anni, scritto nel 1969 ma pubblicato solo quarant\u2019anni dopo, il film non \u00e8 animato da alcun particolare senso di suspense, non si basa su rivelazioni improvvise o colpi di scena gratuiti, ci sono poche sorprese in serbo su come andranno le cose per il nostro eroe sempre pi\u00f9 sfortunato. Piuttosto, il nodo sta nella banale prevedibilit\u00e0 delle umiliazioni e delle disillusioni di <strong>Kornyev<\/strong> che crescono lentamente e nella devastazione nei dettagli, come la velocit\u00e0 con cui un corpo a terra viene rimosso dal cortile della prigione come non ci fosse mai stato.\u00a0Cos\u00ec si irradia un gelido brivido di paura, di ansia e di giustificata paranoia parlando di una burocrazia maligna che si protegge e si replica infettando coloro che la sfidano con un bacillo di colpa.<\/p>\n<p>Una marcia funebre kafkiana\u00a0<\/p>\n<p>\u2018<strong>Due procuratori<\/strong>&#8216;, nero come la pece, \u00e8 una marcia funebre kafkiana che descrive un mondo senza calore n\u00e9 speranza in cui cercare di fare la cosa giusta potrebbe rivelarsi la scelta pi\u00f9 rischiosa di tutte. L&#8217;obiettivo di Loznitsa non \u00e8 drammatizzare la spietata efficienza con cui i sistemi totalitari soffocano ogni dissenso quanto quello di eliminarne l&#8217;elemento umano, poich\u00e9 in un sistema del genere non c&#8217;\u00e8 umanit\u00e0, solo una miriade di regole stabilite per mantenere tutti al loro posto. Lasciando poi lo spettatore di nuovo davanti alla stessa porta della prigione dove tutto \u00e8 iniziato, il film \u00e8 un lungo e tortuoso viaggio circolare che riflette sul passato ma anche &#8211; per chiunque voglia guardare &#8211; uno specchio rivolto al presente. Alla fine ci regala una letterariet\u00e0 quasi tattile, come leggere un classico di <strong>Camus<\/strong>, <strong>Kafka<\/strong> o <strong>Orwell<\/strong> dove le pagine sono macchiate dal tempo ma le intuizioni rimangono dolorosamente e nitidamente vive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il regista Sergej Loznitsa ha sempre esplorato i lati pi\u00f9 oscuri sia della Russia che della sua nativa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":355805,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[196275,203,454,204,1537,90,89,1521,989],"class_list":{"0":"post-355804","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-due-procuratori","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies","16":"tag-settimana"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116079789776641447","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=355804"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355804\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/355805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=355804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=355804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=355804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}