{"id":355849,"date":"2026-02-16T10:48:16","date_gmt":"2026-02-16T10:48:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/355849\/"},"modified":"2026-02-16T10:48:16","modified_gmt":"2026-02-16T10:48:16","slug":"merz-vuole-lesercito-piu-forte-del-continente-per-la-germania-in-europa-torna-la-questione-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/355849\/","title":{"rendered":"Merz vuole l&#8217;esercito pi\u00f9 forte del Continente per la Germania. In Europa torna la questione tedesca?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">La storia di Germania e Giappone \u00e8 segnata da un inseguimento degli Usa durato un secolo e mezzo. La capacit\u00e0 di presidiare i mercati non basta pi\u00f9. Le ripetute innovazioni degli Stati Uniti (e della Cina) vanificano l\u2019inseguimento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo articolo \u00e8 stato tratto dalla newsletter Whetever it takes di Federico Fubini, <a href=\"\">se vuoi iscriverti clicca qui<\/a>)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non riesco a pensare a due paesi le cui vicende siano parallele, nell\u2019ultimo secolo e mezzo, come quelle di Germania e Giappone. Entrambi arrivano tardi alla rivoluzione industriale, entrambi imitano ed espandono le tecnologie sviluppate altrove nell\u2019800; ma in pochi decenni ascendono ai vertici della capacit\u00e0 produttiva e perseguono, da prima della Prima guerra mondiale, un imperialismo aggressivo che li porter\u00e0 alle catastrofi di Dresda, Hiroshima e Nagasaki nel 1945.<b> Entrambi allora si spogliano non solo della propria identit\u00e0 imperiale, ma di grandissima parte delle capacit\u00e0 militari \u2013 trasformandole quasi in un tab\u00f9<\/b> \u2013 e risorgendo nel dopoguerra come potenze esportatrici di auto, macchinari e altri beni d\u2019investimento. Entrambi prosperano nella globalizzazione a guida americana come alleati privilegiati del Paese leader, ma finiscono per toccare i limiti di un modello di sviluppo dipendente dall\u2019export e minato da una crisi demografica e dei consumi interni; <b>entrambi vivono in anni recenti la tensione che deriva dall\u2019avere vicini pi\u00f9 grandi, dagli eserciti pi\u00f9 forti e decisi a riscrivere l\u2019ordine mondiale formatosi nel dopo-guerra fredda<\/b> (per il Giappone la Cina, per la Germania la Russia). Entrambi, infine, sono destabilizzati da nuovi dubbi sulle garanzie di sicurezza americane del dopoguerra. Per questo guardare al Giappone oggi aiuta a riflettere sulla Germania. E comprendere la logica di Sanae Takaichi, la premier di Tokyo che ha stravinto le elezioni otto giorni fa, potrebbe aiutare a capire quella del suo collega di Berlino Friedrich Merz o magari del governo tedesco che verr\u00e0 dopo l\u2019attuale.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Storia industriale a due<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il passato getta un po\u2019 di luce sul presente. La storia di Germania e Giappone \u00e8 segnata da un inseguimento del Paese-leader durato un secolo e mezzo, secondo <a href=\"https:\/\/www.rug.nl\/ggdc\/historicaldevelopment\/maddison\/releases\/maddison-project-database-2023?lang=en&amp;bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=7b3d8861-cf32-49ae-893c-4096cdcb6920&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=3&amp;bsft_tv=1285\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">i dati del Maddison Project Database<\/a>. Nel complesso, \u00e8 un inseguimento incompiuto: per gran parte di questo periodo entrambi i Paesi sono stati lontanissimi dai livelli di reddito per abitante degli Stati Uniti e, quando si sono avvicinati, hanno di nuovo perso terreno.<\/p>\n<ul>\n<li>Nel 1871 la Germania era al 58% del reddito americano e il Giappone attorno al 20%<\/li>\n<li>Nel 1914, inizio della Grande Guerra, la Germania era al 53% e il Giappone al 26%<\/li>\n<li>Nel 1939, inizio della Seconda guerra mondiale, la Germania era al 77% e il Giappone al 43%<\/li>\n<li>Nel 1946, dopo la disfatta, la Germania era al 24% e il Giappone al 19%<\/li>\n<li>Nel 1984, alla vigilia della frenata nipponica, Germania e Giappone erano al 73%<\/li>\n<li>Nel 2011 Germania e Giappone erano, rispettivamente, all\u201987% e al 70% degli Stati Uniti<\/li>\n<li>Nel 2022 avevano perso terreno: al 79% e al 65%<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Messo su un grafico, questo andamento appare cos\u00ec (la fonte \u00e8 sempre il Maddison Project Database).<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Merz e Takaichi, storie parallele di Berlino e Tokyo. In Europa torna la questione tedesca\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6992ca1e72c94.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6992ca1e72c94.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    La lezione del 1945<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Giappone e Germania hanno sublimato la durissima lezione del 1945 in potenza industriale e sono divenuti, rispettivamente, primo Paese al mondo per \u00abcomplessit\u00e0 economica\u00bb e primo nell\u2019Unione europea. <a href=\"https:\/\/atlas.hks.harvard.edu\/rankings?bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=25a1566f-b1eb-4491-8f8f-4b701d0a3810&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=4&amp;bsft_tv=1285\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Quest\u2019ultima \u00e8 una classifica messa a punto nell\u2019Universit\u00e0 di Harvard <\/a>che misura la variet\u00e0 dei prodotti dei vari Paesi e quella dei mercati che essi raggiungono, in un indice sintetico della conoscenza insita in ciascuna economia (l\u2019Italia \u00e8 diciottesima al mondo). <b>Poi all\u2019improvviso, con la fine di quella che il filosofo tedesco Peter Sloterdijk <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/02\/13\/merz-munich-discours-integral\/?bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=cb70aae1-7706-4bbc-a92f-1a6f231afcf3&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=5&amp;bsft_tv=1285\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">chiama una \u00abvacanza dalla storia\u00bb\u00a0<\/a>durata decenni, a Berlino e a Tokyo<\/b> ci si \u00e8 resi conto che la capacit\u00e0 di presidiare i mercati globali non basta pi\u00f9. <b>Non basta in primis perch\u00e9 le ripetute innovazioni degli Stati Uniti (e ora della Cina) vanificano l\u2019inseguimento nippo-tedesco<\/b> verso la frontiera tecnologica, ricacciano indietro entrambi in proporzione al reddito americano e li mettono in condizione di dipendere dall\u2019esterno per funzioni e materiali vitali per le loro economie. Il primo ricatto di Pechino al Giappone sulle terre rare risale al 2010.<\/p>\n<p>    Cambiare identit\u00e0?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma la nuova identit\u00e0 di superpotenze dell\u2019export sviluppata nel secondo dopoguerra dai due grandi sconfitti del \u201945 non basta pi\u00f9 a Giappone e Germania anche per altre tre ragioni. Una di esse \u00e8 che le potenze revisioniste scuotono nel profondo il senso di sicurezza di entrambi. La Russia lo fa aggredendo l\u2019Ucraina e investendo la Germania stessa con oltre un migliaio di attacchi ibridi nell\u2019ultimo paio di anni. <b>La Cina, stringendo sempre pi\u00f9 la morsa attorno a Taiwan e minacciando il governo di Tokyo (il console cinese a Osaka ha scritto che la premier meritava di essere \u201cdecapitata\u201d <\/b>per la sua posizione a favore dell\u2019autonomia di Taipei). La seconda ragione che spinge Sanae Takaichi e Friedrich Merz a ripensare il proprio modello \u00e8, appunto, l\u2019ombra che ormai avvolge l\u2019impegno americano a difendere le due potenze sconfitte nel 1945. La terza, collegata, \u00e8 la fine della benevola indifferenza degli Stati Uniti verso i loro successi sui mercati mondiali.<\/p>\n<p>    I limiti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Naturalmente essa ha sempre avuto dei limiti: lo sanno i produttori di auto giapponesi o i negoziatori finanziari di Tokyo, che nel 1985 con gli Accordi del Plaza dovettero concedere a Ronald Reagan e al suo segretario al Tesoro James Baker una rivalutazione dello yen sul dollaro destinata ad affossare l\u2019economia nipponica.  <b>Ma Trump \u00e8 un\u2019altra cosa. E anche se la sua stella potr\u00e0 tramontare, magari al voto per il Congresso fra nove mesi<\/b> o per la Casa Bianca fra meno di tre anni, la revisione della politica estera o di sicurezza e i dazi vanno oltre la cultura Maga. <b>Toccano anche i democratici, specie quelli di sinistra oggi in ascesa. Alexandria Ocasio-Cortez \u00e8 gi\u00e0 in pista per la Casa Bianca nel 2028<\/b> e sabato ha fatto il pieno di applausi alla Conferenza per la sicurezza di Monaco; ma non ha detto che vuole tornare al mondo di Bill Clinton o Joe Biden. E comunque ormai sappiamo che un\u2019elezione basta a rimettere in gioco alleanze antiche ottant\u2019anni. Trump non pu\u00f2 essere disinventato.<\/p>\n<p>    Le medie potenze vulnerabili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Germania e Giappone si risvegliano dunque in un mondo diverso da quello per cui erano progettate. Non sono grandi potenze. Sono le prime fra le medie potenze e quindi le pi\u00f9 esposte perch\u00e9, in un sistema internazionale tornato darwiniano, sono le prede pi\u00f9 ambite. <b>Il corteggiamento del vicepresidente americano JD Vance e della Russia verso Alternative f\u00fcr Deutschland, cio\u00e8 verso l\u2019estrema destra tedesca, dice tutto. <\/b>Convertire la Germania alla fede Maga o alla geopolitica del Cremlino vale pi\u00f9 che avere la fedelt\u00e0 o l\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019Italia. E per la Casa Bianca, l\u2019acquiescenza del Giappone al bullismo di Trump \u2013 persino con la promessa di investire 550 miliardi di dollari in America \u2013 vale forse pi\u00f9 della difesa di Taiwan.             <br \/>Per questo \u00e8 interessante vedere, in chiave europea, come reagisce Sanae Takaichi e quali sono le chiavi del suo successo. <b>La sua ricetta \u00e8 una robusta dose di nazionalismo economico con l\u2019obiettivo di intervenire nei settori strategici, scegliere su quali icone industriali puntare e blindarsi dalle pressioni delle altre potenze.<\/b> <a href=\"https:\/\/japan.kantei.go.jp\/104\/statement\/202510\/24shoshinhyomei.html?bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=6c18bd80-303b-4b98-82b0-10f2840e1d39&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=6&amp;bsft_tv=1285#04\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">In un discorso, Takaichi parla di \u00abrafforzare la resilienza <\/a>di fronte a potenziali crisi\u00bb attraverso \u00abinvestimenti strategici che i settori pubblico e privato realizzeranno in maniera preventiva, lavorando mano nella mano\u00bb. <b>In quali aree, \u00e8 facile immaginare: \u00abSicurezza economica, alimentare, energetica, sanitaria e medica\u00bb<\/b>, oltre a \u00abmisure per rafforzare la tenuta nazionale\u00bb. Non solo semiconduttori o robotica, dunque, ma difesa: torneranno l\u2019esercito giapponese e i suoi mezzi.<\/p>\n<p>    Il progetto del cancelliere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La grande differenza con la Germania \u00e8 la finanza pubblica: Tokyo ha un debito molto elevato e sta assumendo dei rischi, Berlino pu\u00f2 muoversi pi\u00f9 al sicuro. Ma per il resto le storie parallele dei due Paesi, francamente, proseguono. Friedrich Merz \u00e8 un politico sinceramente europeo e preferisce di gran lunga avere una Germania ancorata al resto d\u2019Europa. <b>Ma la sua priorit\u00e0 \u00e8 il proprio Paese, prima che l\u2019Europa stessa<\/b>. Non parla di un esercito europeo o di una difesa integrata: dice che il suo obiettivo \u00e8 \u201cfare della Bundeswehr l\u2019esercito convenzionale pi\u00f9 potente d\u2019Europa e ci\u00f2 il pi\u00f9 rapidamente possibile\u201d. <b>Anche nell\u2019industria dello spazio, dove la Germania \u00e8 indietro rispetto a Francia e Italia, Merz non cerca troppe alleanze con Parigi o Roma ma fa muovere la Germania da sola<\/b> senza limiti di spesa: il governo ha annunciato un investimento da 35 miliardi entro il 2030 (pi\u00f9 dell\u2019intero bilancio italiano della Difesa), con <a href=\"https:\/\/www.aviaspace-bremen.de\/en\/2025\/02\/07\/launch-of-the-space-innovation-hub-a-key-project-of-the-federal-space-strategy-is-being-implemented\/?bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=c1d509b6-149a-4062-a94c-d01bda73e6bf&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=7&amp;bsft_tv=1285#:~:text=The%20Space%20Innovation%20Hub%20is,LinkedIn%20or%20on%20our%20Website.\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">l\u2019obiettivo di arrivare a lanci orbitali autonomi e una costellazione di satelliti<\/a> per comunicazioni e intelligence che permettano a Berlino di non dipendere da nessuno: n\u00e9 da Starlink di Elon Musk, n\u00e9 da Parigi.<\/p>\n<p>    La partita del nucleare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi c\u2019\u00e8 il tema del nucleare militare, delicatissimo. <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2026-02-13\/europe-rethinks-nuclear-weapons-after-us-delivers-reality-check?cmpid=eveus&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=newsletter&amp;utm_term=260213&amp;utm_campaign=eveus&amp;bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=2c8cd7ec-82c8-4fa1-aeff-49cab959366a&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=8&amp;bsft_tv=1285\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">La Russia ha 1.674 testate, la Germania nessuna. Gli Stati Uniti ne hanno 1.670 <\/a>(di cui una parte sul suolo tedesco), ma chi scommetterebbe oggi sull\u2019ombrello atomico di Trump o di un suo successore? Poi c\u2019\u00e8 la Francia, che ha 290 testate e \u2013 a differenza di Londra \u2013 non dipende da mezzi americani per dispiegarle e rendere credibile la propria deterrenza. <b>Merz dice che ha avviato con Emmanuel Macron \u00abdiscussioni sulla dissuasione nucleare europea\u00bb e il presidente francese presto ne parler\u00e0 in un discorso<\/b>. Macron sar\u00e0 senz\u2019altro aperto, bench\u00e9 ambiguo. Cercher\u00e0 di far attecchire nella testa di amici e avversari l\u2019ipotesi che la Francia estenda il suo ombrello ad altri Paesi dell\u2019Unione europea. <b>Ma la force de frappe di Parigi sar\u00e0 sempre e solo di Parigi, per motivi insiti nella dottrina nucleare: accettare di difendere il resto d\u2019Europa significa essere pronti, per ipotesi, a colpire una citt\u00e0 russa qualora la Russia colpisse Varsavia <\/b>o Dresda; ci\u00f2 comporta dunque esporsi alla rappresaglia di Mosca contro una citt\u00e0 francese. E non \u00e8 realistico chiedere a Parigi di essere disposta, nell\u2019equilibrio del terrore, a scambiare una citt\u00e0 francese per Dresda, Varsavia o un altro centro europeo.<\/p>\n<p>    La corsa all\u2019Eliseo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Merz lo sa. Merz sa anche che Macron sta entrando nel suo ultimo anno e i candidati del Rassemblement National \u2013 destra molto nazionalista \u2013 sono favoriti per l\u2019Eliseo nel 2027. <b>Se la frattura con gli Stati Uniti non si risana e le tensioni con Mosca restano alte, non \u00e8 assurdo pensare che nei prossimi anni la Germania lanci il proprio programma nucleare militare<\/b>. Magari nella prossima legislatura, quando Alternative f\u00fcr Deutschland potrebbe partecipare alla maggioranza di governo in qualche modo, essendo gi\u00e0 oggi testa a testa con i conservatori per il <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/europe-poll-of-polls\/germany\/?bsft_eid=a30f775d-a95b-4704-ba5b-9fcd5291f465&amp;bsft_clkid=ae61b086-8f21-4910-8288-5e1887e8730d&amp;bsft_uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;bsft_mid=90fc3602-ddfd-451c-96a8-cc6e033e1f1c&amp;bsft_txnid=e39b4aa0-5748-470d-98fc-2b389a8e2054&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2026-02-16T05%3A00%3A34Z&amp;bsft_lx=9&amp;bsft_tv=1285\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">primo posto nei sondaggi<\/a> (al 25%).<\/p>\n<p>    Lo scambio di Kohl<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come Takaichi, Merz sa che ha poco tempo per blindare il proprio Paese nel nuovo sistema globale. Di qui l\u2019approccio verso l\u2019Unione europea: Merz vuole giocare entro le regole comuni e con i suoi partner, ma non se ci\u00f2 rallenta la specifica metamorfosi di Berlino. <b>A dicembre gli industriali tedeschi hanno iniziato a discutere di accordi commerciali solo della Germania con l\u2019America Latina<\/b>, se Parigi o Roma avessero continuato a bloccare il patto con il Mercosur. <b>Adesso il cancelliere vuole soprattutto liberarsi dei vincoli europei agli aiuti di Stato <\/b>(la chiama \u201csemplificazione\u201d), per sussidiare i settori industriali per i quali gli altri Paesi non hanno risorse. E quando il bilancio della difesa tedesco sar\u00e0 al 5% del prodotto lordo, come da impegni, varr\u00e0 mille miliardi di euro ogni quadriennio; pi\u00f9 di quello della Cina di oggi: denaro tedesco, per contratti tedeschi, per la nuova industria tecnologico-militare tedesca.<\/p>\n<p>    La questione tedesca<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gilles Gressani, il fondatore della rivista Le Grand Continent, osserva che per la prima volta dal 1989 la Germania ha qualcosa da chiedere ai suoi alleati europei. <b>Allora il cancelliere Helmut Kohl voleva la riunificazione tedesca e cedette, in contropartita, il marco in cambio dell\u2019euro<\/b>: ma accadde perch\u00e9 Fran\u00e7ois Mitterrand e Giulio Andreotti lo pretesero. Oggi la Germania vuole \u201cil pi\u00f9 potente esercito europeo\u201d. \u00c8 il momento di chiedere progetti per fondi comuni europei (eurobond) sulla difesa o poche tecnologie davvero strategiche. Altrimenti l\u2019effetto a cascata dell\u2019aggressione russa, dell\u2019America di Trump e del nuovo darwinismo nel sistema globale sar\u00e0 il ritorno della questione tedesca in Europa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-02-16T11:14:47+01:00\">16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 11:14)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Fubini La storia di Germania e Giappone \u00e8 segnata da un inseguimento degli Usa durato 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