{"id":358295,"date":"2026-02-18T01:08:13","date_gmt":"2026-02-18T01:08:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/358295\/"},"modified":"2026-02-18T01:08:13","modified_gmt":"2026-02-18T01:08:13","slug":"laici-in-posizioni-di-autorita-nella-curia-un-commento-del-cardinale-ouellet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/358295\/","title":{"rendered":"Laici in posizioni di autorit\u00e0 nella Curia: un commento del cardinale Ouellet"},"content":{"rendered":"<p>In un articolo il prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi riflette sulla posizione di laici e religiose chiamati da Papa Bergoglio a ruoli di governo nella Chiesa: concessione da rivedere o progresso ecclesiologico?<\/p>\n<p><b>di Marc Ouellet*<\/b><\/p>\n<p>Tra le decisioni audaci di Papa Francesco vi \u00e8 la nomina di laici e religiose a posizioni di autorit\u00e0 solitamente riservate a ministri ordinati, vescovi o cardinali, nei dicasteri della Curia romana. Il Papa ha giustificato questa innovazione con il principio sinodale che richiede una maggiore partecipazione dei fedeli alla comunione e alla missione della Chiesa. Questa iniziativa si scontra tuttavia con l\u2019antica consuetudine di affidare le posizioni di autorit\u00e0 ai ministri ordinati. Questa consuetudine pu\u00f2 certamente appoggiarsi sul Concilio Vaticano II, che ha definito la sacramentalit\u00e0 dell\u2019episcopato (Lg 21). Da qui il disagio di fronte a una decisione papale che si rispetta ma che si considera forse provvisoria. Al punto che alcuni auspicano, all\u2019alba del nuovo pontificato, che venga riaffermato lo stretto legame tra il ministero ordinato e la funzione di governo nella Chiesa.<\/p>\n<p>Non si tratta ovviamente di mettere in discussione il decisivo progresso dottrinale del Concilio, che ha riconosciuto che l\u2019episcopato era un grado proprio del sacramento dell\u2019Ordine al quale erano necessariamente legate le funzioni di insegnare, santificare e governare (tria munera). Ma ci\u00f2 non significa che il sacramento dell\u2019Ordine sia la fonte esclusiva di ogni governo nella Chiesa.\u00a0<\/p>\n<p>Riprendo qui molto brevemente la riflessione che questa decisione papale mi ha indotto a fare in occasione della pubblicazione della Costituzione Praedicate Evangelium sulla riforma della Curia romana. La giustificazione canonica che era stata esposta durante la presentazione di questa Costituzione non aveva ottenuto il consenso generale, perch\u00e9 sembrava risolvere in modo volontaristico o arbitrario una questione controversa da secoli, adottando una posizione di scuola che il Papa avrebbe assunto a scapito del dialogo preliminare tra teologi e canonisti.<\/p>\n<p>Ho proposto una lettura teologica di questa decisione del Sommo Pontefice che va oltre il quadro delle posizioni canoniche controverse sull\u2019origine e la distinzione tra il potere dell\u2019Ordine e il potere della giurisdizione nella Chiesa. Essa \u00e8 esposta nell\u2019articolo che ho pubblicato il 21 luglio 2022 sull\u2019Osservatore Romano, approfondita nella stessa linea nel mio libro Parola, Sacramento, Carisma. Chiesa sinodale, rischi, opportunit\u00e0 (Siena, Cantagalli, 2024). A seguito di questa riflessione, ho dedicato molte energie a meditare sul rapporto tra lo Spirito Santo e la Chiesa e pi\u00f9 precisamente tra lo Spirito Santo, i sette sacramenti e la sacramentalit\u00e0 della Chiesa nel suo insieme. Gli specialisti riconoscono che la nostra teologia sacramentaria soffre di un deficit pneumatologico che va di pari passo con una visione cristologica unilaterale. Se \u00e8 vero che i sette sacramenti sono atti di Cristo, essi sono anche atti della Chiesa risultanti dall\u2019azione dello Spirito Santo. Quest\u2019ultimo accompagna sempre gli atti sacramentali di Cristo risorto, per edificare la Chiesa Sacramento di cui parla il Concilio Ecumenico Vaticano II fin dal primo paragrafo della Costituzione dogmatica Lumen gentium. Inoltre, l\u2019azione dello Spirito Santo va oltre i sacramenti e si manifesta liberamente nei carismi e nei ministeri che il Concilio ha fortunatamente rivalutato dopo secoli di diffidenza e sottosviluppo.<\/p>\n<p>Questo orientamento conciliare presuppone quindi una rinnovata attenzione alla presenza e all\u2019azione dello Spirito Santo al servizio della comunione e della missione della Chiesa. Riconosciamo tuttavia che siamo poco abituati a discernere la sua presenza e la sua azione, poich\u00e9 abbiamo imparato a parlare della grazia in termini antropologici, senza nominare la Persona divina che configura gli effetti del mistero pasquale nelle anime e nelle strutture della Chiesa. Questa Persona divina \u00e8 lo Spirito Santo che viene dal Padre per mediazione di Cristo risorto, un Dono-Comunione di cui la Chiesa \u00e8 il frutto e il sacramento. Siamo ancora al lavoro per pensare la sacramentalit\u00e0 della Chiesa nel suo insieme, come comunione divino-umana che rende presente il mistero della comunione trinitaria. Questa comunione ci sembra difficile da definire e precisare nel suo contenuto. Eppure i sette sacramenti esistono proprio per articolare questa comunione ecclesiale affinch\u00e9 sia significativa e attraente, rendendo cos\u00ec la Chiesa pi\u00f9 missionaria e rilevante nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Questo riferimento allo Spirito Santo, artefice della comunione ecclesiale, \u00e8 rilevante per il ministero del governo nella Chiesa? Non \u00e8 sufficiente avere le promesse di Ges\u00f9 ai suoi apostoli nel Vangelo, che garantiscono la loro autorit\u00e0 e danno loro la certezza della sua presenza permanente? Quale significato o efficacia supplementare apporta lo Spirito Santo alla sacramentalit\u00e0 della Chiesa? Il suo ruolo non si limita forse a quello di assistente del Cristo risorto, che rimane l\u2019attore centrale di tutto l\u2019ordine sacramentale? Ma allora come valorizzare il legame tra l\u2019Eucaristia e la Chiesa, che \u00e8 la chiave della comunione ecclesiale e il motore della sua espansione missionaria? Queste domande mostrano che esiste un campo di ricerca ancora inesplorato da approfondire per gettare ulteriore luce sul gesto profetico di Papa Francesco. Quest\u2019ultimo discerne l\u2019autorit\u00e0 dello Spirito Santo all\u2019opera al di l\u00e0 del legame stabilito tra il ministero ordinato e il governo della Chiesa. Non si tratta di sostituire un governo carismatico a un governo gerarchico. Tuttavia, secondo l\u2019orientamento gi\u00e0 inscritto nell\u2019ordine canonico (can\u00a0129, \u00a72), \u00e8 necessario che i ministri ordinati possano contare su persone dotate di carismi, che siano riconosciute come tali e integrate senza riserve nell\u2019apparato amministrativo, giuridico e pastorale della Curia romana. Non si tratta di affidare loro compiti propriamente sacramentali in senso cristologico, ma di integrare i loro carismi al servizio dello Spirito Santo che presiede alla comunione della Chiesa in tutte le sue espressioni. Che i dicasteri dedicati alla comunicazione, al governo generale dello Stato del Vaticano, alla promozione dello sviluppo umano integrale, alla vita, alla famiglia e al laicato, alla promozione dei carismi religiosi o delle societ\u00e0 di vita apostolica, siano diretti da persone competenti, laiche o religiose, con carisma riconosciuto dall\u2019Autorit\u00e0 suprema, non sminuisce il valore del loro servizio a causa di una carenza del potere d\u2019ordine. I carismi dello Spirito Santo hanno il loro peso di autorit\u00e0 nei campi in cui l\u2019ordinazione sacramentale non \u00e8 necessaria, dove pu\u00f2 anche essere opportuno che la competenza sia di altro ordine; per esempio nella gestione delle risorse umane, nell\u2019amministrazione della giustizia, nel discernimento culturale e politico, nell\u2019amministrazione finanziaria, nel dialogo ecumenico. In tutti questi ambiti, citati a titolo esemplificativo, si pu\u00f2 immaginare una collaborazione tra chierici, laici e religiosi in cui la posizione subordinata del ministro ordinato non sarebbe inopportuna n\u00e9 contestabile.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza storica della Chiesa dimostra che la tradizione dei grandi ordini religiosi e delle varie forme di vita consacrata o apostolica presuppone un governo interno al carisma, una volta che questo \u00e8 stato riconosciuto e approvato ufficialmente dall\u2019autorit\u00e0 gerarchica. Un cappellano di religiose, ad esempio, non pu\u00f2 arrogarsi il diritto di imporre le proprie opinioni alle persone responsabili della comunit\u00e0 che assiste. Il ministero pastorale non pu\u00f2 sostituirsi all\u2019autorit\u00e0 del carisma. Quando il Papa nomina una donna alla direzione di un dicastero, non delega la sua giurisdizione a un soggetto qualsiasi; affida a una persona riconosciuta competente a un certo livello di esperienza ecclesiale, in virt\u00f9 di un carisma, una responsabilit\u00e0 superiore che rimane inquadrata e garantita dalla giurisdizione globale del Santo Padre sulla Curia romana.<\/p>\n<p>\u00a0L\u2019approccio canonico non sembra incline a considerare lo Spirito Santo se non come garante globale dell\u2019Istituzione, sembra privo dei mezzi per discernere i segni dello Spirito, le sue mozioni personali e comunitarie, i carismi particolari di cui dota i membri del Corpo di Cristo, in mancanza di una pneumatologia a cui \u00e8 stato sostituito o un certo positivismo storico, o un parallelo sui generis con il diritto civile, come nel caso del codice del 1983 che ignora la parola carisma e ne parla solo in termini di patrimonio. \u00c8 necessario riprendere il dialogo tra canonisti e teologi alla luce della pneumatologia, affinch\u00e9 un \u201cdiritto della grazia\u201d possa svilupparsi pacificamente fino alla libert\u00e0 di integrare persone carismatiche, laiche o religiose, in posizioni di autorit\u00e0 nella curia romana e nelle amministrazioni diocesane. Questo \u00e8 gi\u00e0 il caso in molti luoghi e non solo per motivi di carenza di clero.<\/p>\n<p>Concessione provvisoria da rivedere o progresso ecclesiologico? Non ho alcun dubbio sul fatto che il gesto di Papa Francesco sia promettente per il futuro, poich\u00e9 inaugura un riconoscimento dell\u2019autorit\u00e0 dei carismi da parte dell\u2019autorit\u00e0 gerarchica, in conformit\u00e0 con gli orientamenti del Concilio che invita i pastori a \u00abriconoscere in loro (i laici) i ministeri e i carismi, affinch\u00e9 tutti cooperino secondo le loro possibilit\u00e0 e con un solo cuore all\u2019opera comune\u00bb (Lg 30, 33). Ci\u00f2 contribuir\u00e0 in particolare a ripristinare l\u2019immagine dell\u2019autorit\u00e0 pastorale, screditata dalla piaga del clericalismo, dallo spirito di casta, dalla salvaguardia dei privilegi, dall\u2019ambizione di salire nella gerarchia, in breve, da una mentalit\u00e0 chiusa che concepisce il servizio del governo in termini di potere e che \u00e8 incapace di valorizzare i carismi secondo il loro grado di autorit\u00e0. Perch\u00e9, come afferma il Concilio, \u00e8 necessario che tutti \u00ab\u201cmediante la pratica di una carit\u00e0 sincera, cresciamo in ogni modo verso colui che \u00e8 il capo, Cristo; da lui tutto il corpo, ben connesso e solidamente collegato, attraverso tutte le giunture di comunicazione, secondo l\u2019attivit\u00e0 proporzionata a ciascun membro, opera il suo accrescimento e si va edificando nella carit\u00e0\u201d (Ef 4, 15-16)\u00bb (Lg 30).<\/p>\n<p>*Cardinale prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un articolo il prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi riflette sulla posizione di laici e religiose&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":358296,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[14,74992,164,165,83810,84633,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-358295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-cronaca","tag-curia-romana","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-laici","tag-marc-armand-ouellet","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116088963410072405","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/358295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=358295"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/358295\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/358296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=358295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=358295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=358295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}