{"id":359321,"date":"2026-02-18T16:55:11","date_gmt":"2026-02-18T16:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/359321\/"},"modified":"2026-02-18T16:55:11","modified_gmt":"2026-02-18T16:55:11","slug":"conti-correnti-sotto-controllo-dallagenzia-delle-entrate-la-stretta-anti-evasione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/359321\/","title":{"rendered":"Conti correnti sotto controllo dall&#8217;Agenzia delle Entrate, la stretta anti evasione"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Agenzia delle Entrate ha programmato <strong>controlli<\/strong> strutturati anche attraverso l<strong>\u2019analisi dei conti correnti<\/strong> dei contribuenti. Questo \u00e8 quello che si evince dal Piano integrato di attivit\u00e0 e organizzazione per il triennio 2026-2028, pubblicato dall\u2019Amministrazione stessa. Grazie all\u2019incrocio in tempo reale dei dati e a un utilizzo sempre pi\u00f9 raffinato delle banche dati, verranno individuati i <strong>movimenti sospetti<\/strong> e <strong>redditi non dichiarati<\/strong> partendo dall\u2019analisi dei flussi bancari.\n<\/p>\n<p>Come funziona la verifica dei conti correnti<\/p>\n<p>Il principio su cui si fonda l\u2019attivit\u00e0 di controllo fiscale parte dall\u2019individuare i <strong>movimenti non giustificati<\/strong>, che a loro volta verranno considerati reddito imponibile. Si tratta del cosiddetto principio della presunzione legale, per cui spetta al contribuente <strong>dimostrare il contrario<\/strong>.<\/p>\n<p>Pertanto, l\u2019amministrazione finanziaria \u00e8 autorizzata a considerare reddito imponibile <strong>qualsiasi accredito<\/strong> sul conto corrente (entrata), salvo che il contribuente riesca a dimostrare che quella somma \u00e8 gi\u00e0 stata <strong>tassata alla fonte<\/strong> o \u00e8 <strong>fiscalmente irrilevante<\/strong>, oppure che deriva da operazioni non imponibili (come un <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/info-utili\/prestiti-personali-migliori-febbraio-2026\/956382\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prestito<\/a>, una <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/eredita-donazioni-regole-2025-risparmio\/897782\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">donazione<\/a>, un r<strong>imborso spese<\/strong> o una <strong>vendita tra privati<\/strong>).<\/p>\n<p>Come chiarito dalla Corte di Cassazione, non basta un generico riferimento per giustificarsi. Per esempio, non baster\u00e0 dire che si tratta di somme ricevute da familiari o di prestiti tra amici.<\/p>\n<p>Servir\u00e0 una <strong>giustificazione analitica<\/strong> per ogni singola operazione contestata, supportata da documentazione con data certa.<\/p>\n<p>Un bonifico in entrata di 8.000 euro, ad esempio, non potr\u00e0 essere semplicemente qualificato come prestito in sede di accertamento, se non esiste un <strong>contratto<\/strong> o una <strong>scrittura privata<\/strong> antecedente, o almeno una tracciabilit\u00e0 coerente che ne dimostri l\u2019origine.<\/p>\n<p>In assenza di prova, la somma verr\u00e0 considerata ricavo o compenso <strong>non dichiarato<\/strong>, con conseguente recupero d\u2019imposta e applicazione di <strong>sanzioni<\/strong> proporzionali, oltre agli <strong>interessi<\/strong>.<\/p>\n<p>Su che basi vengono fatti gli accertamenti<\/p>\n<p>I controlli non avvengono necessariamente in tempo reale per ogni singola operazione, ma si attivano principalmente attraverso tre canali, ovvero:<\/p>\n<ul>\n<li>analisi del rischio e incrocio dati;<\/li>\n<li>segnalazioni per operazioni sospette;<\/li>\n<li>punteggio Isa basso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Analisi software<\/p>\n<p>L\u2019<strong>analisi del rischio<\/strong> e l\u2019<strong>incrocio dei dati<\/strong> sono svolti dall\u2019Anagrafe dei rapporti finanziari, che comunica periodicamente i saldi e le movimentazioni all\u2019Agenzia delle Entrate, utilizzando software sofisticati (come l\u2019algoritmo dell\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/evasometro-controlli-fiscali\/907313\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">evasometro<\/a>) che segnalano anomalie tra lo stile di vita, le spese sostenute e il reddito dichiarato.<\/p>\n<p>Operazioni sospette<\/p>\n<p>Le segnalazioni per <strong>operazioni sospette<\/strong> sono svolte da parte degli istituti bancari, che sono obbligati a segnalare all\u2019Uif (Unit\u00e0 di informazione finanziaria) movimenti che, per entit\u00e0 o frequenza, appaiono incoerenti con il profilo del cliente. Ad esempio versamenti frequenti di contanti appena sotto la soglia di monitoraggio.<\/p>\n<p>Punteggio Isa<\/p>\n<p>Un <strong>punteggio basso<\/strong> ottenuto da chi adotta gli Isa, gli <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/punteggio-isa-controlli-fiscali\/950326\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Indicatori di affidabilit\u00e0 fiscale<\/a>, magari per <strong>incongruenze<\/strong> tra ricavi dichiarati e capacit\u00e0 di spesa possono costituire un campanello d\u2019allarme.<\/p>\n<p>Per esempio, un imprenditore con un Isa modesto, che dichiara redditi contenuti ma presenta flussi bancari significativi o uno stile di vita incoerente rispetto ai redditi dichiarati, rientra tra i profili di rischio che l\u2019Agenzia delle Entrate tende a monitorare con maggiore attenzione.<\/p>\n<p>Indagini bancarie differenti per Iva e imposte sui redditi<\/p>\n<p>Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il diverso funzionamento della <strong>presunzione fiscale<\/strong> a seconda dell\u2019imposta coinvolta.<\/p>\n<p>Il meccanismo pi\u00f9 severo riguarda esclusivamente i <strong>titolari di reddito d\u2019impresa<\/strong>. Per questi soggetti, la legge prevede una <strong>doppia presunzione<\/strong>. Non solo ogni entrata \u00e8 considerata un ricavo, ma anche ogni uscita (un prelievo o un pagamento) pu\u00f2 trasformarsi in un recupero fiscale.<\/p>\n<p>La logica del legislatore \u00e8 la seguente: se un imprenditore preleva denaro dal conto aziendale senza documentarne la destinazione, si presume che quella somma sia stata utilizzata per fare <strong>acquisti in nero<\/strong> (di materie prime o servizi non fatturati), a meno che non dimostri il contrario in fase di verifica.<\/p>\n<p>Tuttavia, per evitare micro-accertamenti vessatori, esistono delle <strong>soglie di tolleranza<\/strong>. Solo se i prelievi sono di importo superiore a <strong>1.000 euro giornalieri<\/strong> o <strong>5.000 euro mensili<\/strong>\u00a0scatta l\u2019obbligo di giustificazione analitica<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 il discorso per l\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/tag\/iva\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iva<\/a>. In ambito di imposta sul valore aggiunto, vengono esaminati esclusivamente i <strong>versamenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Mentre per i liberi professionisti la Corte di Cassazione ha chiarito, con la sentenza 228\/2014, che i prelievi non possono essere presunti come corrispettivi di operazioni imponibili.<\/p>\n<p>L\u2019uscita di denaro dal conto non prova, di per s\u00e9, l\u2019esistenza di una vendita non dichiarata. Per l\u2019Iva, dunque, l\u2019attenzione dell\u2019amministrazione finanziaria si concentra sugli accrediti non giustificati, che potrebbero rappresentare incassi relativi a operazioni imponibili non fatturate.<\/p>\n<p>Accertamento fiscale: come difendersi dalle indagini bancarie<\/p>\n<p>Quando si riceve una richiesta di chiarimenti o un invito al contraddittorio basato su indagini bancarie, \u00e8 fondamentale non sottovalutare la fase iniziale del procedimento.<\/p>\n<p>Per evitare contenziosi \u00e8 necessario analizzare puntualmente ogni movimento contestato e reperire documentazione idonea e con data certa. Dopo di che sar\u00e0 possibile fornire una risposta analitica, operazione per operazione.<\/p>\n<p>La <strong>conservazione ordinata<\/strong> di contratti, scritture private, ricevute e documentazione bancaria rappresenta ancora oggi l\u2019unico strumento efficace per evitare che la presunzione fiscale si traduca in un recupero d\u2019imposta definitivo.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DSX9LfCiqX0\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Agenzia delle Entrate ha programmato controlli strutturati anche attraverso l\u2019analisi dei conti correnti dei contribuenti. 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