{"id":360086,"date":"2026-02-19T04:26:13","date_gmt":"2026-02-19T04:26:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/360086\/"},"modified":"2026-02-19T04:26:13","modified_gmt":"2026-02-19T04:26:13","slug":"un-viaggio-tra-mondi-fantastici-geometrie-interconnesse-e-oggetti-impossibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/360086\/","title":{"rendered":"un viaggio tra mondi fantastici, geometrie interconnesse e oggetti impossibili"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/padova\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">PADOVA<\/a> &#8211; \u00abSolo coloro che tentano l&#8217;assurdo raggiungono l&#8217;impossibile\u00bb. Chi ha scritto questa frase in effetti l&#8217;ha raggiunto, diventando famoso con scale che non portano da nessuna parte, paradossi architettonici, mondi fantastici, geometrie interconnesse e oggetti appunto impossibili. Creazioni visionarie in cui confluiscono arte, matematica e illusione ottica. Capolavori assoluti, che hanno fatto di lui uno degli artisti pi\u00f9 rilevanti e pi\u00f9 amati del Novecento, un Maestro che nel tempo \u00e8 entrato nella memoria visiva di tantissime persone, anche inconsapevoli di chi fosse.<\/p>\n<p>    &#13;<\/p>\n<p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                            &#13;<br \/>\n                                            &#13;<br \/>\n                            <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/nordest\/padova\/modigliani_picasso_mostra_palazzo_zabarella-9125327.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">&#13;<br \/>\n                                                                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/9125327_14085728_modigliani_picasso_mostra_palazzo_zabarella.jpg\"\/>&#13;<br \/>\n                            <\/a>&#13;<br \/>\n                        &#13;<br \/>\n                                        &#13;<\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>La mostra <\/p>\n<p>Per esempio pochi sanno che ha ideato la copertina del disco &#8220;Ummagumma&#8221; dei Pink Floyd, dopo aver detto &#8220;no&#8221; a Mick Jagger dei Rolling Stones. La riflessione che sintetizza il suo pensiero apre la <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/mostra\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mostra<\/a> &#8220;M.C.Escher. Tutti i capolavori&#8221;, inaugurata al Centro culturale\u00a0San Gaetano di Padova che propone oltre 150 opere, tra cui quelle pi\u00f9 rilevanti, come &#8220;Mano con la sfera riflettente&#8221;, &#8220;Giorno e notte&#8221;, &#8220;Metamorfosi II&#8221;, e &#8220;Relativit\u00e0&#8221;, realizzate dal genio olandese mancato nel 1972 a 74 anni. L&#8217;antologica, caratterizzata da un allestimento scenografico e da alcuni momenti esperenziali, \u00e8 uno degli eventi maggiormente attesi del 2026 in quanto \u00e8 il pi\u00f9 importante dedicato al celebre incisore: dalle tassellazioni alle metamorfosi, dalle superfici riflettenti ai paradossi geometrici, vede la presenza di opere realizzate da <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/escher\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Escher<\/a> a partire dagli esordi e poi nei periodo dei viaggi in Italia, accendendo i riflettori sulle molteplici tecniche da lui esplorate.<\/p>\n<p>\u00a0 Agli Eremitani <\/p>\n<p>In aggiunta al Museo Eremitani nelle prossime settimane verr\u00e0 presentato in anteprima mondiale un progetto sperimentale, cio\u00e8 un viaggio virtuale nel mondo di Escher, una sorta di incontro tra arte e tecnologia in cui i visitatori verranno trasportati all&#8217;interno delle sue opere pi\u00f9 celebri, sperimentando i paradossi delle costruzioni, muovendosi per attraversare porte, prendere ascensori e cambiare punti di osservazione in una stessa scena.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione <\/p>\n<p>Ieri alla vernice della rassegna, che rimarr\u00e0 aperta fino al 19 luglio, hanno partecipato l&#8217;assessore alla Cultura Andrea Colasio; Federico Giudiceandrea, curatore, presidente della M.C. Escher Foundation e proprietario di molte opere; Allegra Getzel di Arthemisia, azienda che ha organizzato l&#8217;iniziativa sotto la regia di Iole Siena. Un&#8217;esposizione analoga dedicata a Escher che si \u00e8 tenuta a San Paolo del Brasile ha richiamato 1,2 milioni di\u00a0visitatori, record mondiale. Il biglietto costa 16 euro (varie le riduzioni) e coloro che verranno a Padova con un treno FrecciaRossa entreranno con uno sconto del 25%.<\/p>\n<p>Tra le installazioni pi\u00f9 spettacolari la Relativity Room che altera le percezioni di scala e orientamento; la Mirror Room, dove i riflessi si moltiplicano all&#8217;infinito; la postazione interattiva &#8220;Mano con sfera riflettente&#8221; che, ispirandosi all&#8217;iconica opera, permette ai presenti di &#8220;diventare&#8221; M.C. Escher, e un&#8217;ulteriore postazione interattiva che riproduce un particolare di un altro capolavoro, &#8220;Galleria di stampe&#8221;, consentendo al pubblico di sperimentare l'&#8221;effetto droste&#8221;, la ripetizione dell&#8217;immagine dentro l&#8217;immagine.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si apre con le stampe e i disegni realistici ispirati alla natura e ai paesaggi italiani e prosegue analizzando il lavoro dedicato alla tassellazione e alle strutture impossibili, passando attraverso il tema della metamorfosi per arrivare alle opere celebri dedicate alla rappresentazione dell&#8217;infinito attraverso immagini dettagliate. Ancora oggi la comunit\u00e0 scientifica internazionale considera il lavoro di Escher un esempio emblematico del rapporto tra arte e scienza.<\/p>\n<p>La prima sezione, &#8220;Gli inizi&#8221;, propone i suoi primi lavori che rivelano l&#8217;influenza dell&#8217;Art Nouveau e del Simbolismo, mentre la seconda, &#8220;Il periodo italiano e i viaggi&#8221; si riferisce all&#8217;arco temporale che tra 1923 e 1935, in cui l&#8217;artista visse nel nostro Paese e intraprese numerosi viaggi realizzando schizzi e fotografie di paesaggi e monumenti che tradusse in litografie e xilografie: l&#8217;osservazione minuziosa della natura si intreccia con vedute di orizzonti lontani, anticipando i celebri paradossi prospettici e le illusioni ottiche che diventeranno poi mi suoi tratti distintivi.<\/p>\n<p>La terza, &#8220;Tassellazioni&#8221;, sposta l&#8217;attenzione su figure geometriche ripetute all&#8217;infinito senza sovrapposizioni e spazi, e la quarta &#8220;Metamorfosi&#8221; mostra come Escher, grazie appunto alla concatenazione di tasselli, crei un mondo in cui diverse figure danno vita a vortici di trasformazioni, da forme astratte ad animate, e viceversa. La quinta \u00e8 denominata &#8220;Struttura dello spazio&#8221;, la sesta &#8220;Lavori su commissione&#8221;, la settima &#8220;Paradossi geometrici&#8221; e l&#8217;ultima &#8220;Eschermania&#8221;, per evidenziare come a partire dalla met\u00e0 degli anni Sessanta, e in parte contro la sua volont\u00e0, le sue opere ottengano un&#8217;ulteriore e inaspettata visibilit\u00e0 grazie al movimento hippie, soprattutto negli Stati Uniti: le immagini vengono reinterpretate in chiave psichedelica e riprodotte su poster, magliette e copertine, trasformandosi in simboli di una cultura alternativa. Questa sezione conclusiva testimonia quanto Escher sia stato un artista radicato nel suo tempo, e come, attraverso un linguaggio innovativo abbia influenzato il processo creativo di generazioni di artisti.<\/p>\n<p>\u00a0 Le riflessioni <\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una mostra di livello internazionale &#8211; ha osservato Colasio &#8211; ed \u00e8 la prima volta che a Escher viene dedicata una narrazione cos\u00ec ampia, che va delle produzioni giovanili per arrivare a &#8220;Serpenti&#8221;, l&#8217;ultimo lavoro del 1969. Spesso le opere che ha realizzato non sono state associate a lui, ha avuto una fortuna tardiva, era un&#8217;attrazione per i matematici e un mito per i giovani degli anni Settanta. Le architetture impossibili, per\u00f2, non sono una sua invenzione perch\u00e9 nell&#8217;arte medievale sono ricorrenti. E qui c&#8217;\u00e8 la liaison con Padova, come evidenzia in un saggio lo stesso Giudiceandrea che parte da Giotto, in quanto nella Cappella degli Scrovegni c&#8217;\u00e8 la scena molto bella della presentazione al Tempio di Maria, che ha 4 anni. Ebbene, le Scritture parlano della bambina che sale i gradini e non si volta: la struttura architettonica \u00e8 solida e ogni elemento ha una sua autonomia, per\u00f2 quando si tenta di inserire un singolo pezzo, come la scala o le volte, in un disegno unitario l&#8217;edificio crolla perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;architettura impossibile. C&#8217;\u00e8 una genealogia degli oggetti appunto impossibili, che affonda le radici nel Medioevo italiano perch\u00e9 negli affreschi trecenteschi l&#8217;incoerenza prospettica non \u00e8 un&#8217;anomalia, bens\u00ec una forma compiuta, con i personaggi, vedi lo stesso Giotto ma anche Altichieri da Zevio nella Cappella di San Giacomo, che costruiscono lo spazio: per loro rilevante \u00e8 il linguaggio narrativo, con la scena subito decodificabile. Escher ama l&#8217;Italia per la verticalit\u00e0 dei suoi paesaggi che traduce in uno scambio simbolico prospettico dell&#8217;orizzonte\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abEscher \u00e8 il Maestro del paradosso &#8211; ha concluso Giudiceandrea &#8211; l&#8217;artista che pi\u00f9 di altri ha colto lo spirito del Novecento, periodo stravolto dalle teorie scientifiche che mettono in dubbio la percezione della realt\u00e0. Lui ci fa capire che la realt\u00e0 non \u00e8 quella che percepiamo con i sensi perch\u00e9 nell&#8217;insieme la situazione pu\u00f2 essere paradossale e impossibile. Ed \u00e8 proprio questo il suo messaggio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"PADOVA &#8211; \u00abSolo coloro che tentano l&#8217;assurdo raggiungono l&#8217;impossibile\u00bb. 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