{"id":360584,"date":"2026-02-19T12:18:12","date_gmt":"2026-02-19T12:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/360584\/"},"modified":"2026-02-19T12:18:12","modified_gmt":"2026-02-19T12:18:12","slug":"oriente-occidente-di-rampini-sei-ragioni-che-possono-convincere-trump-ad-attaccare-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/360584\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Sei ragioni che possono convincere Trump ad attaccare l&#8217;Iran"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">La decisione ormai \u00e8 nelle mani di <b>Donald Trump<\/b>: lanciare l\u2019attacco militare contro l\u2019Iran, oppure no. I preparativi sono in corso da giorni. A questo punto gli Stati Uniti hanno ormai spostato \u201ca distanza utile\u201d <b>una quantit\u00e0 di forze militari <\/b>tale da permettere un intervento <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_febbraio_19\/iran-usa-news-diretta.shtml\" title=\"Iran, le ultime notizie in diretta | Rubio vedr\u00e0 Netanyahu in Israele il 28 febbraio. New York Times: esercito Usa in posizione per un possibile attacco\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anche nell\u2019immediato<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rafforzamento militare \u00e8 proseguito nonostante proseguano i colloqui \u201cindiretti\u201d tra <b>le due delegazioni di Washington e Teheran<\/b>, a Ginevra e con la mediazione dell\u2019Oman. L\u2019Iran ha chiesto due settimane per presentare proposte diplomatiche pi\u00f9 dettagliate, molti funzionari americani restano scettici sulla possibilit\u00e0 di un accordo. Trump pretende <b>la rinuncia completa al programma nucleare, <\/b>incluso lo stop all\u2019arricchimento dell\u2019uranio, mentre Israele \u2014 che potrebbe essere coinvolto in eventuali operazioni militari \u2014 spinge perch\u00e9 sia smantellato anche l\u2019arsenale missilistico iraniano.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Israele si prepara da settimane a<b> un possibile conflitto<\/b>: lo stato di allerta \u00e8 elevato e il governo ha anticipato una riunione del gabinetto di sicurezza. Il piano ipotizzato prevede <b>un attacco congiunto di pi\u00f9 giorni<\/b> per infliggere danni severi e costringere Teheran a concessioni negoziali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se fosse imminente, il nuovo attacco cadrebbe a otto mesi <b>dalla guerra di dodici giorni <\/b>in cui Stati Uniti e Israele avevano colpito siti militari e nucleari iraniani.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_febbraio_18\/trump-attacchera-l-iran-venti-di-guerra-su-teheran-per-spingere-sui-negoziati-141ac1c7-82f6-44ee-8556-a73da7cf5xlk.shtml\" title=\"\u00abTrump attaccher\u00e0 l\u2019Iran\u00bb. Venti di guerra su Teheran (per spingere sui negoziati)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il dispiegamento americano \u00e8 imponente<\/a>: <b>oltre 50 caccia aggiuntivi,<\/b> decine di aerei cisterna per rifornimento in volo, due gruppi d\u2019attacco con portaerei (la USS Abraham Lincoln e la USS Gerald Ford) con relative scorte di<b> incrociatori, cacciatorpediniere e sottomarini<\/b>. I possibili obiettivi includono missili balistici, depositi, siti nucleari e basi dei Pasdaran.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino a qualche settimana fa il Pentagono non si considerava del tutto pronto a sostenere le minacce di Trump: le forze americane nella regione, <b>tra 30.000 e 40.000 uomini distribuiti in otto basi,<\/b> disponevano di difese aeree insufficienti. Nell\u2019ultimo mese per\u00f2 sono stati trasferiti sistemi Patriot e THAAD per intercettare i missili iraniani, insieme a numerosi <b>caccia F-35, F-22 e F-16<\/b> e bombardieri strategici in stato di allerta.\u00a0Ora i militari ritengono possibile proteggere truppe e alleati almeno per una campagna breve.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quali sono i fattori che possono<b> spingere il presidente degli Stati Uniti a ordinare l\u2019attacco?<\/b> Ci sono sei ottime ragioni per farlo. Le argomenta in modo dettagliato un autorevole esperto, che \u00e8 una fonte di parte: <b>Michael Rozenblat, <\/b>ricercatore dell\u2019Atlantic Council, ha lavorato nell\u2019apparato di sicurezza israeliano. Il fatto che sia classificabile come <b>un \u201cfalco\u201d<\/b>, tuttavia, non attenua l\u2019interesse della sua analisi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da un lato, Rozenblat \u00e8 in grado di veicolare per noi lo stesso tipo di argomenti che <b>Benjamin Netanyahu <\/b>sta presentando a Trump. D\u2019altro lato, come si vede dall\u2019approccio che usa, l\u2019analista israeliano sa toccare <b>i tasti nevralgici <\/b>dal punto di vista dell\u2019interesse strategico degli Stati Uniti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Decifrare o prevedere Trump \u00e8 sempre complicato, nelle sue decisioni c\u2019\u00e8 una componente di intuizione e di impulsivit\u00e0. Ma questa analisi di Rozenblat mette a fuoco <b>alcuni ingredienti sostanziali di quel processo decisionale<\/b>, che sta prendendo forma nello Studio Ovale. Ecco la sua analisi, che estraggo dal sito dell\u2019Atlantic Council:\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u201cUna svolta strategica dai negoziati resta improbabile. L\u2019Iran sostiene che il proprio programma di missili balistici e <b>il sostegno fornito alla rete regionale di proxy<\/b> (le milizie armate come Hamas, Hezbollah, Houthi, ndr) siano non negoziabili \u2014 proprio le aree in cui l\u2019Amministrazione Trump chiede concessioni drastiche. Ci\u00f2 significa che la diplomazia potrebbe arenarsi o crollare completamente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E allora cosa far\u00e0 Trump? <\/b>Esistono due principali percorsi verso un attacco militare. Il primo \u00e8 un attacco coercitivo limitato \u2014 cio\u00e8 contro installazioni dei Pasdaran (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) e delle milizie Basij \u2014 mirato a far rispettare la \u00ablinea rossa\u00bb di Trump sull\u2019uccisione dei manifestanti e costringere l\u2019Iran a tornare al tavolo negoziale da una posizione di debolezza. Tuttavia, <b>un simile attacco probabilmente avrebbe effetti limitati sul calcolo strategico del regime<\/b> e non garantirebbe un confronto militare gestibile, poich\u00e9 l\u2019Iran ha dichiarato di prepararsi a misure di ritorsione in caso di attacco.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La seconda opzione sarebbe una campagna pi\u00f9 ampia<\/b> volta a ottenere cambiamenti fondamentali nel comportamento del regime \u2014 come l\u2019accettazione di severe limitazioni ai missili balistici e alle attivit\u00e0 dei proxy \u2014 o perfino a provocare un cambio di regime. Perch\u00e9 questo scenario abbia successo, gli Stati Uniti dovrebbero presentare una minaccia credibile alla sopravvivenza del regime. Ci\u00f2 richiede u<b>na campagna militare prolungata e ben coordinata<\/b>, sostenuta dagli alleati regionali, che costringa il regime a scegliere tra \u00abbere il calice di veleno\u00bb per sopravvivere oppure affrontare un conflitto che minaccia la sua stessa esistenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ricerca di un cambio di regime comporta <b>rischi significativi<\/b>, tra cui la possibilit\u00e0 di frammentazione interna in fazioni armate o perfino una guerra civile su larga scala. Tuttavia, i benefici di cambiare radicalmente \u2014 o addirittura eliminare \u2014 la Repubblica Islamica potrebbero superare i rischi se l\u2019alternativa \u00e8 un Iran rafforzato e non dissuaso.<b> Ecco sei ragioni strategiche <\/b>per cui una campagna militare decisiva sarebbe la scelta giusta:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>1.    \u00c8 un momento unico per ridisegnare il Medio Oriente: <\/b>l\u2019Iran si trova nel punto di massima debolezza dalla rivoluzione del 1979 dopo le recenti proteste, la guerra di dodici giorni di giugno con Israele e il drastico indebolimento della sua rete terroristica. La dottrina difensiva iraniana \u2014 composta da programma nucleare, potenza convenzionale e rete di proxy regionali \u2014 <b>non \u00e8 riuscita a dissuadere Israele e Stati Uniti dal colpirlo<\/b>, esponendo di fatto il regime come una tigre di carta. Una campagna decisiva contro il regime potrebbe sbloccare iniziative regionali statunitensi oggi stagnanti, dall\u2019integrazione regionale attraverso gli Accordi di Abramo fino all\u2019avvicinamento all\u2019Occidente di paesi sostenuti dall\u2019Iran come Libano e Iraq.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>2.    L\u2019imperativo morale: <\/b>gli attuali sforzi diplomatici danno priorit\u00e0 al nucleare trascurando la brutale repressione dei manifestanti, che ha portato le tensioni al punto di ebollizione. I rapporti provenienti dall\u2019Iran sono strazianti. Mentre le cifre ufficiali parlano di \u00absoli\u00bb 3.117 morti, alcune stime sono molto pi\u00f9 alte, <b>da oltre 6.000 a pi\u00f9 di 30.000 uccisi in due giorni. <\/b>La promessa di Trump di \u00abvenire in soccorso\u00bb del popolo iraniano non dovrebbe essere retorica ma testimonianza della leadership morale americana. Negoziati con questo regime rappresentano per esso un premio, perch\u00e9 fornirebbero un\u2019ancora di salvezza grazie all\u2019alleggerimento delle sanzioni e al miglioramento della legittimit\u00e0 interna e internazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>3.    Il dilemma della credibilit\u00e0:<\/b> rinunciare alla forza militare pu\u00f2 evitare un conflitto immediato ma rischia paragoni con la \u00ablinea rossa\u00bb dell\u2019allora presidente Barack Obama in Siria. Nel 2013 Obama non rispose militarmente dopo l\u2019uso di armi chimiche da parte del regime di Assad contro la popolazione, <b>che aveva definito appunto una \u00ablinea rossa\u00bb.<\/b> Se Trump non reagisse, Teheran potrebbe concludere che Washington arretrer\u00e0 sotto pressione purch\u00e9 l\u2019Iran resti determinato nella resistenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>4.    Gli interessi economici.<\/b> Un diverso regime iraniano potrebbe reintegrare le immense riserve energetiche del Paese \u2014 le seconde al mondo di gas e le terze di petrolio \u2014 nei mercati occidentali. Ci\u00f2 coincide con la visione dell\u2019amministrazione di ampliare l\u2019accesso americano alle risorse energetiche come elemento chiave della politica estera. La combinazione tra <b>la caduta di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_gennaio_18\/venezuela-la-casa-bianca-parla-da-mesi-con-il-falco-di-caracas-diosdado-cabello-ex-braccio-destro-di-maduro-cf13f135-240d-41a0-9632-9df800342xlk.shtml\" title=\"Venezuela, la Casa Bianca parla da mesi con il \u00abfalco\u00bb di Caracas Diosdado Cabello, ex braccio destro di Maduro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nicol\u00e1s Maduro<\/a> in Venezuela<\/b> e un cambio di regime in Iran potrebbe compromettere seriamente la sicurezza energetica cinese, poich\u00e9 Pechino si riforniva da entrambi per fino al 30% delle sue importazioni petrolifere grazie ai prezzi scontati. <b>Complicare i calcoli economici della Cina<\/b> e deviarne l\u2019attenzione potrebbe favorire altri obiettivi statunitensi nei confronti di Pechino, come prevenire un conflitto su larga scala nello Stretto di Taiwan.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>5.    Un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel futuro iraniano:<\/b> i fallimenti sistemici interni causati dal regime \u2014 iperinflazione, scarsit\u00e0 d\u2019acqua e corruzione diffusa \u2014 insieme alle recenti proteste suggeriscono un declino terminale. Tuttavia attendere passivamente il collasso non \u00e8 una strategia sostenibile per promuovere gli interessi regionali americani. Un approccio attivo, anche militare, permetterebbe a Washington di orientare la transizione assicurando <b>uno scenario post-regime favorevole<\/b> e negando a Russia e Cina la possibilit\u00e0 di sfruttare un vuoto di potere in Iran. Ci\u00f2 non implica necessariamente una presenza permanente di truppe come in Iraq, ma un sostegno economico e diplomatico a gruppi di opposizione capaci di offrire un\u2019alternativa e promuovere cambiamenti positivi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>6.    La minaccia continua del programma nucleare iraniano: <\/b>mentre gli attacchi statunitensi di giugno agli impianti nucleari erano necessari per ritardare un\u2019immediata capacit\u00e0 iraniana di ottenere l\u2019arma atomica, probabilmente hanno fatto arretrare il programma solo di pochi mesi. <b>L\u2019Iran ha gi\u00e0 dichiarato che continuer\u00e0<\/b> e il rafforzamento delle strutture sotterranee indica il rifiuto di abbandonare le ambizioni nucleari. L\u2019attuale assenza di monitoraggio dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica potrebbe permettere al regime di usare l\u2019arricchimento come strumento duplice: apertamente per ottenere leva diplomatica e dissuadere un attacco americano, oppure segretamente come \u00abassicurazione\u00bb per<b> la sopravvivenza del regime. <\/b>Trump ha affermato ripetutamente che non permetter\u00e0 all\u2019Iran di dotarsi di armi nucleari e dovrebbe agire di conseguenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proseguire i negoziati in questa fase rischia di fornire al regime una vitale ancora politica ed economica<b> proprio nel momento di massima vulnerabilit\u00e0. <\/b>Il divario tra le posizioni di Washington e Teheran rende necessario l\u2019uso della forza per ristabilire la credibilit\u00e0 della deterrenza americana e costringere l\u2019Iran a cambiamenti drastici o a mettere a rischio la sopravvivenza del regime.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nell\u2019attuale contesto, uno sforzo decisivo guidato dagli Stati Uniti e volto al cambio di regime potrebbe offrire <b>un risultato strategico pi\u00f9 sostenibile rispetto a un lungo processo diplomatico<\/b> che potrebbe concludersi con un cattivo accordo e un Iran rafforzato\u201d.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-02-19T09:27:53+01:00\" content=\"2026-02-19\">19 febbraio 2026, 08:34  &#8211; modifica il 19 febbraio 2026 | 09:27<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La decisione ormai \u00e8 nelle mani di Donald Trump: lanciare l\u2019attacco militare contro l\u2019Iran, oppure no. 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