{"id":361181,"date":"2026-02-19T21:17:14","date_gmt":"2026-02-19T21:17:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/361181\/"},"modified":"2026-02-19T21:17:14","modified_gmt":"2026-02-19T21:17:14","slug":"la-verita-94","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/361181\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La rilevazione racconta che alla fine del 2025 c\u2019erano 796.000 imprenditori nati all\u2019estero (10,8% del totale) e 600.000 imprese a conduzione \u00abstraniera\u00bb (11,9%). Dal 2015 al 2025, gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti (-5,2%) e i nati all\u2019estero aumentati (+21,3%). <\/p>\n<p>Perch\u00e9 prendi i soldi e scappa? Questi dati andrebbero confrontati con i livelli di mortalit\u00e0: la sensazione \u00e8 che si avviino i negozi e le ditte di costruzione  fin quando non ci sono le prime vere scadenze fiscali o fin quando durano le agevolazioni e poi si chiude. Anni fa <strong>Raffaello Lupi<\/strong>, uno dei tributaristi di maggior caratura &#8211; insegna all\u2019universit\u00e0 di Tor Vergata &#8211;  in un suo studio sull\u2019evasione fiscale, faceva giustizia di molti luoghi comuni: non esiste il fisco amico e l\u2019evasione \u00e8 figlia di un malfunzionamento dello Stato perch\u00e9 riscuote solo dai grandi aggregati ma lascia perdere il bangladino, la microimpresa che anche sotto il profilo contributivo induce qualche perplessit\u00e0. <\/p>\n<p>Leggendo i dati viene fuori che l\u2019andamento dell\u2019anagrafe delle imprese riflette esattamente quello che sta accadendo alla nostra economia. Tornano a fiorire i cinesi che ormai hanno monopolizzato la vendita al dettaglio e la manifattura in conto terzi, calano le imprese edili perch\u00e9 la spinta del 110% si sta esaurendo. Ma ci\u00f2 che preoccupa \u00e8 l\u2019addensarsi in alcune aree geografiche di una forte presenza di imprese straniere, segno evidente che c\u2019\u00e8 un perdurante invecchiamento delle aziende made in Italy e anche del made in Italay. I dati raccontano che anche nell\u2019ultimo anno, c\u2019\u00e8 stato un aumento degli imprenditori nati all\u2019estero (+1,1%) e un calo dei nati in Italia (-0,6%). Le aziende condotte da imprenditori nati in Cina sono in ripresa e rappresentano la maggioranza con 79.996 imprese attive, contro le 79.228 rumene.  \u00c8 interessante notare che  le comunit\u00e0 con gli aumenti pi\u00f9 significativi sono state Albania (+5,4%), Moldavia (+6,9%) e Ucraina (+7,3%). In calo, invece,  i Paesi africani come Marocco (-1,9%), Nigeria (-5,2%) e Senegal (-5,2%). Questo significa che le opportunit\u00e0 economiche si sono spostate su tre settori: commercio, contoterzismo e assistenza alla persona, mentre \u00e8 decisamente in calo il ricorso a imprese straniere per attivit\u00e0 di servizi di base (pulizie, guardianaggio e facchinaggio) e in agricoltura. <\/p>\n<p>Come si diceva c\u2019\u00e8 un evidente nesso con i flussi economici nel constatare che i cinesi sono quelli a maggior densit\u00e0 d\u2019imprenditori (uno su tre) con la massima espressione d\u2019impresa femminile (le cinesi sono 36.414, pari al 16,4% delle imprenditrici immigrate), a riprova che questi immigrati si concentrano su due  commercio e contoterzismo. E che le imprese al femminile siano tutte concentrate in attivit\u00e0 di lavorazioni di base, soprattutto per il sistema moda, e di servizi alla persona \u00e8 confermato dal dato complessivo dell\u2019imprenditoria femminile estera. In totale le \u00abaziende\u00bb sono 220.000; oltre il 70% tra i nati in Thailandia che fa impresa \u00e8 donna, per Bielorussia e Lituania il tasso d\u2019imprenditoria femminile supera il 60%, cos\u00ec come tra gli stranieri che arrivano dai Paesi dell\u2019Est. Significativo \u00e8 il fatto che le aziende \u00abestere\u00bb si concentrino nelle regioni dove ci sono i maggiori distretti industriali, con unica eccezione delle Marche, dove il comparto moda-calzature, anche per il perdurare delle sanzioni alla Russia, ha ridotto i volumi di esportazione e quindi di domanda di lavorazioni di base. <\/p>\n<p>Le regioni con pi\u00f9 imprenditori nati all\u2019estero sono Lombardia (177.000), Lazio (81.000), Toscana (75.000) ed Emilia-Romagna (74.000). Rispetto agli imprenditori totali, l\u2019incidenza maggiore si registra in Liguria (15,5%) e Toscana (14,7%) e contemporaneamente in tutti questi territori, con l\u2019eccezione di Sicilia e Campania, si \u00e8 avuto un calo degli imprenditori nati in Italia. Interessante \u00e8 il valore dell\u2019occupazione che rileva come siano quasi tutte aziende di piccole dimensioni, ma capaci di creare lavoro: hanno circa 900.000 occupati (5% del totale). Tra le 600.000 imprese \u00abstraniere\u00bb attive, quasi un terzo si concentra nel commercio. Considerando l\u2019edilizia si arriva quasi al 60%. Nell\u2019edilizia oltre un quinto delle imprese \u00e8 a conduzione \u00abstraniera\u00bb (22,1%). <\/p>\n<p>\u00c8 partendo da questa \u00abfotografia\u00bb che l\u2019onorevole <strong>Alberto Gusmeroli<\/strong> (Lega), presidente della commissione Attivit\u00e0 produttive della Camera, ha chiesto un\u2019indagine conoscitiva su andamento e composizione del Pil nel periodo 1992-2025, constatando che lo sviluppo \u00e8 inferiore alla media europea. <\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>In dieci anni le ditte tricolori sono calate del 5% mentre quelle straniere sono aumentate del 21%. E adesso il 10% degli imprenditori \u00e8 nato all\u2019estero. Un boom che parla cinese e romeno e che fotografa il nostro declino.Prendi i soldi e scappa. Viene da dire cos\u00ec leggendo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, ed elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, sulla nazionalit\u00e0 delle imprese che operano in Italia. L\u2019italiano non \u00e8 pi\u00f9 la lingua ufficiale dell\u2019imprenditoria visto che quelle condotte da stranieri crescono e quelle tricolori deperiscono. La rilevazione racconta che alla fine del 2025 c\u2019erano 796.000 imprenditori nati all\u2019estero (10,8% del totale) e 600.000 imprese a conduzione \u00abstraniera\u00bb (11,9%). Dal 2015 al 2025, gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti (-5,2%) e i nati all\u2019estero aumentati (+21,3%). Perch\u00e9 prendi i soldi e scappa? Questi dati andrebbero confrontati con i livelli di mortalit\u00e0: la sensazione \u00e8 che si avviino i negozi e le ditte di costruzione fin quando non ci sono le prime vere scadenze fiscali o fin quando durano le agevolazioni e poi si chiude. Anni fa Raffaello Lupi, uno dei tributaristi di maggior caratura &#8211; insegna all\u2019universit\u00e0 di Tor Vergata &#8211; in un suo studio sull\u2019evasione fiscale, faceva giustizia di molti luoghi comuni: non esiste il fisco amico e l\u2019evasione \u00e8 figlia di un malfunzionamento dello Stato perch\u00e9 riscuote solo dai grandi aggregati ma lascia perdere il bangladino, la microimpresa che anche sotto il profilo contributivo induce qualche perplessit\u00e0. Leggendo i dati viene fuori che l\u2019andamento dell\u2019anagrafe delle imprese riflette esattamente quello che sta accadendo alla nostra economia. Tornano a fiorire i cinesi che ormai hanno monopolizzato la vendita al dettaglio e la manifattura in conto terzi, calano le imprese edili perch\u00e9 la spinta del 110% si sta esaurendo. Ma ci\u00f2 che preoccupa \u00e8 l\u2019addensarsi in alcune aree geografiche di una forte presenza di imprese straniere, segno evidente che c\u2019\u00e8 un perdurante invecchiamento delle aziende made in Italy e anche del made in Italay. I dati raccontano che anche nell\u2019ultimo anno, c\u2019\u00e8 stato un aumento degli imprenditori nati all\u2019estero (+1,1%) e un calo dei nati in Italia (-0,6%). Le aziende condotte da imprenditori nati in Cina sono in ripresa e rappresentano la maggioranza con 79.996 imprese attive, contro le 79.228 rumene. \u00c8 interessante notare che le comunit\u00e0 con gli aumenti pi\u00f9 significativi sono state Albania (+5,4%), Moldavia (+6,9%) e Ucraina (+7,3%). In calo, invece, i Paesi africani come Marocco (-1,9%), Nigeria (-5,2%) e Senegal (-5,2%). Questo significa che le opportunit\u00e0 economiche si sono spostate su tre settori: commercio, contoterzismo e assistenza alla persona, mentre \u00e8 decisamente in calo il ricorso a imprese straniere per attivit\u00e0 di servizi di base (pulizie, guardianaggio e facchinaggio) e in agricoltura. Come si diceva c\u2019\u00e8 un evidente nesso con i flussi economici nel constatare che i cinesi sono quelli a maggior densit\u00e0 d\u2019imprenditori (uno su tre) con la massima espressione d\u2019impresa femminile (le cinesi sono 36.414, pari al 16,4% delle imprenditrici immigrate), a riprova che questi immigrati si concentrano su due commercio e contoterzismo. E che le imprese al femminile siano tutte concentrate in attivit\u00e0 di lavorazioni di base, soprattutto per il sistema moda, e di servizi alla persona \u00e8 confermato dal dato complessivo dell\u2019imprenditoria femminile estera. In totale le \u00abaziende\u00bb sono 220.000; oltre il 70% tra i nati in Thailandia che fa impresa \u00e8 donna, per Bielorussia e Lituania il tasso d\u2019imprenditoria femminile supera il 60%, cos\u00ec come tra gli stranieri che arrivano dai Paesi dell\u2019Est. Significativo \u00e8 il fatto che le aziende \u00abestere\u00bb si concentrino nelle regioni dove ci sono i maggiori distretti industriali, con unica eccezione delle Marche, dove il comparto moda-calzature, anche per il perdurare delle sanzioni alla Russia, ha ridotto i volumi di esportazione e quindi di domanda di lavorazioni di base. Le regioni con pi\u00f9 imprenditori nati all\u2019estero sono Lombardia (177.000), Lazio (81.000), Toscana (75.000) ed Emilia-Romagna (74.000). Rispetto agli imprenditori totali, l\u2019incidenza maggiore si registra in Liguria (15,5%) e Toscana (14,7%) e contemporaneamente in tutti questi territori, con l\u2019eccezione di Sicilia e Campania, si \u00e8 avuto un calo degli imprenditori nati in Italia. Interessante \u00e8 il valore dell\u2019occupazione che rileva come siano quasi tutte aziende di piccole dimensioni, ma capaci di creare lavoro: hanno circa 900.000 occupati (5% del totale). Tra le 600.000 imprese \u00abstraniere\u00bb attive, quasi un terzo si concentra nel commercio. Considerando l\u2019edilizia si arriva quasi al 60%. Nell\u2019edilizia oltre un quinto delle imprese \u00e8 a conduzione \u00abstraniera\u00bb (22,1%). \u00c8 partendo da questa \u00abfotografia\u00bb che l\u2019onorevole Alberto Gusmeroli (Lega), presidente della commissione Attivit\u00e0 produttive della Camera, ha chiesto un\u2019indagine conoscitiva su andamento e composizione del Pil nel periodo 1992-2025, constatando che lo sviluppo \u00e8 inferiore alla media europea.\n<\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 19 febbraio 2026. Il nostro Fabio Amendolara ci spiega la vicenda del rimborso alla Ong Sea Watch.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rilevazione racconta che alla fine del 2025 c\u2019erano 796.000 imprenditori nati all\u2019estero (10,8% del totale) e 600.000&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":361182,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[208994,14,12701,164,165,132476,13544,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-361181","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-aziende-straniere","9":"tag-cronaca","10":"tag-cronache-dellinvasione","11":"tag-dal-mondo","12":"tag-dalmondo","13":"tag-i-nostri-soldi","14":"tag-made-in-italy","15":"tag-mondo","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-di-mondo","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotiziedimondo","22":"tag-world","23":"tag-world-news","24":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116099379872245222","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=361181"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361181\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/361182"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=361181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=361181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=361181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}