{"id":361517,"date":"2026-02-20T01:37:20","date_gmt":"2026-02-20T01:37:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/361517\/"},"modified":"2026-02-20T01:37:20","modified_gmt":"2026-02-20T01:37:20","slug":"addio-a-luiso-sturla-con-la-sua-arte-e-il-suo-essere-glocal-rese-chiavari-grande-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/361517\/","title":{"rendered":"Addio a Luiso Sturla: con la sua arte e il suo essere &#8216;glocal&#8217; rese Chiavari grande nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>Il pittore Luiso Sturla, figura di primo piano dell\u2019astrattismo italiano del secondo Novecento, \u00e8 morto nei giorni scorsi all\u2019et\u00e0 di 95 anni a Chiavari, dove era nato il 28 marzo 1930. Sturla lascia una lunga e articolata vicenda artistica, attraversata da esperienze nazionali e internazionali e da una costante tensione alla ricerca. Ripubblichiamo, in suo ricordo, l\u2019articolo del nostro editore, Antonio Gozzi, dedicato alla festa per i suoi novant\u2019anni, insieme all\u2019ultima intervista video rilasciata alla nostra Marisa Spina. E, ancora, uno scritto dello stesso Luiso Sturla in occasione dei cento anni della Virtus Entella.\u00a0<\/p>\n<p><strong>I NOVANTA ANNI DI LUISO STURLA<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\">di<strong>\u00a0ANTONIO GOZZI<\/strong><\/p>\n<p>Sabato prossimo, 28 marzo,\u00a0<strong>Luiso Sturla<\/strong>\u00a0compie 90 anni. Avremmo voluto festeggiare tutti insieme e gioiosamente il compleanno del grande artista chiavarese. Eventi e incontri erano stati preparati per questo fantastico appuntamento.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Coronavirus<\/strong>\u00a0ci impedisce di farlo. Siamo tutti, Luiso compreso, chiusi in casa in attesa che passi la buriana e preoccupati per quello che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Noi di\u00a0\u2018Piazza Levante\u2019, insieme ai nostri lettori, vogliamo ugualmente salutarlo e abbracciarlo (virtualmente) ed esprimergli i sentimenti della nostra amicizia e della nostra riconoscenza.<\/p>\n<p>S\u00ec, riconoscenza. E non solo per il mondo meraviglioso della sua pittura, su cui torner\u00f2, ma anche perch\u00e9 ci sentiamo molto legati a lui per lo spirito che ha animato la sua avventura umana ed artistica, quello spirito\u00a0\u2018glocal\u2019\u00a0a cui siamo cos\u00ec attaccati e che dichiaratamente costituisce l\u2019essenza , il DNA, della nostra testata.<\/p>\n<p>Cosa ha significato per Luiso Sturla essere\u00a0\u2018glocal\u2019?<\/p>\n<p>Avere le radici qui, a\u00a0<strong>Chiavari<\/strong>\u00a0e nel\u00a0<strong>Tigullio<\/strong>, ma contemporaneamente voler guardare fuori, cercare altri mondi e altre realt\u00e0 con curiosit\u00e0 e interesse. Cercare anche lontano da casa la propria ispirazione, arricchirsi umanamente e artisticamente sulle strade del mondo senza dimenticarsi mai della propria origine e della propria gente.<\/p>\n<p>\u00c8 questo, in fondo, l\u2019insegnamento esistenziale che Sturla ha dato a tutti noi.<\/p>\n<p>Decidere di iscriversi al\u00a0<strong>Liceo artistico a Genova<\/strong>\u00a0(a Chiavari non c\u2019era) deve essere stata, nell\u2019immediato secondo dopoguerra, una scelta ben difficile, quasi rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Non solo perch\u00e9 incompresa dal chiuso e conservatore ambiente chiavarese e dalla famiglia (il padre, ferroviere, voleva fare di lui un ingegnere o un architetto), ma anche per l\u2019impegno e la fatica fisica e mentale necessarie per realizzarla. Per cinque anni consecutivi, per sei giorni alla settimana, il giovanissimo Luiso si alza alle 5 del mattino per raggiungere la scuola nel capoluogo e rientra a casa dopo le 15.<\/p>\n<p>Riesce nell\u2019impresa, e finito il liceo, invece di iscriversi all\u2019universit\u00e0, nonostante le resistenze della famiglia, decide di fare il pittore.<\/p>\n<p>Nel 1950 con\u00a0<strong>Ugolini\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Costa<\/strong>, altri due grandi artisti della nostra terra, fonda il\u00a0<strong>Gruppo del Golfo<\/strong>, movimento pittorico che vuole rompere con la tradizione del \u2019900 e guardare ai nuovi mondi dell\u2019astrattismo.<\/p>\n<p>Pochi anni dopo, nel 1953, si sposta a\u00a0<strong>Milano<\/strong>, la sua Milano, quella che Luiso considera la citt\u00e0 della sua vita professionale, per aderire al\u00a0<strong>MAC<\/strong>\u00a0(<strong>Movimento Arte Concreta<\/strong>) fondato da\u00a0<strong>Atanasio Soldati<\/strong>,\u00a0<strong>Gillo Dorfles<\/strong>,\u00a0<strong>Bruno Munari<\/strong>\u00a0e altri artisti; un movimento che con il suo concretismo si oppone, oltre che alla pittura figurativa del \u2018900, anche all\u2019astrazione cosiddetta \u2018lirica\u2019.<\/p>\n<p>Il movimento non raccoglie solo pittori, ma anche architetti e industrial designer, e questa molteplicit\u00e0 pu\u00f2 essere messa in relazione ai profili e agli interessi di Dorfles e di Munari.<\/p>\n<p>Di quel periodo si ricordano alcune opere di Luiso di una forza straordinaria.<\/p>\n<p>Prosegue la sua attivit\u00e0 negli anni successivi trasferendosi a\u00a0<strong>Firenze<\/strong>, ma \u00e8 inquieto perch\u00e9 sente che l\u2019avanguardia italiana non gli basta pi\u00f9. E cos\u00ec, convinto dal fraterno amico newyorchese\u00a0<strong>Paolo Lionni<\/strong>\u00a0(figlio dell\u2019indimenticato\u00a0<strong>Leo Lionni<\/strong>) lascia l\u2019Italia e attraversa l\u2019oceano per trasferirsi a\u00a0<strong>New York<\/strong>.<\/p>\n<p>Siamo nel 1960: l\u2019America e New York per un ragazzo italiano di Chiavari sono veramente l\u2019altro mondo. La globalizzazione non c\u2019\u00e8 ancora, i contatti tra le nazioni sono limitati ai ricchi e al mondo degli affari, per arrivare a destino ci vogliono sette giorni di viaggio in nave, insomma l\u2019impresa non \u00e8 semplice.<\/p>\n<p>Eppure Luiso osa perch\u00e9 intuisce che l\u00e0 potrebbe esserci la svolta della sua vita artistica.<\/p>\n<p>La New York dell\u2019inizio anni \u201960 \u00e8 la capitale del mondo. Movimenti e avanguardie culturali e artistiche agitano la scena e attirano talenti e energie da ogni dove.<\/p>\n<p>Sta nascendo in quel momento, proprio nella Grande Mela, la pop art: il giovane Sturla si ritrova immerso in questa atmosfera straordinaria. Conosce pittori e scultori importantissimi, ma soprattutto entra in contatto e sviluppa una grande amicizia con\u00a0<strong>Michael Goldberg<\/strong>, il grande espressionista astratto, e\u00a0<strong>Gregory Corso<\/strong>, il poeta della\u00a0<strong>Beat Generation<\/strong>.<\/p>\n<p>Quell\u2019esperienza segner\u00e0 profondamente la vita artistica di Luiso conducendo la sua pittura sulle strade dell\u2019avanguardia e della ricerca informale, interiore, del sogno, con un fondo di poesia costante.<\/p>\n<p>Dopo un anno di permanenza, ossessionato dai continui incendi dell\u2019East Side dove vive, lascia New York, riportando in Italia pi\u00f9 di ottanta carte dal titolo\u00a0\u2018Dopo gli incendi \u2013 Carte Americane\u2019.<\/p>\n<p>\u00c8 del 1961 il quadro a cui Sturla \u00e8 forse pi\u00f9 legato, l\u2019esempio di questo legame inscindibile tra modernit\u00e0 e sogno che in fondo \u00e8 la cifra della sua pittura. \u00c8 il quadro che celebra l\u2019impresa del primo uomo nello spazio, il russo\u00a0<strong>Jurij Gagarin<\/strong>, e si intitola:\u00a0\u2018Bravo Jurij, hai volato oltre le stelle\u2019.<\/p>\n<p>Gli anni si susseguono con una produzione importante e sempre pi\u00f9 apprezzata. Moltissime le sue mostre personali in citt\u00e0 italiane e straniere. Ho avuto l\u2019onore, come vice sindaco di Chiavari, nell\u2019ahim\u00e8 lontano 1985, di patrocinare ed organizzare la sua prima mostra antologica nella citt\u00e0 natale, allestita dal\u00a0<strong>Comune<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Palazzo Rocca<\/strong>.<\/p>\n<p>Il successo professionale di Luiso Sturla avrebbe potuto essere ancora pi\u00f9 grande se invece di essere pieno della timidezza e della ritrosia tipiche della sua terra di origine fosse stato capace di un atteggiamento pi\u00f9 mondano e commerciale che lui ha sempre rifiutato.<\/p>\n<p>Dopo cinquant\u2019anni di residenza a Milano, Luiso ha deciso di ritornare a Chiavari, dove continua a lavorare e a produrre senza sosta nella casa di famiglia vicino al fiume Entella, inesauribile fonte di suggestione e ispirazione. Quasi nessuno sa che una volta alla settimana Luiso va a lavorare all\u2019ex manicomio di\u00a0<strong>Quarto<\/strong>\u00a0in un laboratorio di pittura e di scultura e ceramica, aperto agli assistiti dei servizi di psichiatria, che giocano con lui e creano opere bellissime.<\/p>\n<p>La domenica \u00e8 sempre con noi nella tribuna del\u00a0<strong>Comunale\u00a0<\/strong>a vedere l\u2019<strong>Entella<\/strong>, squadra di cui in giovent\u00f9 ha vestito la maglia come portiere.<\/p>\n<p>Buon compleanno Luiso e ancora tanti di questi giorni. Un abbraccio da tutti noi di\u00a0\u2018Piazza Levante\u2019!!!<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019ARTE \u00c8 EMOZIONE E MOMENTI DI VITA TALVOLTA DIFFICILI DA RACCONTARE\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\">d<strong>i MARISA SPINA<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUELLA STORIA DI UN PALLONE CHE ROTOLA VERSO IL MARE<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\">di<strong> LUISO STURLA<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una storia lungo le rive dell\u2019<strong>Entella<\/strong>: la storia di un pallone che rotola verso il mare, lanciato a viva forza da un gruppo di imprenditori avventurosi che un giorno del 1914 decisero che <strong>Chiavari <\/strong>dovesse avere una societ\u00e0 di calcio, e che questa dovesse portare il nome del fiume.\u00a0E che poi nel tempo dovesse anch\u2019essa diventare\u00a0un fiume di vittorie, di sconfitte e delusioni, in\u00a0un corso lungo cento anni con il cuore biancoceleste sempre in alto.<\/p>\n<p>La mia nascita (1930) nella casa paterna adiacente lo stadio coincide pressappoco con la costruzione dello stadio stesso, opera avanzata e geniale dell\u2019architetto Moretti. Dal nostro giardino era un gioco da ragazzi salire sul pollaio e di l\u00ec avere libera visione del campo e\u00a0\u00a0godersi la partita gratis incitando i giocatori a noi pi\u00f9 cari.<\/p>\n<p>Amici, compagni di scuola, parenti di Lavagna e di Sestri erano con noi i rituali spettatori domenicali, protagonisti (a parole) di derby infuocati e liti furibonde. Durante gli allenamenti settimanali della squadra chiamavo a gran voce i giocatori che conoscevo e lanciavo loro, perch\u00e9\u00a0si dissetassero, le arance del giardino. Canale, Bossarelli, Beccattini, Martinetto erano i miei preferiti.\u00a0<\/p>\n<p>Nel periodo cinquantennale trascorso a Milano seguivo l\u2019Entella in C1 sui campi della Lombardia:\u00a0Novara, Monza, Sesto San Giovanni, Legnano. In una giornata di ghiaccio seguimmo le sorti dell\u2019Entella all\u2019Arena di Milano con lo scomparso Rizzoli. Sette spettatori e pareggio.\u00a0<\/p>\n<p>Cinquant\u2019anni sono volati via fra arte e faccende varie.\u00a0Oggi l\u2019Entella \u00e8 tornata a scorrere veloce. L\u2019amico Tonino Gozzi la sta portando lontano, e la citt\u00e0 vive febbrilmente l\u2019andamento della squadra.\u00a0<\/p>\n<p>Per noi della generazione andata, quella del pallone di cuoio duro, delle scarpette sempre rappezzate, dell\u2019odore d\u2019erba e di muschio sulle maglie bagnate di sudore, dei viaggi su treni-tradotta per raggiungere questo o quel campo, delle eterne discussioni presso il Caff\u00e8 Defilla ed altri locali chiavaresi, almeno un sogno mi pare si stia avverando.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il pittore Luiso Sturla, figura di primo piano dell\u2019astrattismo italiano del secondo Novecento, \u00e8 morto nei giorni scorsi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":361518,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,104529,1612,203,204,1537,90,89,16756,209140],"class_list":["post-361517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-chiavari","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-pittura","tag-tigullio"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116100402032147111","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=361517"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361517\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/361518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=361517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=361517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=361517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}