{"id":361655,"date":"2026-02-20T03:36:13","date_gmt":"2026-02-20T03:36:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/361655\/"},"modified":"2026-02-20T03:36:13","modified_gmt":"2026-02-20T03:36:13","slug":"trapianto-fallito-al-monaldi-ghiaccio-secco-sul-cuore-errori-anche-a-bolzano-ora-linchiesta-si-allarga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/361655\/","title":{"rendered":"Trapianto fallito al Monaldi, ghiaccio secco sul cuore, errori anche a Bolzano: ora l\u2019inchiesta si allarga"},"content":{"rendered":"<p>Ai pm di <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/napoli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Napoli<\/a> dovr\u00e0 fornire una spiegazione della fornitura di ghiaccio secco. Dovr\u00e0 ricostruire uno dei passaggi chiave di un dramma nazionale, che ha determinato il deterioramento di un cuore donato ma anche conseguenze gravissime sulla vita di un paziente di due anni che era stato indicato come beneficiario. \u00c8 questa la posizione di un\u2019infermiera nell\u2019ospedale di <strong>Bolzano<\/strong>, dove &#8211; la mattina del 23 dicembre scorso &#8211; \u00e8 stata scritta la prima parte di un fallimento che ha investito ben due equipe di medici napoletani.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>Inchiesta sul trapianto fallito, la svolta investigativa \u00e8 attesa nei prossimi giorni: la <strong>Procura di Napoli<\/strong> punta a verificare eventuali responsabilit\u00e0 legate alla consegna di ghiaccio secco che ha bruciato (reso inservibile) un cuore donato poche ore prima. Una vicenda che si allarga, che punta a fare nuove verifiche e altri accertamenti. E che punta anche ad acquisire altre testimonianze, per stabilire cosa \u00e8 accaduto nella sala operatoria di <strong>Napoli<\/strong>, quando &#8211; prima ancora di visionare l\u2019organo in arrivo da <strong>Bolzano <\/strong>&#8211; si \u00e8 deciso di operare il piccolo paziente napoletano, esportandogli il cuore originale. Ma non \u00e8 tutto. \u00c8 sempre la Procura di Napoli in queste ore ad accendere i riflettori su altri possibili profili di responsabilit\u00e0 legati alla gestione del trapianto sull\u2019asse <strong>Bolzano-Napoli<\/strong>.<\/p>\n<p>Il retroscena\u00a0 <\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico, la Procura vuole chiarire il motivo per il quale la equipe di medici napoletani partita lo scorso 23 dicembre per Bolzano non ha portato con s\u00e8 uno dei box termici di ultima generazione. Uno strumento che era presente a Napoli almeno dal <strong>2024<\/strong>, che andava utilizzato secondo le linee guida diventate esecutive dal 2025, ma che \u00e8 rimasto in un magazzino per un motivo drammaticamente banale: non c\u2019era stata la formazione adeguata del personale medico e infermieristico e nessuno se l\u2019\u00e8 sentita di assumersi la responsabilit\u00e0 di portarlo con s\u00e9 una volta partiti alla volta di <strong>Bolzano<\/strong>. Quanto basta a spingere gli inquirenti a delegare l\u2019acquisizione di tutte le carte legate alla formazione del personale, su un punto cruciale come la custodia di un organo da trapiantare.<\/p>\n<p>Inchiesta condotta dal pm <strong>Giuseppe Tittaferrante<\/strong>, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci e dello stesso procuratore Nicola Gratteri. Ipotesi di lesioni colpose, sono sei i nomi finiti sotto inchiesta tra medici e sanitari del <strong>Monaldi<\/strong>. \u00c8 logico pensare che ci sia volont\u00e0 di chiarire le scelte assunte nel corso della mission a Bolzano da parte della dottoressa <strong>Gabriella Farina<\/strong>, che ha effettuato la prima operazione di questa storia, quella di espianto del cuore dal piccolo donatore deceduto poche ore prima in Alto Adige; stessa esigenza di verifiche anche sull\u2019intervento effettuato a Napoli dal chirurgo <strong>Guido Oppido<\/strong>, che ha materialmente realizzato il trapianto del cuore donato del piccolo paziente napoletano. Una vicenda che ora fa i conti con la decisione di un pool di esperti di bollare come non operabile il piccolo guerriero che da oltre cinquanta giorni vive sostenuto da un impianto meccanico. Ma restiamo agli ultimi step investigativi delegati dai pm ai carabinieri del Nas (sotto il comando del colonnello <strong>Alessandro Cisternino<\/strong>).<\/p>\n<p> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Video\" height=\"180\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/utils.cedsdigital.it\/img\/placeholders\/video.svg\" style=\"max-width:100%;height:auto;display:block;margin:auto;left:0;bottom:0;right:0;top:0;position:absolute\" width=\"340\"\/>   Audit\u00a0 <\/p>\n<p>Si va dall\u2019uso del ghiaccio secco alla decisione di operare il bimbo napoletano prima di accorgersi che l\u2019organo donato era compromesso. Ha spiegato la dottoressa Farina nel corso dell\u2019audit interno al Monaldi: \u00abIntorno alle 10.55 del 23 dicembre nell\u2019ospedale di <strong>Bolzano<\/strong>, si procedeva all\u2019operazione di cardioectomia, il cuore veniva lavato con soluzione fredda&#8230; il tutto veniva riposto nel contenitore aperto da personale di sala a cui si chiedeva di integrare il ghiaccio mancante&#8230;\u00bb. Chiaro il concetto? Qualcuno, probabilmente un\u2019infermierea dell\u2019ospedale di Bolzano, ha integrato il ghiaccio esistente con ghiaccio secco. E nessuno ha verificato le caratteristiche del materiale fornito. Un doppio passo falso che fa i conti sempre e comunque con le responsabilit\u00e0 di chi \u00e8 partito senza l\u2019adeguata custodia hi tech presente <strong>nell\u2019ospedale Monaldi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il resto dell\u2019orrore si materializza a <strong>Napoli<\/strong>, come emerge dall\u2019audit interno allo stesso nosocomio partenopeo. \u00c8 la storia di un intervento che viene anticipato, di fronte all\u2019esigenza di non perdere tempo prezioso per l\u2019innesto dell\u2019organo donato. Ne ha parlato ieri <strong>La Repubblica, <\/strong>che ha svelato &#8211; alla luce di stralci dell\u2019audit &#8211; gli attimi che fanno da preludio alla scelta di operare il piccolo napoletano, senza aver contezza pieno dello stato del cuore da trapiantare. \u00c8 il filone di accertamenti che investe il chirurgo napoletano Oppido. Domanda: perch\u00e9 il chirurgo inizia a togliere il cuore malato? Sembra che abbia agito solo dopo aver ottenuto il via libera da parte dei colleghi presenti in sala operatoria. Una risposta affermativa che per\u00f2 non viene confermata per\u00f2 da medici e infermieri presenti accanto a lui, sempre a sfogliare le quasi trecento pagine dell\u2019audit del Monaldi. Quanto basta comunque a spingere oggi gli inquirenti a convocare in Procura, come potenziali testimoni, quanti erano presenti nella fase decisiva dell\u2019asportazione dell\u2019organo originale del bambino. Testimonianze decisive per fare chiarezza su una catena di responsabilit\u00e0 che probabilmente nasce a Bolzano e approda a Napoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ai pm di Napoli dovr\u00e0 fornire una spiegazione della fornitura di ghiaccio secco. 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