{"id":36182,"date":"2025-08-08T20:59:13","date_gmt":"2025-08-08T20:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36182\/"},"modified":"2025-08-08T20:59:13","modified_gmt":"2025-08-08T20:59:13","slug":"bruce-springsteen-tracks-ii-the-lost-albums-il-boss-e-i-suoi-sette-album-inediti-ce-nera-bisogno-le-recensioni-di-ondarock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36182\/","title":{"rendered":"Bruce Springsteen &#8211; Tracks II: The Lost Albums: Il Boss e i suoi sette album inediti: ce n&#8217;era bisogno? :: Le Recensioni di OndaRock"},"content":{"rendered":"<p><strong>Unsatisfied heart<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Can you live with an unsatisfied heart?&#8221;. La domanda rimbalza tra le pareti di un garage sulle colline di Hollywood. L&#8217;eterna insoddisfazione, ecco il punto. Quell&#8217;ossessione che si riaffaccia ogni volta che si accende il registratore. Si pu\u00f2 vivere con un cuore sempre insoddisfatto?<br \/>Al momento di entrare in studio, il perfezionismo \u00e8 sempre stato l&#8217;assillo di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/brucespringsteen.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bruce Springsteen<\/a>. &#8220;Ho sempre dedicato una grande cura ai miei album&#8221;, confessa. &#8220;Volevo assicurarmi che le mie narrazioni si integrassero tra loro&#8221;. Tutto il contrario di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/bobdylan.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bob Dylan<\/a>, verrebbe da dire, che per il formato album ha sempre avuto una sorta di indifferenza umorale, convinto dell&#8217;impossibilit\u00e0 di fissare una canzone in una forma definitiva.<\/p>\n<p>Per motivi opposti, insomma, entrambi hanno accumulato un incredibile archivio di registrazioni inedite. E proprio sulla scia delle &#8220;Bootleg Series&#8221; dylaniane (antesignane anche degli &#8220;Archives&#8221; di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/neilyoung.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Neil Young<\/a>), Springsteen aveva gi\u00e0 pubblicato nel 1998 la monumentale raccolta &#8220;Tracks&#8221;, andando a pescare il meglio di 25 anni di outtake\u00a0come viatico per lo storico ricongiungimento con la E Street Band.<br \/>Per questo, la notizia della pubblicazione di sette album inediti di Springsteen (per un totale di ben 83 brani&#8230;) \u00e8 di quelle che lasciano spiazzati: possibile che in quei cassetti si nasconda ancora cos\u00ec tanto materiale da pubblicare? Anche perch\u00e9, nel frattempo, di dischi inediti ne erano gi\u00e0 arrivati alla pubblicazione ufficiale altri due: &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2010_springsteen.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Promise<\/a>&#8221; (versione alternativa di &#8220;Darkness On The Edge Of Town&#8221;) e &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2015_brucespringesteen_thetiesthatbind.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Ties That Bind<\/a>&#8221; (versione alternativa di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/springsteen_theriver.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The River<\/a>&#8220;). Che cosa custodisce allora il (costosissimo) scrigno di &#8220;Tracks II&#8221;?<\/p>\n<p><strong>A stranger to myself<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;I dischi di questa raccolta non si adattavano alla narrazione del mio arco creativo&#8221;, spiega Springsteen. &#8220;Sono tutti una specie di anomalia&#8221;. Se si vuole trovare un filo conduttore, nei sette capitoli di questo zibaldone springsteeniano, probabilmente \u00e8 proprio questo: la ricerca della propria identit\u00e0, con tutti i bivi, le strade secondarie e le digressioni che il viaggio comporta.<br \/>Come si fa ad arrivare al successo senza perdere s\u00e9 stessi? Come si fa ad affrontarlo, il successo, restando coerenti con la propria anima? E come si fa a non perdere per strada i legami decisivi per la propria vita? \u00c8 intorno a domande del genere che queste canzoni si arrovellano, prendendo le mosse non a caso da uno dei momenti pi\u00f9 critici della carriera di Springsteen, quello fotografato da &#8220;L.A. Garage Sessions &#8217;83&#8221;.<\/p>\n<p>Siamo all&#8217;indomani della pubblicazione di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/springsteen_nebraska.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nebraska<\/a>&#8220;, la sua grande linea d&#8217;ombra, e stavolta Bruce non pu\u00f2 imbarcarsi come al solito in un nuovo tour con i compari della E Street Band. Ha comprato casa in California (la sua prima casa di propriet\u00e0), ha attraversato l&#8217;America on the road fino a l\u00ec, ma alla fine del viaggio si ritrova da solo davanti allo specchio. Ha tra le mani un mezzo album gi\u00e0 pronto, il contraltare rock&#8217;n&#8217;roll del precedente, ma non sa se \u00e8 quello che vuole davvero. E cos\u00ec, nello spartano studio di registrazione che si \u00e8 fatto allestire nel garage, comincia a divagare.<br \/>L&#8217;essenzialit\u00e0 di &#8220;Nebraska&#8221; cerca una declinazione nuova &#8211; la stessa che porter\u00e0 anni dopo all&#8217;approdo di &#8220;Tunnel Of Love&#8221; &#8211; in cui la sobriet\u00e0 dell&#8217;ossatura acustica si veste di tastiere e drum machine, come sulla vibrante inquietudine di &#8220;Fugitive&#8217;s Dream&#8221;. Ci sono i personaggi sbucati dalle pagine di qualche racconto alla Raymond Carver, da &#8220;Richfield Whistle&#8221; ai toni <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/bobdylan.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dylaniani<\/a> di &#8220;Jim Deer&#8221;, ma al tempo stesso c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;ombra di un &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/jukebox_bornintheusa.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Born In The U.S.A.<\/a>&#8221; riluttante, che vorrebbe sfuggire alla propria enfasi (il traballante abbozzo di &#8220;My Hometown&#8221;) ma nonostante tutto non ci riesce.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la leggerezza di &#8220;Don&#8217;t Back Down&#8221; e &#8220;Little Girl Like You&#8221; si trova a convivere con l&#8217;intensit\u00e0 di &#8220;Sugarland&#8221; e &#8220;Black Mountain Ballad&#8221;, senza riuscire a trovare un punto di vera coesione: &#8220;L.A. Garage Sessions &#8217;83&#8221; \u00e8 il diario di un rito di passaggio prima del successo planetario, che avrebbe potuto benissimo essere incluso in un cofanetto dedicato ai due gemelli antitetici &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/springsteen_nebraska.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nebraska<\/a>&#8221; e &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/jukebox_bornintheusa.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Born In The U.S.A.<\/a>&#8220;.<br \/>Non a caso, \u00e8 anche il disco con pi\u00f9 brani gi\u00e0 noti del lotto (il fantasma di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/rockedintorni\/elvispresley.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Elvis<\/a> che abita &#8220;Follow That Dream&#8221; e &#8220;Johnny Bye Bye&#8221;, l&#8217;ombra del Vietnam che si stende su &#8220;Shut Out The Light&#8221;, fino al tentativo di cogliere l&#8217;attimo fuggente in &#8220;County Fair&#8221;). Ma basterebbe anche solo l&#8217;angosciante fatalismo di &#8220;The Klansman&#8221; a renderlo imperdibile, con il suo basso ostinato e i suoi vapori di synth.<br \/>A questo punto, per\u00f2, la domanda sorge spontanea: &#8220;Tracks II&#8221; \u00e8 davvero una collezione di &#8220;lost albums&#8221; o lo slogan \u00e8 solo una forzatura per confezionare insieme una serie di outtake\u00a0pi\u00f9 o meno eterogenee?<\/p>\n<p><strong>There&#8217;s something in the well<\/strong><\/p>\n<p>La risposta la offre subito il capitolo n. 2, &#8220;Streets Of Philadelphia Sessions&#8221;: ebbene s\u00ec, in &#8220;Tracks II&#8221; ci sono davvero degli album che erano gi\u00e0 pronti per finire tra gli scaffali dei negozi di dischi. E, a dispetto del titolo un po&#8217; didascalico, questo \u00e8 il caso pi\u00f9 emblematico di tutti: il disco solista che, alla met\u00e0 degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni90.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni Novanta<\/a>, venne cancellato per lasciare spazio al ritorno della E Street Band.<br \/>All&#8217;epoca, l&#8217;immagine di Springsteen sembrava irrimediabilmente appannata, dopo le incertezze in studio (&#8220;Human Touch&#8221;https:\/\/www.ondarock.it\/&#8221;Lucky Town&#8221;) e sul palco (il tour con la sua famigerata altra band). La fortuna inattesa di &#8220;Streets Of Philadelphia&#8221; ha segnato il momento del riscatto: inevitabile provare a dargli un seguito con un album vero e proprio. Nel suo studio casalingo, Springsteen inizia a lavorare sui loop della batteria (campionati o creati ad hoc) e sull&#8217;accompagnamento delle tastiere, lasciando una volta tanto le chitarre in secondo piano. Il risultato, come afferma lui stesso, \u00e8 un suono &#8220;oscuro e sognante&#8221;, capace di dare forma a un pugno di brani sorprendentemente ispirati.<\/p>\n<p>Non bisogna lasciarsi fuorviare troppo dal prologo di &#8220;Blind Spot&#8221;, che indulge nella tentazione di inseguire la moda del momento: a partire dal ritmo marcato di &#8220;Maybe I Don&#8217;t Know You&#8221;, le atmosfere di &#8220;Streets Of Philadelphia Sessions&#8221; si fanno pi\u00f9 asciutte, pi\u00f9 intime e al tempo stesso pi\u00f9 avvolgenti. La voce \u00e8 sobria e assorta, i synth si vanno a intrecciare con la chitarra elettrica di Shane Fontayne.<br \/>C&#8217;\u00e8 un fremito di archi in &#8220;Something In The Well&#8221;, un&#8217;eco corale in &#8220;Secret Garden&#8221; (che verr\u00e0 riletta poi con la E Street Band per il &#8220;Greatest Hits&#8221; del 1995). Ma sono canzoni intrise di solitudine, quelle che si dipanano tra la melodia sinuosa di &#8220;We Fell Down&#8221; e i chiaroscuri di &#8220;Between Heaven And Earth&#8221;, canzoni notturne e pensose che in &#8220;Waiting On The End Of The World&#8221; sembrano voler chiudere il cerchio con l&#8217;introspezione di &#8220;Tunnel Of Love&#8221;.<br \/>&#8220;Sarebbe stato un altro disco incentrato sulle relazioni dopo i tre precedenti. Non era il tempismo giusto&#8221;. E cos\u00ec, invece di vedere la luce come previsto nella primavera del 1995, uno degli album pi\u00f9 riusciti della discografia di Springsteen post-<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni80.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni Ottanta<\/a> \u00e8 rimasto accantonato per trent&#8217;anni. Varrebbe la pena di accostarsi a &#8220;Tracks II&#8221; anche solo per la possibilit\u00e0 di riscoprirlo.<\/p>\n<p><strong>Goin&#8217; to California<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 proprio sullo Springsteen col pizzetto, quello degli anni Novanta, che &#8220;Tracks II&#8221; accende i riflettori: quello che fino a ieri sembrava uno dei suoi periodi meno prolifici di sempre, si rivela percorso da un flusso creativo sotterraneo. A confermarlo ci pensano &#8220;Somewhere North Of Nashville&#8221; e &#8220;Inyo&#8221;, due album complementari rispettivamente a &#8220;The Ghost Of Tom Joad&#8221; e a &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2005_springsteen.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Devils &amp; Dust<\/a>&#8220;, che colgono ancora una volta uno snodo fondamentale per Springsteen: la ricerca di una voce capace di restare credibile nonostante il privilegio del successo. Quella voce, Springsteen la trova nei panni del cantastorie di un&#8217;America ai margini, l&#8217;America delle migrazioni e delle disuguaglianze, abitata da personaggi in lotta con la vita come i suoi antieroi di un tempo (con il baricentro in California, ora, anzich\u00e9 nel New Jersey).<\/p>\n<p>Di giorno Springsteen lavora alle canzoni di &#8220;Somewhere North Of Nashville&#8221;, di notte a quelle che andranno a comporre &#8220;The Ghost Of Tom Joad&#8221;: l&#8217;idea \u00e8 quella di un disco unitario, ma la scelta, alla fine del 1995, sar\u00e0 di pubblicare solo il materiale accomunato dalle tonalit\u00e0 pi\u00f9 ombrose. Ecco perch\u00e9 quelli che emergono oggi sono brani molto pi\u00f9 variegati rispetto alla compattezza dell&#8217;album ufficiale, dal rockabilly di &#8220;Repo Man&#8221; al romanticismo di &#8220;Under A Big Sky&#8221;. Springsteen rilegge in chiave <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/countryfordummies.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">country<\/a> alcuni brani del periodo di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/jukebox_bornintheusa.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Born In The U.S.A.<\/a>&#8221; (&#8220;Janey Don&#8217;t You Lose Heart&#8221; e &#8220;Stand On It&#8221;), offre una morbida versione di &#8220;Poor Side Of Town&#8221; di Johnny Rivers. Non manca al suo fianco qualche membro storico della E Street Band (Danny Federici, Garry Tallent, Suzie Tyrell), ma a reclamare il centro della scena \u00e8 la pedal steel di Marty Rifkin, fresco reduce dalla registrazione di &#8220;Wildflowers&#8221; di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/tompetty.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tom Petty<\/a> e futuro compagno di strada di Springsteen nella <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2007_springsteen2.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seeger Sessions Band<\/a>.<\/p>\n<p>Durante il tour di &#8220;The Ghost Of Tom Joad&#8221;, Springsteen continua a scrivere altre storie: &#8220;Ogni notte in albergo ampliavo il mio repertorio, approfondendo la nuova vena che avevo scoperto&#8221;. Sono i brani a cui pi\u00f9 tardi attinger\u00e0 per &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2005_springsteen.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Devils &amp; Dust<\/a>&#8220;, ma che anche in questo caso sarebbero stati sufficienti per andare a comporre un doppio album. &#8220;Inyo&#8221; raccoglie appunto le canzoni del periodo 1995\/1997 rimaste escluse, in cui lo storytelling acustico di Springsteen si concentra soprattutto sul lato messicano del confine.<br \/>Il brano che d\u00e0 il titolo all&#8217;album, dedicato all&#8217;omonima contea californiana, racconta di come l&#8217;acqua fu portata a Los Angeles all&#8217;inizio del Novecento a spese di agricoltori e allevatori della Owens Valley, mentre &#8220;Adelita&#8221; si ispira alle gesta delle soldaderas durante la guerra messico-statunitense dell&#8217;Ottocento. &#8220;The Lost Charro&#8221; sfoggia una vera e propria orchestrina mariachi, in &#8220;Ciudad Juarez&#8221; brilla una tromba nostalgica: nel complesso, per\u00f2, le atmosfere ricalcano il canone di &#8220;The Ghost Of Tom Joad&#8221; senza grandi sorprese.<\/p>\n<p><strong>Down on my luck<\/strong><\/p>\n<p>Se per &#8220;Somewhere North Of Nashville&#8221; e &#8220;Inyo&#8221; l&#8217;etichetta di dischi perduti non sembra calzare fino in fondo, l&#8217;altro capitolo acustico della collezione, &#8220;Faithless&#8221;, rappresenta davvero un album a s\u00e9 stante. Si tratta infatti della colonna sonora composta da Springsteen tra il 2005 e il 2006 per un &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/rockinonda_onceuponatimeinthewest.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">western<\/a> spirituale&#8221; che non ha mai visto la luce. Ed \u00e8 un&#8217;altra delle sorprese di &#8220;Tracks II&#8221;, perch\u00e9 rivela una vocazione folk-gospel per lui inedita, fatta di cori traballanti (in &#8220;Where You Going, Where You From&#8221; ci sono anche i figli Evan e Sam), di preghiere a mezza voce e di chitarre polverose alla &#8220;Pat Garrett &amp; Billy The Kid&#8221;.<br \/>La via della spontaneit\u00e0 e delle radici \u00e8 la stessa che porter\u00e0 di l\u00ec a poco alla pubblicazione delle &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2006_springsteen2.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seeger Sessions<\/a>&#8221; (ascoltare &#8220;All God&#8217;s Children&#8221; per credere), ma ad affascinare in &#8220;Faithless&#8221; \u00e8 soprattutto il suo senso di incompiutezza, il suo sguardo disarmato. E la voce di Springsteen sembra venire dall&#8217;anima tormentata di qualche personaggio di Cormac McCarthy, sul sottile crinale tra il bene e il male: &#8220;I will pray to understand\/ I will walk these barren lands&#8221;, mormora sugli arpeggi di &#8220;My Master&#8217;s Hand&#8221;. &#8220;I will follow his command\/ I&#8217;ll be the hammer in my master&#8217;s hand&#8221;.<\/p>\n<p>E si arriva cos\u00ec alle note dolenti di &#8220;Tracks II&#8221;, con gli ultimi due volumi del cofanetto.<br \/>&#8220;Twilight Hours&#8221; (frutto di due diverse sessioni, tra il 2010\/2011 e il 2017\/2018) \u00e8 l&#8217;altra faccia della medaglia di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2019-brucespringsteen-westernstars.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Western Stars<\/a>&#8220;, che per\u00f2 non riesce a trovare lo stesso equilibrio nel rendere omaggio al canzoniere pop tradizionale a stelle e strisce. I numi tutelari, in questo caso, sono <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/burtbacharach.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Burt Bacharach<\/a> e Roy Orbison, ma il sentimentalismo sfugge troppo spesso di mano a Springsteen (c&#8217;\u00e8 persino un brano scritto per la saga di Harry Potter, &#8220;I&#8217;ll Stand By You&#8221;&#8230;), anche se con &#8220;High Sierra&#8221; regala comunque una ballata dal respiro cinematografico.<br \/>Quanto a &#8220;Perfect World&#8221;, la ragione della sua inclusione la confessa lo stesso Springsteen: &#8220;C&#8217;era un sacco di roba in questa raccolta, ma non c&#8217;era musica rock. E so di avere degli appassionati di musica rock l\u00e0 fuori&#8230;&#8221;. Insomma, in mancanza di un &#8220;lost album&#8221; rock, Springsteen ha pensato bene di raffazzonare come epilogo un po&#8217; di brani registrati qua e l\u00e0 tra il 1994 e il 2011&#8230; Ci sono le canzoni scritte a quattro mani con l&#8217;amico Joe Grushecky (&#8220;I&#8217;m Not Sleeping&#8221;, &#8220;Idiot&#8217;s Delight&#8221; e &#8220;Another Thin Line&#8221;, tutte piuttosto scialbe), c&#8217;\u00e8 qualche comparsata della E Street Band e di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/artista\/tom-morello\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tom Morello<\/a>, ci sono gli scarti di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2012_brucespringsteen_wreckingball.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Wrecking Ball<\/a>&#8221; (&#8220;If I Could Only Be Your Lover&#8221;). Ma \u00e8 un <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/playlist-heartland-rock.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">heartland rock<\/a> con il fiato corto, quello messo in campo in &#8220;Perfect World&#8221;, di cui resta da ricordare giusto &#8220;Rain In The River&#8221; (ripescata in realt\u00e0 dalle stesse registrazioni delle &#8220;Streets Of Philadelphia Sessions&#8221;).<\/p>\n<p><strong>In a nearly perfect world<\/strong><\/p>\n<p>Insomma, come sarebbe cambiata la linea temporale della carriera di Springsteen se questi sette album fossero stati pubblicati al momento giusto? &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/jukebox_bornintheusa.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Born In The U.S.A.<\/a>&#8221; ci sarebbe stato lo stesso, e sarebbe stato uguale a come lo conosciamo? Il prevedibile successo di un disco solista nello stile di &#8220;Streets Of Philadelphia&#8221; avrebbe cambiato qualcosa rispetto alla riconciliazione con la E Street Band? O ancora, che accoglienza avrebbe potuto trovare un &#8220;The Ghost Of Tom Joad&#8221; dall&#8217;anima pi\u00f9 tradizionalmente <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/rockinonda_storiamusicacountry.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">country<\/a>?<br \/>A volte, sono proprio le deviazioni dalla strada principale a restituire a un ritratto la sua autenticit\u00e0. Le oltre cinque ore di musica di questa sorta di ucronia springsteeniana non potranno mai eguagliare la miniera di meraviglie del primo &#8220;Tracks&#8221;, ma permettono di riscrivere un pezzo importante della sua traiettoria. \u00c8 lo stesso Bruce, del resto, a confessare che gli archivi sono ancora lontani dal potersi considerare esauriti&#8230; La storia non ha ancora finito di essere raccontata.<\/p>\n<p class=\"data_recensione\">08\/08\/2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Unsatisfied heart &#8220;Can you live with an unsatisfied heart?&#8221;. La domanda rimbalza tra le pareti di un garage&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":36183,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-36182","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36182"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36182\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}