{"id":363996,"date":"2026-02-21T16:05:12","date_gmt":"2026-02-21T16:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/363996\/"},"modified":"2026-02-21T16:05:12","modified_gmt":"2026-02-21T16:05:12","slug":"nella-chiesa-due-nuovi-beati-e-tre-venerabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/363996\/","title":{"rendered":"Nella Chiesa due nuovi beati e tre venerabili"},"content":{"rendered":"<p>Il Papa autorizza la promulgazione di cinque Decreti del Dicastero delle Cause dei Santi. Sar\u00e0 presto beatificato B\u00e9chara Abou-Mourad, religioso libanese dell\u2019Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore. Beatificazione equipollente per il frate minore osservante Gabriele Maria, vissuto in Francia fra XV e XVI secolo, mentre sono state riconosciute le virt\u00f9 eroiche di un sacerdote ligure, un frate cappuccino indiano e un laico bresciano<\/p>\n<p><b>Tiziana Campisi \u2013 Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>Sar\u00e0 beato B\u00e9chara Abou-Mourad, sacerdote libanese, religioso dell\u2019Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore dei Melchiti, per la prodigiosa guarigione, attribuita alla sua intercessione, di una donna costretta sulla sedia a rotelle. Papa Leone XIV ha autorizzato il <a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/notizie\/notizie-2026\/promulgazione-decreti-21-febbraio-2026.html\" target=\"_blank\" rel=\"external nofollow noopener\"><b>Dicastero delle Cause dei Santi<\/b><\/a> a promulgarne il Decreto durante l\u2019udienza concessa oggi, 21 febbraio, al cardinale prefetto Marcello Semeraro. Nella stessa udienza il Papa ha autorizzato la promulgazione dei Decreti per la beatificazione equipollente di Gabriele Maria, sacerdote francese dell\u2019Ordine dei Frati Minori e cofondatore dell\u2019Ordine della Santissima Annunciazione della Beata Vergine Maria, per il quale \u00e8 stato confermato il culto spontaneo esistente da tempo. Altri tre Decreti riconoscono le virt\u00f9 eroiche di Francesco Lombardi, sacerdote ligure, del laico bresciano Fausto Gei, membro dell\u2019Associazione Silenziosi Operai della Croce, e del frate cappuccino indiano Theophane.<\/p>\n<p><b>Un beato dal Paese dei Cedri<\/b> <\/p>\n<p>Al secolo Selim, il prossimo beato B\u00e9chara Abou-Mourad nasce a Zahle, in Libano, il 19 maggio 1853. Matura presto la vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa ed entra nel monastero dei padri basiliani del Santissimo Salvatore di S\u00e4id\u0101. Ordinato sacerdote il 26 dicembre 1883, gli viene affidato l\u2019incarico di \u201cMaestro di disciplina\u201d nel Seminario Minore dei basiliani, poi \u00e8 inviato a Deir el Quamar per svolgere attivit\u00e0 pastorale. Qui, mancando un edificio ecclesiastico, celebra la Messa nelle case dei fedeli, e con il sostegno del vescovo del luogo e l\u2019aiuto del popolo e dei benefattori, riesce a far costruire una chiesa. Crea, inoltre anche una Societ\u00e0 privata di beneficenza e si distingue per la sua grande carit\u00e0, l\u2019ardore apostolico e l\u2019intensa spiritualit\u00e0. Nel 1922, a causa dell\u2019et\u00e0 avanzata e della debole salute, viene trasferito nella cattedrale melkita di S\u00e4id\u0101 dove continua il suo servizio pastorale come confessore, offrendo sostegno spirituale alla gente. Trascorre, poi, l\u2019ultimo periodo della sua vita nel convento di San Salvatore, e qui muore il 22 febbraio 1930. Alla sua intercessione \u00e8 stato riconosciuto il miracolo della guarigione di una donna costretta ad adoperare una sedia a rotelle per difficolt\u00e0 nella deambulazione. Tutto comincia nel 1983, alla donna viene diagnosticata \u201cun\u2019artrosi con spondilolistesi ed ernie avanzate di quarto grado\u201d del ginocchio destro. Nel 2009, trovata casualmente una piccola biografia di padre B\u00e9chara Abou-Mourad e, ricordando di aver sentito parlare delle guarigioni operate gi\u00e0 in vita per sua intercessione, durante una particolare notte di dolore, la donna rivolge le sue preghiere al religioso. Confidando nella sua mediazione, il giorno seguente inizia a camminare senza alcun ausilio e senza avvertire dolore fino a condurre una vita \u201cperfettamente sana\u201d.<\/p>\n<p><b>Un frate minore osservante dalla Francia<\/b> <\/p>\n<p>Con il Decreto che ne conferma il culto immemorabile (Beatificazione equipollente), da oggi \u00e8 da annoverare tra i beati Gabriele Maria, al secolo Gilberto Nicolas. Non si conosce la data esatta della sua nascita, avvenuta presumibilmente intorno al 1460, nei pressi della cittadina francese di Riom. Ricevuta una solida educazione cristiana, sviluppa una profonda devozione mariana e un giorno l\u2019ascolto di un sermone sull\u2019Immacolata Concezione lo spinge alla vita consacrata. Entra tra i Frati Minori Osservanti nel convento di Notre-Dame de Lafond e, ordinato presbitero, viene destinato dai superiori all\u2019insegnamento della Teologia morale ai giovani confratelli, incarico che mantiene per quasi un ventennio. Un momento particolarmente importante della sua vita \u00e8 l\u2019incontro con Giovanna di Valois, moglie ripudiata del re Luigi XII di Francia (beatificata da Benedetto XIV nel 1742 e canonizzata da Pio XII nel 1950). Il religioso ne diviene confidente e padre spirituale e insieme a lei, nel 1501, fonda l\u2019Ordine dell\u2019Annunciazione della Beata Vergine Maria e ne scrive le Regole. Per circa trent\u2019anni guida come superiore generale la nuova famiglia religiosa ampliatasi man mano in Belgio, nei Paesi Bassi, in Inghilterra e in Spagna. Tra il 1511 e il 1514, l\u2019Ordine dei Frati Minori dell\u2019Osservanza, al quale appartiene, gli affida compiti di direzione e di governo. Gilberto Nicolas porta avanti anche un processo di riforma, diviene vicario provinciale d\u2019Aquitania e Borgogna e vicario generale dell\u2019Osservanza Ultramontana e durante il Capitolo generale del 1517 gli viene conferito il ruolo di commissario generale della stessa. \u00c8 in questo periodo che Papa Leone X gli impone il nome di Gabriele Maria. Negli anni successivi, nel delicato contesto di accese discussioni all\u2019interno della famiglia francescana, il religioso pubblica un commento alla Regola di San Francesco, dando prova di notevoli conoscenze teologiche e canonistiche, e continua a ricoprire importanti incarichi all\u2019interno del suo Ordine. Muore il 27 agosto 1532 nel monastero di Rodez. Uomo colto e poliedrico, particolarmente devoto alla Vergine Maria, con pazienza e costanza, ha saputo offrire un notevole impulso per la crescita della spiritualit\u00e0 della famiglia francescana. \u00c8 stato un predicatore convincente e, animato da grande carit\u00e0, ha vissuto in povert\u00e0 abbandonandosi fiduciosamente alla volont\u00e0 di Dio. Ha guidato con saggezza e rettitudine quanti si rivolgevano a lui, senza mai fare preferenze, e negli incarichi di responsabilit\u00e0 ha cercato sempre il bene spirituale dei confratelli e delle monache dell\u2019Annunziata. Subito dopo la sua morte si \u00e8 sviluppato un culto spontaneo nei suoi confronti che \u00e8 cresciuto nel corso dei secoli e diversi miracoli sono stati attribuiti alla sua intercessione.<\/p>\n<p><b>Il parroco di Bussana<\/b> <\/p>\n<p>Da oggi venerabile, Francesco Lombardi nasce il 24 febbraio 1851 a Terzorio, in Italia. Manifesta presto la vocazione al sacerdozio e nel 1864 \u00e8 accolto nel Monastero di Santa Scolastica a Subiaco, dove resta fino al 1867, anno in cui rientra a casa per le sue fragili condizioni di salute. Prosegue nonostante tutto gli studi ecclesiastici e il 19 agosto 1874 \u00e8 ordinato presbitero. Nominato dapprima amministratore parrocchiale e poi parroco nel paese di Bussana, nella sua Liguria, esercita qui il suo ministero per 47 anni, distinguendosi per l\u2019intensa vita spirituale e di preghiera, la predicazione della Parola di Dio, la promozione della pratica religiosa e della catechesi a bambini e adulti, e per la cura prestata ai luoghi di culto. Si adopera per la diffusione della devozione al Sacro Cuore di Ges\u00f9 e diviene guida e riferimento per tanti fedeli. A loro non risparmia il suo sostegno, soprattutto quando si verifica il devastante terremoto del 23 febbraio 1887, durante la celebrazione della Messa del mercoled\u00ec delle Ceneri, che provoca 54 vittime e distrugge la chiesa e parte del paese. Il sacerdote si adopera per far costruire al posto della vecchia chiesa un santuario dedicato al Sacro Cuore, che nel tempo diviene meta di pellegrinaggi e centro di spiritualit\u00e0, e realizza, inoltre, diverse opere sociali tra le quali un asilo, un laboratorio per il lavoro delle ragazze, un ricovero per gli anziani e un orfanotrofio. Sulla scia dell\u2019enciclica sociale Rerum Novarum di Leone XIII, promuove una Societ\u00e0 Operaia di Mutuo Soccorso alla quale affianca una Cassa rurale. Nel 1902 impianta una tipografia per la pubblicazione di un periodico dedicato al Sacro Cuore e prosegue il suo apostolato in molteplici forme. Muore a Bussana il 13 febbraio 1922. Pregava tanto e dedicava tempo all\u2019adorazione eucaristica, recitava frequentemente il Rosario, anche mentre passeggiava per la strada, e raccomandava ai fedeli di coltivare la preghiera. Diverse le iniziative pastorali, da lui promosse, tra le quali l\u2019apostolato della preghiera, i marted\u00ec eucaristici e gli esercizi spirituali.<\/p>\n<p><b>Il frate cappuccino dell\u2019India<\/b> <\/p>\n<p>Tra i nuovi venerabili, Theophane \u00e8 originario della regione indiana del Kerala, vi nasce il 20 luglio 1913, a Kottapuram, e viene battezzato con il nome di Michael. Riceve in famiglia una solida formazione cristiana e nel 1929 entra nel Seminario diocesano minore dell\u2019arcidiocesi di Verapoly. Dopo aver approfondito la conoscenza del carisma e della spiritualit\u00e0 di San Francesco d\u2019Assisi, attratto dalla vita religiosa francescana, sceglie di entrare nel convento dei cappuccini a Farangipet e il 31 ottobre 1933 veste il saio francescano assumendo il nome di Theophane. Ordinato sacerdote il 20 aprile 1941, assume gli incarichi di direttore dei postulanti, pastore della cappella e membro del gruppo dei missionari cappuccini per i ritiri spirituali a Kollam. Nel 1947 viene nominato guardiano del Convento del Sacro Cuore a Kunnam e quindi parroco prima a Tiruchirapally e poi, fino al 1958, a Kotagiri, dove inoltre insegna Sacra Scrittura e omiletica nel locale Seminario teologico cappuccino. Cappellano presso varie Congregazioni religiose femminili, si dedica a molte attivit\u00e0 pastorali e di promozione sociale fra le caste della popolazione indiana. Trasferito a Ponnurummi, fa edificare un convento dedicato a San Bonaventura, insieme a una chiesa e a un Seminario per le vocazioni cappuccine. Muore il 4 aprile 1968 a Ernakulam. Considerato uno dei pi\u00f9 apprezzati predicatori cappuccini dell\u2019epoca, era ritenuto un santo sacerdote, apprezzato per la sua umilt\u00e0 e per la disponibilit\u00e0 verso i bisognosi e gli ultimi. Ha vissuto intensamente lo spirito di povert\u00e0 di San Francesco d\u2019Assisi, accogliendo con carit\u00e0 fraterna e generosit\u00e0 tutti quelli che lo avvicinavano, sia laici che religiosi, dispensando loro conforto spirituale e materiale. Come insegnante \u00e8 sempre stato attento e disponibile a chiarire le perplessit\u00e0 e i dubbi dei suoi studenti. Ha ricevuto da Dio alcuni doni spirituali e, per certi versi, da alcuni \u00e8 stato paragonato a padre Pio da Pietrelcina, specialmente per il modo di accogliere e pregare per coloro che si rivolgevano a lui. La fama di santit\u00e0, gi\u00e0 diffusasi in vita, si \u00e8 ampliata dopo la morte.<\/p>\n<p><b>Un venerabile laico bresciano<\/b> <\/p>\n<p>Pure lui venerabile, Fausto Gei nasce a Brescia il 24 marzo 1927. Di famiglia cattolica, frequenta l\u2019Oratorio della Pace, retto dai Padri Filippini, tra i quali padre Carlo Manziana, futuro arcivescovo di Crema, che diviene suo direttore spirituale. Il giovane Fausto matura presto un\u2019intensa sensibilit\u00e0 sociale e civile e nel marzo del 1945, accusato di svolgere attivit\u00e0 antifascista, \u00e8 trattenuto in carcere per alcuni giorni insieme ad un sacerdote e altri giovani. Nel dopoguerra completa gli studi superiori e nel 1946 si iscrive alla facolt\u00e0 di medicina dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia. Poco dopo gli viene diagnosticata la sclerosi a placche e a causa della perdita dell\u2019uso delle gambe \u00e8 costretto ad abbandonare lo studio. Dopo un primo periodo di forte turbamento interiore, accetta la sua condizione, determinato a viverla come un apostolato nella Chiesa e nel mondo. Il progredire della malattia gli toglie pian piano l\u2019uso delle mani e poi della parola. Conosce Luigi Novarese, aderisce al Movimento dei Volontari della Sofferenza da lui fondato e diviene il responsabile per la diocesi di Brescia. Nel 1962 aderisce anche dell\u2019Associazione dei Silenziosi Operai della Croce, pure costituita da Novarese, e se ne fa promotore nella diocesi, emettendo ogni anno la professione dei consigli evangelici, in conformit\u00e0 con gli Statuti. Fausto s\u2019impegna inoltre per evangelizzare il mondo degli ammalati, cercando di sostenere nella fede i sofferenti e incoraggiandoli ad avere un ruolo attivo nella vita della Chiesa. Tutto ci\u00f2 attraverso \u201cl\u2019apostolato della penna\u201d, intrattenendo una fitta rete di corrispondenze con molti malati, prodigandosi inoltre perch\u00e9 vi fossero sacerdoti dediti all\u2019assistenza spirituale degli infermi. Le sue condizioni di vita peggiorano a causa di un edema polmonare. Muore il 28 marzo 1968. Fausto Gei \u00e8 stato un ardente testimone del Vangelo nonostante l\u2019infermit\u00e0 fisica che ha contrassegnato la sua esistenza ma che ha trasformato in una opportunit\u00e0 per aiutare gli altri, in particolare chi viveva le sue stesse sofferenze. Con il suo impegno ha sensibilizzato anche le autorit\u00e0 civili e religiose circa gli effettivi bisogni delle persone malate e delle loro famiglie. Devoto alla Madonna, la invocava quotidianamente con la preghiera del Rosario, che considerava un\u2019\u201carma indispensabile per vincere la sofferenza\u201d portando con fede la croce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Papa autorizza la promulgazione di cinque Decreti del Dicastero delle Cause dei Santi. 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