{"id":36532,"date":"2025-08-09T01:31:11","date_gmt":"2025-08-09T01:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36532\/"},"modified":"2025-08-09T01:31:11","modified_gmt":"2025-08-09T01:31:11","slug":"clerks-italpizza-e-un-secolo-duro-da-digerire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36532\/","title":{"rendered":"\u2018Clerks\u2019, Italpizza, e un secolo duro da digerire"},"content":{"rendered":"<p>Se si fosse fatta una stima del grado di felicit\u00e0 di una generazione, quella che ha avuto vent\u2019anni negli anni Novanta e in Clerks di Kevin Smith un riferimento assoluto relativo alla propria ambizione, una pizza e una bottiglietta di Seven Up probabilmente sarebbero state la risposta migliore possibile. Il precariato era gi\u00e0 parte di una mentalit\u00e0 che non si illudeva con altre aspettative e i compensi bassi e i vestiti andanti erano all\u2019ordine del giorno, Restava cos\u00ec solo una forma di comune desolazione mista all\u2019ubriacatura da fine settimana che aveva una forma ancora vagamente boh\u00e9mien e un poco pure operaista. Ci si capiva al volo dentro a quella tristezza che era ancora estremamente ingenua e delicata perch\u00e9 giovane e addormentata. Senza aspettative s\u00ec, ma con una miriade di possibili vie di fuga, quello era gi\u00e0 infatti il tempo libero nella sua forma definitiva: un sottrarsi alle cose, a partire dai lavori, utili solo per un fine mese e qualche mancia.<\/p>\n<p>Un sottrarsi che aveva al suo cuore il senso di un\u2019ironia disfattista, ma spesso letale. Il tutto per sopravvivere alla televisione commerciale, al grunge e a un fine secolo che sembrava disperato, ma quanto meno capace di un\u2019esplosione, qualunque fosse e chiunque potesse colpire. Gli scoppi ci sarebbero stati e anche belli potenti, l\u201911 settembre americano le cui conseguenze hanno devastato il globo per tutto il nuovo secolo e il G8 a Genova che ha lasciato sul selciato, insieme al corpo indimenticabile di Carlo Giuliani, l\u2019ultimo incanto possibile, l\u2019ultima leggerezza di chi ormai privo di armi di difesa e di un addestramento adatto si trovava costretto alla guerra. O almeno a quello che sembra essere la guerra, prima del palesarsi di quella vera in tutto il Medio Oriente e in Ucraina, in Sudan e in Myanmar.<\/p>\n<p>Aveva ragione il buon vecchio Randal in Clerks: \u00abQuesta \u00e8 la vita: una serie di finali duri, uno appresso all\u2019altro\u00bb. E se la guerra \u00e8 insieme un fatto tragico quanto assurdo e folle \u00e8 proprio nell\u2019assurdit\u00e0 e nel continuo capovolgimento, purch\u00e9 nulla si capovolga, che vive e vegeta (soprattutto) l\u2019ultima generazione nata nel Novecento, adolescenti imberbi nei ricchi anni Ottanta, giovani depressi (ma romantici) negli anni Novanta e classe media negli anni Venti, anni che per\u00f2 non prevedono alcun tipo di classe media. Ma come il calabrone i quaranta-cinquantenni di oggi, spesso senza figli o senza vere relazioni tirano avanti pagando un affitto e dando quello che possono in quel pezzo di mondo intimo che tutto sommato possono \u2013 nelle sue varie, molteplici e assurde versioni (l\u2019assurdit\u00e0 torna spesso) \u2013 chiamare famiglia.<\/p>\n<p>Una classe media strana, difficile da definirsi come tale perch\u00e9 \u00e8 un attimo diventare sottoproletari o mantenuti dai beni di genitori che ancora avevano cose il cui nome corrispondeva per davvero all\u2019oggetto: una casa era una casa e non una stanza, una famiglia era una famiglia e non un incrocio del destino e una coppia era una coppia (anche aperta) e non un poliamore, che sa tanto di via di mezzo tra il policlinico e il politecnico, dove un po\u2019 si studia e un po\u2019 ci si cura, ma insomma non si sa mai bene se poi se ne esce fuori o se si resta dentro. Ma la classe media \u00e8 tale se la societ\u00e0 accetta di vederla, di riconoscerla e di occuparsene, perch\u00e9 nessuno si pone l\u2019obiettivo di diventare classe media, ma sarebbe invece necessario che qualcuno ricominciasse a rivelarne le difficolt\u00e0 e le necessit\u00e0. A partire dalla pizza verrebbe da dire, ossia da quel cibo tanto popolare e diffuso che negli ultimi anni ha subito una mutazione praticamente pasoliniana, divenendo gourmet. Un fiorire di pizza chef che attraversano la penisola con il loro bagaglio d\u2019impasti contemporanei e margherite il cui costo ormai si attesta sulla doppia cifra fissa.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che tutto ci\u00f2 ha ridotto non solo la presenza nelle citt\u00e0 della tipica pizzeria sotto casa, quella popolare, magari non eccezionale, ma la cui accoglienza era sempre assicurata a tutta la famiglia tra buon umore e prezzi modici, ma ha portato \u2013 insieme alla riduzione degli spazi sociali e al conseguente aumento dei costi di quelli residui \u2013 ad asserragliare in casa le persone che riducendo i propri costi si sono illuse di potersi proteggere da sole, restando tra quelle quattro mura pagate a peso d\u2019oro. E non sembra essere una casualit\u00e0 se oggi la pizza pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella surgelata quasi a ribadire un\u2019alterit\u00e0 anche politica alla pizza gourmet (sicuramente buona) ma estremamente costosa al punto da avere trasformato un piatto popolare in un piatto elitario ed esclusivo.<\/p>\n<p>Non sorprende che a cogliere questo spazio di mercato sia stata un\u2019azienda italiana nata nel 1991 dall\u2019intuizione di chi faceva parte proprio di quella generazione e futura classe media che insieme a tanto disincanto e ironia conservava evidentemente ancora qualche buona idea. A partire da una forma di radicale onest\u00e0 nel nominare le cose, base peraltro per ogni discorso e per ogni degna ironia sulla vita. Gi\u00e0 perch\u00e9 basterebbe leggersi tutti i claim stampati sui cartoni delle pizze surgelate per perdere la testa e avere l\u2019impressione di un invito a palazzo e non di una comoda serata con film in streaming e amabile biretta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-999995\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-07-23-at-13.16.38.jpeg\" alt=\"Italpizza\" width=\"1082\" height=\"1600\" class=\"size-full wp-image-999995\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-999995\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Italpizza<\/p>\n<p>Italpizza spicca cos\u00ec divenendo dopo, aver penetrato inizialmente il mercato francese e americano, leader della pizza surgelata in Italia con un semplice obiettivo, fare la migliore pizza surgelata e non la migliore pizza. Una differenza non da poco, che si \u00e8 tradotta da subito in una qualit\u00e0 spiccata e in una semplicit\u00e0 che ha la forma di una margherita: la pi\u00f9 ambita, ma anche nella iconica (questa volta iconico ha senso, non come spesso accade in molti degli articoli che si leggono oggi) 26X38 ovvero il formato della teglia del forno di casa.<\/p>\n<p>Nata a Castello di Serravalle, un piccolo paese sulle colline bolognesi, Italpizza \u00e8 la tipica azienda emiliana capace di grande innovazione, senso pratico e capacit\u00e0 di fare rete. Perch\u00e9 se la pizza migliore \u00e8 facile poterla trovare a Napoli e dintorni, la migliore pizza surgelata \u00e8 facile poterla produrre in Emilia per una filiera agricola e del freddo che garantisce approvvigionamenti di qualit\u00e0. Italpizza dunque con un nome che non offre alcuna possibilit\u00e0 di seduzione che non sia quella di una pizza buona ha da subito conquistato non solo la generazione dei quaranta-cinquantenni (e i loro magri portafogli) ma anche quella dei figli, pi\u00f9 o meno a rischio hikikomori, gamer rinchiusi in buie e puzzolenti camerette dove passano ore seduti su improbabili poltrone in finta pelle dette anche sedie da gaming. Italpizza ha saputo cogliere una quota di mercato vedendo nella societ\u00e0 la necessit\u00e0 non di deprimere una generazione gi\u00e0 in forte difficolt\u00e0, ma di dare il meglio possibile a chi pu\u00f2 permettersi una pizza tra i tre e i quatto euro e senza stupide illusioni marketing che sanno di presa in giro, ma anzi attivando collaborazioni con Marvel e Jurassic World, perch\u00e9 se gi\u00e0 tutto \u00e8 cos\u00ec tremendamente complicato, che almeno una pizza surgelata sia capace di alleggerire la serata salvando la cena.<\/p>\n<p>E salvare il pranzo e la cena \u00e8 il compito primario e nobilissimo di una pizza surgelata. E per farlo \u00e8 necessario essere pi\u00f9 che bravi perch\u00e9 logistica e produzione, qualit\u00e0 delle materie prime e cottura dell\u2019impasto non sono cose da nulla quando si parla di migliaia di pizze prodotte al giorno. Una complessit\u00e0 non inferiore a quella a cui va incontro una qualunque brigata di un ristorante stellato, con la differenza sostanziale e concreta, quella di sfamare e per davvero, migliaia di persone e non solo qualche decina di generone o di cummenda a seconda della geografia.<\/p>\n<p>Italpizza ha il sapore di un fare impresa che \u00e8 sempre pi\u00f9 raro in Italia, un fare responsabile e inclusivo, due elementi tropo spesso sottovalutati quasi che il mercato vero sia solo quello di chi pu\u00f2 spendere e non di chi ha solo bisogno di vivere e magari ritagliarsi un momento di felicit\u00e0. Dante Hicks e Jeff Anderson sgranocchierebbero con piacere un po\u2019 di pizza buona a buon prezzo tra una rottura e l\u2019altra, tra un\u2019assurdit\u00e0 a l\u2019altra, perch\u00e9 la vita \u00e8 s\u00ec una serie di finali duri a ripetizione, ma pur sempre tra una serata e l\u2019altra passata sul divano, in famiglia come tra amici. Basta che funzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se si fosse fatta una stima del grado di felicit\u00e0 di una generazione, quella che ha avuto vent\u2019anni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":36533,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[33872,203,454,204,1537,90,33873,89,1521,18409],"class_list":{"0":"post-36532","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-clerks","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italpizza","15":"tag-italy","16":"tag-movies","17":"tag-pizza"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36532"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36532\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}