{"id":365328,"date":"2026-02-22T13:41:14","date_gmt":"2026-02-22T13:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/365328\/"},"modified":"2026-02-22T13:41:14","modified_gmt":"2026-02-22T13:41:14","slug":"titoli-di-stato-leuropa-capovolta-adesso-lo-spread-tra-spagna-e-germania-si-e-quasi-azzerato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/365328\/","title":{"rendered":"Titoli di Stato, l\u2019Europa capovolta: adesso lo spread tra Spagna e Germania si \u00e8 quasi azzerato"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Marco Sabella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il rendimento dei titoli a due anni di Germania e Spagna \u00e8 al 2,07%. Il Btp italiano tallona da vicino al 2,19%. Le implicazioni per consumatori, risparmiatori e investimenti comuni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La debolezza dell\u2019economia tedesca e il piccolo miracolo economico della <b>Spagna<\/b>, il cui Pil cresce a un tasso annuo superiore al 2% si ribaltano sugli equilibri dei <b>mercati del reddito fisso<\/b>. Il 4 febbraio il differenziale di rendimento, lo <b>spread<\/b>, tra i <b>Bonos spagnoli<\/b> a due anni e i <b>Bund tedeschi <\/b>di pari durata si \u00e8 annullato. Entrambe le emissioni offrono agli investitori il medesimo tasso del 2,07%. Non \u00e8 lontano da questo valore neppure il <b>Btp italiano<\/b> che nella mattinata del 5 febbraio offriva una remunerazione del 2,19%, appena 12 punti base (centesimi di punto percentuale) al di sopra della coppia ispano-tedesca. Sembra lontana anni luce l\u2019epoca dei tassi di interesse negativi, protrattasi per quasi un decennio nel periodo tra il 2014 e il 2022. Nell\u2019epoca di maggior \u00abrepressione finanziaria\u00bb il differenziale di rendimento tra i titoli dei Paesi del Sud Europa, Italia e Spagna in testa superava il 3%, con il Bund in territorio pesantemente negativo e i titoli spagnoli (ma soprattutto quelli italiani), ben al di sopra di un rendimento zero. <b>A fare la differenza era uno spread che viaggiava (mediamente) al di sopra dei 200 punti base.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    Le difficolt\u00e0 dell\u2019economia tedesca<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dietro questi numeri ci sono realt\u00e0 economiche complesse. La crisi tedesca, infatti, non \u00e8 solo finanziaria: quasi un\u2019<b>azienda industriale<\/b> su tre ha segnalato <b>un calo della competitivit\u00e0 a gennaio, con il 31,2% del totale che ha dichiarato di essere meno competitiva rispetto ai paesi extra-Ue (in Europa, la percentuale \u00e8 del 17,2%). <\/b>In particolare, la situazione risulta particolarmente difficile nel settore della produzione e lavorazione dei metalli, dove circa il 47% delle aziende segnala un calo della competitivit\u00e0 internazionale. Una percentuale simile si registra nell\u2019industria chimica (45%), mentre nell\u2019ingegneria meccanica la cifra si aggira intorno al 40%.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La crescita della Spagna<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Di contro, l\u2019economia spagnola \u00e8 cresciuta ad un ritmo superiore alle attese nel 4\u00b0 trimestre del 2025. Secondo le stime dell\u2019Istituto Nazionale della Spagna la crescita trimestrale \u00e8 stata dello 0,8%, superiore allo 0,6% del trimestre precedente.<b> Su base annuale la crescita del Pil dovrebbe attestarsi intorno al 2,6%, oltre il doppio rispetto alle stime di crescita del Pil tedesco (per il 2026) che si collocano secondo Eurostat a circa l\u20191-1,2%.<\/b><\/p>\n<p>    Fiducia nel debito italiano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Italia non pu\u00f2 vantare tassi di crescita paragonabili a quello della Spagna e l\u2019aumento del Pil nazionale per il biennio 2025-2026\u00a0 so ferma ad un misero 0,7% annuale. Ma la situazione dei conti italiani, stabilizzata sul fronte del debito ha portato a continui miglioramenti del rating.<b> L\u2019ultima revisione al rialzo \u00e8 stata quello di S&amp;P, che dopo aver promosso il giudizio sul debito tricolore a BBB+ nello scorso autunno ha innalzato da\u00a0\u00abstabile\u00bb a\u00a0\u00abpositiva\u00bb<\/b> la prospettiva sul debito nazionale, passaggio necessario per un ulteriore (eventuale) miglioramento del rating.\u00a0<\/p>\n<p>    Si riduce anche lo spread a 10 anni\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono queste le basi sui cui si fonda la convergenza verso lo zero del differenziale di rendimento dei titoli a breve termine delle principali economie dell\u2019area Ue. Mentre nei mesi scorsi, complice l\u2019instabilit\u00e0 politica della Quinta Repubblica francese la difficolt\u00e0 di Parigi ad approvare la legge di bilancio per il 2026, gli spread di lungo termine dei Btp italiani e degli Oat francesi si sono appaiati fino ad arrivare al sorpasso (sorpasso negativo, ricordiamolo) degli Oat sui Btp:<b> oggi lo spread dei titoli a 10 anni rispetto al rendimento del Bund tedesco (circa il 2,90%) \u00e8 di 62 punti base per l\u2019Italia e di 59 punti per la Francia, ma dopo che il differenziale Oat &#8211; Bund a 10 anni era arrivato a toccare vette di oltre 80 punti a inizio ottobre 2025, superando il differenziale italiano tra Btp e Bund.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p>    Gli effetti sui consumi e sul debito<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa tendenziale convergenza dei rendimenti delle emissioni a breve termine verso un tasso comune- con il quasi azzeramento dello spread\u00a0 tra Bonos, Btp e Bund &#8211; ha effetti positivi sull\u2019economia dell\u2019eurozona. <b>Rende infatti pi\u00f9 simili le condizioni di indebitamento per le famiglie europee, parificando i costi per il finanziamento del credito al consumo<\/b> e quindi favorendo una maggiore convergenza della domanda interna dei principali Paesi dell\u2019eurozona.<b> E in prospettiva potrebbe facilitare una politica di emissione di debito comune per finanziare gli imponenti impegni di spesa in tecnologia, difesa e rilancio industriale che si prospettano per l\u2019intera Unione europea.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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