{"id":36593,"date":"2025-08-09T02:23:20","date_gmt":"2025-08-09T02:23:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36593\/"},"modified":"2025-08-09T02:23:20","modified_gmt":"2025-08-09T02:23:20","slug":"i-consigli-di-lettura-per-lestate-degli-abbonati-di-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36593\/","title":{"rendered":"i consigli di lettura per l\u2019estate degli abbonati di Domani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/libri-da-leggere-estate-2024-consigli-lettori-abbonati-domani-llrslcki\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Come ogni estate<\/a>, abbiamo chiesto ai lettori e alle lettrici della nostra newsletter di consigliarci un libro da portare in vacanza. Uno solo: quello che, tra i tanti letti negli ultimi anni, li ha colpiti, coinvolti, fatti pensare. Nessun grande\u00a0classico (anche se c\u2019\u00e8 chi non ha resistito a elencarne qualcuno), ma solo titoli recenti, capaci di spostare lo sguardo, almeno per un po\u2019, altrove.<\/p>\n<p>Hanno risposto in tanti. C\u2019\u00e8 chi ha scelto un romanzo per l\u2019intensit\u00e0 della trama o dei personaggi, chi ha indicato un saggio che fa riflettere sul presente, chi ha proposto storie vere o\u00a0autobiografie. Il risultato \u00e8 un elenco vario di titoli, accomunati dal fatto di aver lasciato il segno in chi li ha letti.\u00a0Ecco cosa ci avete suggerito.<\/p>\n<p>Io che ti ho voluto cos\u00ec bene &#8211; Roberta Recchia (Rizzoli, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi: <\/strong>Luca non ha neanche quattordici anni, ma ha una sensibilit\u00e0 silenziosa che lo rende diverso dai coetanei. Con i genitori e il fratello maggiore abita in una localit\u00e0 di mare, dove tutto sembra immutabile: un posto sicuro che con la bella stagione si popola anno dopo anno. Un\u2019estate una ragazza piena di vita diventa il suo primo sogno d\u2019amore. Quando per\u00f2 lei scompare, e i carabinieri bussano alla loro porta, l\u2019esistenza di Luca e dei suoi viene segnata per sempre. Per sottrarre lui, con la sua innocenza di bambino, all\u2019ombra che si propaga inesorabile sulla famiglia, la madre gli riempie in fretta una valigia e lo mette su un treno con un biglietto di sola andata: al Nord lo aspettano lo zio Umberto, professore al liceo, e la zia Mara con le cugine. In un mondo diverso, lontanissimo da quello della sua infanzia, Luca prova a ricostruirsi, cresce e mette nuove radici, cercando di restituire un senso a parole come fiducia e appartenenza. A sostenerlo ci sono lo zio Umberto, che per lui d\u00e0 tutto se stesso, e Flavia, una ragazzina determinata a fargli ritrovare la speranza nel futuro. Con la sua penna delicata e profonda, Roberta Recchia mette in scena relazioni intense, dialoghi vibranti, e una storia che ci tiene stretti fino all\u2019ultima pagina.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abDi fronte a un crimine ignobile, che muta la vita di una famiglia e di un adolescente, si affaccer\u00e0\u00a0il perdono, prima rifiutato poi sentito come necessario. Che non cambier\u00e0 il passato, ma dar\u00e0 un colore diverso al proprio cuore\u00bb. (consigliato da\u00a0Lorella Marchi)<\/p>\n<p>Bebelplatz. La notte dei libri bruciati &#8211; Fabio Stassi (Sellerio, 2024) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>10 maggio 1933. A Bebelplatz, nel centro di Berlino, allo scoccare della mezzanotte migliaia di libri vengono dati alle fiamme. Joseph Goebbels proclama: \u00abL&#8217;uomo tedesco del futuro non sar\u00e0 pi\u00f9 un uomo fatto di libri, ma un uomo di carattere\u00bb. Su tutta l&#8217;Europa si sparge un odore di benzina e di cenere. 24 febbraio 2022. La Russia invade l&#8217;Ucraina, e di l\u00ec a qualche mese un nuovo conflitto devaster\u00e0 la striscia di Gaza. Durante un tour negli istituti di cultura italiani da Amburgo a Monaco, Fabio Stassi attraversa le piazze delle B\u00fccherverbrennungen, i roghi di libri, e risale a ritmo incalzante la memoria del fuoco e delle censure, dei primi bombardamenti aerei sui civili, del saccheggio di librerie e biblioteche. Studia mappe e resoconti, si interroga sul ruolo della cultura e sulla cecit\u00e0 della guerra, indaga l&#8217;istinto di sopraffazione degli esseri umani. Alla fine compone un piccolo atlante della letteratura \u00abdannosa e indesiderata\u00bb e rintraccia cinque scrittori italiani destinati alle fiamme dai nazisti: Pietro Aretino, il cantore della libert\u00e0 rinascimentale; Giuseppe Antonio Borgese, cittadino del mondo e inguaribile utopista; Emilio Salgari, antimperialista amato in Sudamerica; Ignazio Silone, antifascista radicale, e Maria Volpi, unica donna della lista, disinibita narratrice del piacere e dell&#8217;indipendenza femminile. Quello di Stassi \u00e8 un appassionato discorso in difesa di tutto ci\u00f2 che trasgredisce la norma, un viaggio ricco di corrispondenze, colpi di scena e nuove interpretazioni, da Ovidio a Cervantes, da Arendt a Canetti, Sebald, Morante, Bernhard: un invito a disseppellire la biblioteca di Don Chisciotte.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9\u00a0i libri sono stati scritti per renderci migliori. Tutti\u00bb. (consigliato da\u00a0Fabrizio Scotto di Santolo)<\/p>\n<p>Amazzonia. Una vita nel cuore della foresta \u2013\u00a0Emanuela Evangelista (Laterza, 2023) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>L\u2019immensit\u00e0 \u00e8 un concetto familiare per chi nasce in Amazzonia, dove lo spazio sembra non avere confini. Un\u2019inesauribile variet\u00e0 di ambienti, la pi\u00f9 alta concentrazione di forme di vita sul pianeta, corsi d\u2019acqua cos\u00ec vasti da non scorgerne la sponda opposta. Emanuela Evangelista, biologa e attivista, vive da oltre dieci anni nel cuore della foresta amazzonica e precisamente nel villaggio di Xixua\u00fa, una manciata di palafitte ignorate dalle mappe ufficiali, come la maggioranza degli insediamenti umani situati nelle zone pi\u00f9 remote. Nelle pagine di questo libro racconta l\u2019Amazzonia che ha conosciuto e lo fa da un punto di vista unico: un\u2019italiana, ormai parte integrante della comunit\u00e0\u0300 dei popoli della foresta. Conosceremo il susseguirsi delle stagioni, l\u2019importanza dell\u2019acqua e dei suoi movimenti; la paura e l\u2019incanto che scaturiscono dal contatto senza mediazioni con la natura; l\u2019indicibile bellezza dei luoghi e dei suoi abitanti, non solo umani; i lenti viaggi lungo i fiumi a bordo di un battello, la magia degli spiriti della selva, la conoscenza delle piante medicinali, la vita quotidiana nel villaggio. Ma anche la violenza, le miniere illegali, il disboscamento, le speculazioni, il bracconaggio, la lotta dei rivieraschi per preservare le terre in cui vivono. Umanit\u00e0 e spazi che rendono questo luogo uno dei pi\u00f9\u0300 affascinanti del pianeta.<\/p>\n<p>\u00abCome un\u2019italiana biologa vive nella foresta, un cambio radicale di prospettiva. Un\u2019opportunit\u00e0 di riflessione del nostro modo di vivere. La foresta, un organismo vivente che detta i tempi della vita di chi la abita. Nella foresta ci si procura il cibo, si condivide profondamente la propria vita con gli altri nel villaggio.<\/p>\n<p>La foresta da cui anche la nostra vita dipende e di cui non abbiamo coscienza. \u00c8\u00a0un libro che apre pi\u00f9 di una una finestra. Si legge benissimo, \u00e8 discorsivo e diretto\u00bb. (consigliato da\u00a0Luana Rocchi)<\/p>\n<p>Frattura \u2013 Andr\u00e9s Neuman (Einaudi, 2019) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Yoshie Watanabe \u00e8 vivo. \u00c8 merito del caso, che da bambino lo ha fatto sopravvivere all&#8217;esplosione di Hiroshima; o della sua tenacia, che gli ha permesso di restare in piedi per decenni, nonostante le cicatrici. E per fuggire da quelle pi\u00fa dolorose, quelle che non si vedono, Yoshie lascia il Giappone quando \u00e8 ancora un ragazzo. Nessuna citt\u00e0 e nessun amore, per\u00f2, possono guarire le fratture dell&#8217;anima. Frattura \u00e8 la storia di Yoshie, delle donne che lo hanno amato, di un secolo ferito, di un mondo lacerato; ma \u00e8 anche e soprattutto un canto di resilienza in grado di illuminare la bellezza trascurata delle cose rotte.<\/p>\n<p>\u00abOggi\u00a0sono 80 anni dalla bomba di Hiroshima. Neuman tesse dall\u2019Argentina al Giappone e all\u2019Europa una trama emotiva profonda che lega tutto il globo, le sue culture i suoi drammi e le sue pulsioni, con il trauma della bomba a far da sfondo. Un libro corale sulla speranza, la tristezza e l\u2019umanit\u00e0. Bellissimo\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Lucio Gussetti<\/p>\n<p>Cambiare l&#8217;acqua ai fiori \u2013 Val\u00e9rie Perrin (\u200eE\/O, 2019) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Violette Toussaint \u00e8 guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po\u2019 Ren\u00e9e, la protagonista dell\u2019Eleganza del riccio, perch\u00e9 come lei nasconde dietro un\u2019apparenza sciatta una grande personalit\u00e0 e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, \u00e8 sempre pronta a offrire un caff\u00e8 caldo o un cordiale.<\/p>\n<p>Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volont\u00e0 di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 descrive la campagna francese, i suoi passaggi a livello e i suoi piccoli cimiteri, che ho ritrovato quest&#8217;anno attraversando la Francia fino alla Bretagna\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Cristina Malvi)<\/p>\n<p>Il problema Spinoza &#8211; Irvin D. Yalom\u00a0(Neri Pozza, 2019) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Estonia, 1910. Il diciassettenne Alfred Rosenberg viene convocato nell&#8217;ufficio del preside Epstein. Gli occhi grigio-azzurri, il mento sollevato con un&#8217;aria di sfida, i pugni serrati, il ragazzo adduce ben poco per difendersi dall&#8217;accusa di aver proferito violenti commenti antisemiti in classe. All&#8217;ebreo Epstein non resta perci\u00f2 che condannarlo a una singolare punizione: imparare a memoria alcuni passi dell&#8217;autobiografia di Goethe, il poeta che l&#8217;adolescente dichiara di venerare come emblema stesso del popolo tedesco. In particolare si tratta dei brani in cui l&#8217;autore del Faust si dichiara fervente ammiratore di Baruch Spinoza, il grande filosofo ebreo del diciassettesimo secolo. La lettura insinua nella mente del giovane un tarlo che lo accompagner\u00e0 per il resto della vita: come pu\u00f2 Goethe aver tratto ispirazione da un uomo di razza inferiore? Un romanzo sulla vita misteriosa e controversa di Baruch Spinoza nella Amsterdam del Seicento e l&#8217;ossessione per le sue opere nella Germania antisemita.<\/p>\n<p>\u00abPur nella cornice di un romanzo, restituisce benissimo la vera vita del filosofo e, soprattutto, compendia in modo chiaro e apprezzabile il suo pensiero\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Silvana Krieg)<\/p>\n<p>Il senso di una fine \u2013\u00a0Julian Barnes (Einaudi, 2012) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>La vita di Tony Webster \u00e8 stata un fiume relativamente tranquillo, da costeggiare al riparo di scelte ragionevoli e sistematici oblii. Ora per\u00f2 la lettera di un avvocato che gli annuncia un&#8217;inattesa quanto enigmatica eredit\u00e0 sommuove il termitaio poroso del passato, e il tempo irrompe nella noia del presente sotto forma di parole risalenti all&#8217;adolescenza, quando Tony procedeva all&#8217;educazione morale, sentimentale e sessuale che ne avrebbe fatto, inavvertitamente come spesso accade, l&#8217;adulto che \u00e8. Il percorso a ritroso nelle zone d&#8217;ombra della vita, con i suoi dolori inesplorati e i suoi segreti, diventa cosi riflessione sulla fallacia della storia, &#8220;quella certezza che prende consistenza l\u00e0 dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione&#8221;, secondo il geniale amico dei tempi del liceo, Adrian Finn. Ed \u00e8 dunque a quel punto di congiunzione, ai ricordi imperfetti come ai documenti inadeguati, che il vecchio Tony deve ora guardare per comprendere le vicissitudini del Tony giovane. Come ha potuto la ragazza di allora, Veronica Ford, preferirgli l&#8217;amico raffinato e brillante, Adrian? Ci sono solo Camus e Wittgenstein dietro l&#8217;estrema decisione di Adrian? Da che cosa ha voluto metterlo in guardia tanti anni prima la madre della ragazza? Perch\u00e9 a distanza di quarant&#8217;anni Veronica ritorna nella sua vita con un bagaglio di silenzi e il rifiuto di dargli ci\u00f2 che \u00e8 suo? Gli indizi da studiare tessono un filo d&#8217;Arianna di reminiscenze inaffidabili.<\/p>\n<p>\u00abEccovi una delle profonde riflessioni di Tony, il protagonista, nonch\u00e9 io narrante: &#8220;Non \u00e8 affatto vero che la storia \u00e8 fatta delle menzogne dei vincitori, la storia \u00e8 fatta dei ricordi dei sopravvissuti, la maggior parte dei quali non appartengono n\u00e9 alla schiera dei vincitori n\u00e9 a quella dei vinti&#8221;.<\/p>\n<p>La giovinezza, i rapporti d&#8217;amore, l&#8217;amicizia. A sessant&#8217;anni \u00e8 tutto affidato alla memoria il compito di andare a ritroso a cercare i fatti. E qui comincia il bello (bellissimo) del libro\u00bb (consigliato da\u00a0Mariapia Guidi)<\/p>\n<p>Furore\u00a0\u2013 John Steinbeck\u00a0(Bompiani, 2013) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Pietra miliare della letteratura americana, Furore \u00e8 un romanzo mitico che nell\u2019odissea della famiglia Joad, sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un\u2019intera nazione. L\u2019impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera \u00e8 sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con s\u00e9 la propria miseria \u201ccome un marchio d\u2019infamia\u201d. Insieme romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell\u2019uomo contro l\u2019ingiustizia, Furore \u00e8 forse il pi\u00f9 americano dei classici americani, da leggere oggi nella traduzione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell\u2019opera di Steinbeck, che restituisce ai lettori la forza e la modernit\u00e0 della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962.<\/p>\n<p>\u00abUn libro che parla degli effetti della grande depressione del &#8217;29 su di una famiglia ridotta alla fame che emigra in cerca di lavoro e promessa di vita. Il tema \u00e8 estremamente attuale ed \u00e8 trattato con riflessioni profonde ed universali\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Anna Maria Polettini)<\/p>\n<p>Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina \u2013 Francesca Albanese (Rizzoli, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Lo spirito di un luogo \u00e8 fatto dalle persone che lo abitano, dalle storie che si intersecano nelle sue strade. E questo vale in modo particolare per la Palestina, custode di passaggi storici epocali e teatro di una delle pi\u00f9 dolorose pagine di storia contemporanea. Francesca Albanese, la Relatrice speciale ONU sul territorio palestinese occupato, una delle persone pi\u00f9 competenti e autorevoli sullo status giuridico e sulla situazione dei palestinesi \u2013 amata (o odiata) in tutto il mondo per l\u2019integrit\u00e0 e la passione con cui si batte in favore dei diritti di un popolo troppo a lungo vessato \u2013 qui ci offre storie che intrecciano informazioni, riflessioni, emozioni e vicende intime. Un viaggio scandito da dieci persone che hanno accompagnato Francesca a comprendere storia, presente e futuro della Palestina. Hind Rajab, morta a sei anni sotto le bombe che hanno distrutto Gaza, ci apre gli occhi su cosa significhi essere bambini in un Paese dove i bambini non hanno un nido che li protegga e che rispetti le loro radici. Abu Hassan ci guida tra i luoghi di fatica e sofferenza ai margini di Gerusalemme; e George, amico stretto, di Gerusalemme ci mostra meraviglia e insensatezze. Alon Confino, grande studioso dell\u2019olocausto, ci aiuta a comprendere i contrasti che possono albergare nel cuore di un ebreo che vede l\u2019apartheid e ne vuole la fine. Ghassan Abu-Sittah, chirurgo arrivato da Londra per entrare nel vivo dell\u2019orrore pi\u00f9 inimmaginabile, ci racconta ci\u00f2 che ha visto; e Malak Mattar, giovane artista che ha fatto il percorso inverso, condivide la storia di chi ha dovuto lasciare Gaza per potersi esprimere o per sopravvivere. E poi Ingrid Jaradat Gassner, Eyal Weizman, Gabor Mat\u00e9\u2026 fino a una delle persone pi\u00f9 vicine a Francesca nella vita, cos\u00ec come nella ricerca di una consapevolezza capace di tradursi in azione. Dieci storie che si legano alle vite di molte altre, ponendoci le domande a cui \u00e8 doveroso dare risposta: quali sono le conseguenze dell\u2019occupazione? Dov\u2019\u00e8 la casa di una persona rifugiata? In che condizioni vive il popolo palestinese? Fino a che punto pu\u00f2 arrivare la crudelt\u00e0 di un genocidio? Domande a cui non possiamo sottrarci, legate a personaggi e luoghi che ci permettono di capire cosa \u00e8 stata la Palestina fino al 7 ottobre 2023 e cosa \u00e8 adesso.<\/p>\n<p>\u00abRelatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati: la situazione di quelle aree, anche prima del 7 ottobre, attraverso le storie di 6 persone. Bellissimo e illuminante\u00bb. (consigliato da Paola Erba)<\/p>\n<p>Il tempo e l&#8217;acqua &#8211; Andri Sn\u00e6r Magnason (Iperborea, 2020) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>L&#8217;Okj\u00f6kull, un ghiacciaio che da tempi immemorabili si ergeva su quasi venti chilometri quadrati di suolo islandese, oggi \u00e8 una misera striscia di ghiaccio inerte, e nei prossimi duecento anni potrebbero essere dichiarati morti anche tutti gli altri ghiacciai dell&#8217;isola. Ma prima di allora, sulla terra intera, i nostri figli e nipoti vivranno gi\u00e0 in un ambiente molto diverso da quello di innumerevoli generazioni del passato: l&#8217;aumento delle temperature e del livello dei mari e lo stravolgimento chimico delle loro acque provocati dalle attivit\u00e0 umane avranno distrutto ecosistemi millenari, potenziato uragani e inondazioni, eroso terre abitabili e coltivabili e costretto a migrazioni di massa le specie viventi, compresa la nostra. E allora perch\u00e9 restiamo immobili, o quasi? Forse perch\u00e9 quei cento o duecento anni non li sentiamo cos\u00ec vicini, e perch\u00e9 gli appelli allarmati degli scienziati sul \u00abriscaldamento globale\u00bb o sulla \u00abacidificazione degli oceani\u00bb non riescono a toccarci cognitivamente ed emotivamente: resteranno rumore bianco finch\u00e9 il passato collettivo, i miti, la fantasia non consegneranno loro un&#8217;anima, consentendoci di interiorizzarne un&#8217;immagine e un significato. \u00c8 questo il compito che si \u00e8 dato Andri Sn\u00e6r Magnason, un narratore che alla scienza e all&#8217;attivismo ambientale ha dedicato la vita. Intrecciando storie di famiglia, conversazioni future tra figlie e pronipoti, interviste al dalai-lama, incursioni nella poesia scaldica e in quella romantica, scoperte di nessi inaspettati, come quello tra Au\u00f0humla e Kamadhenu, mucche ancestrali di mitologie tra loro lontane, Il tempo e l&#8217;acqua \u00abracconta\u00bb i dati scientifici, li immerge nel patrimonio culturale comune per investirli di senso, e aiutarci a fare un piccolo passo pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9\u00a0su un ghiacciaio islandese scomparso l&#8217;autore ha lasciato su un monumento\/lapide questa Lettera al futuro: &#8220;L&#8217;Okj\u00f6kull \u00e8 stato il primo ghiacciaio islandese a perdere il titolo di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni tutti i nostri ghiacciai potrebbero seguire la stessa sorte. Questo monumento \u00e8 la testimonianza che sappiamo cosa sta avvenendo e cosa bisogna fare. Solo voi sapete se lo abbiamo fatto&#8221;\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Mauro Bartoli)<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che era giusto. Eredit\u00e0 e memoria di Alexander Langer\u00a0\u2013 Goffredo Fofi (Alphabeta, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>\u00abNon siate tristi. Continuate in ci\u00f2 che era giusto\u00bb: con queste parole si congedava dalla vita Alexander Langer (1946-1995), chiudendo, simbolicamente, un&#8217;epoca di lotte e speranze, di &#8220;buona politica&#8221;. A distanza di trent&#8217;anni, in un mondo scosso da conflitti armati e nuovi etnonazionalismi, e in un modello di sviluppo economico e sociale sempre pi\u00f9 fondato sullo sfruttamento indiscriminato di risorse naturali e umane, la sua eredit\u00e0 spirituale rimane una sorgente di idee e di pratiche per immaginare e costruire un futuro differente. Goffredo Fofi, vecchio amico e sodale di Langer, ne ripercorre la vicenda politica e umana, tra utopie e contraddizioni, generosi sforzi e fragilit\u00e0 nascoste. Fin quasi a tracciare il ritratto di una generazione &#8220;sconfitta&#8221;, ma non &#8220;perduta&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abIn questa estate molto incerta rileggere Fofi e Alex Langer lo ritengo necessario\u00bb.\u00a0(consigliato da Antonella Grossi)<\/p>\n<p>Suoni ancestrali \u2013 Perrine Tripier (E\/O, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>In un paese senza nome, affacciato sul mare, gli scavi archeologici riportano alla luce i resti di un\u2019antica civilt\u00e0 scomparsa da migliaia di anni: i Morgondi, eroici guerrieri le cui gesta erano state tramandate solo in ninnenanne e vecchie leggende. L\u2019imperatore vede nella riscoperta della civilt\u00e0 morgonda un\u2019opportunit\u00e0 per legittimare la propria dinastia e rafforzare il prestigio del paese. A dirigere gli scavi viene chiamata Martabea, figlia di contadini dell\u2019entroterra che si \u00e8 fatta strada nella vita, ottenendo la cattedra di storia alla prestigiosa Universit\u00e0 imperiale, e che ora ha il privilegio di ricostruire la storia dei Morgondi. Gli scavi riportano alla luce colonne immense finemente scolpite, bassorilievi, armi cesellate, trombe di conchiglia coperte d\u2019oro e necropoli dove i guerrieri morgondi riposano, avvolti in pellicce, all\u2019interno di enormi carcasse di balene. Non tutto per\u00f2 \u00e8 come sembra. Gli scheletri rinvenuti, per esempio, sono esclusivamente maschili. Un\u2019ultima, sconvolgente scoperta minaccia la narrazione della grandezza morgonda sostenuta e promossa a gran voce dall&#8217;imperatore, e pone Martabea di fronte a un terribile dilemma morale: scegliere tra l\u2019integrit\u00e0 morale e il compromesso.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abPoetico e politico. Molto attuale il tema della riscrittura della storia. Non \u00e8 un libro leggero\u00bb. (consigliato da\u00a0Giovanna Sfondrini)<\/p>\n<p>L&#8217;antico amore \u2013 Maurizio de Giovanni (Mondadori, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Ci inseguir\u00e0 per tutto il tempo del romanzo. \u00c8 la voce di un poeta latino del primo secolo avanti Cristo. \u00c8 la voce di un condannato all&#8217;amore di una donna che l&#8217;ha straziato e continua a straziarlo rinnovando la smagliante ossessione di un desiderio inesausto. A quella voce sembrano rispondere le vicende di un giovane professore consumato dalla vita coniugale infelice, dalla vita accademica disertata dagli studenti, ma costantemente acceso dalla passione dello studio e, un giorno, dalla lama di luce che riverbera, a sorpresa, negli occhi di una studentessa. E poi ecco la quotidianit\u00e0 di Oxana, la devota badante moldava che si prende cura del Vecchio, e di lui, svagato e pensoso, riconosce il vento felice di una ossessione che lo sorprende, come dovesse tutto a un tratto essere lama di luce, un limpido verso latino, e amore, antico amore.<\/p>\n<p>(consigliato da Maura Martinelli)<\/p>\n<p>Macaco \u2013\u00a0\u00a0Simone Torino (Einaudi, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Macaco vive da solo, chiacchiera con le sue gatte e non riesce a dimenticare la donna che ha amato. Con Bestemmia e lo Zitto, \u00abamici da bullone\u00bb, muove la terra a mano nel suolo duro della Valle d&#8217;Aosta. La domenica, quando la terra riposa, passa dai campi di patate a quelli da basket. \u00abTu non confondi le parole, tu confondi la vita\u00bb, gli dice qualcuno. E per confondersi di meno, Macaco comincia a raccontare. Con una lingua viva, che ci fa commuovere e ridere nello stesso giro di frase. I suoi sono pensieri che arrivano al cuore delle cose, che emozionano, svelano, coinvolgono. Perch\u00e9 vengono dalla sua testa speciale e sono calati in un&#8217;epica contadina schietta, contemporanea, crudele e potente come la vita.<\/p>\n<p>\u00abUna storia che sembra inattuale e inattuabile: vivere a contatto con la natura, lontano dai social media\u00bb. (consigliato da\u00a0Ruggiero Leone)<\/p>\n<p>La fine \u00e8 il mio inizio \u2013 Tiziano Terzani (Longanesi, 2014) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Un monaco zen siede nel silenzio della sua cella, prende un pennello e con grande concentrazione fa un cerchio che si chiude, l\u2019ultimo gesto della mano su questa terra. Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos\u2019\u00e8 stata la sua vita e di cos\u2019\u00e8 la vita: \u00abSe hai capito qualcosa la vuoi lasciare l\u00ec in un pacchetto\u00bb, dice. Cos\u00ec, all\u2019Orsigna, sotto un albero a due passi dalla gompa, la sua casetta in stile tibetano, in uno stato d\u2019animo meraviglioso, racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verit\u00e0. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che \u00e8 stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. Ai giovani in particolare ricorda l\u2019importanza della fantasia, della curiosit\u00e0 per il diverso e il coraggio di una vita libera, vera, in cui riconoscersi. La sua proverbiale risata e la tonalit\u00e0 inimitabile della sua voce, che qui si \u00e8 cercato di restituire intatte, lasciano trasparire la serenit\u00e0 di chi non lotta pi\u00f9, felice di un\u2019esistenza fortunata, ricca di avventura e amore.\u00a0<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8\u00a0un bellissimo libro di scoperta, sulla vita di Terzani e le sue esperienze da reporter nel mondo, con una chiave di lettura sull\u2019oggi che stiamo vivendo\u00bb. (consigliato da\u00a0Alessandra Bassetti)<\/p>\n<p>La vita di Shabkar. Autobiografia di uno yogin tibetano\u00a0\u2013\u00a0Matthieu Ricard (Skypress Italia, 2025) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>La Vita di Shabkar \u00e8 stata a lungo riconosciuta dai tibetani come uno dei capolavori del loro patrimonio religioso. Shabkar Tsogdruk Rangdrol si dedic\u00f2 per molti anni alla meditazione in ritiro solitario dopo la giovinezza ispirata e la prima formazione nella provincia di Amdo sotto la guida di diversi straordinari maestri buddisti.<\/p>\n<p>(consigliato da\u00a0Manfredo Torelli)<\/p>\n<p>La casa della moschea \u2013 Kader Abdolah (Iperborea, 2008) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>\u00abHo scritto questo libro per l&#8217;Europa. Ho scostato il velo per mostrare l&#8217;Islam come modo di vivere&#8230; un Islam moderato, domestico, non quello radicale.\u00bb \u00c8 tornando all&#8217;Iran delle sue radici che l&#8217;autore migrante di Scrittura cuneiforme si fa tramite tra culture, raccontando l&#8217;epopea di un&#8217;influente famiglia persiana i cui destini s&#8217;intrecciano alla storia del suo popolo, una saga che fa vivere dall&#8217;interno e capire le trasformazioni cruciali di un paese sempre al centro degli equilibri mondiali, negli anni che vanno dallo sbarco sulla Luna alla fine della guerra con l&#8217;Iraq, dal regime dello sci\u00e0 al post-Khomeini. Un romanzo che ha affascinato i lettori olandesi al punto da votarlo come secondo miglior libro mai scritto nella loro lingua, e con cui Abdolah segna la sua sofferta e complessa riconciliazione con il proprio passato. \u00c8 Aga Jan il personaggio centrale, ricco mercante e capo del bazar di Senjan, nel cuore della Persia, patriarca della casa della moschea, dimora secolare dove regna l&#8217;armonia delle antiche tradizioni e, all&#8217;ombra dei minareti, si annodano amori, matrimoni, sogni, tresche e preghiere come i fili dei tappeti. Finch\u00e9 il vento della Storia irrompe nella casa e trascina con s\u00e9 i figli della moschea, rendendoli protagonisti degli eventi pi\u00f9 drammatici. Se il nipote Ghalghal diventer\u00e0 addirittura braccio destro di Khomeini, nessuno si sottrae alle responsabilit\u00e0 del momento: chi lotter\u00e0 contro l&#8217;oppressione, chi ne sar\u00e0 strumento, chi far\u00e0 esplodere i cinema e chi con la sua videocamera registrer\u00e0 i fatti che faranno il giro del mondo. Solo il saggio e paziente Aga Jan rimane nell&#8217;occhio del ciclone, testimone del presente e custode del passato, fedele alle sue radici e a una religiosit\u00e0 che offre un&#8217;immagine dell&#8217;Islam ben diversa da quella trasmessa dai media occidentali, una fede profondamente umana.<\/p>\n<p>\u00abUn\u2019opera che racconta il mondo quotidiano dell\u2019Islam iraniano non fondamentalista: misurato, umanissimo, permeato di buon senso, benevolenza, semplicit\u00e0 e fede religiosa. Un mondo ferito dal radicalismo ora imperante in Iran. Il libro \u00e8 tuttavia sereno, a volte duro ma sempre pacato: un libro di pace\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Giuseppe Montagna)<\/p>\n<p>Il dolore crea l&#8217;inverno &#8211;\u00a0Matteo Porru (Garzanti, 2023) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Intorno c&#8217;\u00e8 solo neve. E bianco. La neve copre le cose, le case, le persone. Anzi, alle persone la neve cade dentro e il freddo le circonda ma, soprattutto, si diffonde nelle ossa, negli occhi e nei pensieri. Elia Legasov \u00e8 nato in un paese circondato dal bianco, e da l\u00ec non \u00e8 mai andato via. Il suo lavoro \u00e8 spalare la neve, liberare strade su cui nessuno camminer\u00e0. La neve \u00e8 sua amica, fino a quando non lo tradisce. Finch\u00e9 non fa emergere qualcosa dalle sue profondit\u00e0. Qualcosa che ha a che fare con la sua famiglia e che doveva restare sepolto. Da quel momento, nella mente di Elia si affollano ricordi che aveva soffocato. Parlano di un padre, scomparso tanti anni prima, e di una madre, partita per sempre. Sono parole dolci, gesti delicati, sorrisi sinceri. Ma anche duri come il ghiaccio. E dolorosi. Elia capisce allora che quello che si dice dei membri della sua famiglia \u00e8 vero: la neve non li protegge, ma li tenta, li provoca, per vedere se sono capaci di dimenticare, perch\u00e9 tutti dimenticano, ma i Legasov ricordano, sempre. Ora \u00e8 venuto il suo turno di ricordare. Qualunque sia il prezzo. Qualunque cosa venga a galla. Perch\u00e9 \u00e8 nelle case che il passato nidifica. \u00c8 nelle famiglie che si riproduce, nei giorni bianchi e nei giorni neri. Perch\u00e9 il dolore crea l&#8217;inverno. Ma ogni inverno \u00e8 diverso da quello precedente e da quello successivo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abLo consiglio perch\u00e9 ha la capacit\u00e0 di trasportare il lettore nel buio e nel freddo di regioni artiche ma anche del cuore umano\u00bb.\u00a0(consigliato da\u00a0Ornella Corda)<\/p>\n<p>A volte ritorno \u2013 John Niven (Einaudi, 2012) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare, in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele. Al suo ritorno, per\u00f2, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico: il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse, preti che molestano i bambini&#8230; \u00abChe cazzo sta succedendo sulla Terra?\u00bb Dio non \u00e8 solo ultradepresso, \u00e8 anche furibondo. L&#8217;unica soluzione, pensa, \u00e8 rispedire sulla Terra quello strafatto di suo figlio. \u2013 Sei sicuro sia una buona idea? \u2013 gli chiede Ges\u00fa. \u2013 Non ti ricordi cosa \u00e8 successo l&#8217;altra volta? \u2013 Ma Dio \u00e8 irremovibile. Cos\u00ed Ges\u00fa Cristo piomba a New York, tra sballoni e drop out di ogni tipo. E cerca, come pu\u00f2, di dare una mano agli sfigati della Terra. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come gi\u00e0 in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non \u00e8 propriamente ben visto dalle autorit\u00e0. Dissacrante e provocatorio, A volte ritorno demolisce con incontenibile ironia l&#8217;intero spettro delle malefatte umane, senza risparmiare santi, profeti e abitanti del paradiso&#8230; perch\u00e9, in fondo, tutto quello che Dio aveva intenzione di consigliarci era un semplicissimo \u00abFATE I BRAVI\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 esilarante, dissacrante, irriverente e fa divertire tantissimo con il suo black humour. Ma ogni tanto ci si ferma anche a pensare\u00bb. (consigliato da Tiziana Meleddu)<\/p>\n<p>1984 &#8211; George Orwell (Oscar Mondadori, 2024) <\/p>\n<p><strong>Sinossi:\u00a0<\/strong>1984. Il mondo \u00e8 diviso in tre immensi superstati in perenne guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, la cui capitale \u00e8 Londra, la societ\u00e0 \u00e8 governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa anche se nessuno lo ha mai visto di persona. I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la Polizia del Pensiero che interviene al minimo sospetto. Non c\u2019\u00e8 legge scritta. Niente, apparentemente, \u00e8 proibito. Tranne divertirsi. Tranne pensare. Tranne amare. Tranne vivere, insomma, se non secondo gli usi e costumi imposti dall\u2019infallibile e onnisciente Grande Fratello. Dal loro rifugio, in uno scenario desolante da Medioevo postnucleare, solo Winston Smith e Julia lottano disperatamente per conservare un granello di umanit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>\u00abHo dovuto leggerlo senza la fretta di arrivare alla fine, visto l&#8217;argomento trattato, che considero veritiero e molto adatto ai tempi attuali, lo consiglio perch\u00e9 possa fare riflettere le persone su come sia\u00a0importante non lasciarsi condizionare\u00bb. (Consigliato da\u00a0Annita Gemelli)<\/p>\n<p>Via col vento \u2013 Margaret Mitchell (Neri Pozza, 2020) <\/p>\n<p><strong>Sinossi: <\/strong>\u00c8\u00a0il 1936 e un romanzo sudista vende negli Stati Uniti un milione di copie in sei mesi. Nel 1937 vince il Premio Pulitzer e nel 1939 diventa il pi\u00f9 grande successo nella storia del cinema americano: \u00e8 Via col vento, uno dei pi\u00f9 eclatanti casi editoriali mondiali.\u00a0Opera pressoch\u00e9 unica di Margaret Mitchell, Via col vento conquista i lettori di tutto il mondo grazie a una trama avvincente caratterizzata da colpi di scena, rovesci di fortuna e da un\u2019appassionata storia d\u2019amore; trama che port\u00f2 i critici a parlare di Grande Romanzo Americano e a osare il paragone con Tolstoj. Ma a rendere straordinarie queste pagine \u00e8 soprattutto l\u2019anticonvenzionale protagonista: Scarlett O\u2019Hara, la viziata e volubile ereditiera della grande piantagione di Tara, la quale, contando sulle sue sole forze, dovr\u00e0 cavarsela mentre l\u2019esercito nordista avanza in Georgia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00abVi consiglio Via col vento\ufe0f\ufe0f\ufe0f\ufe0f di Margaret Mitchell, romanzo intramontabile al di l\u00e0\u00a0del tempo\ufe0f\ufe0f\ufe0f e dello spazio, indimenticabile affresco storico di un\u2019epoca ormai lontana.\u00a0Se avete voglia di emozioni ne troverete in quantit\u00e0\u00bb. (consigliato da\u00a0Alfredo Ciano)<\/p>\n<p>Gli ultimi sondaggi<\/p>\n<p>Nelle ultime settimane abbiamo chiesto ai nostri lettori e lettrici di discutere alcuni temi centrali del dibattito pubblico.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato della <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/europa\/sondaggio-lettori-direttiva-ue-trasparenza-retributiva-q6p9u5fz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nuova direttiva europea sulla trasparenza retributiva<\/a>: la maggioranza dei lettori \u00e8 favorevole, ma molti chiedono di andare oltre: conoscere la media degli stipendi \u00e8 un primo passo, utile solo se apre a un vero cambiamento nei rapporti di potere in azienda.<\/p>\n<p>Poi ci siamo occupati della <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/italia\/ius-scholae-proposta-forza-italia-tajani-cosa-pensano-lettori-domani-newsletter-n4wh021f\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">proposta di Forza Italia per introdurre lo ius scholae<\/a>: per la maggior parte dei partecipanti si tratta di un compromesso minimo, accettabile solo come primo passo verso una riforma pi\u00f9 ampia e inclusiva del diritto di cittadinanza.<\/p>\n<p>Infine, abbiamo affrontato <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/europa\/condizionatori-le-pen-sondaggio-lettori-abbonati-domani-secondo-voi-y9qskvvr\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la proposta di Marine Le Pen di garantire condizionatori a chi non pu\u00f2 permetterseli<\/a>, che ha riacceso il dibattito anche in Italia: la maggioranza dei lettori l\u2019ha considerata una toppa che rischia di aggravare il problema climatico.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come ogni estate, abbiamo chiesto ai lettori e alle lettrici della nostra newsletter di consigliarci un libro da&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":36594,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-36593","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}