{"id":366628,"date":"2026-02-23T11:01:09","date_gmt":"2026-02-23T11:01:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/366628\/"},"modified":"2026-02-23T11:01:09","modified_gmt":"2026-02-23T11:01:09","slug":"chi-lavora-in-regola-aiuta-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/366628\/","title":{"rendered":"\u201cChi lavora in regola aiuta tutti\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2025 quasi un\u2019assunzione <strong>su tre ha riguardato cittadini stranieri: parliamo di 6.800 dei 21.250 contratti complessivi. Un\u2019incidenza del 32,4% che colloca Rovigo<\/strong> al secondo posto in Veneto e tra le prime province italiane per manodopera non italiana. Una fotografia che conferma quanto l\u2019occupazione nel nostro territorio si regga anche e soprattutto sull\u2019apporto dei lavoratori immigrati.<\/p>\n<p>Il quadro delineato dall\u2019Ufficio studi della Cgia di Mestre si inserisce in una tendenza regionale in forte crescita. \u201cI dati fotografano una realt\u00e0 conosciuta e ormai consolidata &#8211; spiega il segretario generale Uil <b>Gino Gregnanin <\/b>&#8211; ci sono settori del nostro settore produttivo in cui la presenza di lavoratori stranieri cresce esponenzialmente: l\u2019agricoltura, l\u2019edilizia, la logistica, la ristorazione e il turismo, la cura delle persone. E\u2019 un fenomeno che fa il paio con l\u2019inverno demografico, sempre meno nascite e un invecchiamento generalizzato della popolazione, cui la Uil Veneto ha dedicato pi\u00f9 di uno studio. La presenza di stranieri va dunque gestita e governata. Un paio di anni fa, all\u2019interno del nostro sindacato, abbiamo creato l\u2019associazione migranti Enea, che non si limita soltanto all\u2019assistenza e al supporto a chi arriva nella nostra regione per tutte le attivit\u00e0 burocratiche e amministrative connesse alla loro permanenza sul territorio. Crediamo che sia fondamentale promuovere l\u2019alfabetizzazione, la conoscenza della lingua, che \u00e8 il requisito imprescindibile per garantire la sicurezza sul lavoro. E poi occorrono politiche di integrazione, perch\u00e9 gli stranieri non siano gruppi isolati nella nostra societ\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Dello stesso parere il segretario generale di Cgil Rovigo <b>Pieralberto Colombo<\/b>. \u201cI dati emersi sulle nuove assunzioni &#8211; dice &#8211; non fanno altro che confermare un aspetto che, come Cgil, diciamo da tempo e cio\u00e8 che questo \u00e8 un tema che andrebbe trattato in maniera oggettiva e seria e dove dovremmo lasciare da parte invece strumentalizzazioni ideologiche e di natura politica. Sappiamo da qualche anno la popolazione straniera, in percentuale al numero di abitanti della nostra provincia, si attesta attorno al 9% e i dati sulle assunzioni dimostrano quanto questo abbia importanti valenze anche per la nostra comunit\u00e0, sia di natura sociale che di natura economica. Dal punto di vista economico, chi lavora e lavora, come in questo caso, in regola, aiuta il mercato del lavoro locale dove, per\u00f2, vanno evitati i fenomeni di sfruttamento di questi lavoratori, che osserviamo in alcuni comparti dove la presenza di stranieri \u00e8 elevata e penso all&#8217;agricoltura, edilizia e anche alla logistica. Poi, sappiamo che esiste anche il segmento di coloro che sono impegnati nella cura delle persone e anche questo \u00e8 un altro elemento fondamentale per la nostra societ\u00e0. Se vogliamo che questo fenomeno sia meno legato alla stagionalit\u00e0, si devono rivedere le politiche di accoglienza e di integrazione\u201d.<\/p>\n<p>E il segretario generale di Cisl, <b>Samuel Scavazzin<\/b>, spiega: \u201cGi\u00e0 il Polesine ha pochi abitanti, se a questo aggiungiamo il problema della natalit\u00e0 sempre pi\u00f9 in calo e consideriamo che gli under 65 sono di gran lunga in numero minore degli over 65, quella che ci viene proposta \u00e8 la reale fotografia del concetto che, se vogliamo andare avanti, allo stato attuale abbiamo bisogno degli stranieri, che piaccia o non piaccia. Soprattutto per quei lavori che gli italiani non vogliono pi\u00f9 fare &#8211; conclude &#8211; e penso all\u2019agricoltura ma anche a tutte quelle figure che si occupano della cura della persona che sono fondamentali soprattutto per i nostri anziani. Certo dobbiamo pensare a flussi regolari e ad una preparazione non solo a livello linguistico ma anche sulla conoscenza di quelle che sono le nostre leggi e le nostre regole, ma degli stranieri c\u2019\u00e8 assoluta necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2025 quasi un\u2019assunzione su tre ha riguardato cittadini stranieri: parliamo di 6.800 dei 21.250 contratti complessivi. 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