{"id":36683,"date":"2025-08-09T03:45:09","date_gmt":"2025-08-09T03:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36683\/"},"modified":"2025-08-09T03:45:09","modified_gmt":"2025-08-09T03:45:09","slug":"e-un-simbolo-per-donne-e-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36683\/","title":{"rendered":"\u00e8 un simbolo per donne e bambini"},"content":{"rendered":"<p>                <img itemprop=\"image\" loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/ce2888e1cdf2460eb002f53d12de0775\/2069276.jpg?width=1024\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/ce2888e1cdf2460eb002f53d12de0775\/2069276.jpg\" title=\"Il progetto \u201cLa casa dell\u2019attesa\u201d in Angola\" alt=\"Il progetto \u201cLa casa dell\u2019attesa\u201d in Angola\"\/><\/p>\n<p itemprop=\"description\" class=\"didascalia rs_skip\">Il progetto \u201cLa casa dell\u2019attesa\u201d in Angola  &#8211; Nicola Berti \/ Cuamm <\/p>\n<p id=\"13019\">Un libro pu\u00f2 nascere con l\u2019intuizione di un titolo, prima ancora di averne chiara la trama? \u00c8 cos\u00ec che lo scrittore torinese Fabio Geda \u00e8 stato conquistato dall\u2019idea di scrivere dell\u2019Angola, della maternit\u00e0, di quale senso dare alla cooperazione internazionale in tempi difficili come quelli contemporanei. Cos\u00ec, ascoltando gli operatori di Medici con l\u2019Africa &#8211; Cuamm, ha deciso di raccontare un ambiente speciale, laggi\u00f9 nella remota regione del Cunene, nel sud-ovest del Paese, negli altopiani al confine con la Namibia: una struttura lunga e bassa, a fianco all\u2019ospedale rurale, dove le donne di una vastissima area circostante si trasferiscono per trascorrere l\u2019ultimo mese di gravidanza. La casa dell\u2019attesa, si chiama l\u2019edificio, ed \u00e8 cos\u00ec che Geda ha intitolato il suo libro (Laterza, pagine 168, euro 16,00), un racconto d\u2019autore vibrante e ricco di emozione, il resoconto della sua missione accanto ai medici del Cuamm. E pensare che Geda, reso famoso dal drammatico racconto della fuga di un adolescente afghano verso l\u2019Europa, il bestseller del 2010 Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari, l\u2019Africa prima dell\u2019Angola non la conosceva affatto o ben poco.<\/p>\n<p id=\"13020\">Forse \u00e8 proprio questo sguardo vergine che illumina di una luce quasi epica il racconto di Geda: lo stupore di addentrarsi in un Paese immenso, con mille problemi, accanto a persone che arrivano da un altro continente per fare la differenza e rendere pi\u00f9 sopportabile la vita dei suoi abitanti.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Il prossimo 22 novembre Medici con l\u2019Africa \u2013 Cuamm, impegnati in diversi progetti sanitari in 9 Paesi, festeggiano i 75 anni di vita. Li conosceva prima di accettare la proposta di Laterza di scrivere di loro?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abSolo di nome. Poi li ho incontrati nella loro sede, a Padova. Mi hanno convinto lo sguardo e le parole del direttore don Dante Carraro e delle persone che mi descrivevano il loro lavoro. Mi sono sentito a casa\u00bb. <\/p>\n<p id=\"13020\"><b>\u00c8 vero che in quel primo incontro non aveva ancora idea di cosa ne sarebbe venuto fuori?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abS\u00ec, sono partito al buio. Mi sono messo in ascolto aspettando che qualcosa, un particolare, una esperienza, accendesse in me una luce. Quando hanno parlato dell\u2019Angola, dell\u2019ospedale di Chiulo e della \u201cCasa dell\u2019attesa\u201d, ho pensato che questo fosse un titolo stupendo\u00bb. <\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Cos\u2019\u00e8 la \u201c<\/b><b>Casa dell\u2019attesa\u201d<\/b><b>?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00ab\u00c8 un edificio in cui le donne vanno poche settimane prima del tempo previsto per il parto. L\u2019ospedale di Chiulo serve un territorio enorme e spesso le partorienti non riescono ad arrivare in tempo, mettendo a rischio la propria vita e quella del figlio. Cos\u00ec \u00e8 nata l\u2019idea di costruire una casa accanto all\u2019ospedale, dove si attende insieme ad altre donne, facendosi compagnia e prendendosi cura una dell\u2019altra, come in un villaggio. \u00c8 una strategia frugale per contrastare la mortalit\u00e0 infantile perinatale. In portoghese si dice \u201cCasa de espera\u201d, e il concetto di attesa si mischia in italiano a quello di speranza. Ho capito che attesa-speranza poteva diventare un filtro per raccontare molto altro, per parlare del tempo, del modo in cui facciamo le cose. La stessa \u201cCasa dell\u2019attesa\u201d \u00e8 nata 12 anni dopo l\u2019arrivo del Cuamm nel Cunene: all\u2019inizio c\u2019erano 12 donne, quando sono stato io erano 70. Sono stati necessari anni per creare relazioni, fiducia reciproca. Quella piccola grande intuizione ha ridotto del 55% la mortalit\u00e0 perinatale. Vuol dire che un bambino su due moriva e oggi non muore pi\u00f9. A Chiulo avvengono 2mila parti all\u2019anno: capisce che risultato straordinario in termini di vite salvate in una profonda provincia dell\u2019Africa subsahariana?\u00bb. <\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Espera dunque \u00e8 attesa ma ricorda anche la speranza: cosa c\u2019\u00e8 dentro questa parola dal significato per noi doppio?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abC\u2019\u00e8 un modo di stare accanto alle persone, in maniera non prestazionale, cio\u00e8 non legata ai risultati immediati, ma con l\u2019attenzione di incontrarci sulla soglia, al confine, in un punto in cui ci si rispetta e ci si definisce a vicenda. \u00c8 una modalit\u00e0 di fare cooperazione: si fa la storia, senza volerne essere protagonisti. \u00c8 accettare che i risultati di quello che fai non li vedrai tu: quello che ho visto in Angola, accanto al Cuamm, \u00e8 che l\u2019importante \u00e8 stare accanto alla gente e aiutarla a crescere e a camminare con le proprie gambe. Se ci pensiamo \u00e8 l\u2019esatto contrario di ci\u00f2 che la maggior parte delle persone desidera: godere dei risultati di ci\u00f2 che fa, per esibirli in un selfie\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Nel libro descrive decine e decine di incontri, di persone: le dottoresse e le ostetriche italiane, i ragazzini di Luanda, gli specializzandi dell\u2019ospedale di Chiulo, i medici&#8230; ce n\u2019\u00e8 qualcuno a cui si \u00e8 affezionato di pi\u00f9?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abSono stato con il Cuamm in Angola due volte, entrambe nel 2024: la prima per un sopralluogo, la seconda per un mese e mezzo. Ho raccolto decine e decine di storie; per il libro ho approfondito quelle che diventavano fili di una tessitura che potesse raccontare la complessit\u00e0 di quei luoghi. Il ragazzo che fa l\u2019autista di taxi ma sogna di aprire una fabbrica di yogurt, ad esempio, ha rappresentato per me la bellezza dell\u2019Africa che vuole diventare altro da s\u00e9, l\u2019Africa giovane, piena di inventiva e di sogni imprenditoriali. E all\u2019ospedale rurale di Chiulo, l\u2019infermiera Felismina, la Mary Poppins del Cunene, alta alta con la borsa piena di cose; vive dentro l\u2019ospedale e ospita a casa sua i parenti dei pazienti. E poi la doppia faccia del rapporto madre-figlio: da una parte la dolce attesa delle partorienti nella \u201cCasa de espera\u201d, e pi\u00f9 in l\u00e0, separate solo da un muro, nell\u2019ospedale, l\u2019attesa angosciosa delle mamme: sopravviver\u00e0 il loro bambino alla malnutrizione? A distanza di venti metri, la vita e la morte. Mi ha colpito che le mamme aspettino anche due o tre mesi prima di dare un nome al figlio per essere sicure che sopravviva. Ecco ancora il concetto di attesa\u00bb. <\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Il suo libro \u00e8 uscito nelle stesse settimane in cui il presidente Trump ha cancellato gli aiuti all\u2019agenzia americana per la cooperazione. Cosa ne pensa?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abPenso che mentre ci sono molti che distruggono, e di loro si parla tanto, c\u2019\u00e8 un mondo che silenziosamente costruisce. Tanti criticano la cooperazione perch\u00e9 \u201cbisogna smettere di aiutarli perch\u00e9 altrimenti non cammineranno mai con le proprie gambe\u201d. A loro vorrei dire che esistono modelli diversi, che accanto al Cuamm ho visto persone competenti insegnare ad altre persone a diventare competenti e nel frattempo salvare vite\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Lei racconta che una dottoressa prima di partire le disse: \u00abVedrai, a Chiulo non c\u2019\u00e8 niente. Ma fai attenzione, perch\u00e9 potresti trovare tutto quello che stai cercando. E se ancora non sai cosa stai cercando, be\u2019, lo troverai a Chiulo\u00bb. Ebbene, cosa ha trovato in Angola?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abAlla fine il concetto che si \u00e8 sedimentato in me \u00e8 quello dell\u2019attesa, del fare la storia senza pretendere di vederla fatta. Simone Weil diceva: \u201cOgni volta che facciamo le cose con cura distruggiamo il male che \u00e8 in noi\u201d. Ecco, credo che sia importante oggi fare meno e fare meglio. Vale anche per me. Credo anche che avr\u00e0 un impatto nella mia vita l\u2019idea del prendersi cura, che non vuol dire curare. Non credo nel valore strettamente terapeutico del libro, ma credo che i libri possano prendersi cura del mondo, avendo cura delle storie che racconto. Non posso salvare vite con il mio lavoro, ma posso prendermi cura di quelle vite\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il progetto \u201cLa casa dell\u2019attesa\u201d in Angola &#8211; Nicola Berti \/ Cuamm Un libro pu\u00f2 nascere con l\u2019intuizione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":36684,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-36683","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36683\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}