{"id":367403,"date":"2026-02-23T22:23:09","date_gmt":"2026-02-23T22:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/367403\/"},"modified":"2026-02-23T22:23:09","modified_gmt":"2026-02-23T22:23:09","slug":"il-paradosso-uci-il-caso-sram-e-lazione-legale-sostenuta-da-safer-con-i-soldi-dei-team-sponsorizzati-sram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/367403\/","title":{"rendered":"IL PARADOSSO UCI. IL CASO SRAM E L&#8217;AZIONE LEGALE SOSTENUTA DA SAFER CON I SOLDI DEI TEAM SPONSORIZZATI SRAM"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00abSituazione molto triste. Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade quando il governo non viene eletto da coloro che dovrebbe rappresentare e proteggere\u00bb:<\/strong> le parole di <strong>Jonathan Vaughters<\/strong>, general manager della EF Education Easypost danno una fotografia netta e chiara di quanto sta accadendo ai vertici del ciclismo mondiale.\n            <\/p>\n<p>L\u2019UCI, come ha rivelato un\u2019inchiesta del collega Stephen Farrand per <a href=\"https:\/\/www.cyclingnews.com\/pro-cycling\/safety\/exclusive-uci-to-fight-sram-legal-battle-with-funds-from-sram-sponsored-teams-as-safer-budget-used-for-gear-limit-case\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Cyclingnews<\/a>, \u00e8 infatti pronta a<strong> utilizzare i fondi del progetto di sicurezza SafeR per portare avanti la battaglia legale contro SRAM<\/strong>, creando l\u2019incredibile situazione per cui<strong> alcuni team vedranno i fondi da loro versati che sono utilizzati per \u201ccombattere\u201d i loro stessi sponsor.<\/strong>\n            <\/p>\n<p>Ricordiamo che la vertenza legale \u00e8 legata al progetto dell\u2019Uci di <strong>limitare i rapporti utilizzati dai corridori in gara<\/strong> con l\u2019adozione di <strong>soluzioni penalizzanti per il solo produttore SRAM<\/strong> che infatti si \u00e8 rivolto alle autorit\u00e0 competenti e ha ottenuto una prima vittoria grazie ad un procedimento antitrust depositato presso l&#8217;Autorit\u00e0 garante della concorrenza belga.<\/p>\n<p><strong>La proposta dell\u2019Uci, lo ricordiamo, \u00e8 quella di limitare il rapporto al 54&#215;11 pari a 10,46 metri<\/strong> ma la cassetta SRAM prevede un pignone da 10 denti e quindi, se utilizzata con una corona da 54 denti, non rispetterebbe lo standard del rapporto di trasmissione massimo.\u00a0<\/p>\n<p>Non \u00e8 una questione da poco visto che <strong>ad utilizzare SRAM\u2008sono Red Bull-Bora-Hansgrohe, Movistar Team, Lidl Trek, NSN Cycling Team, EF Education EasyPost, Uno X Mobility, Decathlon CMA CGM, Pinarello-Q36.5, Visma-Lease a Bike e CANYON\/\/SRAM zondacrypto.<\/strong><\/p>\n<p>Nella sua sentenza, emessa nel settembre scorso &#8211; <strong>sentenza che ha portato all\u2019annullamento dei test UCI\u2008previsti ad ottobre in occasione del Tour of Guangxi<\/strong> &#8211; la BCA ha scritto che lo standard UCI sul rapporto massimo di trasmissione non soddisfaceva i requisiti di obiettivit\u00e0 e trasparenza richiesti e &#8220;ha generato effetti negativi sproporzionati su un fornitore di attrezzature sportive, ovvero SRAM&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;UCI ha cancellato il test in Cina, ma ha accusato la controparte di non voler condividere il discorso sulla sicurezza e ha messo in discussione l&#8217;autorit\u00e0 internazionale della BCA.\u00a0\u00abL&#8217;UCI esprime la sua sorpresa per l&#8217;intervento di un&#8217;autorit\u00e0 garante della concorrenza su un tema auspicato da tutti gli attori del ciclismo &#8211; aveva scritto in una nota la Federazione Internazionale -, soprattutto considerando che la decisione \u00e8 stata emessa da un&#8217;autorit\u00e0 belga in risposta a un reclamo di un&#8217;azienda statunitense contro un&#8217;associazione sportiva svizzera in merito a un test da effettuare in territorio cinese\u00bb.<\/p>\n<p>A parte la simpatica bizzarria delle nazionalit\u00e0, degna di una italica barzelletta (giusto per far entrare anche il nostro Paese nel discorso), ad essere perlomeno discutibili sono gli sviluppi che sta prendendo la vicenda:\u2008secondo una nota di sintesi ottenuta da Cyclingnews e confermata da pi\u00f9 fonti, <strong>il presidente dell&#8217;UCI David Lappartient ha chiesto alle parti interessate, durante una recente riunione del Consiglio di vigilanza SafeR, di sostenere le azioni legali dell\u2019Uci contro SRAM<\/strong> e sarebbe gi\u00e0 stato<strong> previsto un accantonamento di 300.000 euro dal budget di SafeR<\/strong> proprio per questa azione.\u00a0<\/p>\n<p>In realt\u00e0 <strong>non \u00e8 vero nemmeno che la \u201ctutti gli attori del ciclismo\u201d, per usare una formula cara all\u2019UCI fossero d\u2019accordo sull\u2019iniziativa<\/strong>:<strong> l&#8217;Associazione Internazionale delle Squadre Ciclistiche Professionistiche (AIGCP) ha votato contro la proposta<\/strong> mentre l&#8217;Associazione dei Corridori Professionisti (CPA) e l&#8217;Associazione Internazionale degli Organizzatori di Gare (AIOCC) hanno votato a favore dell&#8217;UCI, quindi la decisione \u00e8 stata approvata.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 dell\u2019altro a complicare ulteriormente la vicenda:\u2008<strong>il presidente Lappartient ha proposto anche che l&#8217;UCI assuma direttamente la gestione di SafeR, riducendo il ruolo e l&#8217;influenza degli altri stakeholder.<\/strong> Se ne discuter\u00e0 in occasione del prossimo Comitato Direttivo dell&#8217;UCI. La domanda nasce spontanea, come avrebbe detto Antonio Lubrano: se l\u2019UCI assumesse in toto il controllo e la gestione di SafeR, la stessa SafeR non avrebbe pi\u00f9 ragione di essere. Basterebbe l\u2019UCI&#8230;\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSituazione molto triste. 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