{"id":3675,"date":"2025-07-23T17:42:18","date_gmt":"2025-07-23T17:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3675\/"},"modified":"2025-07-23T17:42:18","modified_gmt":"2025-07-23T17:42:18","slug":"venezia-radicale-negli-scatti-di-lorenzo-capellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3675\/","title":{"rendered":"Venezia radicale negli scatti di Lorenzo Capellini"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 in corso presso l\u2019<a href=\"https:\/\/www.adidesignmuseum.org\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ADI Design Museum di Milano<\/a> la mostra B74-78, presentata da La Biennale di Venezia. Un racconto fotografico di <strong>Lorenzo Capellini <\/strong>(Genova, 1939) che attraverso una selezione di scatti ripercorre il quadriennio della Biennale sotto la presidenza di Carlo Ripa di Meana (1974-1978). La mostra \u00e8 visitabile fino al 7 settembre 2025. \u00abFotografo e testimone di numerosi episodi del XX secolo e di momenti emblematici di varie edizioni della Biennale di Venezia \u2013 spiega <strong>Debora Rossi<\/strong>, responsabile dell\u2019Archivio Storico della Biennale \u2013 Capellini documenta qui la straordinaria e vivacissima programmazione culturale promossa dalla presidenza di Ripa di Meana, un periodo significativo e tuttora oggetto di studio per le nuove generazioni, anche perch\u00e9 anticipava gli sviluppi futuri dell\u2019Istituzione\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1149026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Carla-Fracci-prova-in-Piazza-San-Marco-1975-1024x654.jpg\" alt=\"lorenzo capellini\" width=\"696\" height=\"445\"  \/>Carla Fracci prova in Piazza San Marco 1975. Ph. Lorenzo Capellini<\/p>\n<p>La selezione delle fotografie in mostra ripropone una parte del percorso espositivo realizzato nel marzo 2023 nel Portego di Ca\u2019 Giustinian, sede della Biennale di Venezia, in occasione dell\u2019acquisizione, da parte dell\u2019Archivio Storico della Biennale, del Fondo Lorenzo Capellini. Il percorso espositivo si sviluppa lungo il luminoso corridoio dell\u2019ADI Design Museum, intervallato da supporti che occupano lo spazio in maniera modulare, creando un discorso tematico che si sviluppa in due linee perfettamente intrecciate e in dialogo: se da una parte ripercorre la storia dell\u2019importante istituzione italiana, dall\u2019altra svela la visione autoriale ed allestitiva di Lorenzo Capellini, giocando su un doppio strato di lettura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1149028\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Costruzione-del-contenitore-per-le-proposte-per-il-Mulino-Stucky-di-Mario-Ceroli-Piazza-San-Marco_19.jpeg\" alt=\"lorenzo capellini\" width=\"682\" height=\"1024\"  \/>Costruzione del contenitore per le proposte per il Mulino Stucky di Mario Ceroli, Piazza San Marco, 1975, foto Capellini<\/p>\n<p>La Biennale di Venezia viene fondata nel 1895 e la sua struttura si articola in diversi settori: arte, architettura, teatro, danza, musica e cinema, restituendo una vasta panoramica sulle arti contemporanee, ricerche autori e personalit\u00e0 che le abitano. Il quadriennio 1974-78 \u00e8 noto per la svolta politica e sociale, accogliendo visioni militanti e di attivismo. Con la creazione di un luogo di contaminazioni e di dibattiti, il direttore Ripa di Meana, legato storicamente al PCI e al PSI,\u00a0 ha esplicitato come tra l\u2019arte e la politica ci sia una linea sottilissima \u2013 spesso inesistente. Nota come \u201cBiennale del dissenso\u201d \u00e8 l\u2019edizione del1977, svoltasi nel pieno della Guerra Fredda, edizione apice dell\u2019impegno politico da parte di numerosi artisti e intellettuali che operavano nel campo delle arti visive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1149029\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gae-Aulenti-in-Piazza-San-Marco-partecipa-all_happening-Holy-Ghost-di-James-Kee-Byars_1975_foto-Cape.jpeg\" alt=\"lorenzo capellini\" width=\"945\" height=\"630\"  \/>Gae Aulenti in Piazza San Marco partecipa all\u2019happening Holy Ghost di James Kee Byars, 1975, foto Capellini<\/p>\n<p>Sono anche gli Anni di Piombo, dei Referendum e dei dibattiti sui temi importanti dell\u2019aborto e del divorzio, del Compromesso Storico e delle crisi energetiche. Ripa di Meana rimescola le carte istituzionali, creando uno spazio di dibattito vivo e radicale, dove l\u2019arte \u00e8 legata a filo stretto alle dinamiche sociali. Un periodo tutt\u2019oggi interessante e sempre pi\u00f9 sentito, studiato nella sua complessit\u00e0, dove il concetto di istituzionalit\u00e0 viene completamente ribaltato, l\u2019artista \u00e8 politico, la politica vive nell\u2019arte e l\u2019arte vive in ogni angolo della socialit\u00e0. L\u2019occhio testimone \u00e8 quello di Lorenzo Capellini, che restituisce un campionario di momenti catturati su carta: sono fotografie d\u2019autore ma anche storiche, capaci di dialogare a diversi livelli. Spiccano le testimonianze di performance e interventi site-specific (<strong>Gae Aulenti<\/strong> in Piazza San Marco partecipa all\u2019happening Holy Ghost di <strong>James Lee Byars<\/strong>, 1975), ritratti di grandi nomi (<strong>Achille Bonito Oliva, Alberto Moravia, Renato Guttuso, Patty Smith<\/strong>), momenti di lavoro (<strong>Carla Fracci<\/strong> prova in Piazza San Marco, 1975).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1149031\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gli-architetti-Vittorio-Gregotti-e-Gae-Aulenti-1975_foto-Capellini-1024x663.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"451\"  \/>Gli architetti Vittorio Gregotti e Gae Aulenti, 1975, foto Capellini<\/p>\n<p>Tra le immagini spiccano le proposte di <strong>Vittorio Gregotti<\/strong>, chiamato ad occuparsi del Settore Arte e Architettura della Biennale: ai Magazzini del Sale nel 1975 la riproposizione della mostra Le macchine celibi di <strong>Harald Szeemann<\/strong>; la rassegna dei progetti Proposte per il Mulino Stucky; la mostra sul Razionalismo e l\u2019Architettura in Italia durante il Fascismo. Vi si trova poi la documentazione della rassegna multidisciplinare Libert\u00e0 al Cile, che sostituisce l\u2019edizione della Biennale nel 1974, e quella della mostra del 1976 Spagna \u2013 Avanguardia artistica e realt\u00e0 sociale 1936-1976; la celebre mostra Ambiente\/Arte a cura di <strong>Germano Celant<\/strong>; non ultima, l\u2019edizione della Biennale Arte 1978 Dalla natura all\u2019arte, dall\u2019arte alla natura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1149033\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Harald-Szeemann-curatore-della-mostra-Le-macchine-celibi-con-moglie-e-figlia-1975_foto-Capellini-102.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"464\"  \/>Harald Szeemann curatore della mostra Le macchine celibi con moglie e figlia 1975, foto Capellini<\/p>\n<p>Per il Settore Teatro affidato alla direzione di <strong>Luca Ronconi<\/strong> troviamo <strong>Peter Brook, Living Theatre, Bob Wilson, Jerzy Grotowski, Eugenio Barba<\/strong> con l\u2019Odin Teatret, <strong>Ariane Mnouchkine<\/strong> con il Th\u00e9\u00e2tre du Soleil, <strong>Mem\u00e8 Perlini<\/strong> e <strong>Dacia Maraini<\/strong>, e per il Settore Musica c\u2019\u00e8 l\u2019Orchestra da camera Internazionale <strong>Anton Webern<\/strong> diretta dal Maestro <strong>Marcello Panni<\/strong>; l\u2019Accademia Internazionale di danza e gli Incontri Internazionali della danza del 1975. Presente anche la rassegna multidisciplinare del Dissenso culturale del 1977 con convegni, mostre, seminari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1149040\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Courtesy-of-ADI-Design-Museum_2-1024x655.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"445\"  \/>Courtesy of ADI Design Museum<\/p>\n<p>Le fotografie di Capellini sono vive, parlano allo spettatore. \u00c8 una documentazione che apre \u2013 in modalit\u00e0 capillare \u2013 finestre su autori, tempi, visioni e ideali, mai tralasciando la forte componente umana che ha permeato quel famoso quadriennio. Sono anch\u2019esse politiche, catturano l\u2019energia creativa, la ribellione e la rabbia, la voglia di cambiare le cose da dentro. Allestite come una sorta di quadreria contemporanea trasformano le pareti in un puzzle di memoria collettiva, sono in movimento pi\u00f9 che mai. Interessante \u00e8 l\u2019annullamento temporale che si percepisce: visitando la mostra si coglie certamente tutta la potenza storica attraverso volti ed eventi che hanno fatto la storia dell\u2019arte e della societ\u00e0, ma c\u2019\u00e8 una sorta di effetto-specchio che torna indietro potentissimo. Passato e presente coincidono nella voglia di vivere l\u2019arte nella sua complessit\u00e0 di forme, permeata completamente nei meccanismi del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 in corso presso l\u2019ADI Design Museum di Milano la mostra B74-78, presentata da La Biennale di Venezia.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3676,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-3675","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3675"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3675\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}