{"id":36945,"date":"2025-08-09T07:20:09","date_gmt":"2025-08-09T07:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36945\/"},"modified":"2025-08-09T07:20:09","modified_gmt":"2025-08-09T07:20:09","slug":"laika-artista-romano-ha-inaugurato-una-nuova-opera-a-riace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/36945\/","title":{"rendered":"Laika, artista romano, ha inaugurato una nuova opera a Riace"},"content":{"rendered":"<p>Maschera bianca, parrucca rossa e una tela grande come il mondo. <strong>Questa \u00e8 Laika, artista roman\u0259 che ha deciso di rendere i muri delle strade il manifesto della propria postura politica e sociale.<\/strong> Ormai da anni ha iniziato un percorso artistico che dagli Usa all\u2019Italia evidenzia cosa non le piace del mondo, urlandolo a gran voce e agendo sempre al limite tra legalit\u00e0 e illegalit\u00e0. Definit\u0259 \u201cBanksy d\u2019Italia\u201d, Laika agisce come molti supereroi dei fumetti, indossando una maschera e portando la bandiera della propria giustizia artistica e ideologica. <strong>Tra gli svariati soggetti finiti al centro delle sue opere si contano Giulio Regeni, Michela Murgia, Paola Egonu e, tra gli ultimi, anche Papa Francesco. Numerose sono state anche le manifestazioni artistiche per la liberazione, poi avvenuta, di Patrick Zaky:<\/strong> proprio con l\u2019attivista egiziano la scorsa domenica sera ha inaugurato il suo ultimo murale a Riace, Humanity has no borders, come segno di vicinanza al sindaco Domenico \u201cMimmo\u201d Lucano, al centro di molte polemiche.<\/p>\n<p>In questo articolo sar\u00e0 presente lo schwa, indicato con questo simbolo \u201c\u0259\u201d, per declinare il soggetto in un genere neutro, su richiesta dell\u2019artista. <\/p>\n<p><strong>Humanity has no borders, il murale di Riace, non \u00e8 la prima opera di solidariet\u00e0 per Mimmo Lucano. Come si sta evolvendo il vostro rapporto?<\/strong><br \/>\u00abLa prima opera che ho dedicato a Mimmo Lucano e al suo coraggio risale al 2021, quando arriva la condanna a 13 anni e 2 mesi, una condanna politica: il suo modello di integrazione e accoglienza faceva paura. Mimmo aveva mostrato al mondo che un\u2019alternativa alle politiche xenofobe dei governi europei esiste. Spesso mi succede che le mie opere su carta, affisse con tanta colla sui muri giusti, generino delle reazioni da parte dell\u2019opinione pubblica: queste reazioni hanno il potere di connettermi con le persone che ritraggo. \u00c8 successo con Patrick Zaki, per il quale mi sono espost\u0259 tantissimo a favore della sua liberazione: ora siamo amici. E anche questo cerchio con Mimmo si chiude (per ora): un viaggio iniziato nel 2021 che mi ha portat\u0259 nel luogo simbolo dell\u2019accoglienza. Lasciare una traccia \u00e8 stato un onore. Conoscere Mimmo Lucano e la sua comunit\u00e0 un\u2019immensa gioia. Cosa accadr\u00e0 in futuro non lo so: si \u00e8 creata una connessione che sicuramente ha rafforzato i nostri percorsi di lotta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali passi sono necessari secondo lei perch\u00e9 l\u2019accoglienza e l\u2019abbattimento di confini politici e morali possano diventare davvero delle priorit\u00e0 per chi decide?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 necessario un cambio di mentalit\u00e0 da parte degli italiani, la cui mente \u00e8 annebbiata da una propaganda xenofoba utile solamente a dividerci tra esseri umani di serie a e serie b. Il sistema ha bisogno di farci credere che il nemico sia \u201clo straniero\u201d, \u201cil diverso\u201d cos\u00ec i potenti possono continuare ad arricchirsi sulla nostra pelle senza risultare colpevoli\u201d. E sicuramente un cambio di governo (viviamo nel momento pi\u00f9 buio per democrazia e diritti dal dopo guerra) e un cambio delle politiche europee, oggi basate sulla \u201cprotezione\u201d dei confini e sulla criminalizzazione dei migranti. La gente che muore in mare scappa da Paesi devastati dal colonialismo occidentale\u00bb<\/p>\n<p><strong>Che ruolo deve avere l\u2019arte nella societ\u00e0? Le sta bene essere una persona \u201cscomoda\u201d?<\/strong><br \/>\u00abNon sono io a dover dire che ruolo debba avere l\u2019arte tutta: sono convint\u0259 per\u00f2 che l\u2019artista debba schierarsi, debba mettere al servizio dei diritti umani il proprio lavoro. L\u2019artista deve schierarsi, soprattutto in un periodo come questo. Io, come Gramsci, odio gli indifferenti. Il fatto che risulti scomod\u0259 significa che sto facendo bene il mio lavoro. Il mio progetto non nasce per piacere a tutti. Con le mie opere genero dibattito, a volte sveglio le coscienze: dialogo con il mainstream affinch\u00e9 il mainstream prenda coscienza, si mobiliti e cambi le cose. Cambiare le cose, lottare per un mondo migliore in termini di diritti umani e sociali \u00e8 fottutamente scomodo. Vado fier\u0259 di questa definizione. L\u2019arte \u00e8 liberazione. \u00c8 una forma di resistenza\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Il murale di Riace \u00e8 stato realizzato insieme a Patrick Zaki e all\u2019associazione Spostiamo mari e monti: ci sono altre realt\u00e0 che conosce capaci di fare la differenza?<\/strong><br \/>\u00abFortunatamente di realt\u00e0 che nascono e che portano avanti la lotta a difesa dei diritti umani ce ne sono molte. \u00c8 fondamentale organizzarsi in un momento cos\u00ec buio: la lotta senza organizzazione non \u00e8 efficace. Spesso la mia arte supporta il lavoro di Ong e associazioni. Unire la potenza delle immagini al lavoro di cooperanti e attivisti \u00e8 per me fondamentale nel mio percorso artistico: \u00e8 un modo per dare concretezza al mio lavoro artistico e al mio essere attivista. Ho collaborato e collaboro con diverse Ong e associazioni tra cui Amnesty International, MSF, Sea Watch (a settembre vedrete a Milano cosa ho preparato per i suoi 10 anni). A Riace ho conosciuto \u201cSpostiamo Mari e Monti\u201d un\u2019associazione di anime belle che lotta per un mondo migliore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il suo rapporto con la censura?<\/strong><br \/>\u00abSono in uno stato di guerra permanente con la censura. La censura \u00e8 un cancro per la democrazia. La censura ha senso contro ci\u00f2 che minaccia la democrazia stessa: neonazismo, fascismo, razzismo ecc. Bucare il muro della censura \u00e8 la mia occupazione principale: spesso social e stampa non accolgono ci\u00f2 che comunico attraverso le mie opere. Su Instagram lo shadow ban \u00e8 pane quotidiano. Ogni volta che vengo censurat\u0259 mi carico e cerco di fare ancora pi\u00f9 rumore. Non so quanto convenga\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un commento sugli ultimi sviluppi del caso Almasri?<\/strong><br \/>\u00abAlmasri \u00e8 un criminale internazionale, un torturatore, ma anche un faccendiere del governo italiano: fa il lavoro sporco. Solo un governo xenofobo, colpevole di lasciare affogare la gente in mare ostacolando il lavoro delle ong, che rinchiude i migranti in dei lager chiamati Cpr, poteva lasciare libero un essere immondo come Almasri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 nata la decisione di fare street-art? Qual \u00e8 stato il primo murale?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 nato tutto per gioco all\u2019inizio: ho iniziato insieme ad alcuni amici facendo stickers e poster ironici (sempre a tema politico). Il primo poster in assoluto era un collage di Greta Thunberg con il volto di Bettino Craxi e la famosa citazione \u201channo creato un clima infame\u201d. Ma \u00e8 solo con l\u2019Abbraccio tra Zaki e Regeni ho capito il potere dei poster in strada\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dove sta puntando la maschera in questo periodo? Dove pensa che ci possa essere bisogno di una sua opera per \u201cscuotere\u201d le persone?<\/strong><br \/>\u00abNon anticipo mai i miei blitz. Spesso sono illegali e preferisco muovermi in totale sicurezza e anonimato. Purtroppo i posti dove servono opere per scuotere la gente sono sempre di pi\u00f9. Sar\u00e0 un duro lavoro ma io voglio pensare che un giorno riusciremo a vivere in un mondo in cui l\u2019umanit\u00e0 non abbia confini\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Lavorare nell\u2019anonimato comporta appunto dei rischi. Mi racconta, se c\u2019\u00e8 stata, una volta in cui ha temuto di vedersela brutta?<\/strong><br \/>\u00abLavorare in anonimato mi garantisce una vita quotidiana normale. Mi garantisce inoltre di non avere filtri quando realizzo un\u2019opera: le mie critiche sono sempre dirette. Senza anonimato non ci sarebbe Laika. Non riesco ad immaginare questo progetto senza questa forma di protezione: mi arrivano sempre tante minacce. Grazie all\u2019anonimato sono riuscit\u0259 ad andare in pieno Covid in Bosina, sulla Rotta Balcanica. I rischi arrivano quando l\u2019anonimato viene meno. L\u2019ultimo blitz all\u2019estero, in Ungheria, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 stressanti di sempre. Non ho dormito diverse notti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vede un futuro senza maschera?<\/strong><br \/>\u00abSenza la maschera? No. Al massimo con occhiali da sole e passamontagna\u00bb. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Maschera bianca, parrucca rossa e una tela grande come il mondo. 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