{"id":371176,"date":"2026-02-26T11:33:14","date_gmt":"2026-02-26T11:33:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/371176\/"},"modified":"2026-02-26T11:33:14","modified_gmt":"2026-02-26T11:33:14","slug":"giugno-2028-la-grande-crisi-disoccupazione-usa-al-102-e-crollo-in-borsa-se-lai-mantiene-le-promesse-la-vera-partita-e-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/371176\/","title":{"rendered":"Giugno 2028, la grande crisi: disoccupazione Usa al 10,2% e crollo in Borsa. Se l\u2019AI mantiene le promesse, la vera partita \u00e8 sul lavoro"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuliana Ferraino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Uno scenario di Citrini Research,  proiettato nel 2028, descrive un\u2019economia in forte crisi. \u00c8 solo fiction ma spaventa i mercati.  E solleva la questione su come governare l\u2019impatto dell\u2019intelligenza artificiale sul lavoro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo nel giugno 2028. Negli Stati Uniti la disoccupazione \u00e8 salita al 10,2%. L\u2019S&amp;P 500 ha perso il 38% dai massimi dell\u2019ottobre precedente. <b>I consumi delle famiglie sono in contrazione perch\u00e9 milioni di lavoratori sono stati sostituiti da sistemi di intelligenza artificiale pi\u00f9 efficienti e meno costosi<\/b>. Le imprese che producono tecnologia continuano a generare profitti elevati, ma la ricchezza non si distribuisce in salari e quindi non sostiene la domanda. \u00c8 il quadro apocalittico descritto in <b>\u00abThe 2028 Global Intelligence Crisis\u00bb, un rapporto pubblicato il 22 febbraio da Citrini Research<\/b> e costruito come un memo immaginario datato giugno 2028.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel mondo immaginato fra due anni, l\u2019intelligenza artificiale non delude le aspettative. Al contrario, mantiene pienamente le promesse. <b>I sistemi automatizzati svolgono attivit\u00e0 cognitive e operative meglio e a costi inferiori rispetto agli esseri umani. \u00c8 proprio questa efficienza radicale a generare lo squilibrio. <\/b>Se le imprese possono produrre di pi\u00f9 con meno lavoratori, la domanda di lavoro si contrae rapidamente. E se il reddito da lavoro diminuisce, si indebolisce anche la capacit\u00e0 di consumo, con effetti a catena sull\u2019economia reale e sui mercati finanziari.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il documento \u00e8 esplicitamente presentato come <b>uno scenario estremo<\/b>, un esercizio di riflessione sui cosiddetti tail risk,\u00a0che in economia indicano i rischi meno probabili. Quindi non \u00e8 una previsione. Eppure la sua diffusione ha avuto conseguenze concrete. Nella seduta di luned\u00ec 23 febbraio diversi titoli tecnologici, ma anche le azioni legate ai servizi digitali e di pagamento hanno registrato vendite significative, in un clima di crescente sensibilit\u00e0 verso le implicazioni macroeconomiche dell\u2019automazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le critiche non si sono fatte attendere. <b>Alcuni economisti hanno definito lo scenario eccessivamente speculativo e poco probabile<\/b>, ricordando che la storia delle innovazioni tecnologiche mostra capacit\u00e0 di adattamento e creazione di nuovi posti di lavoro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per\u00f2 la questione sollevata non \u00e8 priva di fondamento teorico. Parte della letteratura economica recente mette in guardia sul <b>possibile disallineamento tra produttivit\u00e0 e occupazione nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale<\/b>. Il co-fondatore di Anthropic, <b>Dario Amodei, prevede che l\u2019intelligenza artificiale potrebbe eliminare fino al 50% dei lavori \u00abwhite collar\u00bb di primo livello entro i prossimi 5 anni<\/b> con una possibile impennata della disoccupazione negli Stati Uniti fino al 10-20% se non si adottano politiche di accompagnamento adeguate. Se la produzione aumenta grazie all\u2019automazione, ma i redditi da lavoro non crescono in parallelo, si crea <b>una frattura tra capacit\u00e0 produttiva e capacit\u00e0 di spesa<\/b>, con potenziali effetti depressivi sulla domanda aggregata.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 su questo terreno che lo scenario di Citrini Research acquista rilevanza politica. Anche se resta fiction, pone una domanda concreta: cosa accade se l\u2019AI funziona troppo bene, troppo in fretta, senza un accompagnamento istituzionale adeguato?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La prima implicazione riguarda il mercato del lavoro<\/b>. L\u2019automazione sposta la domanda verso competenze altamente specializzate e riduce la necessit\u00e0 di molte mansioni tradizionali, anche qualificate. Senza <b>politiche attive di riqualificazione e formazione continua<\/b>, una parte dei lavoratori rischia di restare permanentemente esclusa dal mercato. Ecco perch\u00e9<b> la transizione non pu\u00f2 essere lasciata solo alla dinamica di mercato.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La seconda questione \u00e8 la protezione sociale<\/b>. I sistemi di welfare sono costruiti su un modello in cui il lavoro salariato \u00e8 la principale fonte di reddito e contribuzione. Se una quota crescente del valore economico \u00e8 generata da sistemi automatizzati, occorre <b>ripensare strumenti di sostegno al reddito e meccanismi di redistribuzione che accompagnino chi perde<\/b> <b>l\u2019occupazione<\/b> verso nuove opportunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Allo stesso tempo, non dobbiamo dimenticare <b>il lato costruttivo della trasformazione<\/b>. La diffusione dell\u2019intelligenza artificiale richiede infrastrutture digitali, data center ad alta intensit\u00e0 energetica, reti elettriche pi\u00f9 robuste e sostenibili, nuove professionalit\u00e0 nella progettazione e manutenzione dei sistemi intelligenti. <b>La costruzione di queste infrastrutture e la gestione dei nuovi bisogni tecnologici possono<\/b> <b>creare occupazione significativa<\/b>, come ha sostenuto a Davos Jensen Huang, ceo di Nvidia. Ma perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga su larga scala, \u00e8 necessario <b>coordinare politica industriale, formazione e investimenti pubblici.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sfida non \u00e8 fermare la tecnologia, ma governarne gli effetti distributivi.<\/b> Il rapporto di Citrini Research non \u00e8 una previsione del futuro, ma un esercizio di immaginazione che mette in luce un rischio: una crescita della produttivit\u00e0 che non si traduce automaticamente in benessere diffuso. Anche se lo scenario del 2028 non si materializzer\u00e0, la questione che solleva \u00e8 reale. <b>Preparare la transizione oggi <\/b>significa evitare che un progresso tecnologico indiscutibile si trasformi domani in una frattura economica e sociale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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