{"id":371559,"date":"2026-02-26T17:28:14","date_gmt":"2026-02-26T17:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/371559\/"},"modified":"2026-02-26T17:28:14","modified_gmt":"2026-02-26T17:28:14","slug":"arriva-la-tassa-sul-cloud-per-la-copia-privata-esulta-il-mondo-della-musica-dure-critiche-di-provider-e-consumatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/371559\/","title":{"rendered":"Arriva la \u00abtassa sul cloud\u00bb per la copia privata: esulta il mondo della musica, dure critiche di provider e consumatori"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Il ministro Giuli firma, il governo vara il decreto che aggiorna i compensi per la riproduzione privata di opere protette ed estende il prelievo allo storage in cloud. Ma nell&#8217;era dello streaming, il concetto stesso di \u00abcopia privata\u00bb \u00e8 quasi scomparso: \u00abGabella medievale\u00bb attaccano i provider, Google e i consumatori. Il mondo dello spettacolo e della cultura plaude<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il ministro della Cultura<b> Alessandro Giuli <\/b>ha firmato la sera del 23 febbraio 2026 <b>il decreto che ridefinisce le tariffe del cosiddetto \u00abcompenso per copia privata\u00bb<\/b>, aggiornandole per la prima volta dal 2020 sulla base dell&#8217;indice Istat. La novit\u00e0 pi\u00f9 impattante \u00e8 <b>l&#8217;estensione del prelievo allo storage in cloud<\/b>: per la prima volta nella storia della normativa italiana, lo spazio di memorizzazione in rete viene equiparato a un supporto fisico e assoggettato a un compenso. Che non \u00e8, va sottolineato, una tantum, come nel caso dei supporti fisici. <b>La\u00a0\u00abtassa sul cloud\u00bb, come qualcuno ha iniziato a chiamarla, \u00e8 mensile ed\u00a0\u00e8 ricorrente, calcolata per Gigabyte e per utente<\/b>. Il provvedimento &#8211; discusso nell&#8217;estate 2025 e ora confermato senza modifiche sostanziali &#8211; ha scatenato reazioni durissime da parte di imprese tecnologiche, provider di connettivit\u00e0, Google e associazioni dei consumatori, che parlano apertamente di doppia imposizione e ipotizzano un ricorso.<\/p>\n<p>    Cos&#8217;\u00e8, esattamente, la \u00abcopia privata\u00bb?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per capire perch\u00e9 questa vicenda \u00e8 cos\u00ec controversa, \u00e8 bene definire il perimetro di ci\u00f2 di cui si parla. Il compenso per copia privata non \u00e8 assolutamente una sorta di compensazione per la pirateria. <b>Nasce negli anni Ottanta<\/b>, quando era prassi comune acquistare un lp o una cassetta e poi duplicarlo su un&#8217;altra cassetta vergine per ascoltarlo in auto o regalarlo a un amico. La legge italiana &#8211; in linea con le direttive europee &#8211; <b>consente ai privati di fare copie a uso personale di opere protette da copyright<\/b>, ma in cambio ha stabilito che chi fabbrica o importa i supporti su cui si registra (prima cassette, poi cd, dvd, hard disk, schede di memoria, smartphone, computer, tablet e ora siamo arrivati al cloud) versi un compenso alle societ\u00e0 di collecting, <b>Siae in testa<\/b>, che poi \u00e8 tenuta a redistribuirlo agli autori.<br \/>Il sistema ha senso, o almeno ne aveva, in un mondo analogico. Compravi una musicassetta vergine? Una quota andava agli artisti. Compravi un cd masterizzabile? Idem. L&#8217;idea era che quei supporti sarebbero stati usati, almeno in una certa percentuale, per copiare musica o film protetti dal diritto d&#8217;autore. Era una compensazione forfettaria, un po&#8217; imprecisa magari, ma che valeva come una sorta di licenza preventiva e generalizzata.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Le nuove tariffe: pagano pure i rigenerati (e due volte)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il decreto, annunciato dal sottosegretario Gianmarco Mazzi a Sanremo in occasione degli Stati generali della musica, \u00e8 stato firmato alle 21.47 del 23 febbraio 2026 dal ministro Alessandro Giuli. <b>Proprio alla vigilia dell&#8217;inizio del Festival<\/b>. Il provvedimento aggiorna le tariffe rivalutandole sulla base dell&#8217;indice Istat per Famiglie, Operai e Impiegati (Foi) a decorrere dal 1\u00b0 gennaio 2021 al 31 dicembre 2024. L&#8217;allegato tecnico firmato da Giuli \u00e8 un documento tassonomico e preciso: classifica diciotto categorie di dispositivi e supporti, fissando per ognuno compensi differenziati per fascia di capacit\u00e0. Secondo i <a href=\"https:\/\/www.isicult.it\/zaccone-isicult-pubblichiamo-in-anteprima-il-decreto-a-firma-del-ministro-giuli-sulla-copia-privata-perplessita-sulle-nuove-tariffe-6-euro-per-qualsiasi-computer-dai-3\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">dati elaborati da Isicult<\/a>, l&#8217;Istituto italiano per l&#8217;Industria Culturale, e <a href=\"https:\/\/www.dday.it\/redazione\/56495\/compensi-copia-privata-approvato-il-decreto-aumenti-a-go-go-giuli-copia-e-incolla-le-bozze-e-ce-anche-il-cloud\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">riportati da DDay.it<\/a>, la testata digitale che pi\u00f9 ha approfondito il tema della copia privata negli ultimi mesi, gli aumenti rispetto al precedente decreto del 2020 <b>variano tra il 15% e il 40% a seconda del dispositivo e della fascia di memoria<\/b>.<br \/>Qualche esempio, partendo da dispositivi che tutti ben conosciamo: su smartphone e tablet il compenso \u00e8 articolato in dieci fasce di memoria, da 3,39 euro per i modelli fino a 8 GB fino a 9,69 euro per quelli oltre i 2 TB. <b>L&#8217;attuale generazione di smartphone di fascia media, con 128-256 GB di memoria, \u00e8 soggetta a un compenso tra 7,36 e 8,06 euro per unit\u00e0<\/b>.\u00a0<br \/>I <b>computer <\/b>sono invece trattati con un compenso fisso di 6,07 euro, indipendentemente dalla capacit\u00e0 di storage. I <b>televisori e decoder con funzione di registrazion<\/b>e pagano un fisso di 4,67 euro a unit\u00e0, mentre per le memorie degli stessi apparecchi (videoregistratori, decoder satellitari, terrestri o via cavo) il compenso sale progressivamente: 7,52 euro fino a 500 GB, 11,28 euro fino a 1,5 TB, 15,04 euro fino a 3 TB, 18,80 euro oltre.\u00a0<br \/>Non sfuggono <b>gli smartwatch e i fitness tracker <\/b>con funzione di registrazione audio o video: tariffe tra 2,57 euro (fino a 4 GB) e 6,54 euro (oltre i 32 GB). Le chiavette usb, ormai quasi in disuso, sono gravate di 0,12 euro per GB fino a 8 GB, con un tetto massimo per unit\u00e0 di 8,76 euro. Per gli <b>hard disk meccanici e ssd interni ed esterni<\/b>, il compenso va da 0,011 euro per GB nella fascia tra 160 e 500 GB fino a 0,009 euro per GB oltre i 2 TB, con un massimo di 21,02 euro a unit\u00e0.\u00a0<br \/>Una novit\u00e0 rilevante, segnalata da DDay.it, <b>riguarda i dispositivi ricondizionati<\/b>: per la prima volta vengono esplicitamente inclusi nell&#8217;ambito di applicazione del decreto, con gli stessi compensi previsti per i prodotti nuovi. Quindi sostanzialmente quel dispositivo paga due volte la gabella: quando qualcuno lo compra, ipotizziamo in un Apple Store, e la seconda (e terza, quarta&#8230;) quando qualcun altro lo acquista rigenerato da siti come Swappie, Trendevice, Backmarket, Amazon e cos\u00ec via.\u00a0<\/p>\n<p>    Come funziona per il cloud<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La vera novit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 il cloud<\/b>. L&#8217;allegato tecnico del decreto introduce la \u00abmemoria in cloud o spazio di memorizzazione in cloud\u00bb come categoria autonoma di prelievo \u2014 la lettera q) del lungo elenco di cui abbiamo dato conto. <b>La qualificazione giuridica di base \u00e8 quella di \u00abmemoria trasferibile\u00bb, tecnicamente equivalente a qualsiasi altro supporto di registrazione<\/b>. Il fondamento normativo \u00e8 la sentenza della Corte di Giustizia Ue del 24 marzo 2022 (causa C-433\/20, Austro Mechana v. Strato), che ha stabilito che un server cloud messo a disposizione di un utente rientra nella nozione di \u00abqualsiasi supporto\u00bb ai fini dell&#8217;obbligo di equo compenso.\u00a0<br \/><b>Il meccanismo \u00e8 strutturalmente diverso da tutti gli altri<\/b>: non si tratta di un compenso una tantum al momento dell&#8217;acquisto, ma di un prelievo mensile ricorrente. Le tariffe fissate nell&#8217;allegato tecnico sono di 0,0003 euro per GB al mese per le capacit\u00e0 da 1 GB a 500 GB, e di 0,0002 euro per GB al mese oltre i 500 GB. Il compenso \u00e8 gratuito (0 euro) sotto il gigabyte. <b>\u00c8 fissato un tetto massimo mensile di 2,40 euro per utente<\/b>. In concreto: un utente con 100 GB di cloud storage paga 0,03 euro al mese, ovvero 36 centesimi l&#8217;anno. Un utente con 1 TB paga circa 0,15 euro al mese, un euro e ottanta l&#8217;anno. Si tratta di cifre di per s\u00e9 irrisorie, ma che creano un precedente e che, a pensare male, in futuro potranno essere facilmente ritoccate verso l&#8217;alto<\/p>\n<p>    Quanto incassano Siae e gli altri \u00abcollector\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I fornitori di cloud dovranno presentare una dichiarazione trimestrale alla Siae, indicando per ogni mese il numero di utenti attivi (rilevati l&#8217;ultimo giorno del mese) e la capacit\u00e0 di spazio cloud a loro disposizione.\u00a0Il risultato complessivo del decreto \u00e8 che la raccolta annua delle entit\u00e0 deputate al \u00abcollecting\u00bb (Siae, Fimi, Nuovo Imaie, Scf) sale <b>dai circa 130 milioni di euro del 2020 a 154 milioni<\/b>. Il sottosegretario Mazzi ha tenuto a precisare che si tratta di un adeguamento Istat e che la Francia, con una popolazione paragonabile, raccoglie circa 255 milioni.<\/p>\n<p>    Nell&#8217;era dello streaming, chi fa ancora copie private?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A lasciare molti perplessi, \u00e8 la ratio con cui si sceglie di finanziare la musica e l&#8217;audiovisivo (attenzione: non l&#8217;intero mondo della cultura, non i musei, non le scuole, non gli editori di quotidiani o di periodici, non i teatri, non la lirica&#8230; solo le due fattispecie di cui sopra) attraverso una tassa che nel 2026 suona decisamente anacronistica nelle sue fondamenta.\u00a0<br \/>Tra i critici, lo mette bene a fuoco Massimiliano Dona, presidente dell&#8217;Unione Nazionale Consumatori che parla di \u00abennesima gabella medievale\u00bb e aggiunge: \u00ab<b>Siamo nell&#8217;era dello streaming. <\/b>Non siamo pi\u00f9 negli anni &#8217;80 quando si comprava un lp e poi si faceva una copia su musicassetta per poterlo ascoltare in auto\u00bb. Dona ha chiesto non solo di non aumentare i compensi, ma di abolirli del tutto.\u00a0<br \/>Oggi, in effetti,<b> la musica si ascolta su Spotify, Apple Music, YouTube Music. I film si guardano su Netflix, Prime Video, Disney+, Apple Tv<\/b>. La \u00abcopia privata\u00bb, cio\u00e8\u00a0 l&#8217;atto fisico di duplicare un&#8217;opera protetta su un supporto personale. \u00e8 diventata una pratica rara, quasi residuale. <b>Chi scarica ancora un album in Mp3 per portarselo dietro? Chi copia un film su un hard disk esterno?<\/b> Le nuove generazioni non lo fanno quasi mai. E, ribadiamo: non \u00e8 una tassa \u00abspannometrica\u00bb sulla pirateria.\u00a0<br \/><b>Eppure il sistema di compensazione continua a esistere, e anzi si amplia<\/b>, chiedendo <b>soldi anche per l&#8217;archiviazione cloud che nella stragrande maggioranza dei casi non contiene affatto opere protette copiate illegalmente<\/b>. Ma piuttosto email, documenti, copie di foto e video personali. Perch\u00e9 sotto l&#8217;etichetta \u00abcloud\u00bb ci sono anche i 15 GB gratuiti di Gmail, o i 5 GB gratuiti che Apple d\u00e0 con ogni iPhone, o ancora lo spazio di Amazon Foto offerto agli abbonati Prime, gli archivi Dropbox, Onedrive e cos\u00ec via. Se\u00a0 salvi sul cloud un documento di lavoro, un file di backup, le foto delle vacanze o il codice sorgente di un&#8217;applicazione, devi pagare di nuovo, anche se hai gi\u00e0 pagato per quel servizio. E anche se su quello spazio non c&#8217;\u00e8 nemmeno un secondo di musica protetta.\u00a0<\/p>\n<p>    La rivolta delle imprese: doppia imposizione e danni alla competitivit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le reazioni del mondo delle imprese tecnologiche e dei provider sono state durissime e immediate. <b>Aiip <\/b>(Associazione Italiana Internet Provider) e <b>Assintel <\/b>(Associazione Nazionale delle Imprese Ict di Confcommercio) hanno dichiarato in una nota congiunta di valutare un ricorso contro il provvedimento e hanno definito il testo \u00absconcertante\u00bb, sottolineando che \u00abconferma senza modifiche sostanziali le anticipazioni circolate nell&#8217;estate 2025\u00bb nonostante le osservazioni inviate durante la consultazione ministeriale.<br \/>Le criticit\u00e0 sollevate dalle due associazioni sono precise e circostanziate. <b>La prima e pi\u00f9 grave \u00e8 il rischio di doppia imposizione<\/b>: chi ha gi\u00e0 pagato il compenso acquistando uno smartphone o un hard disk \u2014 compenso calcolato sull&#8217;ipotesi che quei device vengano usati per copiare opere protette \u2014 rischia ora di pagarlo una seconda volta, ogni mese, per il semplice fatto di avere uno spazio cloud collegato a quegli stessi device. Come nota la stessa Google in una dichiarazione riportata dall&#8217;Ansa, \u00abla copia privata viene gi\u00e0 pagata quando si acquista un telefono o un computer e non \u00e8 possibile accedere al cloud senza un dispositivo\u00bb.<br \/><b>La seconda criticit\u00e0 riguarda i servizi cloud B2B<\/b>. Il decreto non distingue tra storage consumer e storage aziendale. Un&#8217;impresa che usa il cloud per backup, continuit\u00e0 operativa, compliance normativa, sicurezza informatica o elaborazione dati non ha nulla a che fare con la copia privata di opere protette, eppure sarebbe ugualmente soggetta al prelievo. Aiip e Assintel chiedono esplicitamente che i servizi cloud forniti a clienti business vengano esclusi \u00abin modo chiaro ed ex ante\u00bb dall&#8217;ambito di applicazione.<br \/><b>C&#8217;\u00e8 poi una terza criticit\u00e0, di carattere competitivo<\/b>. Il meccanismo di controllo e prelievo \u00e8 applicabile principalmente agli operatori con sede in Italia: i provider nazionali, le Pmi del cloud italiano. Le grandi piattaforme internazionali, con strutture societarie complesse e sedi in altri Paesi, sono \u00abdifficilmente raggiungibili\u00bb dal sistema di enforcement. Dice\u00a0<b>Giuliano Claudio Peritore<\/b>, presidente Aiip: \u00abNel momento in cui timidamente si sta parlando di supportare il cloud nazionale ed europeo, nell&#8217;ottica della sovranit\u00e0 digitale, il prelievo sul cloud storage rischia di trasformarsi in una doppia imposizione e in un freno agli investimenti digitali italiani\u00bb. Gli\u00a0 fa eco<b> Paola Generali<\/b>, presidente Assintel: \u00abColpire indiscriminatamente lo storage cloud significa introdurre un onere parafiscale su un&#8217;infrastruttura abilitante per competitivit\u00e0 e innovazione. \u00c8 una misura incoerente con le politiche di digitalizzazione e con la Strategia Cloud\u00bb.<br \/>Anche Anitec-Assinform, l&#8217;associazione di Confindustria che rappresenta le imprese Ict, ha espresso \u00abforte preoccupazione\u00bb, rilevando che \u00abla tutela del diritto d&#8217;autore \u00e8 un principio fondamentale, ma non pu\u00f2 tradursi in strumenti ormai superati rispetto al funzionamento dell&#8217;economia digitale\u00bb.<\/p>\n<p>    Chi plaude: autori, mondo della musica e governo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul fronte opposto, le societ\u00e0 di collecting e il mondo della produzione culturale accolgono il decreto con favore. <b>Fimi, Nuovo Imaie, Siae e Scf<\/b> lo definiscono \u00abpositivo\u00bb. <b>Enzo Mazza<\/b>, ceo di Fimi, sostiene che il provvedimento \u00abfar\u00e0 da modello anche per altri Paesi\u00bb. <b>Il presidente Siae Salvatore Nastasi<\/b> ricorda che l&#8217;associazione \u00ab\u00e8 dal 2009 che ha avviato la battaglia per la copia privata\u00bb.<br \/><b>Luigi Abete<\/b>, presidente di <b>Confindustria Cultura Italia<\/b>, federazione che riunisce le imprese produttrici di contenuti culturali, si \u00e8 detto soddisfatto e ha ringraziato il ministro Giuli per aver \u00abrafforzato uno strumento essenziale per la tutela dell&#8217;intero settore culturale italiano in un ecosistema troppo spesso dominato dalla tecnologia\u00bb. Nel merito, Abete ha ricordato che \u00absenza tutela del diritto d&#8217;autore non esiste diffusione della cultura, perch\u00e9 la garanzia di essere remunerati per la propria attivit\u00e0 intellettuale costituisce il presupposto che consente a scrittori, musicisti, autori in generale di poter esistere e vivere del loro lavoro\u00bb.<br \/>Il <b>sottosegretario Mazzi <\/b>ha difeso il decreto come una \u00abpartita di civilt\u00e0\u00bb, sottolineando che \u00abla parte pi\u00f9 debole \u00e8 quella degli autori e degli editori, perch\u00e9 dall&#8217;altra parte ci sono le big tech\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-02-26T12:04:27+01:00\">26 febbraio 2026 ( modifica il 26 febbraio 2026 | 12:04)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il ministro Giuli firma, il governo vara il decreto che aggiorna i compensi per la riproduzione privata 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