{"id":374539,"date":"2026-02-28T16:52:12","date_gmt":"2026-02-28T16:52:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/374539\/"},"modified":"2026-02-28T16:52:12","modified_gmt":"2026-02-28T16:52:12","slug":"famiglie-italiane-piu-povere-causa-inflazione-ma-i-consumi-tornano-a-salire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/374539\/","title":{"rendered":"Famiglie italiane pi\u00f9 povere causa inflazione, ma i consumi tornano a salire"},"content":{"rendered":"<p>La ripresa dei consumi in Italia procede, ma a passo molto lento e con un\u2019ombra lunga che continua a gravare sui bilanci delle famiglie: le spese obbligate. Secondo le nuove previsioni di <strong>Confesercenti<\/strong> e Cer, nel 2026 la spesa delle famiglie crescer\u00e0, ma gran parte delle risorse aggiuntive sar\u00e0 assorbita da voci inderogabili come bollette, carburanti e spesa alimentare.\n<\/p>\n<p>Una crescita modesta nel 2026<\/p>\n<p>Nel corso del 2026 la spesa delle famiglie residenti in Italia dovrebbe aumentare dello <strong>0,8% in volume<\/strong>, pari a circa 9,1 miliardi di euro in pi\u00f9 rispetto al 2025. Un dato apparentemente positivo, che per\u00f2 nasconde una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa: <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/inflazione-prezzi-spesa-gennaio-2026\/954365\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019incremento<\/a> sar\u00e0 quasi interamente assorbito dalle spese necessarie come alimentari, casa ed energia, lasciando poco spazio agli altri consumi.<\/p>\n<p>Questo andamento rappresenta un freno per il <strong>commercio al dettaglio<\/strong>, per cui si prevedono volumi di vendita sostanzialmente invariati (+0,2%). A sostenere la debole ripresa sono principalmente due fattori:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019aumento dell\u2019occupazione, che allarga la base dei consumatori;<\/li>\n<li>gli interventi di detassazione (su rinnovi contrattuali, premi di produttivit\u00e0 e lavoro accessorio), che dovrebbero generare 1,8 miliardi di reddito disponibile aggiuntivo, di cui circa 1,5 miliardi destinati ai consumi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma la situazione resta critica<\/p>\n<p>La situazione, tuttavia, rimane delicata. Se nel 2025 il calo dei <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/osservatorio-prezzi\/prezzo-energia-elettrica-oggi-2\/920965\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prezzi energetici<\/a> aveva liberato circa un miliardo di euro per altre spese, l\u2019inizio del 2026 segna un\u2019inversione di tendenza. A gennaio i prezzi internazionali del petrolio sono tornati a salire e l\u2019energia importata in Italia costa l\u20191,9% in pi\u00f9. Anche i prezzi degli alimentari continuano a crescere a un ritmo superiore alla media. Come sottolinea il presidente di Confesercenti, <strong>Nico<\/strong> <strong>Gronchi<\/strong>:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Con l\u2019esaurirsi della spinta del Pnrr e in un contesto che indebolisce l\u2019export, la crescita dei consumi \u2013 pur lenta \u2013 resta il principale motore dell\u2019economia italiana. [\u2026] le spese obbligate \u2013 dall\u2019abitazione all\u2019energia, dagli alimentari ai trasporti \u2013 continuano ad assorbire una quota crescente dei bilanci familiari, comprimendo la spesa discrezionale, quella che sostiene le attivit\u00e0 di prossimit\u00e0 e l\u2019economia dei territori.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Le previsioni restano inoltre legate alla stabilit\u00e0 internazionale. Le <strong>tensioni geopolitiche<\/strong> e commerciali, a partire dai nuovi dazi, rappresentano una minaccia concreta. Un\u2019eventuale escalation, unita a una nuova impennata dei prezzi energetici, potrebbe aggravare ulteriormente il quadro.<\/p>\n<p>In uno scenario negativo, la crescita dei consumi scenderebbe allo 0,5%, pari ad appena 5,5 miliardi in pi\u00f9. La differenza tra lo scenario base e quello peggiorativo \u00e8 di 3,6 miliardi di euro: una quota di spesa oggi particolarmente esposta ai rischi internazionali. In questo caso le vendite del commercio tornerebbero in territorio negativo (-0,3%), con un calo dell\u20191,5% per i piccoli negozi.<\/p>\n<p>Il conto salato del carovita<\/p>\n<p>L\u2019effetto combinato dei rincari \u00e8 un progressivo irrigidimento dei <strong>bilanci<\/strong> <strong>familiari<\/strong>. Rispetto al 2019, le famiglie italiane spendono in media circa 1.860 euro in pi\u00f9 all\u2019anno. Il dato pi\u00f9 allarmante \u00e8 che il 70% di questa maggiore spesa deriva dall\u2019aumento dei <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/osservatorio-prezzi\/carrello-spesa-italia\/940450\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prezzi di alimentari<\/a> e abitazione. Un peso che riduce inevitabilmente la capacit\u00e0 di acquisto per tutto il resto, dall\u2019abbigliamento ai viaggi brevi.<\/p>\n<p>Questa dinamica spiega il divario tra consumi totali e vendite al dettaglio: i primi includono anche servizi e affitti, mentre le seconde misurano esclusivamente l\u2019acquisto di beni nei negozi. Ed \u00e8 proprio qui che si concentrano le difficolt\u00e0 maggiori.<\/p>\n<p>Dopo tre anni di flessione, nel 2026 le <strong>vendite al dettaglio<\/strong> interrompono la caduta ma restano sostanzialmente ferme (+0,2%). A soffrire di pi\u00f9 sono i piccoli esercizi, per i quali si prevede un\u2019ulteriore diminuzione dello 0,5%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La ripresa dei consumi in Italia procede, ma a passo molto lento e con un\u2019ombra lunga che continua&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":374540,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,8740,35497,184,3711,1537,90,89],"class_list":["post-374539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-carburante","tag-confesercenti","tag-economia","tag-inflazione","tag-it","tag-italia","tag-italy"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116149298468966499","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=374539"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374539\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/374540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=374539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=374539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=374539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}