{"id":37480,"date":"2025-08-09T13:41:09","date_gmt":"2025-08-09T13:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37480\/"},"modified":"2025-08-09T13:41:09","modified_gmt":"2025-08-09T13:41:09","slug":"thom-yorke-a-volte-mi-domandano-se-sono-felice-e-io-rispondo-di-andare-affanculo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37480\/","title":{"rendered":"Thom Yorke: \u00abA volte mi domandano se sono felice e io rispondo di andare affanculo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>In un ristorante trendy dell\u2019East Village che ricorda una specie di mausoleo, tre componenti del gruppo inglese dei <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/radiohead\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Radiohead<\/a> e un paio di giornalisti americani sorseggiano vino e chiacchierano delle loro nuove band preferite. Mentre nomi come Mercury Rev, Supergrass e Geraldine Fibbers vengono lanciati come fossero mangime per piccioni, il cantante <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/thom-yorke\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Thom Yorke<\/a> aggrotta le sopracciglia infastidito, si copre le orecchie con le mani e canticchia per isolarsi dalla conversazione. Alla fine si batte i pugni sulle ginocchia e grida: \u00abNon state parlando di musica, queste sono solo opinioni. Possiamo parlare di qualcos\u2019altro?\u00bb. Si passa ai film, ma Yorke alza gli occhi al cielo e torna a imbronciarsi.<\/p>\n<p>Signori e signore, ecco Thom Yorke, la mente che sta dietro al pop deliziosamente inquietante dei Radiohead. Gli sfoghi emotivi sono all\u2019ordine del giorno per il cantante il cui tormento interiore ha portato la band alla notoriet\u00e0 sin dal 1993, quando il singolo Creep ha contribuito a far certificare Pablo Honey disco d\u2019oro. Ma l\u2019indole di Yorke contrasta nettamente con l\u2019atteggiamento passivo dei suoi colleghi del gruppo. Poche ore fa, mentre lui era collassato sotto un tavolo, i chitarristi Jonny Greenwood e Ed O\u2019Brien, il bassista Colin Greenwood e il batterista Phil Selway mangiavano panini dall\u2019altra parte della stanza e si divertivano con un gioco emozionante: non era poker, n\u00e9 gin rummy, ma bridge.<\/p>\n<p>Yorke dice di essere \u00absempre stato melodrammatico in ogni circostanza\u00bb, ma anche lui tende a evitare le piazzate. I Radiohead non hanno mai lanciato un televisore dalla finestra e qualche settimana fa, quando l\u2019artista che apriva per loro, David Gray, ha distrutto il camerino della band, loro hanno rimesso tutto in ordine dopo che l\u2019entourage di Gray se n\u2019era andato. Quando i Radiohead partiranno in tour con i R.E.M. e i Soul Asylum, in autunno, probabilmente non toccheranno nemmeno i vassoi del catering senza prima chiedere il permesso agli headliner. \u00abSiamo tutti figli della classe media di Oxford e l\u00ec regna un\u2019atmosfera impregnata di cortesia alla quale \u00e8 difficile sottrarsi\u00bb, spiega O\u2019Brien con tono pacato, facendo spallucce.<\/p>\n<p>Questo garbo rende ancora pi\u00f9 avvincenti le melodie turbolente dei Radiohead. Alternando tremiti di insicurezza straziante e un\u2019angoscia autoironica, il nuovo album della band, The Bends, \u00e8 un ottovolante emotivo che non trova mai un equilibrio. A differenza di gruppi come i Green Day e i Red Hot Chili Peppers, le cui canzoni riflettono la loro personalit\u00e0, il pop distorto dei Radiohead esprime emozioni come l\u2019inadeguatezza sessuale, la paura esistenziale e la rabbia: sentimenti che la maggior parte dei membri della band ha difficolt\u00e0 a comunicare senza l\u2019ausilio di amplificatori e chitarre. \u00abL\u2019unico momento in cui mi sento a mio agio \u00e8 quando sono davanti a un microfono\u00bb, afferma Yorke, che sembra un incrocio tra John Lydon e Martin Short. \u00abSono ossessionato dall\u2019idea di perdere del tutto il contatto con me stesso e sono giunto alla conclusione che Thom Yorke non \u00e8 altro che il ragazzo che scrive quelle canzoni dolorose\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abA volte mi domandano se sono felice e io rispondo di andare affanculo\u00bb, racconta Yorke, pi\u00f9 tardi, nel bar del suo hotel. \u00abSe fossi felice, sarei in un cazzo di spot di automobili. Tante persone pensano di essere felici, ma conducono vite noiose e fanno le stesse cose ogni giorno. Poi a un certo punto si svegliano e si rendono conto di non aver ancora vissuto. Preferisco di gran lunga celebrare gli alti e bassi della vita quotidiana piuttosto che cercare di negarli\u00bb.<\/p>\n<p>Yorke sembra sguazzare nella tensione e nella precariet\u00e0: ama il ruolo dell\u2019artista tormentato che si \u00e8 creato. \u00abNon gli piace sentirsi soddisfatto\u00bb, dice Selway. \u00abQuando le cose vanno bene, lui le manda tutto all\u2019aria cos\u00ec da ritrovarsi in uno stato di incertezza. \u00c8 cos\u00ec che d\u00e0 il meglio\u00bb.<\/p>\n<p>Questo continuo movimento plasma pezzi come My Iron Lung e Planet Telex, caratterizzati da cambiamenti di mood sonoro repentini che spaziano dalla disperazione sommessa alla frustrazione rabbiosa. Ma i sentimenti predominanti sono il rimpianto e l\u2019isolamento. Dal brano che d\u00e0 il titolo all\u2019album The Bends, in cui Yorke proclama \u201cHo bisogno di lavarmi di nuovo per nascondere tutto lo sporco e il dolore \/ Avrei paura se sotto non ci fosse nulla \/ E chi sono i miei veri amici?\u201d, fino al pezzo che ha lanciato la sua carriera, Creep, in cui Yorke si chiedeva \u201cChe diavolo ci faccio qui?\u201d ed esclamava \u201cVorrei essere speciale\u201d, le canzoni dei Radiohead sono narrazioni di un cinico disadattato che vuole solo essere amato. \u00abFin dal giorno in cui sono nato provo un senso di solitudine opprimente\u00bb, spiega Yorke. \u00abForse molte altre persone sentono la stessa cosa, ma non ho nessuna intenzione di andare per strada chiedendo a tutti se sono soli come me. Probabilmente mi rinchiuderebbero\u00bb.<\/p>\n<p>Yorke \u00e8 nato a Wellingborough, in Inghilterra, nel 1968 ed \u00e8 cresciuto in Scozia, vicino a una spiaggia piena di bunker e filo spinato della Seconda Guerra Mondiale. Suo padre vendeva attrezzature per l\u2019ingegneria chimica ed era stato un campione di pugilato a livello universitario. \u00abUna delle prime cose che mi ha comprato \u00e8 stato un paio di guantoni da boxe\u00bb, racconta Yorke. \u00abCercava di insegnarmi a boxare, ma ogni volta che mi colpiva cadevo a terra\u00bb. Quando Yorke aveva 8 anni, la sua famiglia si \u00e8 trasferita a Oxford. A 10 anni lui ha formato la sua prima band e due anni dopo \u00e8 finito in un collegio maschile vicino ad Abingdon, dove ha trascorso alcuni dei suoi anni peggiori. Aveva pochi amici, litigava spesso e, nonostante fosse allenato, di solito aveva la peggio nelle scazzottate. I suoi problemi sociali erano amplificati da un\u2019anomalia all\u2019occhio sinistro per la quale veniva preso in giro impietosamente, ma che da allora ha imparato ad accettare. \u00abQuando avevo 18 anni, lavoravo in un bar; \u00e8 entrata una tipa un po\u2019 pazza e ha detto: \u201cHai degli occhi bellissimi, ma sono completamente sbagliati\u201d. Ogni volta che divento paranoico, ci penso\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo avere mollato un gruppo punk di gente della sua scuola, Yorke ha deciso di fondare una propria band coi compagni di classe O\u2019Brien (perch\u00e9 somigliava a Morrissey) e Colin Greenwood (perch\u00e9 si vestiva in modo bizzarro e andava a un sacco di feste); poco dopo ha completato la line-up con Selway e il fratello di Greenwood, Jonny. Hanno adottato il nome Radiohead, ispirandosi a una canzone dei Talking Heads dell\u2019album True Stories, e, nel 1991, finalmente hanno ottenuto un contratto discografico.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che i turbamenti di Yorke hanno una notevole influenza sul sound dei Radiohead, ma la band \u00e8 molto pi\u00f9 che il semplice prodotto di una mente tormentata. Yorke costruisce le montagne russe emotive dei Radiohead, ma Colin Greenwood \u00e8 quello che ne lubrifica i binari. \u00abThom scrive canzoni che suonano come un Elvis Costello un po\u2019 pi\u00f9 cupo, poi io intervengo e aggiungo parti e accordi extra per renderle pi\u00f9 interessanti\u00bb, spiega. \u00abTollero cos\u00ec poco la noia che ho mi serve sempre qualcosa in pi\u00f9 di alcune buone canzoni per mantenere viva la mia attenzione\u00bb.<\/p>\n<p>Dal vivo, Greenwood si rifiuta di suonare assoli studiati in anticipo: per lui i concerti sono opportunit\u00e0 per sperimentare col suono. \u00abNon credo che potrei mai suonare qualcosa di nuovo dopo averlo gi\u00e0 sentito 100 volte\u00bb, dice. \u00abNon sarei spontaneo e non ci sarebbe alcuna possibilit\u00e0 di errore\u00bb.<\/p>\n<p>Quando c\u2019\u00e8 da fare del rock, i Radiohead non deludono mai. Durante un recente concerto a Denver, in un localaccio fatiscente e affollato che sembrava una specie di fienile, la band ha sfoggiato un certo carisma sessuale e un\u2019energia tale da far urlare il pubblico disidratato. Ma quando, dopo lo show, si sono avvicinate delle donne attraenti e provocanti, i ragazzi del gruppo non si sono dimostrati molto ben disposti. \u00abNon ho mai approfittato dell\u2019opportunit\u00e0 di farmi delle avventure di una notte\u00bb, dice Greenwood. \u00abSarebbe come trattare il sesso come uno starnuto. Il sesso \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 piuttosto disgustosa, che coinvolge parti del corpo pelose e maleodoranti, troppo intima per essere praticata con persone sconosciute. Sono favorevole all\u2019erotismo a livello di fantasia, ma il lato fisico \u00e8 qualcosa di diverso\u00bb.<\/p>\n<p>Per Yorke, la sessualit\u00e0 \u00e8 una faccenda ancora pi\u00f9 complessa. \u00abProvo un enorme senso di colpa per qualsiasi desiderio sessuale io abbia\u00bb, dice, \u00abquindi finisco per passare tutta la vita a pentirmi perch\u00e9 sono attratto da qualcuno. Anche a scuola le ragazze per me erano cos\u00ec meravigliose che mi facevano morire di paura. Mi masturbo molto. \u00c8 cos\u00ec che affronto il problema\u00bb.<\/p>\n<p>Oltre ad attirare le groupie, la musica introspettiva dei Radiohead ha affascinato una serie di personaggi eccentrici solitamente pi\u00f9 interessati a band come Slayer e Pantera. Qualche settimana fa, in Canada, un fan ha insistito perch\u00e9 Greenwood gli autografasse il braccio, poi \u00e8 tornato il giorno dopo con la firma tatuata. E, dopo l\u2019uscita di Pablo Honey, un assassino inglese che si identificava con il protagonista di Creep ha scritto a Yorke una lettera raggelante dalla prigione. \u00abDiceva: \u201cSono il mostro di quella canzone. Ho ucciso questo tizio. Mi hanno costretto a farlo. Non sono stato io, sono state le parole nella mia testa\u201d, racconta Yorke. \u00abMi sono sentito come se qualcuno avesse calpestato la mia tomba\u00bb.<\/p>\n<p>The Bends \u00e8 movimentato dinamico e passionale, ma non \u00e8 un album di facile ascolto. Chiunque si aspetti le melodie fluide di Pablo Honey potrebbe rimanere spiazzato da questo amalgama di rumori sperimentali e bellezza meditativa. Ma \u00e8 proprio tale dicotomia che trasforma le canzoni della band da semplici brani pop in veri e propri tira e molla tellurici. \u00ab\u00c8 tutto un riflesso di noi stessi\u00bb, dice Yorke. \u00ab\u00c8 un disco cinico e nervoso e non ha senso. Alla fine hai la sensazione che ci sia qualcosa che non va, ma non riesci a capire cosa\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/music\/music-news\/radiohead-transform-emotional-turmoil-into-kinetic-pop-243170\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Questo articolo \u00e8 tratto dal numero del 7 settembre 1995 di Rolling Stone.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un ristorante trendy dell\u2019East Village che ricorda una specie di mausoleo, tre componenti del gruppo inglese dei&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":37481,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-37480","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}