{"id":37492,"date":"2025-08-09T13:47:10","date_gmt":"2025-08-09T13:47:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37492\/"},"modified":"2025-08-09T13:47:10","modified_gmt":"2025-08-09T13:47:10","slug":"mediobanca-fa-i-conti-con-la-mina-pellicioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37492\/","title":{"rendered":"Mediobanca fa i conti con la mina Pellicioli"},"content":{"rendered":"<p>Altro che voto di scambio. Da quanto emerge dalle ultime rivelazioni sui rapporti tra il vertice di Mediobanca e quello delle Generali, si \u00e8 probabilmente pi\u00f9 vicini alla relazione incestuosa. Come giudicare altrimenti la proposta di Lorenzo Pellicioli ai colleghi del cda della compagnia triestina, di acquistare un congruo pacchetto di azioni Mediobanca da portare all&#8217;assemblea del 21 agosto a sostegno del progetto di Ops su Banca Generali, quando ancora non \u00e8 chiaro se l&#8217;operazione \u00e8 nell&#8217;interesse della compagnia?<\/p>\n<p>Ora, delle prodezze di Pellicioli in virt\u00f9 del filo diretto che storicamente lo lega a Piazzetta Cuccia, abbiamo scritto in passato. E del resto nella Milano finanziaria anche i sassi sanno che l&#8217;ex amministratore delegato del Gruppo De Agostini \u00e8 da tempo il referente pi\u00f9 diretto di Alberto Nagel all&#8217;interno del cda Generali. Ma la proposta da lui lanciata mercoled\u00ec scorso nel bel mezzo della riunione del consiglio \u00e8 un segno di subalternit\u00e0 e a un tempo di arroganza, che va oltre il voto di scambio ipotizzato fin da gennaio su queste colonne. Tanto che un consigliere della minoranza, per spegnerne l&#8217;enfasi che aveva gettato in grande imbarazzo i colleghi, si \u00e8 trovato costretto a informarlo che con tali argomenti si stava rapidamente incamminando sui sentieri della Procura. E dunque, che altre prove dobbiamo portare per convincere la vigilanza che Mediobanca e Generali si muovono nel solco di un concerto a partito unico che viene eseguito, come fosse normalit\u00e0, sin dai tempi di Enrico Cuccia?<\/p>\n<p>Per non dire del fatto che il medesimo Pellicioli ha dovuto ammettere davanti ai colleghi che l&#8217;affare Banca Generali era stato in qualche modo concordato con Nagel in incontri cui hanno partecipato alcuni consiglieri prima che la loro nomina fosse certificata dall&#8217;assemblea del 24 aprile. Sia chiaro, abbiamo cognizione che da anni Mediobanca aveva nel mirino la controllata delle Generali, perci\u00f2 non sorprende che il ceo di Piazzetta Cuccia ne abbia parlato con consiglieri che del progetto erano magari gi\u00e0 stati messi a parte nel passato essendo magari al secondo mandato. Tuttavia, se questi ultimi incontri fossero per\u00f2 avvenuti nelle more della loro ricandidatura al cda, la questione assumerebbe ben altra rilevanza. Soprattutto in considerazione del fatto che le condizioni dell&#8217;operazione, in presenza dell&#8217;Ops lanciata da Montepaschi su Mediobanca, non sono certo quelle ipotizzate per un mero acquisto con esborso in denari; le nuove condizioni ruotano infatti attorno allo scambio azionario che vede Piazzetta Cuccia rinunciare in toto al cespite patrimoniale pi\u00f9 prezioso della sua storia: il 13,2% delle azioni Generali. Un&#8217;architettura che probabilmente ha l&#8217;obiettivo primario di indebolire l&#8217;istituto milanese &#8211; impoverendo a un tempo anche la casa-madre Generali &#8211; rendendo pi\u00f9 onerosa e quindi meno attraente l&#8217;offerta di scambio lanciata da Montepaschi. Del resto, il sospetto \u00e8 corroborato dal fatto che Mediobanca sembra orientata a far s\u00ec che solo il 51% di Banca Generali posseduto dalla compagnia triestina, vale a dire la quota destinata a s\u00e9, passi di mano: questo, al momento, \u00e8 quanto si ricava da una pi\u00f9 attenta lettura della convocazione dell&#8217;assemblea del 21 agosto, che in una formula assai poco rispettosa del mercato di fatto impedisce a gran parte degli azionisti di disporre in tempo utile di informazioni sufficienti per poter esprimere un voto con cognizione di causa, anche perch\u00e9 l&#8217;adunanza avverr\u00e0 a porte chiuse con la partecipazione dei soli organismi dell&#8217;istituto. Sicch\u00e9, dopo la relazione del cda, sar\u00e0 l&#8217;avvocato-notaio Dario Trevisan, il rappresentante designato, a declinare le deleghe di tutti i soci che avranno deciso di votare comunque. E, come probabile, si avr\u00e0 un risultato all&#8217;ultimo voto visto che Nagel &#8211; che sa bene di avere di fronte la sfida finale della sua lunga carriera professionale &#8211; avr\u00e0 sicuramente chiamato alle armi la miriade di fondi e di hedge che in questi anni hanno frequentato la sua corte. Lo prova la scesa in campo del proxy advisor Iss, che di nuovo ieri tesseva le lodi di un&#8217;operazione sulla cui bont\u00e0 in queste settimane si sono accumulati non pochi dubbi, anche di analisti che pure in un primo tempo ne avevano discettato positivamente.<\/p>\n<p>Interpellato dai giornalisti, ieri un portavoce della Consob ha dichiarato che sulla vicenda Mediobanca-Generali la Commissione &#8220;ha in corso la normale attivit\u00e0 di vigilanza che viene fatta nel 100% dei casi&#8221;.\n<\/p>\n<p> Davvero questa \u00e8 una vicenda che merita una &#8220;normale attivit\u00e0 di vigilanza&#8221;? E davvero, fin d&#8217;ora, non si ravvedono elementi che richiederebbero l&#8217;intervento preventivo dell&#8217;arbitro? Sarebbe interessante conoscere l&#8217;opinione in proposito anche della professoressa Alessia Falsarone, consigliera indipendente delle Generali, con cittadinanza statunitense e residente a New York, considerata grande studiosa delle regole che su questi temi ispirano l&#8217;attivit\u00e0 della Securities and exchange commission.<\/p>\n<p>Osvaldo De Paolini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Altro che voto di scambio. 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