{"id":37591,"date":"2025-08-09T14:51:09","date_gmt":"2025-08-09T14:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37591\/"},"modified":"2025-08-09T14:51:09","modified_gmt":"2025-08-09T14:51:09","slug":"federico-maesano-la-storia-del-rugbista-dopo-lincidente-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37591\/","title":{"rendered":"Federico Maesano: la storia del rugbista dopo l&#8217;incidente | Intervista"},"content":{"rendered":"<p>                                La nuova vita dell&#8217;ex rugbista dopo l&#8217;incidente, tra obiettivi paralimpici e due squadre eterne<\/p>\n<p>\n                                                    Daniela Cursi Masella\n                            <\/p>\n<p>                    9 agosto 2025 (modifica alle 13:46)  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Unione Rugby Capitolina-Benetton Treviso, 60-0. Una partita indimenticabile. Il suo cuore \u00e8 blu, amaranto da quando, a 9 anni \u00e8 entrato a far parte dell\u2019<b>Unione Rugby Capitolina<\/b>. Colori che lo hanno accolto successivamente, insieme a Luca Ercolani e altri suoi compagni, nei potenti del beach rugby <b>Crazy Crabs<\/b>. L\u2019equazione di 27 anni di vita \u00e8 per <b>Federico Maesano<\/b>: un colpo di fulmine per la palla ovale, un amore eterno per i compagni di squadra e una famiglia allargata con URC e Crazy Crabs. <b>Potremmo dire che il giorno del suo incidente, fosse uno dei tanti. Ma non \u00e8 cos\u00ec<\/b>. Un anno e mezzo fa, stava raggiungendo in scooter i compagni di squadra per affrontare una partita da titolare. Era nel pacchetto della mischia contro Avezzano. &#8220;<b>Avrei giocato nel mio ruolo preferito, flanker numero 7<\/b>&#8220;. In pochi secondi, il buio. Due settimane di coma farmacologico, un mese di rianimazione e poi, tra visite, esami diagnostici e operazione chirurgica, la notizia: <b>lesione midollare completa<\/b>.\u00a0&#8220;Mi \u00e8 andata di lusso&#8221;, commenta. Ecco come affronta la partita pi\u00f9 difficile della sua vita Fiorenzo. O\u00a0Fez.<b> Cos\u00ec lo chiamavano, e lo chiamano ancora, i compagni di squadra<\/b>. Fiorenzo non \u00e8 al centro della scena come Harry, ma quando entra in campo il suo impatto \u00e8 profondo, definitivo, silenziosamente nobile. Non gioca d\u2019istinto, ma d\u2019intuito perch\u00e9 conosce i ritmi invisibili della partita.\u00a0 Il suo habitat naturale? Tra mischia e linea, tra distruzione e costruzione, tra difesa e attacco, tra l\u2019istinto animale e l\u2019intelligenza tattica. <b>Un guardiano silenzioso che sopporta il dolore per diventare l\u2019elemento che ribalta il destino di una partita. O della sua vita<\/b>.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    Federico Maesano e capitolina: un amore reciproco\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">&#8220;Ci\u00f2 che mi ha catturato della Capitolina, e che \u00e8 cresciuto dentro di me anno dopo anno, \u00e8 il forte spirito di appartenenza a quel posto. A quelle persone, a quella maglia e a quei colori. Le<b> fondamenta di Capitolina <\/b>&#8211; testimonia Federico Maesano &#8211;<b> <\/b>sono la diffusione dei <a href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/active\/13-06-2025\/castrogiovanni-nella-mia-academy-rugby-inclusione-mindfulness.shtml?intcmp=hyperlink-articolo-gazit\" title=\"Castrogiovanni: \" nella=\"\" mia=\"\" academy=\"\" rugby=\"\" inclusione=\"\" e=\"\" mindfulness.=\"\" formiamo=\"\" campioni=\"\" di=\"\" vita=\"\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">valori del rugby<\/a><b> e l&#8217;educazione al sano agonismo<\/b>. \u00c8 un club fatto di persone che provano piacere a condividere un percorso individuale e collettivo fatto di passione e impegno. Un percorso che mira alla crescita qualitativa e quantitativa del club, destinato a durare nel tempo. \u00c8 qualcosa di indistruttibile. <b>E per me \u00e8 diventata casa, \u00e8 diventata la famiglia che mi sono scelto<\/b>. In fondo lo dice anche un coro cantato dal nostro Curc, la curva URC composta da giocatori di tutte le eta, dai bambini del mini rugby, rugby giovanile, seniores e genitori: &#8216;Oh Unione, lo sai gi\u00e0 che, nel mio cuore ci sei solo te, da questo posto non andr\u00f2 mai via, via Flaminia \u00e8 sempre casa mia&#8217;. Con e per la Capitolina abbiamo girato l&#8217;Italia come giocatori e come tifosi venerando i nostri colori e cantando i nostri cori. Con e per Capitolina abbiamo riso e pianto. Abbiamo vinto e abbiamo perso. Abbiamo esultato dalla gioia e abbiamo tremato dalla paura. <b>Ma in tutte queste condizioni siamo sempre stati insieme, uniti. E vuoi sapere quando ho capito tutto ci\u00f2? Dopo l&#8217;incidente<\/b>. Non c&#8217;\u00e8 stato un momento preciso, ma \u00e8 stato come se ogni giorno ricevessi una conferma quotidiana&#8221;. Panico e disperazione. Quel 17 marzo 2024 URC e Crazy Crabs sono stati investiti da un tornado. &#8220;Quel maledetto giorno, vari fattori, tra il manto dissestato, la buca prima della curva e le condizioni generali della strada di Roma, hanno stravolto e cambiato la vita di tutti&#8221;. Da quel momento, Maesano non \u00e8 mai stato solo. &#8220;Per tutto il mese in cui sono stato ricoverato in rianimazione, credo non ci sia stato un momento in cui non ci fosse qualcuno l\u00ec fuori. <b>Pensa che i miei compagni di Capitolina hanno registrato tutti insieme i nostri<\/b> <b>cori mentre ero in coma e mio padre me li faceva ascoltare quando veniva a trovarmi in ospedale<\/b>. Sar\u00e0 anche per questo che ho combattuto, non ho mollato e ho deciso di restare. E mi sono detto: &#8216;Io da qui non me ne vado. <b>Salda la presa, sar\u00f2 un sopravvissuto con lo spirito di un guerriero&#8217;<\/b>&#8220;.\u00a0<\/p>\n<p>    mai solo\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Dal momento del risveglio, \u00e8 cominciato il secondo tempo della partita pi\u00f9 difficile della sua vita. Anche qui, sono tuonate le parole di un allenatore, &#8220;I secondi non se li ricorda nessuno&#8221;. <b>Anche qui, l\u2019unico risultato possibile era 60-0<\/b>.<b>\u00a0<\/b>\u00a0&#8220;Sono stato trasferito alla struttura di Montecatone, ad Imola, dove ho <b>affrontato un primo ricovero durato 7 mesi. Non \u00e8 stato un ricovero facile<\/b> &#8211; ammette Maesano &#8211; perch\u00e9 ho avuto numerose complicazioni a livello clinico, un decubito con infezione all&#8217;osso, febbri e antibiotico per mesi. Sono stato rimandato a casa perch\u00e9 non potevo concludere il percorso riabilitativo senza prima affrontare un\u2019operazione per la quale ero in lista d\u2019attesa. Insomma, dovevo aspettare alcuni mesi. Credo di non essere stato da solo un weekend, a parte nel primo mese e mezzo in cui avevo chiesto di non ricevere visite. <b>Il 2 novembre, mi \u00e8 stato fatto un regalo incredibile<\/b>: la squadra che aveva una trasferta per una partita a Milano si \u00e8 organizzata per passarmi a trovare. Volevano farmi una sorpresa in vista del mio compleanno, passato il 31 Ottobre. Non sapevano, per\u00f2, che anche io mi ero organizzato per fare una sorpresa a loro.\u00a0<b>Quella domenica mi feci trovare negli spogliatoi a Milano subito dopo il riscaldamento pre partita<\/b>. Le emozioni e le energie di quel momento non riesco a trasmettervele a parole. All&#8217;improvviso, era svanito tutto. Qualunque problema si fosse presentato in quel periodo ero pronto ad affrontarlo. <b>Perch\u00e9 io ero l\u00ec, come ogni domenica degli ultimi 17 anni, con i miei compagni di squadra e le persone per me pi\u00f9 importanti<\/b>.<b> <\/b>Ero con la mia sedia a rotelle si, ma ero l\u00ec. E dovevo essere pi\u00f9 forte per loro. Percepivo il loro dolore e dovevo fargli vedere che stavo bene&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>    I crazy crabs per sempre\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">L\u2019amore per i <b>Crazy Crabs<\/b> nasce nel 2017. Federico Maesano e Luca Ercolani vengono invitati da Leonardo Morabito a Fregene. Su quella sabbia, i due romani si sono innamorati della squadra frascatana e da allora si sono inseriti in maniera radicale. &#8220;Ci siamo sentiti parte del gruppo immediatamente, anche grazie a Leonardo Morabito, da noi soprannominato Pap\u00e1 o Filottete, l&#8217;addestratore di eroi, noto a tutti per la sua vena organizzativa e il suo carisma&#8221;. <b>Federico Maesano \u00e8 ancora un Crazy Crabs. Partecipe in presenza in qualche tappa del Trofeo Italiano Beach Rugby, dal primo al 3\u00b0 tempo<\/b>.<b>\u00a0<\/b>&#8220;Quello che danno a me oggi i Crazy, cos\u00ec come la Capitolina e alcuni amici al di fuori di questi contesti, \u00e9 il supporto sia emotivo che pratico. <b>Senza che io dica niente, ricevo il massimo del supporto immaginabile<\/b>. Sono stati sempre presenti durante il mio percorso riabilitativo e al mio rientro a casa. Hanno celebrato con me l\u2019anniversario del mio incidente, che \u00e8 diventata la mia seconda data di nascita. <b>Credono in me e nelle battaglie quotidiane che affronto<\/b>. Un supporto emotivo prezioso che va ad aggiungersi a quello pratico, come \u00e8 successo quando mi sono presentato a sorpresa alla tappa di Riccione: in ogni momento erano pronti ad aiutarmi in tutto, ad aiutarmi nel superamento di qualunque barriera architettonica che non riuscissi a superare da solo. <b>Pronti a darmi una mano anche per fare il mio primo bagno al mare dopo l\u2019incidente<\/b>&#8220;. \u00c8 la punta dell\u2019iceberg di qualcosa di innato. &#8220;Il punto di forza dei Crazy Crabs in campo &#8211; spiega Maesano &#8211; \u00e8 che, a differenza di altre squadre, <b>noi non abbiamo mai avuto degli schemi o delle chiamate, ma abbiamo sempre e soltanto giocato per intesa<\/b> e questo probabilmente ci ha permesso negli anni di arrivare a vincere ben cinque titoli italiani ed uno Europeo. Un&#8217;intesa presente anche al di fuori dal campo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>    federico Maesano per i crazy crabs\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">La domanda sorge spontanea: <b>cosa d\u00e0 Federico Maesano ai Crazy Crabs?<\/b>\u00a0&#8220;Al momento, per le mie difficolt\u00e0 cliniche, non posso essere presente come prima, sia con i Crazy che con Capitolina ma <b>cerco quotidianamente di trasmettere in maniera invisibile ci\u00f2 che ho imparato e sto imparando quotidianamente<\/b>. Credo che quello che ti forma di pi\u00f9 nella vita siano i grandi traumi, perch\u00e9 \u00e9 da l\u00ec che inizi a costruire realmente la tua personalit\u00e0. Quando ti confronti con esperienze forti, impattanti e negative capisci che tutte le altre cose diventano superabili e inizi a dare un senso e un valore alla vita in modo diverso. <b>Quello che \u00e8 successo mi ha insegnato ad amare la vita in maniera viscerale, a partire dalle cose pi\u00f9 semplici alle quali a volte non si d\u00e0 chiss\u00e0 quale valore<\/b>. Il messaggio che voglio trasmettere \u00e8 che ogni giorno \u00e8 un nuovo giorno. E ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a costruire la propria felicit\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;unica certezza della vita purtroppo \u00e8 la morte. <b>E io ne parlo da sopravvissuto<\/b>. Bisognerebbe iniziare ad avere un approccio alla vita un p\u00f2 pi\u00f9 maturo, empatico e costruttivo. Eliminare qualunque forma di pregiudizio ed iniziare a porsi delle domande. <b>A misurare la vita con il tempo (di qualit\u00e0) perch\u00e9 \u00e9 l&#8217;unica cosa che non ci torna indietro<\/b>. Niente e nessuno pu\u00f2 restituircelo. Quello che ad oggi faccio, \u00e9 cercare di avere un dialogo quotidiano con me stesso per capire che cosa non va e cambiarlo, perch\u00e9 altrimenti vivrei una vita non vissuta e questo sarebbe il rammarico pi\u00f9 grande&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>    obiettivi futuri\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Le ambizioni sportive non sono finite. Per Federico Maesano lo sport \u00e8 sempre stato un pilastro fondamentale della sua vita.\u00a0 &#8220;Voglio che continui ad esserlo. Durante il ricovero &#8211; dichiara &#8211; ho maturato la voglia di rifarmi anche a livello sportivo. <b>Appena avr\u00f2 raggiunto una buona condizione clinica, identificher\u00f2 la disciplina che mi porter\u00e0 ai Giochi Paralimpici<\/b>.<b> <\/b>Devo ricostruirmi completamente anche a livello lavorativo. Prima facevo il rappresentante per uno shoowroom di abbigliamento e ora sto cominciando a collaborare con una societ\u00e0 di sport management. Intendo specializzarmi nella gestione di atleti paralimpici&#8221;.\u00a0 Obiettivi, strategia e organizzazione sembrano non abbandonarlo mai e diventano sempre di pi\u00f9 il suo migliore alleato. D\u2019altronde, \u00a0Federico Maesano prima di essere soprannominato Fiorenzo, <b>per i Crazy Crabs era il Minotauro: met\u00e0 intelletto, met\u00e0 furia. Istinto e geometria. Oggi con una nuova energia<\/b>.\u00a0&#8220;Io non mi sento speciale, n\u00e9 sfortunato per quello che mi \u00e9 successo. Anzi, a dirti la verit\u00e0, ringrazio la vita e l&#8217;universo per avermi permesso di vivere e cimentarmi in un&#8217;esperienza del genere. <b>Ringrazio il mio incidente perch\u00e9 attraverso esso e ci\u00f2 che ne \u00e8 venuto dopo ho iniziato ad evolvermi in qualcosa di nuovo<\/b>.\u00a0Mi ha portato a riscrivere tutta una serie di cose di me stesso sulle quali prima potevo essere bloccato. Mi ha stimolato a crescere mentalmente, emotivamente ed energeticamente. Ringrazio il giorno in cui ho scelto di andare a 400 chilometri di distanza per affrontare il mio percorso riabilitativo a Montecatone. <b>Durante quel ricovero la fortuna, o il destino, mi hanno permesso di incontrare un\u2019anima pura<\/b>, pi\u00f9 trasparente dell&#8217;acqua cristallina. Unica, profonda come l&#8217;oceano e con una frequenza emotiva davvero speciale. Quando sono entrato in reparto a Imola ero cupo, arrabbiato e chiuso in me stesso ma lei mi ha teso la mano, come un raggio di sole in mezzo a tutto quel grigiume. E ha fatto breccia dentro di me, permettendomi di raccogliere le forze per rialzarmi, riscoprirmi e vedere parti di me che non pensavo esistessero. <b>L&#8217;aver incontrato questa persona, penso sia la bellezza collaterale di questa storia<\/b>. Durante quel ricovero ho visto pazienti in condizioni decisamente peggiori delle mie e mi sono sentito fortunato. L&#8217;unica cosa che potevo fare, invece che lamentarmi o dispiacermi per quello che mi era successo, era abbracciare questa evoluzione. <b>E trovare in essa l&#8217;opportunit\u00e0 di evolvermi, anche interiormente, valorizzando tutto ci\u00f2 che di bello la vita mi continua a riservare<\/b>&#8220;.\u00a0<\/p>\n<p>    i &#8220;grazie&#8221; di federico maesano\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">&#8220;Un giorno, <b>si \u00e8 presentato un ragazzo in sedia<\/b> nella mia stanza: &#8216;Ciao, ti va di venire a mangiare un hamburger con noi?&#8217;. Un invito semplice, potente e di poche parole che mi ha dato una prospettiva diversa. Allora ho cominciato a farlo anche io con altri pazienti appena arrivati: &#8216;Ti va di mangiare una pizza con noi?&#8217;. Ho invitato un ragazzo di 16 anni calabrese paraplegico. E poi un ragazzo veneto tetraplegico. Con lui mi sono connesso a livello energetico e siamo diventati lui il faraone e io l&#8217;imperatore del reparto. <b>Inconsciamente, stavo riproponendo a loro ci\u00f2 che qualcun altro aveva manifestato con me, facendomi vedere ben oltre il dolore, la sofferenza o la\u00a0 paura<\/b>.<b> <\/b>Emozioni che possono travolgerti all&#8217;inizio di un ricovero tipo quello da noi vissuto. Con loro, come con altri pazienti, \u00e8 nato un rapporto strepitoso e profondo che ci ha permesso di accompagnarci durante e dopo il ricovero. <b>\u00c8<\/b> <b>stato<\/b> <b>un tenderci la mano a vicenda per affrontare insieme tutto ci\u00f2 che ci aspettava<\/b>&#8220;.\u00a0Federico ha molti altri ringraziamenti da tirare fuori. Non vogliamo saltarne uno. &#8220;Ringrazio ogni evento della mia vita. Perfino il dolore che, s\u00ec, inizialmente era un macigno. Ma mi ha reso pi\u00f9 forte. <b>E il dolore, pur non sparendo, \u00e8 diventato mano a mano pi\u00f9 leggero<\/b>. Lotto ogni giorno contro questo dolore. Una palude emotiva con notti insonni e paure quotidiane. Quel maledetto giorno ha segnato un lutto permanente che ha cambiato tutta la mia vita, ma sono costretto ad affrontarlo. Non ho alternativa, onestamente. <b>Sono qui, ogni giorno, a fare una lotta clinica e psicologica anche contro me stesso. <\/b>A volte mi trovo davanti a sfide architettoniche e il peso di tutto questo \u00e8 notevole. Ma ho cercato e cerco di non farmi affogare da tutto. A tratti, per\u00f2, ringrazio tutta questa storia perch\u00e9 mi ha fatto capire quanto il tempo sia prezioso. Quanto io desideri fare del mio domani un giorno migliore. Vivo con la consapevolezza che il domani indica una giornata finita e una che inizia: quel tempo che passa e che spesso diamo cos\u00ec per scontato. Io, per\u00f2, non voglio pi\u00f9 sprecarlo. <b>Il sopravvivere alla fine mi ha permesso di iniziare a vivere<\/b>&#8220;.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La nuova vita dell&#8217;ex rugbista dopo l&#8217;incidente, tra obiettivi paralimpici e due squadre eterne Daniela Cursi Masella 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