{"id":376092,"date":"2026-03-01T19:04:09","date_gmt":"2026-03-01T19:04:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/376092\/"},"modified":"2026-03-01T19:04:09","modified_gmt":"2026-03-01T19:04:09","slug":"la-verita-105","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/376092\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019abatino Letta. Che da milanista su X ha bastonato <strong>Alessandro Bastoni <\/strong>dopo la sua \u00abscemeggiata\u00bb, la simulazione che ha portato all\u2019espulsione dello juventino <strong>Pierre Kalulu<\/strong>. \u00abNon va convocato in Nazionale\u00bb ha maramaldeggiato nel giorno di San Valentino. <\/p>\n<p>2013. Da premier visita l\u2019Irlanda. Al quotidiano Irish Times concede una chicca: \u00abChe cosa si pensa di me nelle cancellerie europee? Che ho un paio di balls of steel\u00bb, alla lettera: palle d\u2019acciaio. Non l\u2019avesse mai detto (come poi sosterr\u00e0)! <\/p>\n<p>Fu immantinente azzannato da <strong>Renato Brunetta<\/strong>, capogruppo Pdl alla Camera,  \u00abGli operai dell\u2019Ilva gliele fonderebbero volentieri\u00bb, e da <strong>Beppe Grillo<\/strong>, \u00ab<strong>Letta<\/strong> ballista d\u2019acciaio\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Letta<\/strong> reag\u00ec su Twitter: \u00abMa <strong>Grillo<\/strong> non hai altro da fare? Segnalo che tutto lo steelgate \u00e8 nato per traduzione idiomatica fatta dal giornalista\u00bb. Traduco idiomaticamente a mia volta: la frase usata da <strong>Letta<\/strong> sarebbe stata \u00abritengono io abbia tirato fuori gli attributi\u00bb, ma si sa come vanno le cose con le iene dattilografe, tanto pi\u00f9 se straniere.<\/p>\n<p>Non sment\u00ec invece Libero, cui regal\u00f2 parole di apprezzamento per <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>: \u00ab\u00c8 uno sborone\u00bb. Per la Treccani &#8211; che richiama la voce \u00abParole oscene\u00bb di <strong>Fabio Rossi<\/strong> nell\u2019Enciclopedia dell\u2019italiano, 2011 &#8211; il vocabolo \u00abrimanda alla masturbazione, usato per stigmatizzare metaforicamente persone e comportamenti legati all\u2019inettitudine e alla vanagloria\u00bb, e vabb\u00e9.<\/p>\n<p>\u00abSotti-letta\u00bb. \u00abLettino\u00bb. L\u2019eterno revenant, il \u00abredivivo\u00bb della poesia di <strong>Charles Baudelaire<\/strong>. Il politico che avrebbe voluto \u00abessere come Dylan Dog: intelligente e molto corteggiato dalle donne\u00bb. <\/p>\n<p>Anche se a Chi di <strong>Alfonso Signorini<\/strong> alla vigilia delle  politiche 2022 confesser\u00e0 di aver coltivato due sogni: \u00abDiventare un grande giocatore di basket negli Usa, mentre alla fine ho giocato solo a Pisa (sua citt\u00e0 natale, ndr), e viaggiare per il mondo lavorando come fotografo del National Geographic\u00bb. <\/p>\n<p>\u00ab<strong>Letta<\/strong> il Minore\u00bb. \u00ab<strong>Letta<\/strong> il Giovane\u00bb. Per distinguerlo dallo zio, <strong>Gianni Letta<\/strong>, simbolo di quell\u2019educato, equilibrato, civile &#8211; nonch\u00e9 spietato, alla bisogna &#8211; gattopardismo in salsa romana, per cui \u00abtutto deve cambiare perch\u00e9 nulla cambi davvero\u00bb, dal momento che \u00abtra destra e sinistra alla fine vince sempre il centro (tavola)\u00bb (copyright by Dagospia). <\/p>\n<p>Come lo Zio, anche il Nipote si \u00e8 sempre saputo muovere con passo felpato, attraversando indenne i tanti scandali e scandaletti che hanno investito la politica in generale, e il centrosinistra in particolare, senza mai essere \u00abavvisato\u00bb, indagato o accusato di alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>Anzi. Come divenne premier, perch\u00e9 non si inzigasse su potenziali conflitti d\u2019interesse, polverizz\u00f2 da un giorno all\u2019altro VeDr\u00f2, il suo think tank che si dava appuntamento una volta l\u2019anno per tre giorni in Trentino. <\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che del suo atto d\u2019imperio <strong>Letta<\/strong> non avvis\u00f2 alcuno: and\u00f2 al microfono, inton\u00f2 il de profundis, e tanti saluti a chi aveva gi\u00e0 messo in piedi la nuova edizione, sempre con tanto entusiasmo e sempre con mezzi risicati (lo so per conoscenza diretta, visto che a VeDr\u00f2 ho potuto ricordare l\u2019assassinio del commissario <strong>Luigi Calabresi<\/strong>, il calvario giudiziario di <strong>Enzo Tortora<\/strong>, gli omicidi di <strong>Walter Tobagi<\/strong> e dell\u2019avvocato <strong>Giorgio Ambrosoli<\/strong>, e posso garantirlo senza tema di essere smentito: non si nuotava certo nell\u2019oro).<\/p>\n<p>Troncare. Sopire. Per risultare una presenza in fondo impalpabile. Il che gli ha consentito un cursus honorum impressionante. <\/p>\n<p>Consigliere comunale Dc a Pisa nel 1990, a 24 anni (meglio di <strong>Pierfurby Casini<\/strong>, consigliere Dc a Bologna nel 1980, a 25 anni: la Dc \u00e8 morta, ma alcuni Dc hanno saputo sopravvivere benissimo).<\/p>\n<p>\u00abNel 1991, a 25 anni, mi sono ritrovato presidente dei giovani popolari d\u2019Europa\u00bb. E chi a quell\u2019et\u00e0 non si \u00e8 \u00abritrovato\u00bb ai vertici di un movimento internazionale?<\/p>\n<p>\u00abNel 1993, nel passaggio dall\u2019esecutivo di <strong>Giuliano Amato<\/strong> a quello di <strong>Carlo Azeglio Ciampi<\/strong>, a <strong>Beniamino Andreatta<\/strong> fu chiesto inaspettatamente di occuparsi degli Esteri, e siccome il suo entourage era \u201ceconomico\u201d, ed io ero l\u2019unico ad aver fatto studi di Diritto delle Comunit\u00e0, mi ritrovai (aridanga) suo segretario e principale collaboratore al governo\u00bb, ipse dixit a <strong>Cesare Fiumi <\/strong>per Sette, il supplemento del Corriere (e sar\u00e0 anche per questa improvvisa investitura che i suoi detrattori hanno fatto circolare un presunto giudizio di <strong>Andreatta<\/strong>: \u00abEnrico \u00e8 un animale a sangue freddo\u00bb, una rasoiata, ma vai a sapere: magari era un elogio della sua imperturbabilit\u00e0).  <\/p>\n<p>Nel 1997 vice &#8211; assieme a <strong>Dario Franceschini <\/strong>&#8211;<strong> <\/strong>di <strong>Franco Marini<\/strong>, segretario del Ppi, il Partito popolare.<\/p>\n<p>Dal 1998 al 20021 ministro nei due governi consecutivi di <strong>Massimo D\u2019Alema<\/strong> e poi nel secondo esecutivo Amato.<\/p>\n<p>Quindi nel 2001 deputato (lo sar\u00e0 fino al 2015, e poi di nuovo dal 2021 al 2024). <\/p>\n<p>In corsa per le prime primarie del Pd, vinte il 14 ottobre 2007 da <strong>Walter Veltroni<\/strong> con il 75% dei voti, \u00abi concorrenti raccattarono le briciole: <strong>Rosy Bindi<\/strong> il 14%, Letta il 10%, altri due lo zero e qualcosa\u00bb (<strong>Giampaolo Pansa<\/strong>, Tipi sinistri, Rizzoli, 2012).<\/p>\n<p>Con il Pd, in verit\u00e0, l\u2019amore non \u00e8 mai sbocciato.<\/p>\n<p>L\u2019avvento di <strong>Renzi<\/strong> al governo, infatti, \u00e8 stato avallato dalla direzione del Pd che il 14 febbraio 2014 vot\u00f2 la proposta sul \u00abcambio di passo\u00bb con un voto bulgaro: 136 s\u00ec, 16 no, 2 astenuti (e la benedizione non dichiarata del capo dello Stato <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>: lo scatto in cui, al passaggio delle consegne, <strong>Letta<\/strong> allunga la mano destra guardando letteralmente dall\u2019altra parte &#8211; se non schifato, come se &#8211; foto che i social hanno trasformato in meme, con <strong>Letta<\/strong> che consegna a <strong>Renzi<\/strong> non la campanella ma una pantegana, \u00e8 rimasto celebre).<\/p>\n<p>Come I duellanti di <strong>Joseph Conrad<\/strong>, da cui  <strong>Stanley Kubrick<\/strong> trasse uno splendido film, i due continuano a beccarsi. <\/p>\n<p><strong>Renzi<\/strong> in Avanti, Feltrinelli 2017, scrive: \u00abIl governo Letta era immobile, fu tutto il Pd a voler cambiare cavallo\u00bb? <\/p>\n<p><strong>Letta<\/strong> lo impiomba su Twitter: \u00abMi \u00e8 tornata in mente una frase ascoltata tanto tempo fa: \u201cSono convinto che il silenzio esprima meglio il disgusto e mantenga meglio le distanze\u201d\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Letta<\/strong> in Ho imparato, Il Mulino 2019, vede un filo rosso tra il vaffa di <strong>Grillo<\/strong>, la ruspa di <strong>Matteo Salvini<\/strong> e la rottamazione del Toscano del Grillo, \u00abtutti e tre si sono serviti della distruzione dell\u2019avversario per raggiungere il potere\u00bb?<\/p>\n<p><strong>Renzi<\/strong> lo fulmina: \u00abMeschino, accecato dal rancore personale e dall\u2019odio ideologico\u00bb. <\/p>\n<p>Dopo la defenestrazione dal governo e la successiva rinuncia al seggio in Parlamento, <strong>Letta<\/strong> ripara in Francia per dirigere dal 2015 al 2021 la Scuola di affari internazionali dell\u2019Istituto di studi politici di Parigi. <\/p>\n<p>Nel 2016 si guadagna cos\u00ec anche la presidenza dell\u2019Istituto <strong>Jacques Delors<\/strong>. E un posto nel consiglio di amministrazione di Abertis, colosso spagnolo delle infrastrutture e gestione autostradale. <\/p>\n<p>Nel 2021 \u00e8 richiamato in patria a gran voce come capo del Pd, da quegli stessi congiurati che lo avevano tradito nel 2014: \u00abNello stanco, ma pur sempre appassionato romanzo d\u2019appendice che scorre parallelo alla tecnocrazia che governa, si staglia all\u2019orizzonte del Pd la figura del Letta di Montecristo\u00bb, cos\u00ec <strong>Filippo Ceccarelli<\/strong> su Repubblica.<\/p>\n<p>Diventer\u00e0 il nono leader del Pd masticato e digerito in sedici anni. <\/p>\n<p>Ma non rimane a spasso: quando nel 2024 \u00e8 nominato decano della Ie School of Politics, Economics and Global Affairs di Madrid, prestigioso istituto per la formazione di leader in innovazione e cambiamento, si dimette di nuovo dal Parlamento, perch\u00e9 va bene il senso dello Stato, ma lo stato del proprio curriculum viene prima.<\/p>\n<p>Con la \u00abtecnocrazia\u00bb <strong>Letta<\/strong> ha sempre mantenuto oculate e proficue relazioni. <\/p>\n<p>Nel novembre 2011, quando <strong>Mario Monti<\/strong> subentra al Cavaliere \u00abdimissionato\u00bb causa spread, un fotografo immortala il neo-premier con un biglietto in mano: \u00abMario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall\u2019esterno. Sia ufficialmente sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono! Enrico\u00bb (<strong>Letta<\/strong> in quel momento era vicesegretario del Pd di <strong>Pier Luigi Bersani<\/strong>).<\/p>\n<p>Anche con <strong>Mario Draghi<\/strong> i rapporti sono  idilliaci, tanto che lo scorso 12 febbraio erano insieme all\u2019informale vertice Ue nel castello di Alden-Biesen in Belgio, dove in venti minuti a testa \u00abi due ex premier italiani, esempi differenti di fallimento politico in patria, hanno ripetuto la predica sulla competitivit\u00e0 europea la cui condizione \u00e8 peggiorata, e si sa che la gente d\u00e0 buoni consigli se non pu\u00f2 pi\u00f9 dare il cattivo esempio\u00bb, cos\u00ec <strong>Roberto Ciccarelli <\/strong>sul manifesto del 13 febbraio.<\/p>\n<p>S\u00ec, <strong>Letta<\/strong> ha imparato. <\/p>\n<p>A non uscire dal giro, sicuramente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019abatino Letta. 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