{"id":376692,"date":"2026-03-02T06:47:14","date_gmt":"2026-03-02T06:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/376692\/"},"modified":"2026-03-02T06:47:14","modified_gmt":"2026-03-02T06:47:14","slug":"ce-un-delfino-solitario-nella-laguna-di-venezia-lo-hanno-soprannominato-mimmo-e-non-ha-affatto-bisogno-delle-nostre-attenzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/376692\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un delfino solitario nella laguna di Venezia, lo hanno soprannominato Mimmo e non ha affatto bisogno delle nostre attenzioni"},"content":{"rendered":"<p>Dalla scorsa estate c&#8217;\u00e8 un <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/delfino-parla-da-solo-per-farsi-compagnia-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>delfino<\/strong><\/a> a <strong>Venezia<\/strong>. I media lo hanno soprannominato <strong>Mimmo<\/strong>, e per essere precisi \u00e8 un giovane <strong>tursiope<\/strong> (Tursiops truncatus, una delle 40 specie della famiglia dei delfinidi) che, a sorpresa, ha deciso di eleggere la <strong>laguna<\/strong> a sua nuova <strong>casa<\/strong>. La sua pinna che emerge tra i flutti del bacino di San Marco, per\u00f2, avvertono i ricercatori del Cetacean strandings emergency response team (Cert) dell\u2019Universit\u00e0 di Padova e del Museo di Storia Naturale di Venezia, <strong>non \u00e8 uno spettacolo per turisti<\/strong>, ma \u00e8 un promemoria di ci\u00f2 che quelle acque erano un tempo: l\u2019habitat naturale di specie selvatiche. <strong>Che selvatiche devono restare<\/strong>. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Ethology, il patologo veterinario dell\u2019Universit\u00e0 di Padova <strong>Guido Pietroluongo<\/strong> e i suoi collaboratori ricostruiscono il viaggio di Mimmo e offrono una sorta di <strong>vademecum<\/strong> per una buona <strong>convivenza<\/strong> con la natura in un contesto cos\u00ec fortemente urbanizzato.<\/p>\n<p>Il viaggio di Mimmo<\/p>\n<p>Mimmo \u00e8 stato avvistato per la prima volta ufficialmente il <strong>24 giugno 2025<\/strong> nelle acque vicino a <strong>Chioggia<\/strong>. Da subito, i ricercatori ne hanno seguito gli spostamenti, osservandolo risalire verso nord fino a stabilirsi, da <strong>ottobre<\/strong>, di fronte a Piazza San Marco a <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/mose-venezia-allagamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Venezia<\/strong><\/a>. \u00c8 giovane, lungo circa due metri, in buona salute, ma non se ne conosce il sesso e &#8211; un po\u2019 strano per la sua specie che in genere vive in branchi fino a 15 individui &#8211; \u00e8 <strong>solo<\/strong>. Gli esperti, tuttavia, ritengono che Mimmo non sia arrivato l\u00ec per errore, ma che abbia <strong>scelto<\/strong> il bacino di San Marco come casa, avendo trovato <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/orche-e-delfini-collaborano-per-cacciare-insieme-i-salmoni-oceano-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cibo a volont\u00e0<\/a>. Sebbene il <strong>clamore mediatico<\/strong> abbia amplificato la notizia, il caso di Mimmo <strong>non \u00e8 da considerare una rarit\u00e0<\/strong> assoluta: \u201cEsistono un centinaio di casi noti di animali solitari in ambienti antropizzati &#8211; chiarisce a Wired Pietroluongo &#8211; In Italia, il pi\u00f9 famoso \u00e8 il <strong>delfino Filippo di Manfredonia<\/strong>. Sicuramente la lunga permanenza di Mimmo in laguna testimonia che il delfino <strong>sta bene<\/strong> e trova cibo per sopravvivere. Le condizioni ambientali, in questo caso, ne favoriscono il soggiorno: la salinit\u00e0, la temperatura e la disponibilit\u00e0 di prede permette al delfino di vivere in una laguna che ha <strong>caratteristiche simili all&#8217;ambiente costiero<\/strong> dove questi animali di solito vivono. Pertanto, non c&#8217;\u00e8 nulla di eccezionale\u201d.<\/p>\n<p>I pericoli della laguna<\/p>\n<p>La presenza di un tursiope in laguna, sottolineano gli scienziati, \u00e8 indice della <strong>grande capacit\u00e0 di adattamento<\/strong> di questa specie rispetto ad altri <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/ecologia\/2019\/04\/03\/temperatura-oceani-uccide-delfini\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cetacei<\/a> che non trovano pi\u00f9 uno spazio in contesti cos\u00ec antropizzati. Proprio l\u2019estrema \u201curbanizzazione\u201d dell\u2019habitat, per\u00f2, aumenta drasticamente le probabilit\u00e0 per la fauna selvatica di imbattersi in <strong>pericoli<\/strong> anche letali. Il <strong>traffico navale<\/strong> in laguna, per esempio, \u00e8 intensissimo, ed espone il tursiope al rischio di <strong>impatto con le eliche<\/strong> delle imbarcazioni (gi\u00e0 oggi mostra sul corpo i segni di precedenti lesioni); senza contare il contatto con <strong>sostanze tossiche<\/strong>, l\u2019<strong>inquinamento acustico<\/strong> che pu\u00f2 disturbare il suo sofisticato sistema di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/lab\/2018\/02\/28\/ecolocazione-ciechi-sonar\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">ecolocalizzazione<\/a>, e lo stress dovuto ad <strong>approcci troppo ravvicinati con gli esseri umani<\/strong>. \u201cI tursiopi sono noti per la loro adattabilit\u00e0 &#8211; conferma il ricercatore &#8211; ma l&#8217;eccessiva attenzione pubblica e mediatica e i <strong>comportamenti scorretti<\/strong> potrebbero disturbare o mettere ulteriormente in pericolo l&#8217;animale\u201d.<\/p>\n<p>Vista la complessit\u00e0 dell\u2019ambiente, gli esperti, per tutelare l\u2019incolumit\u00e0 del cetaceo, hanno anche pensato se non fosse il caso di intervenire per <strong>trasferirlo<\/strong> in mare aperto. Questo avrebbe per\u00f2 richiesto la cattura e il trasporto di Mimmo &#8211; un\u2019operazione che lo avrebbe esposto ad <strong>altri pericoli<\/strong>, in particolare alla <strong>miopatia da cattura<\/strong>, una condizione potenzialmente letale dovuta allo stress psicofisico e alla manipolazione, che porta a danni muscolari irreversibili e allo shock. Opzione scartata, dunque.<\/p>\n<p>Il vero pericolo \u00e8 l\u2019essere umano<\/p>\n<p>Visto che anche i tentativi di allontanarlo con <strong>dissuasori acustici<\/strong> non sono stati efficaci (il cetaceo si sposta solo per breve tempo per poi tornare), non rimane che riconoscere la realt\u00e0 dei fatti: la vera tutela di Mimmo passa non dalla sua gestione, ma da quella degli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/estinzione-specie-umana\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">esseri umani<\/a>. \u201cLe nostre osservazioni sottolineano la necessit\u00e0 di <strong>gestire prima di tutto il comportamento umano<\/strong> per garantire il benessere dell\u2019animale\u201d, sostiene Pietroluongo. Gli fa eco il primo autore dello studio, Giovanni Bearzi: \u201cRiconoscere la priorit\u00e0 di salvaguardare una specie protetta, trattandola come un animale selvatico e comportandosi in modo informato e responsabile, \u00e8 la chiave della gestione della fauna\u201d.<\/p>\n<p>Il vademecum per una sana convivenza<\/p>\n<p>Secondo i ricercatori \u00e8 necessario che <strong>tutti<\/strong> &#8211; cittadini e turisti &#8211; adottino un <strong>codice di comportamento<\/strong> appropriato. Innanzitutto, \u00e8 fondamentale <strong>mantenere una distanza di sicurezza di almeno 50 metri<\/strong> dall&#8217;animale selvatico e <strong>non superare i limiti di velocit\u00e0<\/strong> con la propria imbarcazione, stando attenti anche a evitare accelerazioni, brusche deviazioni di rotta (che potrebbero tagliare quella del delfino) e retromarce. Seguirlo, o &#8211; peggio &#8211; inseguirlo, non \u00e8 un\u2019opzione contemplabile. <strong>Divieto assoluto anche di offrire cibo o gettare oggetti in acqua<\/strong>: nutrire un delfino, cos\u00ec come qualsiasi altro <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/biofobia-perche-alcune-persone-hanno-paura-delle-altre-specie-naturali\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">animale selvatico<\/a>, o interagirci &#8211; ricordano gli esperti &#8211; non \u00e8 un gesto d\u2019amore, <strong>anzi \u00e8 un reato<\/strong> perch\u00e9 si rischia di alterarne il comportamento naturale, portandolo a essere dipendente dall\u2019essere umano e a fidarsi troppo (e non tutti sono animati sempre da buone intenzioni). Schiamazzi e <strong>rumori molesti<\/strong>, come battere sulle fiancate delle imbarcazioni per attirarne l\u2019attenzione, sono <strong>da evitare<\/strong> perch\u00e9 interferiscono con le sue attivit\u00e0 di caccia o con il suo riposo. \u201cLa normativa internazionale, europea e italiana protegge questa specie, e qualsiasi tipo di interazione che potrebbe disturbare l&#8217;animale \u00e8 considerato un reato &#8211; ricorda Pietroluongo &#8211; Come tutti gli animali selvatici, i delfini possono <strong>reagire negativamente<\/strong> alla presenza di fonti di disturbo. La presenza dell&#8217;essere umano viene vissuta come quella di altri animali di grandi dimensioni, ma sicuramente le nostre attivit\u00e0 sono pi\u00f9 invasive. Pertanto osservare l&#8217;animale da lontano <strong>senza alcuna interazione<\/strong> \u00e8 la migliore forma di <strong>rispetto<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dalla scorsa estate c&#8217;\u00e8 un delfino a Venezia. 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