{"id":377441,"date":"2026-03-02T18:18:39","date_gmt":"2026-03-02T18:18:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/377441\/"},"modified":"2026-03-02T18:18:39","modified_gmt":"2026-03-02T18:18:39","slug":"lo-chalet-alpino-di-antoni-gaudi-nei-pirenei-catalani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/377441\/","title":{"rendered":"Lo chalet alpino di Antoni Gaud\u00ed nei Pirenei catalani"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-706294\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/xalet-catllaras-tempusfugitlapobla-blogspot-6-livingocorriere.jpg\" alt=\"xalet del catllaras antoni gaud\u00ed\" width=\"1200\" height=\"775\"  \/>Un\u2019immagine risalente agli anni Trenta \u2013 Foto via tempusfugitlapobla.blogspot.com<\/p>\n<p data-start=\"1158\" data-end=\"1633\">Per oltre un secolo \u00e8 rimasto ai margini della grande narrazione gaudiniana, nascosto tra i boschi dei Pirenei catalani, a circa 80 chilometri da Barcellona e a oltre 1.300 metri di quota. Oggi, per\u00f2, lo <strong data-start=\"1333\" data-end=\"1356\">Xalet del Catllar\u00e0s <\/strong>(ca. 1901\u20131908) torna al centro dell\u2019attenzione: uno studio scientifico commissionato dal Dipartimento della Cultura della Catalogna ne attribuisce ufficialmente il progetto ad <strong><a href=\"https:\/\/living.corriere.it\/architettura\/card\/antoni-gaudi-storia-dellarchitetto-che-trasformo-barcellona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"internal\">Antoni Gaud\u00ed.<\/a><\/strong> La ricerca, condotta dall\u2019architetto<strong> Galdric Santana<\/strong>, professore della Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona (ETSAB) e direttore della Cattedra Gaud\u00ed dell\u2019Universitat Polit\u00e8cnica de Catalunya, conclude che l\u2019edificio, situato a La Pobla de Lillet, presenta metodologie e tecniche singolari proprie dell\u2019architetto che ne accreditano l\u2019autorialit\u00e0.<\/p>\n<p data-start=\"1158\" data-end=\"1633\">Un\u2019attribuzione significativa, anche perch\u00e9 egli non rivendic\u00f2 mai pubblicamente la paternit\u00e0 dell\u2019opera: lo chalet, infatti, non fu realizzato secondo il suo progetto. \u00abQuesta ricerca accademica arricchisce il lascito del nostro architetto pi\u00f9 universale, che continua a sorprenderci a un secolo dalla sua morte\u00bb, ha dichiarato <strong>S\u00f2nia Hern\u00e1ndez<\/strong>, consigliera alla Cultura della Generalitat de Catalunya, durante la presentazione dello studio.\n<\/p>\n<p data-start=\"1158\" data-end=\"1633\">La stessa ha inoltre ricordato come la notizia arrivi nel pieno delle <strong>celebrazioni dell\u2019Anno Gaud\u00ed<\/strong>, che commemora il centenario della morte dell\u2019architetto e che, attraverso un ricco programma di iniziative culturali, mira ad avvicinare la cittadinanza alla sua opera, restituendone la dimensione scientifica e interdisciplinare \u2013 includendo anche i lavori meno noti \u2013 e a favorire un approccio condiviso alla conservazione e alla diffusione del patrimonio gaudiniano.<\/p>\n<p>Uno chalet modernista per i lavoratori delle miniere<\/p>\n<p data-start=\"2174\" data-end=\"2556\">Lo <strong>Xalet del Catllar\u00e0s<\/strong> fu concepito come <strong>residenza<\/strong> per ingegneri, tecnici e maestranze impegnati nelle miniere di carbone della Serra del Catllar\u00e0s, che riforniva la <strong>cementeria Asland <\/strong>di Clot del Moro, poco distante. Un edificio funzionale, di circa 400 metri quadrati, concepito con una qualit\u00e0 architettonica sorprendente in un contesto isolato e impervio, e che, secondo Santana, sarebbe \u00abuna reinterpretazione in scala maggiore dei rifugi di montagna a punta costruiti nei Pirenei alla fine dell\u2019800\u00bb. La pianta \u00e8 rettangolare e si articola su <strong>tre livelli, serviti da una scala semicircolare esterna<\/strong>, originariamente realizzata in muratura. La distribuzione degli spazi rispecchiava le gerarchie lavorative: al piano terra, dove l\u2019isolamento termico era peggiore, alloggiava il personale di servizio (qui trovavano collocazione anche le cucine e le sale da pranzo); il primo piano era occupato dai dirigenti, mentre il sottotetto, concepito come un unico ambiente, era riservato al personale subalterno. L\u2019elemento distintivo \u2013 quello che pi\u00f9 di tutti suggerisce vi sia la mano di Gaud\u00ed \u2013 \u00e8 per\u00f2 la <strong>copertura a sesto acuto<\/strong>, risolta internamente con una catenaria e che si estende fino al suolo trasformandosi in facciata. Una soluzione che richiama le applicazioni, nonch\u00e9 le sperimentazioni strutturali di Gaud\u00ed, il quale riteneva che i rifugi di montagna fossero altamente funzionali e, proprio perch\u00e9 realizzati con materiali locali, capaci di integrarsi naturalmente nel paesaggio.<\/p>\n<p data-start=\"2174\" data-end=\"2556\">Ceduto nel 1932 al Comune di La Pobla de Lillet, lo chalet fu oggetto gi\u00e0 in precedenza di alcuni interventi, tra cui modifiche alle finestre e al basamento, originariamente rivestito in ciottoli di fiume e successivamente ricoperto di cemento. Nel corso del tempo sub\u00ec un forte <strong>degrado<\/strong> e nel 1971 venne ristrutturato e adattato a casa per colonie. Un primo intervento di restauro, avviato nel 2015, ha consentito di ripristinarne l\u2019aspetto storico, inclusa la scala originaria, in precedenza sostituita da una metallica. I lavori, conclusi nel 2020, hanno restituito all\u2019edificio la propria identit\u00e0, aprendo alla possibilit\u00e0 di recuperarne la funzione originaria di alloggio, stavolta come <strong>rifugio di montagna<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-706288 lazyload\" alt=\"xalet del catllaras antoni gaud\u00ed\" width=\"1040\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/xalet-catllaras-tempusfugitlapobla-blogspot-13-livingocorriere.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Foto via tempusfugitlapobla.blogspot.comLo studio e l\u2019attribuzione a Gaud\u00ed<\/p>\n<p data-start=\"3600\" data-end=\"3853\">Il <a href=\"https:\/\/drac.cultura.gencat.cat\/handle\/20.500.12368\/37247#page=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">rapporto<\/a>, redatto da Galdric Santana, esperto studioso dell\u2019opera di Gaud\u00ed, \u00e8 il risultato di un <strong>lavoro di analisi documentale e costruttiva<\/strong>\u00a0durato tre anni, supportato da evidenze geometriche, strutturali e compositive che forniscono un riscontro oggettivo all\u2019attribuzione. La comparazione con elaborati grafici relativi ad altre opere dell\u2019architetto, lo studio di fotografie e materiali storici, l\u2019osservazione di specifici aspetti tecnici e i <strong>rilievi tridimensionali<\/strong>\u00a0condotti restituiscono una lettura coerente con il suo linguaggio progettuale, facendo emergere dettagli significativi. L\u2019analisi della <strong>sezione trasversale dell\u2019edificio<\/strong> e della geometria dell\u2019arco principale, ad esempio, evidenziano le divergenze tra <strong>archi parabolici e archi catenari<\/strong>, entrambi associati all\u2019opera di Gaud\u00ed; mentre l\u2019organizzazione degli accessi agli ambienti attraverso <strong>disimpegni a 45 gradi<\/strong> sembrerebbe essere una soluzione ricorrente tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo, tanto che viene adottata nella <a href=\"https:\/\/living.corriere.it\/architettura\/card\/antoni-gaudi-storia-dellarchitetto-che-trasformo-barcellona\/?villa-bellesguard&amp;id=8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"internal\">Villa Bellesguard<\/a>, opera coeva.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-706214 lazyload\" alt=\"xalet del catllaras antoni gaud\u00ed\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/xalet-catllaras-gaudi-Angela-Llop-flickr-2-livingocorriere.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Lo Xalet del Catllar\u00e0s nel 2023 \u2013 Foto Angela Llop via Flickr<\/p>\n<p data-start=\"95\" data-end=\"605\">Lo studio passa in rassegna tutti gli elementi che hanno condotto all\u2019autorialit\u00e0, attribuita ad Antoni Gaud\u00ed, del progetto dello <strong>Xalet del Catllar\u00e0s<\/strong>, il quale viene collocato\u00a0nell\u2019arco temporale compreso tra il 1901 e il 1908, in coincidenza con la costruzione della <strong>fabbrica Asland<\/strong>, cementeria fondata da <strong>Eusebi G\u00fcell<\/strong>. In quegli anni era consuetudine che gli architetti non firmassero opere non eseguite fedelmente secondo il progetto originario, e Gaud\u00ed, in quel periodo, era parallelamente impegnato in numerosi e importanti incarichi commissionati proprio da G\u00fcell. Il rapporto chiarisce dunque che il maestro del Modernismo catalano fu effettivamente l\u2019autore del progetto dello chalet, ma che non ne diresse la costruzione. Questa venne affidata a terzi \u2013 probabilmente al suo collaboratore <strong>Juli Batllevell<\/strong> \u2013 e per tale ragione l\u2019impianto formale e strutturale, inizialmente proposto, sub\u00ec alterazioni. Una ricostruzione che contribuirebbe a spiegare perch\u00e9 Gaud\u00ed non rivendic\u00f2 mai la paternit\u00e0 dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Living \u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t<strong>La newsletter di Living<\/strong>: stili e tendenze per la tua casa&#13;\n\t\t\t\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019immagine risalente agli anni Trenta \u2013 Foto via tempusfugitlapobla.blogspot.com Per oltre un secolo \u00e8 rimasto ai margini della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":377442,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[5143,210752,118528,102338,1361,1615,1613,1614,1611,1610,217506,29976,102662,351,217507,217508,9931,217509,217510,46928,54476,217501,217511,129678,555,47991,6919,1644,277,217512,217513,1612,4487,203,228,217514,217515,217516,217517,210751,217518,1302,204,1537,90,89,9324,217519,722,217520,4951,3203,25369,217521,217522,14274,964,1573,731,31236,216742,72722,217523,858,975,217504,217524,217525,217526,2851,217505,13552,1323,2128,217502,217503],"class_list":["post-377441","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-analisi","tag-antoni","tag-antoni-gaudi","tag-archi","tag-architetto","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-asland","tag-attribuisce","tag-attribuzione","tag-barcellona","tag-blogspot","tag-blogspot-com","tag-carbone","tag-carbone-serra","tag-carbone-serra-catllaras","tag-catalani","tag-catalunya","tag-catllaras","tag-cementeria","tag-chalet","tag-com","tag-concepito","tag-costruzione","tag-cultura","tag-de","tag-de-catalunya","tag-de-lillet","tag-design","tag-edificio","tag-entertainment","tag-foto","tag-foto-tempusfugitlapobla","tag-foto-tempusfugitlapobla-blogspot","tag-galdric","tag-galdric-santana","tag-gaudi","tag-guell","tag-inizio","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lavoratori","tag-lavoratori-miniere","tag-lavori","tag-lillet","tag-materiali","tag-metri","tag-miniere","tag-miniere-carbone","tag-miniere-carbone-serra","tag-montagna","tag-morte","tag-opera","tag-opere","tag-originaria","tag-originariamente","tag-paternita","tag-paternita-opera","tag-personale","tag-piano","tag-pirenei","tag-pirenei-catalani","tag-pobla","tag-pobla-de","tag-progetto","tag-santana","tag-scala","tag-secolo","tag-studio","tag-xalet","tag-xalet-catllaras"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/377441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=377441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/377441\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/377442"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=377441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=377441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=377441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}