{"id":37783,"date":"2025-08-09T16:57:16","date_gmt":"2025-08-09T16:57:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37783\/"},"modified":"2025-08-09T16:57:16","modified_gmt":"2025-08-09T16:57:16","slug":"israele-egitto-accordo-da-35-miliardi-di-dollari-per-lesportazione-di-gas-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37783\/","title":{"rendered":"Israele-Egitto: accordo da 35 miliardi di dollari per l&#8217;esportazione di gas | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Trent\u2019anni anni fa in pochi avrebbero creduto che il pi\u00f9 lucroso accordo della storia dell\u2019<strong>export israeliano<\/strong> sarebbe stato siglato con l\u2019<strong>Egitto<\/strong>. La <strong>NewMed Energy<\/strong>, proprietaria di una quota del <strong>45%<\/strong> \u2013 un altro 40% \u00e8 detenuto dalla <strong>Chevron<\/strong> \u2013 del giacimento di gas naturale <strong>Leviathan<\/strong> attivo dal 2019 e situato al largo della costa settentrionale israeliana, ha annunciato ieri la firma di un accordo da <strong>35 miliardi di dollari<\/strong> per l\u2019esportazione di gas naturale all\u2019Egitto, alle prese con una crisi energetica che va avanti da almeno tre anni, nel corso dei quali, con la produzione in forte declino, ha dovuto importare altrettanti miliardi di dollari del costoso Gas Naturale Liquefatto (LNG). La produzione egiziana di gas, secondo i dati disponibili, \u00e8 passata infati dai <strong>6,1 milioni di metri cubi<\/strong> di marzo 2021 ai 3,5 dello scorso maggio, con un crollo del <strong>45%<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019accordo mette anzitutto la parola fine sulle antiche ambizioni dell\u2019Egitto che prima del 2022 aspirava a diventare esso stesso un hub regionale per la fornitura di gas. Il giacimento Leviathan le cui riserve sono stimate in circa 600 miliardi di metri cubi di gas, ne vender\u00e0 al Cairo circa <strong>130 miliardi<\/strong> fino al 2040. Questo gas verr\u00e0 pompato tramite gasdotti, una modalit\u00e0 molto meno dispendiosa rispetto al trasporto di LNG, che richiede costosi processi di raffreddamento ed una successiva rigassificazione una volta giunto a destinazione. Analisti citati dall\u2019agenzia Reuters stimano il costo medio del LNG in circa 13,5 dollari per ogni milione di British Thermal Unit (mmBTU), senza contare i costi di affitto delle unit\u00e0 di stoccaggio e rigassificazione galleggianti: si tratta di quasi il doppio dei <strong>7,75 dollari<\/strong> del gas israeliano. Secondo una serie di fonti vicine all\u2019accordo, l\u2019accordo tra Egitto e Israele sarebbe stato concluso con una maggiorazione del 20% rispetto al citato prezzo di mercato del gas israeliano. Secondo i dati del Joint Organisations Data Initiative, il gas israeliano copre circa il 15-20% del fabbisogno egiziano.<\/p>\n<p>La firma di questo accordo genera una serie di interrogativi, in particolare rispetto alla postura egiziana sulle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, e sulla distanza tra il regime di Abdel Fattah <strong>Al Sisi<\/strong> ed una buona parte della societ\u00e0 egiziana, storicamente empatica o perlomeno solidale con i palestinesi. Sin dal trattato di pace tra <strong>Egitto<\/strong> ed <strong>Israele<\/strong>, siglato nel 1979, le relazioni tra i due paesi sono state spesso definite con le categorie di una \u201cpace fredda\u201d, e secondo un sondaggio di <strong>Arab Barometer<\/strong> condotto nel 2022 solo il 5% degli egiziani si diceva favorevole alla normalizzazione con <strong>Tel Aviv<\/strong>. Secondo un altro sondaggio del Washington institute, realizzato lo stesso anno, solo il 14% degli egiziani guardava positivamente ai cosiddetti Accordi di Abramo, e solo l\u2019<strong>11% degli egiziani<\/strong> riteneva \u201caccettabile\u201d avere contatti di tipo commerciale con Israele.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/08\/01\/erdogan-haftar-affari-turchia-gas-petrolio\/8081717\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Erdogan e Haftar, dialogo su affari e confini: la Turchia vuole il gas e il petrolio della Libia Cirenaica<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/erdogan-2-330x173.jpg\" alt=\"Erdogan e Haftar, dialogo su affari e confini: la Turchia vuole il gas e il petrolio della Libia Cirenaica\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/08\/01\/erdogan-haftar-affari-turchia-gas-petrolio\/8081717\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>Se negli scorsi mesi Il Cairo stesso era stato accusato di indifferenza verso la sorte dei palestinesi, quando non di complicit\u00e0 con Israele \u2013 durante la rappresaglia missilistica iraniana su Israele a centinaia di cittadini israeliani era stato permesso di passare il valico e rifugiarsi temporaneamente nel Sinai, laddove ai palestinesi sotto attacco da due anni non era stata offerta questa possibilit\u00e0 \u2013 l\u2019accordo rischia di sancire e rafforzare la percezione in Egitto e nel mondo arabo di un Paese ormai obbligato alla sudditanza verso Tel Aviv pur di salvaguardare la propria economia, o alemno i servizi essenziali offerti alla popolazione. Negli ultimi anni, infatti, nel Paese si sono moltiplicati i blackout energetici, soprattutto nei mesi estivi, ed il governo aveva promesso nemmeno un mese fa che non avrebbero avuto pi\u00f9 luogo. A sua volta, Israele entra in possesso di un\u2019altra importante carta negoziale.<\/p>\n<p>Ironia della sorte, solo lo scorso giugno, all\u2019indomani degli attacchi israeliani in Iran che avevano provocato l\u2019interruzione delle attivit\u00e0 e dell\u2019export del Leviathan, in Giordania era stata lanciata una campagna con diverse figure pubbliche unite attorno al banner della \u201cCampagna Nazionale per la cancellazione dell\u2019accordo sul gas con l\u2019entit\u00e0 sionista\u201d per cancellare l\u2019accordo sull\u2019export di gas che Israele ha siglato anche con la Giordania stessa <strong>nel 2016<\/strong>, in virt\u00f9 di una clausola che permetterebbe l\u2019annullamento dell\u2019accordo in caso di cause di forza maggiore, come disastri naturali o, appunto, l\u2019avvio di conflitti armati. Secondo i rappresentanti di quella campagna, la dipendenza di Amman dal gas di Tel Aviv costituisce un \u201ctriplo crimine\u201d: il primo \u00e8 che espone la sovranit\u00e0 nazionale al ricatto politico; il secondo \u00e8 che convogliava <strong>10 miliardi<\/strong> di fondi pubblici giordani nelle casse israeliane; e il terzo \u00e8 che precludeva alla Giordania la possibilit\u00e0 di investire quei fondi in alternative sostenibili e possibilmente domestiche. Come noto, <strong>Amman<\/strong> ha fornito il proprio supporto ad Israele durante la guerra con l\u2019Iran, attivando le proprie difese aeree all\u2019arrivo dei missili da Teheran.<\/p>\n<p>L\u2019Egitto ha avuto e in parte sta avendo un ruolo nelle negoziazioni tra Tel Aviv ed <strong>Hamas<\/strong> sul cessate il fuoco, mostrandosi timidamente critico rispetto alla condotta bellica degli israeliani che attualmente bloccano da settimane l\u2019ingresso degli aiuti umanitari al valico di Rafah, al confine con l\u2019Egitto stesso. Oltre a pi\u00f9 di 60mila morti in due anni, almeno 200 persone sono morte di fame nella Striscia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Trent\u2019anni anni fa in pochi avrebbero creduto che il pi\u00f9 lucroso accordo della storia dell\u2019export israeliano sarebbe stato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":37784,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-37783","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37783","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37783"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37783\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37783"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37783"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37783"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}