{"id":379094,"date":"2026-03-03T19:42:14","date_gmt":"2026-03-03T19:42:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/379094\/"},"modified":"2026-03-03T19:42:14","modified_gmt":"2026-03-03T19:42:14","slug":"caso-palamara-il-sistema-difende-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/379094\/","title":{"rendered":"Caso Palamara, il Sistema difende se stesso"},"content":{"rendered":"<p> A Perugia, in queste ore, si sta riscrivendo il cosiddetto caso Palamara, ovvero la storia del suk delle nomine al Csm per cui hanno pagato solo lo stesso <strong>Luca Palamara<\/strong> e pochi altri, tra cui l\u2019ex pm di Roma, <strong>Stefano Fava<\/strong>, sino al 2019 stimatissimo inquirente, espulso dal Sistema come danno collaterale di un bombardamento a tappeto realizzato con il supporto di alcuni giornali per evitare lo slittamento a destra del parlamentino dei giudici e la nomina a procuratore di Roma della toga moderata <strong>Marcello Viola<\/strong>.<\/p>\n<p>Il presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella<\/strong> parl\u00f2 di \u00abpoche mele marce\u00bb e seppell\u00ec il problema. Ma il Sistema delle correnti non \u00e8 morto con <strong>Palamara<\/strong>, rapidamente radiato dalla magistratura: ha continuato a imperversare e a gestire le nomine non in base a criteri oggettivi. Tanto che ancora oggi molti incarichi vengono affidati a colpi di maggioranze risicate, secondo logiche correntizie. Ma a smascherare l\u2019ipocrisia con cui era stata fatta pulizia arriva adesso il Tribunale di Perugia. Che lascer\u00e0 il Re nudo.<\/p>\n<p>Oggi, davanti al giudice dell\u2019esecuzione <strong>Natalia Giubilei<\/strong>, si terr\u00e0 l\u2019udienza che potrebbe segnare un passaggio decisivo nella complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto <strong>Palamara<\/strong>. Sul tavolo vi \u00e8 la richiesta di revoca della sentenza di patteggiamento per traffico di influenze, la prima delle due pronunce che hanno riguardato l\u2019ex magistrato romano e che riguarda il procedimento in cui sono stati coinvolti anche gli imprenditori <strong>Federico Aureli<\/strong> e <strong>Leonardo Ceglia<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019indagine era nata dall\u2019ipotesi che <strong>Palamara<\/strong> si fosse interessato presso il giudice <strong>Luciana San Giovanni<\/strong>, oggi presidente della sezione Immigrazione, di una causa di separazione che coinvolgeva il fratello di <strong>Ceglia<\/strong>. All\u2019epoca la <strong>San Giovanni<\/strong> aveva negato qualsiasi interferenza da parte di <strong>Palamara<\/strong>: una smentita netta che, per\u00f2, non aveva scoraggiato l\u2019accusa.<\/p>\n<p>Il reato contestato era quello di traffico di influenze, che, per\u00f2, il Parlamento, nel frattempo, ha sensibilmente modificato, facendo uscire dal perimetro della fattispecie punita comportamenti come quelli contestati all\u2019ex presidente dell\u2019Anm e allo stesso <strong>Ceglia<\/strong>. Che il 27 febbraio scorso \u00e8 stato prosciolto dal giudice dell\u2019udienza preliminare di Perugia, <strong>Giorgio Margheri<\/strong>, il quale ha dichiarato l\u2019abolitio criminis, riconoscendo che il fatto contestato non costituisce pi\u00f9 reato alla luce dell\u2019intervento del legislatore.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo nuovo quadro si inserisce l\u2019istanza di revoca del patteggiamento di <strong>Palamara<\/strong>. Che si fonda su un presupposto giuridico evidente: non \u00e8 possibile mantenere in vita una pronuncia fondata su una fattispecie penale che il Parlamento ha successivamente abrogato.<\/p>\n<p>Ma l\u2019udienza ha un rilievo che va oltre il piano tecnico. Negli ultimi anni, il patteggiamento \u00e8 stato sfruttato come uno dei principali argomenti di delegittimazione nei confronti di <strong>Palamara<\/strong> e delle sue denunce. La tesi, ripetuta come un mantra, era che un accordo di quel tipo equivale a una condanna e rende il diretto interessato un \u00abpregiudicato\u00bb e, di conseguenza, un \u00abimpresentabile\u00bb che non pu\u00f2 pi\u00f9 intervenire nel dibattito pubblico. Soprattutto alla vigilia del referendum. Una tenzone in cui il fronte del No difende il potere delle correnti e lo status quo del Csm, lo stesso che ancora si spacca in due per le nomine e i cui sostenitori vogliono impedire al vecchio mazziere di spiegare con quali trucchi venissero distribuite le carte. Se la richiesta di revoca dovesse essere accolta, verrebbe meno l\u2019unico elemento formalmente utilizzato per tappare la bocca a <strong>Palamara<\/strong>. I suoi avversari, a livello mediatico, strilleranno, come gi\u00e0 fatto di fronte alle assoluzioni pronunciate per un altro reato abolito, l\u2019abuso d\u2019ufficio, sostenendo che la maggioranza salva i mariuoli. La realt\u00e0 di cui occorre prendere atto, invece, \u00e8 che la vicenda giudiziaria di <strong>Palamara<\/strong> si fondava su un reato che il legislatore non ritiene pi\u00f9 meritevole di sanzione e che il Sistema delle correnti \u00e8 ancora vivo e vegeto. \u00abIl governo salva Palamara\u00bb, grider\u00e0 qualcuno per portare acqua al mulino del No, ma la verit\u00e0 \u00e8 che, finalmente, senza un facile capro espiatorio, sar\u00e0 pi\u00f9 evidente come il caso Palamara non abbia portato a nessuna vera riforma del Sistema.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 rimasto immutato. E i conservatori hanno avuto gioco facile sventolando lo scalpo dell\u2019ex presidente dell\u2019Anm: \u00abNoi abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo eliminato la cellula malata\u00bb hanno ripetuto per anni i vertici della magistratura correntizzata. Peccato che nel plotone d\u2019esecuzione della sezione disciplinare che ha impallinato <strong>Palamara<\/strong> ci fossero anche diversi suoi beneficiati. La maggior parte di quelli che hanno puntato il dito contro l\u2019ex ras delle nomine sino al giorno prima lo trattavano con rispetto, gli facevano arrivare i propri desiderata, lo invitavano a cene e partite di calcio.<\/p>\n<p>Tra i pochi che non lo frequentavano per motivi di carriera c\u2019era un pm, <strong>Fava<\/strong>, che aveva provato a combattere da solo contro quelle che riteneva logiche distorte del potere giudiziario. E da queste era rimasto schiacciato. In quattro e quattr\u2019otto \u00e8 stato liquidato come un pm \u00abintegralista\u00bb, uno che avrebbe fatto arrestare anche sua madre. Da un giorno all\u2019altro era diventato un paria. Per quanto avesse sempre e solo fatto il proprio lavoro. Per\u00f2 si era macchiato di lesa maest\u00e0: aveva osato accusare il suo vecchio procuratore, <strong>Giuseppe Pignatone<\/strong> (oggi indagato per favoreggiamento della mafia) e uno dei suoi pi\u00f9 stretti collaboratori, <strong>Paolo Ielo<\/strong>, il quale contesta a <strong>Fava<\/strong> di avere fatto indagini illecite sul proprio conto.<\/p>\n<p>L\u2019ex pm romano \u00e8 stato rinviato a giudizio per tre reati. Per due (omissione in atti di ufficio e violazione del segreto d\u2019ufficio) \u00e8 stato assolto in primo grado. \u00c8 stato, invece, condannato a cinque mesi di reclusione per accesso abusivo a sistema informatico, per avere visionato e scaricato alcuni atti di un processo in cui l\u2019accusa era rappresentata da <strong>Ielo<\/strong> e che aveva riguardato il giudice <strong>Brunella Bruno<\/strong> (poi assolta), il cui fratello, tre anni pi\u00f9 tardi, avrebbe conferito incarichi all\u2019avvocato <strong>Domenico Ielo<\/strong>, a sua volta fratello del magistrato. Nel capo di imputazione (che non \u00e8 mai stato modificato) \u00e8 indicata come finalit\u00e0 dell\u2019accesso l\u2019avvio di \u00abuna campagna mediatica\u00bb ai danni di <strong>Pignatone<\/strong> e <strong>Ielo<\/strong> \u00abda effettuarsi anche mediante l\u2019ausilio di <strong>Palamara<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Il Tribunale, verificata l\u2019insussistenza del fatto cos\u00ec come contestato dal pubblico ministero (per la \u00abcampagna mediatica\u00bb vi \u00e8 stata, infatti, l\u2019assoluzione), ha sostenuto, in sentenza, che l\u2019accesso sarebbe stato effettuato per \u00abdestare un\u2019attenzione non istituzionale\u00bb o per \u00abprecostituirsi un dossier\u00bb o \u00abper consegnare gli atti a <strong>Palamara<\/strong> perch\u00e9 li diffondesse negli ambienti giusti per danneggiare <strong>Ielo<\/strong> e <strong>Pignatone<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec scorso, di fronte ad accuse cos\u00ec confuse, la Procura generale ha chiesto l\u2019assoluzione di Fava perch\u00e9 il fatto non sussiste. Non sussiste per come originariamente contestato e non sussiste per come rimodulato in sentenza. Il sostituto procuratore generale <strong>Paolo Barlucchi<\/strong> ha sostenuto che la contestazione dell\u2019accesso abusivo \u00abnon pu\u00f2 essere riferita ad atti che ancora non si conoscevano\u00bb. Infatti Fava aveva avuto notizia della sentenza dallo stesso Ielo, ma non aveva cognizione dei dettagli della vicenda.<\/p>\n<p>Per\u00f2 la parte pi\u00f9 interessante della requisitoria \u00e8 quella in cui si evidenza come la sentenza di condanna non abbia mai affrontato \u00abi veri problemi posti da Fava con la presentazione dell\u2019esposto al Csm su <strong>Pignatone<\/strong>\u00bb e sui presunti conflitti d\u2019interessi all\u2019interno dell\u2019ufficio. Infatti, come ha denunciato Fava, almeno due indagati della Procura di Roma, <strong>Ezio Bigotti<\/strong> e <strong>Piero Amara<\/strong>, avevano intrattenuto rapporti economici con il fratello avvocato di <strong>Pignatone<\/strong>.<\/p>\n<p>Non basta. <strong>Barlucchi<\/strong> ricorda anche lo \u00abschema\u00bb confessato dallo stesso <strong>Amara<\/strong> per \u00abinquinare\u00bb i processi: \u00abCercavo di nominare persone che erano vicine perch\u00e9 erano testimoni di matrimonio di qualche magistrato\u00bb. E qui entra in campo <strong>Ielo<\/strong>, visto che Amara aveva scelto come legale <strong>Salvino Mondello<\/strong>, compare di nozze dell\u2019ex aggiunto di Roma. Scrive <strong>Barlucchi<\/strong>: \u00ab<strong>Amara<\/strong>, quale verosimile ispiratore degli incarichi di Eni e Condotte al fratello di lelo, questa \u00e8 la prudente e fondata ipotesi che Fava ha fatto, e quale assistito del migliore amico di <strong>lelo<\/strong>, corrispondono esattamente a questo schema\u00bb.<\/p>\n<p>Il magistrato dell\u2019accusa giustifica ex post le supposizioni di <strong>Fava<\/strong>, dal momento che \u00abi rapporti tra <strong>Amara<\/strong> e il fratello del procuratore <strong>Pignatone<\/strong> e tra <strong>Amara<\/strong> e il migliore amico di <strong>Ielo<\/strong>, potevano far apparire che le loro decisioni investigative su <strong>Amara<\/strong> ne fossero condizionate\u00bb.<\/p>\n<p>E di fronte a un simile sospetto, secondo <strong>Barlucchi<\/strong>, un pm deve poter fare il pm e togliersi i dubbi, senza incorrere in reati, utilizzando le banche dati a disposizione. Come ha fatto <strong>Fava<\/strong>. <\/p>\n<p>Va detto che sia <strong>Ielo<\/strong> che <strong>Pignatone<\/strong> avevano proposto di astenersi nei processi che coinvolgevano <strong>Amara<\/strong>, ma <strong>Pignatone<\/strong> stesso (per <strong>Ielo<\/strong>) e il procuratore generale <strong>Giovanni Salvi<\/strong> (per <strong>Pignatone<\/strong>) non avevano ritenuto necessario quel passo. E allora <strong>Barlucchi<\/strong> si domanda retoricamente: \u00abL\u2019esistenza o meno dei presupposti per l\u2019astensione del procuratore o dell\u2019aggiunto li stabilisce una riunione di ufficio? Li stabilisce sulla sola base delle informazioni ricevute da chi si deve astenere?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Barlucchi<\/strong> ammette che Pignatone potrebbe essere stato ingannato dal fratello e non mette mai in dubbio l\u2019onorabilit\u00e0 e la buona fede di <strong>Ielo<\/strong> (a cui contesta per\u00f2 la permalosit\u00e0), ma, nello stesso tempo, lascia intendere, a sette anni di distanza, che se si fosse trovato nella situazione di Fava avrebbe avuto gli stessi dubbi. Questa \u00e8 la sua conclusione: \u00abLa realt\u00e0 si \u00e8 incaricata di dimostrare che aveva ragione <strong>Fava<\/strong> a chiedere al procuratore di valutare con attenzione se vi fossero gravi ragioni di convenienza ad astenersi nel processo a carico di <strong>Amara<\/strong> e <strong>Bigotti<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>A <strong>Barlucchi<\/strong> non pare possibile che il Tribunale \u00abnon affronti questo tema perch\u00e9 <strong>Amara<\/strong> \u00e8, al tempo stesso, la ragione per cui Fava riteneva che <strong>Pignatone<\/strong> e <strong>Ielo<\/strong> si dovessero astenere, e la ragione del contrasto sul mancato assenso da parte loro sulle sue richieste di cattura\u00bb. A cui Ielo aveva contrapposto ragioni di \u00abopportunit\u00e0\u00bb stigmatizzate da <strong>Barlucchi<\/strong> (\u00abQuesto significa sottrarre elementi di prova\u00bb ha detto in aula).<\/p>\n<p>La sentenza di domani su <strong>Fava<\/strong> potrebbe riportare ai blocchi di partenza il caso Palamara e consentire a tutti di riflettere sulla cortina fumogena che \u00e8 stata alzata dalla stessa magistratura a protezione del Sistema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Perugia, in queste ore, si sta riscrivendo il cosiddetto caso Palamara, ovvero la storia del suk delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":379095,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[14,93,94,218335,485,486,1537,90,89,218336,218333,56,7,15,218337,4056,405,8860,2099,218334,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-379094","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-federico-aureli","tag-giustizia","tag-indagini","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-leonardo-ceglia","tag-luca-palamara","tag-magistratura","tag-news","tag-notizie","tag-palamara","tag-perugia","tag-processo","tag-sergio-mattarella","tag-sistema","tag-stefano-fava","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116166954250814179","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=379094"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379094\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/379095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=379094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=379094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=379094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}