{"id":37968,"date":"2025-08-09T19:08:25","date_gmt":"2025-08-09T19:08:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37968\/"},"modified":"2025-08-09T19:08:25","modified_gmt":"2025-08-09T19:08:25","slug":"a-bologna-nasce-il-laboratorio-ginecologico-popolare-un-presidio-di-salute-e-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/37968\/","title":{"rendered":"A Bologna nasce il Laboratorio ginecologico popolare, un presidio di salute e diritti"},"content":{"rendered":"<p>Cura integrale: ovvero attenzione alla persona dal punto di vista fisico, psicologico e sociale. Da poco <strong>a Bologna \u00e8 stato inaugurato il primo Laboratorio ginecologico popolare della citt\u00e0<\/strong>: \u00e8 completamente gratuito ed \u00e8 ispirato proprio a questo principio. Nella struttura operano come <strong>volontarie una decina di professioniste della salute che sono anche attiviste<\/strong>: ginecologhe, mediche di medicina generale, sessuologhe, infermiere e ostetriche.<\/p>\n<p>Si tratta, raccontano, di un\u2019esperienza nata dal basso, che ha dato evidenza a diverse nuove esigenze della popolazione tramite un\u2019accurata analisi dei bisogni. La prima fase \u00e8 stata realizzata dal <a href=\"https:\/\/www.laboratoriosalutepopolare.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Laboratorio di Salute Popolare<\/a> avviato nel 2019 nel Municipio Sociale L\u00e0bas, una realt\u00e0 che comprende vari servizi, da quello odontoiatrico a quello psicologico, tutti gratuiti e tutti pensati per coloro che per vari motivi oggi ne sono esclusi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1200\" alt=\"\" class=\"wp-image-487259 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-06-at-10.52.34-2.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1600\" data-eio-rheight=\"1200\"\/><\/p>\n<p>Intercettare i bisogni<\/p>\n<p>Qui, spiega Cecilia, 28 anni, volontaria medica neolaureata e futura specializzanda, \u00abfacendo attivit\u00e0 di sportello abbiamo agganciato <strong>persone che avevano situazioni di particolare marginalit\u00e0 e criticit\u00e0<\/strong> dal punto di vista sanitario e le abbiamo indirizzate sia all\u2019interno dei servizi sanitari, che verso l\u2019ottenimento di documenti e di una residenza\u00bb. Qualche anno dopo, nel 2023, sono state intercettate nuove esigenze. Cos\u00ec, aggiunge Carla, 45 anni, farmacista volontaria del Laboratorio ginecologico popolare, \u00ab\u00e8 stato aperto un nuovo sportello dedicato alla salute sessuale e riproduttiva e si \u00e8 visto che <strong>tante persone venivano escluse dai servizi<\/strong>. Alcune perch\u00e9 senza documenti, come le donne migranti, ma c\u2019erano anche tante studentesse universitarie fuori sede, che non avevano il medico di base qui a Bologna\u00bb.<\/p>\n<p>Le persone si rivolgevano allo sportello per capire come prenotare una visita, quali servizi offriva il territorio, quali metodi contraccettivi usare o per raccontare esperienze negative vissute nel servizio pubblico che avevano causato un\u2019interruzione del percorso di cura, come la violenza ostetrica. \u00c8 proprio <strong>in seguito al rilevamento di questi bisogni<\/strong> che <strong>\u00e8 nata infine l\u2019esigenza di aprire uno spazio dedicato <\/strong>esclusivamente alla salute ginecologica.\u00a0<\/p>\n<p>Uno spazio rigenerato<\/p>\n<p>Cos\u00ec si arriva all\u2019inaugurazione della sede del nuovo Laboratorio di salute popolare avvenuta lo scorso 13 giugno in uno spazio che si trova all\u2019interno del Giardino delle Popolarissime, in via Casarini 40, nel quartiere Porto-Saragozza. La riqualificazione si inserisce a sua volta in quella pi\u00f9 ampia dell\u2019area cittadina del Quadrilatero Scalo-Malvasia promossa da <a href=\"https:\/\/www.comune.bologna.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Comune di Bologna<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.acer.re.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Acer<\/a>, il quartiere stesso e la <a href=\"https:\/\/fondazioneiu.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fondazione IU Rusconi Ghigi<\/a>.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Lo scopo di questo luogo non \u00e8 tanto fare la visita, ma \u00e8 offrire una visione alternativa della salute, che metta la persona al centro: chi accede al servizio non \u00e8 il \u201cconsumatore\u201d di una prestazione ma deve essere una persona informata<\/p>\n<p>Le attiviste del Laboratorio ginecologico popolare<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00abPrima questa era una pizzeria\u00bb, raccontano le attiviste che, dopo aver ottenuto l\u2019assegnazione, tramite bando, dello spazio da parte di Acer, grazie a cene e pranzi di autofinanziamento e a una raccolta fondi online ancora aperta, hanno provveduto autonomamente alla sua ristrutturazione, all\u2019arredo e ora anche ai costi di funzionamento.<\/p>\n<p>In totale, secondo una stima delle attiviste, sarebbero stati spesi circa 20mila euro per rinnovarla. Il risultato \u00e8 <strong>uno spazio semplice ma accogliente, con una sala d\u2019aspetto, una segreteria con depliant informativi disponibili in diverse lingue<\/strong>, uno studio per le visite dotato di autoclave per la sterilizzazione degli strumenti e dei materiali e scrivania. Mobili e strumenti sono stati donati da professionisti\/e in pensione o da associazioni. Fino a fine luglio lo spazio \u00e8 stato aperto un luned\u00ec s\u00ec e uno no nel pomeriggio a partire dalle 15.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1200\" alt=\"\" class=\"wp-image-487260 lazyload\" style=\"width:492px;height:auto\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-06-at-10.52.34-4.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1600\" data-eio-rheight=\"1200\"\/><\/p>\n<p>\u00abPer ora abbiamo fatto solo quattro aperture, in totale sono venute qui una ventina di persone\u00bb, racconta Cecilia. Si \u00e8 trattato soprattutto di donne maggiorenni, ma under40, spiegano ancora le volontarie. Ad agosto il servizio rimarr\u00e0 chiuso ma dall\u20198 settembre sar\u00e0 di nuovo attivo (chi vorr\u00e0 prenotare un appuntamento pu\u00f2 farlo via Whatsapp al numero 351 570.9027).\u00a0<\/p>\n<p>Un ponte con il servizio pubblico<\/p>\n<p>Ma quali sono le richieste di chi vi accede? \u00abIl bisogno principale \u00e8 legato alla conoscenza e all\u2019orientamento verso i servizi esistenti sul territorio\u00bb, spiega Carla. Cecilia aggiunge che \u00abquello che noi vorremmo fare non \u00e8 tanto andare a colmare i vuoti del servizio sanitario. <strong>Noi chiediamo che il servizio sanitario sia presente e arrivi a quel bisogno di salute \u201cinvisibile\u201d che noi rendiamo evidente<\/strong> con la nostra apertura. A oggi abbiamo soprattutto fatto l\u2019aggancio, siamo state ponte tra la persona e i servizi, anche solo a livello informativo. Le persone si rivolgerebbero ai servizi ma non sanno n\u00e9 come funzionano, n\u00e9 come fare per accedervi\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo le volontarie questo accade per varie ragioni: \u00abPer una questione di mediazione culturale, di background culturale, o per una disconnessione dalla citt\u00e0 di origine, come pu\u00f2 avvenire nel caso di una studentessa fuori sede senza medico di base\u00bb.<\/p>\n<p>La teoria della cura integrale<\/p>\n<p>A oggi nel laboratorio non si possono fare visite ginecologiche, manca ancora l\u2019autorizzazione della Asl, che dovrebbe arrivare a settembre. La scelta di aprirlo lo stesso nasce proprio dalla visione politica che unisce le volontarie del progetto: \u00abIl problema non \u00e8 la prestazione\u00bb, spiega Marta, 30 anni, infermiera. \u00ab<strong>Lo scopo di questo luogo non \u00e8 tanto fare la visita, ma \u00e8 offrire una visione alternativa della salute, che metta la persona al centro<\/strong>: chi accede al servizio non \u00e8 il \u201cconsumatore\u201d di una prestazione ma deve essere una persona informata\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1200\" alt=\"\" class=\"wp-image-487261 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-06-at-10.52.34-12.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1600\" data-eio-rheight=\"1200\"\/><\/p>\n<p>Per fare un esempio, le volontarie raccontano dei frammenti di storie. \u00ab\u00c8 capitato che qualche donna arrivasse qui in cerca di una visita, poi in realt\u00e0 il problema si \u00e8 risolto parlando con la psicologa, oppure, spiegando banalmente quel che c\u2019era scritto sul referto di un esame gi\u00e0 effettuato. Non c\u2019era bisogno di una visita, ma c\u2019era un bisogno di ascolto e di non stigmatizzazione\u00bb.<\/p>\n<p>Al centro del modello applicato negli spazi di via Casarini, ci sono le <strong>teorie di umanizzazione della cura e di cura integrale, modelli che prendono cio\u00e8 in considerazione la realt\u00e0 sociale, lavorativa, familiare della persona<\/strong> che si presenta al laboratorio e non soltanto il suo sintomo. Ed \u00e8 proprio per questo motivo che il primo step, una volta entrati nel Laboratorio ginecologico popolare di Bologna, \u00e8 il <strong>triage sociale<\/strong>: \u00abSi viene accolti da una ginecologa, un\u2019infermiera o un\u2019ostetrica e una psicologa, per avere una visione multidisciplinare\u00bb, racconta Marta. \u00abQuesto perch\u00e9 pi\u00f9 sensibilit\u00e0 riescono a carpire meglio le differenti problematiche della persona\u00bb. In questo modo \u00e8 possibile indirizzare la persona agli altri servizi del Laboratorio di salute popolare: lo sportello per il lavoro, quello psicologico, la scuola di italiano.\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00c8 capitato che qualche donna arrivasse qui in cerca di una visita, poi in realt\u00e0 il problema si \u00e8 risolto parlando con la psicologa. Non c\u2019era bisogno di una visita, ma c\u2019era un bisogno di ascolto e di non stigmatizzazione<\/p>\n<p>Le attiviste del Laboratorio ginecologico popolare<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Se questo \u00e8 l\u2019approccio scientifico che il Laboratorio ginecologico popolare ha scelto di sperimentare nei nuovi spazi, quello politico critica \u00abla crescente privatizzazione della salute, che non rende accessibili le cure a coloro che non hanno disponibilit\u00e0 economiche e mette le persone di fronte alla scelta di curarsi o meno\u00bb, spiegano le attiviste.\u00a0<\/p>\n<p>I progetti futuri<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il futuro, <strong>lo sportello ha l\u2019obiettivo di \u00abradicarsi profondamente nella realt\u00e0 del quartiere\u00bb<\/strong>, proseguendo sulla strada che gi\u00e0 l\u2019ha visto fare rete con le associazioni e con le donne che ci vivono. Poi, spiega Cecilia, \u00abvisto che il Laboratorio di salute popolare ha raccolto anche l\u2019adesione di pediatri e pediatre, sarebbe interessante in futuro fare qualcosa dedicato ai bambini, anche perch\u00e9 spesso l\u2019aspetto ginecologico va di pari passo con quello pediatrico. Stando qui capiremo anche meglio qual \u00e8 il bisogno in questo senso\u00bb.<\/p>\n<p>Il laboratorio continuer\u00e0, concludono le attiviste, a essere <strong>in rete con le associazioni cittadine, a livello nazionale con il network dei Laboratori di salute popolare e in Europa con le Social Clinic<\/strong>. Le volontarie attiviste una certezza gi\u00e0 ce l\u2019hanno:  il bisogno di attenzione alla cura ginecologica porter\u00e0 a far nascere esperienze simili anche nel resto d\u2019Italia.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Le fotografie sono dell<strong>\u2019<\/strong>autrice dell<strong>\u2019<\/strong>articolo<\/p>\n<p>                17 centesimi al giorno sono troppi?<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un euro a settimana, un caff\u00e8 al bar o forse meno. 60 euro l\u2019anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicit\u00e0, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cura integrale: ovvero attenzione alla persona dal punto di vista fisico, psicologico e sociale. 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