{"id":379791,"date":"2026-03-04T08:13:13","date_gmt":"2026-03-04T08:13:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/379791\/"},"modified":"2026-03-04T08:13:13","modified_gmt":"2026-03-04T08:13:13","slug":"non-esistono-bambini-pigri-attenzione-a-ciuccio-e-borraccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/379791\/","title":{"rendered":"\u00abNon esistono bambini pigri. Attenzione a ciuccio e borraccia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                               &#13;<br \/>\n                                                &#13;<br \/>\n                &#13;<\/p>\n<p>Capita a molti genitori: ci si ritrova al parco o alla festa di compleanno e, inevitabilmente, scatta il confronto. \u00abIl mio a diciotto mesi diceva gi\u00e0 tutto\u00bb, \u00abLa mia a due anni fa discorsi complessi\u00bb. E noi restiamo l\u00ec, a guardare il nostro piccolo che magari si limita a qualche suono o al classico &#8220;mamma&#8221; e &#8220;pap\u00e0&#8221;, sentendo crescere quel pizzico di preoccupazione mista a senso di colpa. Ma quando \u00e8 il caso di consultare un esperto?<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Per fare chiarezza abbiamo incontrato la <strong>dottoressa Claudia Costabile, logopedista presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi della Campania\u00a0Luigi Vanvitelli<\/strong>. Il primo messaggio che arriva dall&#8217;esperta \u00e8 rassicurante: ogni bambino segue una sua traiettoria personale. \u00abLe tappe evolutive a cui noi facciamo solitamente riferimento rappresentano delle norme statistiche, non delle scadenze\u00bb, spiega la dottoressa. \u00abPiccole variazioni possono rientrare nello sviluppo fisiologico\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nRiconoscere i campanelli d&#8217;allarme&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario armarsi di taccuino e contare ogni singola sillaba, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni passaggi chiave. Entro i 12 mesi, ad esempio, dovrebbe essere presente la <strong>lallazione<\/strong>, quel balbettio\u00a0che \u00e8 la palestra del linguaggio. Un altro indicatore importante \u00e8<strong> l&#8217;uso dei gesti<\/strong>: indicare un oggetto per averlo o salutare con la mano sono prerequisiti fondamentali. \u00abNon dobbiamo semplicemente contare le parole che il bambino dice, ma inquadrare lo sviluppo linguistico all&#8217;interno di un contesto comunicativo\u00bb, sottolinea Costabile. \u00abLa comunicazione non \u00e8 solo quella verbale: dobbiamo guardare l&#8217;intenzionalit\u00e0 comunicativa, la reciprocit\u00e0, la comprensione\u00bb.\u00a0<strong>La famosa soglia delle &#8220;50 parole&#8221; a due anni <\/strong>\u00e8 un riferimento utile, ma va interpretata con flessibilit\u00e0. Anche perch\u00e9, come ci ricorda l&#8217;esperta, una parola non deve essere per forza perfetta per essere contata: \u00abUn bambino che utilizza sempre la stessa etichetta verbale per fare riferimento allo stesso significato, anche se fonologicamente non \u00e8 corretta, dice comunque una parola\u00bb. Bisogna comunque prestare attenzione se, sempre intorno ai due anni, non \u00e8 ancora comparsa la capacit\u00e0 di unire due parole per <strong>formare una mini-frase<\/strong>, come ad esempio &#8220;mamma pappa&#8221; o &#8220;bimbo nanna&#8221;.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Fondamentale \u00e8 anche la <strong>comprensione<\/strong>: un bambino che esegue piccoli ordini ma parla poco potrebbe essere un <strong>\u00ablate talker\u00bb<\/strong> (parlatore tardivo), una variante dello sviluppo che spesso si risolve spontaneamente entro i tre anni. \u00abSi mettono alla pari in maniera autonoma\u00bb, spiega l&#8217;esperta, sottolineando per\u00f2 che solo uno specialista pu\u00f2 distinguere un ritardo transitorio da un disturbo persistente.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Allo stesso modo, occorre rassicurare le <strong>famiglie bilingui<\/strong>: esporre un bambino a due lingue non causa affatto un ritardo. \u00abRappresenta anzi un vantaggio cognitivo, perch\u00e9 migliora l&#8217;attenzione e la stimolazione\u00bb, chiarisce la dottoressa. Il segreto, in questo caso, \u00e8 la contestualizzazione: parlare una lingua con la mamma e l&#8217;altra con il pap\u00e0 aiuta il piccolo a orientarsi senza rinunciare a questa preziosa opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Se abbiamo il sospetto che qualcosa non vada, il percorso deve essere multidisciplinare. La prima figura di riferimento \u00e8 il pediatra, che indirizzer\u00e0 poi verso specialisti come l&#8217;audiofoniatra, per escludere deficit uditivi o cause organiche, e il neuropsichiatra infantile, che valuta se il linguaggio si inserisce in uno sviluppo globale fisiologico.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCome funziona la terapia&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Per un genitore, l&#8217;idea di portare un bambino di due o tre anni a &#8220;fare terapia&#8221; pu\u00f2 scatenare un senso di smarrimento: come si convince un piccolo che a malapena sta fermo a collaborare con uno sconosciuto? La dottoressa Costabile spazza via l&#8217;immagine del camice bianco e del tavolino, descrivendo un ambiente che somiglia molto di pi\u00f9 a una ludoteca che a uno studio medico: \u00abLa seduta non \u00e8 una lezione, ma un incontro la cui durata oscilla tra i 30 e i 45 minuti a seconda delle esigenze del bambino e\u00a0basato sul gioco sensomotorio e simbolico\u00bb. Si utilizzano oggetti reali, disegni e flashcards, ma l&#8217;obiettivo non \u00e8 &#8220;imparare le parole&#8221; a memoria, quanto stimolare il pensiero astratto. Uno dei pilastri della seduta \u00e8 l&#8217;allenamento alla conversazione, anche se questa avviene senza parole: \u00abFacciamo tante piccole attivit\u00e0 in cui ci scambiamo il turno, che \u00e8 anche un elemento fondamentale nelle abilit\u00e0 di conversazione\u00bb, sottolinea Costabile. Si lavora sull&#8217;attenzione condivisa: bambino e terapista si concentrano sullo stesso oggetto (una macchinina, una bambola, una bolla di sapone), creando quella complicit\u00e0 necessaria affinch\u00e9 il linguaggio emerga come bisogno naturale di condividere un&#8217;emozione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nIl &#8220;parent training&#8221;&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>La seduta non finisce quando si chiude la porta dello studio. Anzi, il vero lavoro inizia l\u00ec. Il logopedista trasforma il genitore in un &#8220;terapista della quotidianit\u00e0&#8221; attraverso il parent training. \u00ab\u00c8 impensabile risolvere il problema con una o due ore di logopedia a settimana\u00bb, avverte la dottoressa. <\/p>\n<p>Ai genitori vengono lasciate piccole &#8220;consegne&#8221;: non esercizi noiosi, ma accorgimenti pratici. Si insegna loro a verbalizzare ogni azione (\u00abAdesso mamma mette la pasta nel piatto\u00bb), a leggere libri insieme e a creare situazioni in cui il bambino sia stimolato a chiedere, senza che il suo bisogno venga anticipato dal silenzio dell&#8217;adulto. Un\u00a0consiglio d&#8217;oro per i genitori riguarda la correzione. Se il piccolo dice &#8220;tatto&#8221; invece di &#8220;gatto&#8221;, la reazione istintiva \u00e8 chiedergli di ripetere bene. Sbagliato. \u00abChiedere al bambino di ripetere sempre la stessa parola, forzare ripetizioni corrette, pu\u00f2 generare sicuramente frustrazione\u00bb, avverte la dottoressa. La strategia vincente \u00e8 il cosiddetto &#8220;modellamento indiretto&#8221;: i genitori diventano uno specchio corretto. Se lui dice &#8220;tatto&#8221;, noi rispondiamo sorridendo: \u00abS\u00ec, \u00e8 un gatto, guarda, un gatto rosso che dorme\u00bb. In questo modo gli forniamo il suono giusto all&#8217;interno di una frase, senza farlo sentire inadeguato.&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nGli errori da evitare in casa&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Durante questo percorso, l&#8217;ambiente familiare gioca un ruolo chiave e alcuni &#8220;falsi miti&#8221; vanno sfatati. Primo fra tutti: la pigrizia. \u00abIl linguaggio emerge da fattori neurobiologici e interazione sociale. La pigrizia comunicativa non esiste\u00bb, avverte l&#8217;esperta. Un altro errore comune \u00e8 rispondere al posto del bambino o non rispettare i suoi tempi di elaborazione: \u00ab\u00c8 scorretto, perch\u00e9 si va a inibire il bambino. Bisogna dargli il tempo di parlare\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.leggo.it\/italia\/cronache\/19_novembre_2025_bambini_cartoni_animati_anni_90_pedagogista_maria_cristina_boccacci-9190987.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bambini e cartoni animati, le differenze con gli anni &#8217;90. La pedagogista: \u00abEcco i danni di colori irreali, immagini velocissime e video on demand\u00bb<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Sul piano pratico, la dottoressa \u00e8 categorica sull&#8217;uso della tecnologia: prima dell&#8217;anno di et\u00e0 gli schermi andrebbero evitati del tutto. \u00abUn&#8217;esposizione prolungata a tv, smartphone e tablet\u00a0va a causare la perdita di tutte quelle interazioni faccia a faccia, del gioco simbolico, del linguaggio conversazionale ma anche di imitazione che \u00e8 alla base dell&#8217;apprendimento\u00bb, avverte l&#8217;esperta.\u00a0Attenzione anche alle abitudini orali. <strong>L&#8217;uso prolungato del ciuccio o del biberon <\/strong>oltre i due o tre anni pu\u00f2 alterare la postura della lingua. \u00abSi instaura uno schema deglutitorio che noi chiamiamo deglutizione infantile, in cui il bambino spinge la lingua avanti per direzionare il flusso di latte\u00bb, spiega Costabile. Anche le borracce con cannuccia o beccuccio, se usate costantemente come avviene spesso a scuola, possono ostacolare il passaggio verso una deglutizione adulta e fisiologica: il consiglio \u00e8 di passare al bicchiere il prima possibile.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCome si stabilisce la fine del percorso&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Una delle domande che pi\u00f9 sta a cuore ai genitori riguarda la durata: quanto tempo servir\u00e0 perch\u00e9 mio figlio parli &#8220;bene&#8221;? La dottoressa Costabile chiarisce che non esiste un timer uguale per tutti: \u00abI\u00a0tempi dipendono dalla gravit\u00e0 del disturbo, dalla precocit\u00e0 dell&#8217;intervento e, soprattutto, dall&#8217;aderenza della famiglia al trattamento\u00bb. Ma il criterio per concludere \u00e8 chiaro: \u00abLa fine del trattamento si stabilisce quando gli obiettivi funzionali sono raggiunti, ovvero quando il bambino \u00e8 finalmente autonomo nella comunicazione\u00bb. Ma attenzione, il logopedista non agisce da solo: \u00abSi fa sempre un controllo a tre o sei mesi con il medico specialista, che sia il foniatra o il neuropsichiatra infantile\u00bb, spiega l&#8217;esperta. \u00c8 solo in questo confronto costante tra terapista e medico che si decide ufficialmente se il percorso pu\u00f2 dirsi terminato con successo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nL&#8217;importanza di un intervento tempestivo&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Molti genitori, rassicurati da parenti o amici, tendono ad aspettare che il linguaggio &#8220;sblocchi&#8221; da solo. Ma un disturbo non trattato tempestivamente pu\u00f2 lasciare segni profondi, a partire dalla socialit\u00e0. \u00abPu\u00f2 provocare un disturbo dell&#8217;interazione con i coetanei\u00bb, avverte la dottoressa. \u00abPu\u00f2 succedere che il genitore lo capisce, ma il coetaneo no, e questo pu\u00f2 causare problemi relazionali\u00bb.\u00a0Il rischio pi\u00f9 insidioso, per\u00f2, si palesa con l&#8217;ingresso a scuola. Il linguaggio \u00e8 infatti il mattone su cui si costruiscono la lettura e la scrittura. \u00abUn bambino che non ha risolto le sue difficolt\u00e0 linguistiche prima dell&#8217;ingresso nella scuola primaria faticher\u00e0 a trasformare i suoni in lettere\u00bb, con una probabilit\u00e0 molto pi\u00f9 alta di incontrare ostacoli nell&#8217;apprendimento della letto-scrittura. Intervenire tempestivamente non significa etichettare il bambino, ma rispettare il suo diritto a comunicare. Perch\u00e9, come conclude la dottoressa, \u00abi bambini ci insegnano che, a volte, dobbiamo solo rallentare per metterci al loro passo\u00bb.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                Ultimo aggiornamento: mercoled\u00ec 4 marzo 2026, 08:36&#13;<br \/>\n                <br \/>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                        \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                    &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; Capita a molti genitori: ci si ritrova al parco o alla festa di compleanno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":379792,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[149306,2731,2753,239,1537,90,89,66596,218529,240],"class_list":["post-379791","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-crescere-insieme","tag-figli","tag-genitori","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-logopedia","tag-logopedista","tag-salute"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116169907045135363","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=379791"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379791\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/379792"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=379791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=379791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=379791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}