{"id":3816,"date":"2025-07-23T19:06:09","date_gmt":"2025-07-23T19:06:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3816\/"},"modified":"2025-07-23T19:06:09","modified_gmt":"2025-07-23T19:06:09","slug":"the-who-a-milano-per-lultimo-live-notizie-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3816\/","title":{"rendered":"The Who a Milano per l&#8217;ultimo live &#8211; Notizie"},"content":{"rendered":"<p>Dicevano di voler morire prima di diventare vecchi, come cantavano nel brano-manifesto datato 1969 &#8216;My generation&#8217;, invece a 80 anni suonati The Who &#8211; oggi Pete Townshend e Roger Daltrey &#8211; danno ancora lezioni di rock&#8217;n&#8217;roll, come questa sera al Parco della Musica di Milano, nel secondo concerto italiano del loro tour d&#8217;addio, dopo lo show per 6000 persone di domenica 20 luglio all&#8217;Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta (Padova). <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0 Un concerto aperto da un omaggio al collega Ozzy Osbourne, mancato oggi. La sua &#8211; immagine vestito da pipistrello &#8211; riempie gli schermi prima dell&#8217;inizio del concerto, e a lui \u00e8 dedicato &#8216;I cant explain&#8217;, il singolo del 1964 da cui \u00e8 iniziata la sessantennale avventura nel rock della band inglese. Gli anni passano, ma Townshend &#8211; tutto di bianco vestito- rotea ancora il braccio nel suonare accordi con il windmill, il &#8220;mulinello&#8221; suo marchio di fabbrica, mentre Daltrey &#8211; occhiali da sole e jeans- con la sua voce tiene il palco come sa fare e dimostra nei vrituosismi di &#8220;Love, Reign O&#8217;er Me&#8221;. La band inglese ha scelto l&#8217;Italia per dare il via al suo ultimo giro di giostra live, che si intitola &#8216;The song is over&#8217;, come il brano dell&#8217;album &#8216;Who&#8217;s Next&#8217; del 1971, una delle pietre miliari della storia del rock mondiale, insieme a lavori come &#8216;Tommy&#8217;- anno 1969 &#8211; e &#8216;Quadrophenia&#8217;, uscito nel 1973. Dopo l&#8217;anteprima italiana, Daltrey e Townshend celebreranno i loro sei decenni di onorata carriera con date in Europa, Gran Bretagna e Nord America. Il tuffo nella memoria, con una scaletta di una ventina di canzoni dagli album che hanno segnato un&#8217;epoca, a Milano inizia alle 22 in punto: Simon Townshend alla chitarra ritmica, Jon Button al basso, Loren Gold alle tastiere, Scott Devours alla batteria e John Hogg ai cori accompagnano le due icone del movimento Mods nel viaggio tra i ricordi, dal singolo del 1966 &#8220;Substitute&#8221; a &#8220;Won&#8217;t get fooled again&#8221;. In mezzo, le hit &#8220;Pinball Wizard&#8221; e &#8220;See me, feel me&#8221; dalla visionaria opera rock &#8216;Tommy&#8217;, mentre da Quadrophenia arrivano &#8216;The real me&#8217;, &#8216;5:15&#8217;, &#8216;I&#8217;m one&#8217;, &#8216;I&#8217;ve had enough&#8217;, e la suite &#8216;Love, reign o&#8217;er me&#8217;. &#8220;Questa \u00e8 stata scritta in una palude in Florida tra le zanzare ed \u00e8 perfetta per questo 2025&#8221; dice Townshend al pubblico introducendo &#8220;The seeker&#8221;. L&#8217;energia di un inno come &#8220;Baba O&#8217;Riley &#8211; dove Riley fa roteare il microfono come ai bei tempi e si esibisce all&#8217;armonica &#8211; chiude in bellezza l&#8217; ultimo show italiano del tour d&#8217;addio alle scene dello storico gruppo, che saluta in crescendo il pubblico milanese sulle note di &#8220;Wont get fooled again&#8221; prima di dare la conferma che si, quello di stasera \u00e8 un addio, con l&#8217;ultimo bis: The song is over scelta come simbolo di questo giro di concerti finale.  <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dicevano di voler morire prima di diventare vecchi, come cantavano nel brano-manifesto datato 1969 &#8216;My generation&#8217;, invece a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2931,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[5752,1585,203,204,1537,90,89,5750,1538,1539,5751,5749,4409],"class_list":{"0":"post-3816","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-baba-o","9":"tag-band","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-john-hogg","16":"tag-music","17":"tag-musica","18":"tag-scott-devours","19":"tag-simon-townshend","20":"tag-singolo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3816"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3816\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2931"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}