{"id":381723,"date":"2026-03-05T12:38:13","date_gmt":"2026-03-05T12:38:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/381723\/"},"modified":"2026-03-05T12:38:13","modified_gmt":"2026-03-05T12:38:13","slug":"la-lezione-recensione-del-thriller-di-stefano-mordini-con-matilda-de-angelis-e-stefano-accorsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/381723\/","title":{"rendered":"La Lezione, recensione del thriller di Stefano Mordini con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi"},"content":{"rendered":"<p>Al cinema dal 5 marzo, un thriller psicologico che scava nella manipolazione, nello stalking e nella fragilit\u00e0 della percezione. La Lezione, diretto da Stefano Mordini e tratto dal romanzo di Marco Franzoso, segue un\u2019avvocatessa di successo che difende un professore accusato di violenza sessuale mentre il suo passato torna a perseguitarla. Tra Trieste, vento di bora e sospetti che si insinuano come crepe nella realt\u00e0, il film diventa un viaggio disturbante nel territorio pericolo e dolente dell&#8217;ossesione<\/p>\n<p>Cosa succede quando la realt\u00e0 smette di essere affidabile? Quando il sospetto entra nella tua vita come un vento freddo e non sai pi\u00f9 distinguere ci\u00f2 che \u00e8 vero da ci\u00f2 che immagini?\u00a0 Con La Lezione, Stefano Mordini costruisce un <strong>thriller psicologico italiano inquieto e disturbante<\/strong>. Una brillante avvocatessa difende un professore accusato di violenza sessuale mentre il suo passato torna a perseguitarla. Tra la bora di Trieste, la manipolazione emotiva e il confine sempre pi\u00f9 fragile tra verit\u00e0 e paranoia, il film con <a data-intcmp=\"skytg24_foglia articolo_interlink_text\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/argomenti\/matilda-de-angelis\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Matilda De Angelis<\/a> e <a data-intcmp=\"skytg24_foglia articolo_interlink_text\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/argomenti\/stefano-accorsi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stefano Accorsi<\/a> scava nelle zone oscure delle relazioni <strong>contemporanee.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\t\t \t<strong>La Lezione, recensione del thriller psicologico di Stefano Mordini<\/strong><\/p>\n<p>Se il predatore \u00e8 pi\u00f9 veloce di te non serve scappare.<br \/>Devi buttarti nel primo buco nero possibile e sperare che cada dentro anche lui.<\/p>\n<p>La frase stampata sulla quarta di copertina del romanzo di <strong>Marco Franzoso<\/strong> \u2014 da cui il film \u00e8 tratto \u2014 non \u00e8 solo una metafora narrativa. \u00c8 una dichiarazione di guerra psicologica. Un avvertimento. Un manuale di sopravvivenza emotiva.<\/p>\n<p>Nel suo adattamento cinematografico <strong>Stefano Mordini<\/strong> prende quella frase e la trasforma in atmosfera. In tensione. In un cinema fatto di crepe, sospetti e silenzi.<\/p>\n<p>La Lezione \u00e8 un thriller che non urla mai.<br \/>E proprio per questo inquieta.<\/p>\n<p>Presentato alla <strong>Festa del Cinema di Roma<\/strong> e distribuito dal 5 marzo da Vision Distribution, il film mette al centro una figura apparentemente forte \u2014 un\u2019avvocatessa brillante \u2014 per raccontare quanto fragile possa diventare la percezione della realt\u00e0 quando qualcuno decide di manipolarla.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/spettacolo\/cinema\/2025\/09\/11\/matilda-de-angelis-film-foto\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/hero_matilda_de_angelis_webphoto.jpg\"  loading=\"lazy\"  bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/hero_matilda_de_angelis_webphoto.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Matilda De Angelis compie 30 anni, ecco i suoi migliori film. FOTO\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\t\t \t<strong>Trieste, citt\u00e0 di vento e di inquietudini<\/strong><\/p>\n<p>Nel romanzo di Franzoso la storia era ambientata nelle colline romagnole. Mordini invece decide di spostarla a <strong>Trieste<\/strong>, citt\u00e0 di confine e di vertigine mitteleuropea.<\/p>\n<p>Una scelta tutt\u2019altro che decorativa.<\/p>\n<p>Il vento della bora diventa quasi un personaggio invisibile del film. Disturba i suoni, muove gli oggetti, scompiglia i pensieri. \u00c8 il rumore costante dell\u2019inquietudine.<\/p>\n<p>Il regista stesso parla di uno sguardo che distingue tra <strong>vedere e guardare<\/strong>: due gesti apparentemente identici, ma profondamente diversi. Perch\u00e9 guardare significa soffermarsi, controllare, spiare.<\/p>\n<p>E infatti La Lezione \u00e8 costruito come un film sulla sorveglianza.<\/p>\n<p>Chi guarda chi?<br \/>Chi osserva e chi \u00e8 osservato?<\/p>\n<p>La protagonista Elisabetta, interpretata da <strong>Matilda De Angelis<\/strong>, \u00e8 una giovane avvocatessa di successo. Difende un professore universitario accusato di violenza sessuale e riesce a farlo assolvere. Ma quando l\u2019uomo torna a chiederle aiuto per denunciare l\u2019universit\u00e0 che lo ha reintegrato relegandolo a un ruolo marginale, qualcosa comincia a incrinarsi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, un\u2019altra minaccia si affaccia nella sua vita.<\/p>\n<p>Il sospetto che il suo ex compagno, gi\u00e0 condannato per stalking, sia tornato a perseguitarla.<\/p>\n<p>Da quel momento il film si trasforma in una lenta discesa nella paranoia.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/spettacolo\/cinema\/2025\/10\/22\/look-festa-cinema-roma-red-carpet\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0-festa-cinema-roma-2025-getty.jpg\"  loading=\"lazy\"  bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0-festa-cinema-roma-2025-getty.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Festa del Cinema di Roma 2025, i look sul red carpet dell\u20198\u00aa giornata\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t<strong>Il thriller della percezione<\/strong><\/p>\n<p>Mordini non costruisce il film sulla suspense tradizionale.<br \/>Non c\u2019\u00e8 quasi mai il colpo di scena gridato.<\/p>\n<p>La tensione nasce altrove.<\/p>\n<p>Nasce nel dubbio.<\/p>\n<p>Con pazienza quasi geometrica, il film ci introduce in un labirinto di sospetti: vediamo la protagonista da lontano, spiata, fotografata, filmata. Lo spettatore si ritrova contemporaneamente in due posizioni opposte: quella di chi guarda e quella di chi \u00e8 guardato.<\/p>\n<p>\u00c8 un dispositivo narrativo semplice ma disturbante.<\/p>\n<p>Colori neutri \u2014 grigi, verdi spenti, ocra \u2014 costruiscono un mondo visivo che sembra sempre sul punto di scolorire. In mezzo a questa palette quasi spenta emerge un dettaglio: la sciarpa bordeaux della protagonista.<\/p>\n<p>Un piccolo oggettom una sciarpa bordeaux,\u00a0 che diventa quasi un <strong>MacGuffin hitchcockiano<\/strong>, un punto di attrazione visiva che sembra contenere segreti.<\/p>\n<p>\t\t\t<strong>La parresia: dire la verit\u00e0 anche quando ferisce<\/strong><\/p>\n<p>Il personaggio interpretato da <strong>Stefano Accorsi<\/strong> \u00e8 uno dei pi\u00f9 ambigui del cinema italiano recente.<\/p>\n<p>Angelo Walder \u00e8 un docente universitario che tiene una lezione su un concetto filosofico centrale nel film: la <strong>parresia<\/strong>.<\/p>\n<p>Michel Foucault la definiva il coraggio della verit\u00e0.<br \/>Dire ci\u00f2 che si pensa anche quando comporta un rischio.<\/p>\n<p>Nel film Walder spiega che la parresia implica la possibilit\u00e0 di ferire l\u2019altro con la verit\u00e0, di provocarne la collera o persino la violenza.<\/p>\n<p>Una definizione che diventa una chiave di lettura inquietante per tutto il racconto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se la verit\u00e0 pu\u00f2 ferire, chi decide quale sia la verit\u00e0?<\/p>\n<p>Accorsi interpreta Walder con un tono sorprendente: un uomo apparentemente goffo, con giacche alla coreana portate con la cravatta (un crimine per la Fashion Police), guanti senza dita per una dermatite e appunti che volano via nella bora.<\/p>\n<p>Un personaggio maldestro: occhiali, un cappello Trilby appiccicato al cranio a coprire i capelli radi. Eppure capace di boutade inaspettate, come quando sentenzia:<br \/><strong>\u00abL\u2019ovvio \u00e8 l\u2019anticamera della morte\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>E proprio per questo inquietante.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\t\t\t<strong>Matilda De Angelis e il volto dell\u2019inquietudine<\/strong><\/p>\n<p>Il cuore del film \u00e8 per\u00f2 <strong>Matilda De Angelis<\/strong>.<\/p>\n<p>La sua Elisabetta \u00e8 un personaggio costruito sulle crepe.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una vittima classica.<br \/>\u00c8 indipendente, brillante, economicamente autonoma, anche se si intuisce che il suo talento non \u00e8 riconosciuto economicamente quanto quello dei colleghi maschi.<\/p>\n<p>Eppure, qualcosa dentro di lei vacilla.<\/p>\n<p>In una delle scene pi\u00f9 intense, in un bar, confessa a un amico poliziotto:<\/p>\n<p>\u201cSono giorni che mi sento osservata.<br \/>Mi sembra sempre che mi manchi un pezzo.\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 una frase che riassume perfettamente il film.<\/p>\n<p>La sensazione che la realt\u00e0 abbia perso un frammento.<\/p>\n<p>Che qualcosa non torni.<\/p>\n<p>De Angelis restituisce questa inquietudine con grande precisione: il volto sempre sul punto di cambiare espressione, lo sguardo che cerca conferme negli altri e non le trova. Fuori dalle aule dei tribunali l\u2019eloquio si spezza, diventa nevrile, frammentario, quasi accorato. Perch\u00e9 l\u2019ossessione non segue alcuna legge se non la propria.<\/p>\n<p>\t\t\t<strong>L\u2019amore come minaccia<\/strong><\/p>\n<p>Una delle idee pi\u00f9 disturbanti del film riguarda la musica.<\/p>\n<p>Mordini trasforma <strong>\u201cLa canzone dei vecchi amanti\u201d<\/strong>, nella versione di Franco Battiato della celebre canzone di Jacques Brel, in un elemento quasi horror.<\/p>\n<p>Una melodia che ritorna.<\/p>\n<p>Che perseguita.<\/p>\n<p>Che ricorda alla protagonista una relazione passata.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019intuizione brillante: lo stalker spesso giustifica i propri gesti come atti d\u2019amore. Ma qui l\u2019amore non c\u2019entra nulla.<\/p>\n<p>\u00c8 solo possesso.<\/p>\n<p>\t\t\t<strong>Perch\u00e9 vedere La Lezione<\/strong><br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>La prova di Matilda De Angelis<\/strong><\/p>\n<p>Il primo motivo per vedere La Lezione \u00e8 l\u2019interpretazione di Matilda De Angelis. L\u2019attrice costruisce un personaggio fragile e determinato allo stesso tempo, rendendo visibile la tensione psicologica di chi sente la propria realt\u00e0 sgretolarsi sotto i piedi. La sua Elisabetta non \u00e8 una vittima passiva, ma una donna lucida che cerca di mantenere il controllo mentre il dubbio e la paura iniziano a infiltrarsi nella sua quotidianit\u00e0<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<br \/>\n<strong>L\u2019ambiguit\u00e0 del professore interpretato da Stefano Accorsi<\/strong><\/p>\n<p>Il secondo elemento che rende il film interessante \u00e8 il personaggio di Angelo Walder, interpretato da Stefano Accorsi. Un uomo apparentemente innocuo, sgraziato, che per\u00f2 riesce a insinuarsi nella mente degli altri con una manipolazione sottile e disturbante. Accorsi lavora su un registro ambiguo e sfuggente, costruendo una figura misteriosa, indecifrabilem almeno sino a titoli di coda<\/p>\n<p><strong>La regia inquieta di Stefano Mordini<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/><\/strong>Il terzo motivo riguarda la regia di Stefano Mordini, che sceglie la strada pi\u00f9 difficile: costruire un thriller basato sul dubbio, sull\u2019osservazione e sulla percezione. La tensione non nasce dai colpi di scena o da momenti spettacolari, ma da una progressiva sensazione di instabilit\u00e0. \u00c8 un cinema che preferisce insinuarsi lentamente nello spettatore, lasciando un\u2019inquietudine che continua a lavorare anche dopo la fine del film.<\/p>\n<p>\t\t\t<strong>Un cinema che resta in testa<\/strong><\/p>\n<p>Il film inizia in un\u2019aula di tribunale e termina in campo lungo davanti a una casa isolata nei boschi.<\/p>\n<p>Un finale che non chiude davvero il racconto.<\/p>\n<p>Piuttosto lo spalanca.<\/p>\n<p>Come se Mordini volesse dirci che certe storie non finiscono mai davvero. Continuano a vivere dentro chi le ha attraversate.<\/p>\n<p>Alla fine, resta addosso una sensazione strana.<\/p>\n<p>Quella di aver visto un film che scava lentamente, come una goccia che erode la pietra.<\/p>\n<p>E che, una volta uscito dalla sala, continua a lavorare dentro di te.<\/p>\n<p>Forse il cuore di La Lezione sta proprio qui.<\/p>\n<p>Nel sospetto che spesso la verit\u00e0 non sia un punto fermo, ma una zona instabile.<\/p>\n<p>E che, come diceva il Gigante nella serie Twin Peaks di David Lynch, i gufi non sono mai quello che sembrano.<\/p>\n<p>Un thriller psicologico elegante e disturbante che dimostra come il cinema di genere italiano possa ancora raccontare il presente con intelligenza.<br \/>E forse la vera lezione riguarda proprio questo: l\u2019accettazione del rifiuto, in una societ\u00e0 che sembra non contemplarlo pi\u00f9.<\/p>\n<p>E con una domanda che resta sospesa.<\/p>\n<p>Se il predatore cade nel buco nero insieme a te, chi dei due trover\u00e0 per primo la strada per uscire?<\/p>\n<p>\t            TAG:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al cinema dal 5 marzo, un thriller psicologico che scava nella manipolazione, nello stalking e nella fragilit\u00e0 della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":381724,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,12498,1521,2280,6687],"class_list":["post-381723","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-entertainment","tag-film","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-matilda-de-angelis","tag-movies","tag-stefano-accorsi","tag-trieste"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116176611517551549","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/381723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=381723"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/381723\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/381724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=381723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=381723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=381723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}