{"id":384649,"date":"2026-03-07T09:48:14","date_gmt":"2026-03-07T09:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/384649\/"},"modified":"2026-03-07T09:48:14","modified_gmt":"2026-03-07T09:48:14","slug":"giallo-sui-cimeli-di-gino-bartali-svuotacantine-a-processo-li-ha-sottratti-alle-nipoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/384649\/","title":{"rendered":"Giallo sui cimeli di Gino Bartali, svuotacantine a processo:\u00a0\u201cLi ha sottratti alle nipoti\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Macerata, 7 marzo 2026 &#8211;\u00a0<strong>Uno degli<\/strong> oggetti pi\u00f9 curiosi \u00e8 <strong>un\u2019agendina, con la copertina nera,<\/strong> sulla quale il grande <strong>Gino Bartali <\/strong>annotava quotidianamente allenamenti e alimentazione. Ma ci sono anche <strong>documenti, fotografie, targhe, medaglie e coppe.<\/strong> Tutti cimeli appartenuti al campione toscano, l\u2019uomo che con le sue imprese <strong>ha scritto l\u2019epopea del ciclismo<\/strong>, ora finiti al centro del <strong>processo<\/strong> che si aprir\u00e0 il 22 ottobre a Macerata. L\u2019imputato \u00e8 accusato di <strong>furto e nega tutto<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo svuotacantine: \u201cNon ho rubato nulla\u201d <\/p>\n<p>Si chiama <strong>Giovanni Spenga, <\/strong>58 anni, <strong>vive a Senigallia e di mestiere fa lo svuotacantine.<\/strong> Si sarebbe appropriato di oggetti e memorabilia appartenuti a Bartali nella casa del primogenito del ciclista, <strong>Andrea,<\/strong> deceduto nel 2017. \u201cMa io \u2013 replica l\u2019imputato \u2013 <strong>non ho rubato nulla,<\/strong> quei cimeli, alcuni dei quali restaurati dal sottoscritto, erano contenuti dentro scatoloni che le figlie di Andrea, nipoti di Bartali, avevano accatastato per essere smaltiti\u201d. Insomma, secondo Spenga da quel momento non appartenevano pi\u00f9 alla famiglia Bartali ma a lui. <\/p>\n<p>La vicenda\u00a0 <\/p>\n<p><strong>La vicenda <\/strong>\u00e8 emersa l\u2019altro ieri nel corso di un\u2019udienza predibattimentale in tribunale a Macerata, davanti al giudice<strong> Enrico Pannaggi <\/strong>e al pubblico ministero<strong> Rocco Dragonetti.<\/strong> La storia era cominciata quando<strong> le figlie di Andrea Bartali, primogenito di Gino,<\/strong> e dunque nipoti del campione di ciclismo, <strong>Stella e Gioia, <\/strong>avevano cercato uno svuotacantine per smaltire vecchio mobilio nell\u2019abitazione a Montefano del loro pap\u00e0, venuto a mancare il 23 giugno del 2017. Cos\u00ec avevano <strong>preso contatti con il 58enne<\/strong> per portare via delle cose.<\/p>\n<p>\u201cChe sono in buona fede lo dimostrer\u00f2 a processo\u201d <\/p>\n<p>\u201cHo agito in buona fede \u2013 spiega Spenga, che \u00e8 difeso dall\u2019<strong>avvocato Marco Subiaco <\/strong>\u2013. Ho conosciuto la signora Bartali attraverso un annuncio, cercava qualcuno per lo sgombero. Non sapevo nemmeno che fosse la nipote di Gino. Me lo ha detto il marito, quando, mentre stavo caricando la roba da portare via, ho preso in mano un trofeo\u201d. Insomma, secondo Spenga, una <strong>scoperta casuale<\/strong>. \u201cHo fatto due viaggi \u2013 continua, poi ho avuto un incidente. Mentre ero fermo, tra un antidolorifico e l\u2019altro, ho preso in mano uno di <strong>quei faldoni, dentro c\u2019erano tanti documenti e fotografie di Gino Bartali.<\/strong> Erano ammuffiti e li ho restaurati personalmente, poi ho contattato il presidente dell\u2019associazione Amici del Museo del Ciclismo Gino Bartali, a Firenze, per <strong>vendere qualcuna di queste cose. <\/strong>Alla fine, ho deciso di tenerle. Poco dopo \u00e8 arrivata la <strong>denuncia.<\/strong> La polizia ha sequestrato alcuni dei cimeli nel mio magazzino\u201d. In ogni caso, Spenga non ha dubbi: \u201cHo ottime credenziali e ho sempre ottenuto recensioni positive al mio lavoro. <strong>Che sono in buona fede lo dimostrer\u00f2 a processo\u201d.<\/strong> <\/p>\n<p>La nipote di Bartali: \u201cStiamo dedicando tutta la nostra vita a onorare la memoria del nonno\u201d <\/p>\n<p>Secondo<strong> <\/strong>l\u2019accusa, invece, lo svuotacentine, il 18 marzo 2024, approfittando dell\u2019incarico ricevuto di portare via alcuni oggetti selezionati dalle nipoti del ciclista, accantonati nel garage e nel salotto, si sarebbe<strong> impossessato senza autorizzazione di fotografie, documenti, targhe e medaglie, <\/strong>tutti oggetti che poi sarebbero stati messi in vendita. Dopo la segnalazione del presidente dell\u2019associazione del Museo, le due nipoti hanno sporto denuncia. Le donne si sono costituite parte civile, assistite dall\u2019avvocato <strong>Gerardo Pizzirusso.<\/strong> <strong>\u201cStiamo dedicando tutta la nostra vita a onorare la memoria del nonno<\/strong> \u2013 ha detto Gioia Bartali \u2013 Andremo avanti fino a che non ci verranno restituite tutte le sue cose\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Macerata, 7 marzo 2026 &#8211;\u00a0Uno degli oggetti pi\u00f9 curiosi \u00e8 un\u2019agendina, con la copertina nera, sulla quale il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":384650,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[44101,1824,41960,1825,3225,16456,1537,90,89,5484,405,21292,245,244,221039],"class_list":["post-384649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-bartali","tag-ciclismo","tag-cimeli","tag-cycling","tag-giallo","tag-gino","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-nipoti","tag-processo","tag-sottratti","tag-sport","tag-sports","tag-svuotacantine"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116187267635135702","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/384649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=384649"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/384649\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/384650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=384649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=384649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=384649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}